La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The Tales of Beedle the Bard

Autore: Joanne Kathleen Rowling
Editore: Bloomsbury Publishing PLC
Prezzo: € 7.60
Pagine: 128

Era l’ultimo superstite dell’ordine di gennaio, ma avevo rimandato fino all’ultimo prima di leggerlo. Un po’ perchè per leggere delle fiabe c’è da essere nel giusto stato d’animo, e un po’ perchè temevo fosse un brutto libro.
Perchè l’ho preso allora, se non mi fidavo?
In parte perchè comunque sia ho imparato ad apprezzare la Rowling durante la sua saga di Harry Potter -combattendo strenuamente contro il disgusto che mi suscitavano le orrende copertine italiane dei suoi libri- e in parte perchè i ricavi di questo libro finivano al Children’s High Level Group, un’associazione creata dalla stessa Rowling e dalla baronessa Emma Nicholson per aiutare i ragazzi cresciuti dalle istituzioni (orfani, ma anche ragazzi provenienti da famiglie non in grado di crescerli o di garantirgli la sopravvivenza).
In questo caso, una spesa di neanche otto euro “al buio” ci può stare, direi…

Bene, alla fine l’ho letto.

Non so bene cosa temessi, devo dire comunque che il libricino (perchè -ino è, non ci siano dubbi in proposito) è gradevole.
Cinque fiabe del mondo dei maghi, i corrispettivi magici di Cenerentola, o de La bella addormentata nel bosco. Le fiabe con le quali i figli di maghi erano abituati ad addormentarsi.
Fiabe quindi molto simili a quelle che conosciamo in qunto a tematiche e a insegnamenti, benchè l’elemento magico sia predominante e siano coinvolti -ovviamente- maghi e streghe in qualità di protagonisti.

Dopo ogni fiaba seguono le note di Albus Silente, che oltre a spiegare la morale della fiaba e magari a raccontare le difficoltà che la stessa ha incontrato nel corso dei secoli (ad esempio alcune fiabe pro-babbani che erano state modificate dalle famiglie autodefinitesi di sangue puro) ci fanno immergere brevemente di nuovo nel mondo di Harry Potter, con richiami ad eventi storici avvenuti nel mondo dei maghi… come se in un moderno libro di fiabe di Adersen, dopo le varie storie venisse fornita una contestualizzazione per spiegare certi comportamenti, venisse spiegata la morale, e magari prendendo spunto dall’argomento della fiaba si divagasse brevemente parlando un poco a ruota libera.

Tra l’altro, l’ultima fiaba presentata è ben conosciuta a chi abbia letto il libro finale della saga di Harry Potter… vi ricopre un ruolo abbastanza importante.

Voto: 6/10

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27 aprile 2009 Posted by | Rowling J K | , , , | 1 commento

La saga di Elric di Melniboné – quarto volume

Autore: Michael Moorcock
Editore: Fanucci
Prezzo: € 9.90
Pagine: 295

L’anno scorso, dopo aver letto il terzo volume della ristampa della saga di Elric di Melniboné, pensavo la saga fosse finita, e che quindi fosse terminata anche la ristampa.
Dopotutto il finale del libro Stormbringer non lasciava molto spazio per un proseguio, e la sua epicità era perfettaper chiudere questa saga.

Ci ero rimasto male quando avevo scoperto che invece no, la ristampa continuava.
Un po’ temevo qualcosa che temporalmente si svolgesse dopo Stormbringer, un po’ temevo si trattasse di filler scritti molto tempo dopo per raggranellare qualche soldo.

Beh, cominciamo col dire che no, non è una storia ambientata dopo la fine della saga.
Ma nemmeno è stata scritta moltissimo tempo dopo l’ultimo libro… una giusta via di mezzo.

The fortress of the Pearl si colloca temporalmente dopo il primo libro di Elric (in questa ristampa, quindi, a metà del primo volume). Prima dell’avventura nel mare del Fato, prima di Tanelorn, prima del Campione Eterno, prima della caduta dell’Impero.
In questa lunga storia (lunga per gli standard di Moorcock) troviamo Elric vagare nel deserto, seguendo una vecchia mappa. A casa ha lasciato l’amata Cymoril, e il cugino Yyrkoon come reggente.
Arriva nella capitale di un impero decaduto, e con l’inganno viene costretto a piegarsi ai giochi di potere dei politici di quella città: colui che lo ha avvelenato, e che detiene l’antidoto, vuole che Elric rubi la Perla. Una cosa che pare essere poco più di una leggenda, e che in molti hanno invano tentato di trovare.
Costretto col ricatto a imbarcarsi in questa avventura, il principe albino incontra i fieri nomadi del deserto, la Vergine Sacra caduta in un sonno profondo per colpa degli stregoni della città giunti a cercare la Perla, e i ladri di sogni.
Per salvare la ragazza Elric si inoltrerà nel reame del sogno, assieme alla ladra Oone…

Che dire, ho ritrovato in questa storia quasi tutti gli elementi caratteristici di Elric: i suoi dilemmi morali, il destino che incombe minaccioso sulla sua figura e che sembra manovrare le esistenze di tutti i personaggi della saga -consapevoli marionette in un gioco più grande di loro-, la magia e i diversi piani di esistenza… solo ciò che riguarda Arioch, Tempestosa e il Caos sembra passare un poco in secondo piano.
Rivestivano un ruolo importantissimo nella saga, ma in questa storia finiscono sullo sfondo scomparendo totalmente durante il viaggio nel mondo dei sogni, dove non c’è la spada, non c’è la debolezza fisica di Elric, non arrivano il Caos nè Arioch nè i poteri Elementali. Dove Elric si scopre solamente un uomo, e come tale affronta i pericoli di quei piani.

Una buona storia, niente di trascendentale ma che si inserisce alla perfezione nella saga, malgrado inizialmente abbia un po’ sofferto il dover tornare con la testa agli esordi di Elric, a come era e a come si comportava.
E che, pur essendo stata scritta dopo la fine della saga, getta anche i semi per un’ulteriore trilogia (questa, si, scritta molto tempo dopo… una ventina di anni, nel nuovo millennio).
Bella anche la copertina, che comunque non c’entra niente con la storia.

A questo punto aspetto, tra un anno,  il quinto volume della saga: un’altra storia lunga, The revenge of the rose, che si andrà a collocare tra il secondo e il terzo volume.

Ah, un’ultima cosa: tramite Anobii ho scoperto che i primi volumi di questa ristampa risultano irreperibili. Non solo in libreria, proprio sui siti online. Perfino quello della Fanucci.
La cosa mi ha anche lasciato abbastanza perplesso, visto che questa ristampa è cominciata non molti anni fa… i casi sono due, o hanno stampato pochissime copie o Elric ha avuto un successo enorme.
Comunque io in libreria un paio di giorni fa ho visto i volumi dal 2 al 4…

Voto: 7/10

24 aprile 2009 Posted by | Moorcock Michael | , , , , , , , , | 6 commenti

Il re è morto, viva il re

Come tristemente prevedibile, la NBC ha annunciato la chiusura di Kings.

Non ci saranno nuove stagioni, gli episodi rimanenti verranno trasmessi al sabato.

Ora, sarà che io pensavo alla serie come alla riproposizione del tema biblico di Davide e Saul… ma ero sicuro durasse una sola stagione. Non è lunghissima come storia, a meno di non inventare molte cose per allungare il brodo.
Ma a quanto pare era partita come serie da più di una stagione.

Il mio timore è che alla fine ci si ritrovi con una storia monca, alla fine della prima stagione. Magari con Davide e il figlio del re ancora avversari, Davide e la principessa lontani… speravo tutto si risolvesse in una stagione, a quanto pare mi illudevo e la serie non sarà invece mai completata.

Non resta che auspicarsi che il finale di stagione sia abbastanza buono da reggere come finale della serie…

20 aprile 2009 Posted by | Kings, Serie tv | , , | 2 commenti

Kings

Immagino che tutti conoscano la storia di re Saul e di Davide.
Saul il re di Israele, e Davide che aveva affrontato Golia per far finire la guerra… la Bibbia, insomma.

Da un paio di mesi è cominciata Kings, una serie televisiva che ripropone la storia di Saul e Davide in chiave moderna.
Lo so, la cosa all’inizio può far storcere il naso… a me lo aveva fatto storcere, e solo quando qualcuno me ne ha parlato bene ho accettato di guardare i primi due episodi.
E mi è piaciuto.

Intendiamoci, non è che si tratti di un capolavoro… non c’è originalità nella trama -e vorrei vedere, la storia è presa dalla Bibbia!- e ci sono alcune ingenuità clamorose, a mio avviso. Ma è estremamente godibile, piacevole.

Di cosa parla, questa riproposizione?
Dopo una lunghissima guerra, re Silas è riuscito a unificare il suo popolo sconfiggendo il vecchio re che governava su metà della popolazione. Silas è un self-made man, o quasi: di bassa estrazione sociale, durante la guerra era un soldato… finchè non si è elevato al di sopra di tutti gli altri radunandoli attorno a sè e unificando il paese.
Questo gli  è riuscito grazie a due persone: la prima è il capo di una sorta di multinazionale, che gli ha dato i fondi per salvare il paese e la sorella in moglie; la seconda è il reverendo Samuel (qualcuno ha detto “profeta Samuele”?) che ha visto in lui l’uomo scelto da Dio per salvare il suo popolo.
E lo stesso Dio si era palesato a Silas, sotto forma di un turbine di farfalle che si erano posate sul suo capo come una corona.

L’epoca è moderna: cellulari, auto, televisioni, giornalisti e paparazzi, raduni oceanici per i discorsi del re…
Però c’è ancora la guerra contro i nemici esterni.
E qui sta l’ingenuità -necessaria per il telefilm, ma che lascia perplessi: i soldati stanno in trincea, a poche centinaia di metri ci sono i Goliath (carri armati nemici) e subito dietro i carri armati le tende dei soldati nemici.
Non sono un esperto di guerre di logoramento o di minacce armate, ma tenere l’accampamento a poche centinaia di metri dalle trincee nemiche non mi sembra una genialata.

Come non mi sembra una genialata, una volta catturati degli ostaggi, buttarli in quelle tende a centinaia di metri dai loro commilitoni.
E infatti un soldato, David, di notte tenta la sorte e si infiltra tra le fila nemiche liberando i compagni catturati. Rimane indietro per proteggerne la fuga, e aiutato da una fortuna immensa riese a distruggere un Goliath.
Il risalto mediatico è enorme, visto che è la prima volta che succede una cosa del genere e che uno dei prigionieri era Jack Benjamin, il principe.

David viene promosso ufficiale e invitato a corte; vedendo come la stampa impazzisce per lui viene tenuto in città, dove diventa il collegamento tra l’esercito e la stampa.
Lui ovviamente crede in Silas e lo serve al meglio, ma alcune azioni del re causano l’allontanamento da lui del favore divino. Favore che si trasferisce su David, che si innamora -ricambito- di Michelle, figlia di Silas.

Ma la vita in città si fa sempre più complicata, tra segreti della famiglia reale, invidie, gelosie e rancore della famiglia di David…

Tutto molto bello e fedele alla storia originale -più o meno-, anche se per ora manca una cosa fondamentale nella storia originale e che spero bene verrà introdotta nelle prossime puntate.

Già, le prossime puntate… fino ad ora Kings era trasmesso in America la domenica, ma a causa del giorno e della scarsa pubblicità questa costosissima serie naviga in pessime acque, e sembra sarà trasferita al sabato pomeriggio… intanto, però, settimana scorsa non è uscito il sesto episodio (di 13) e oggi non pare essere in programmazione. Speriamo esca domani… ormai l’avete fatta, l’avete cominciata a trasmettere… turatevi il naso e trasmettete le ultime 8 puntate!

20 aprile 2009 Posted by | Kings, Serie tv | , , | 2 commenti

Soffocare

Autore: Chuck Pahlaniuk
Editore: Mondadori
Prezzo: € 8,80
Pagine: 279

Anche se qui non ho recensito niente di suo, sono un grande fan di Palahniuk.
Pure chi non ha mai letto nulla di suo lo conosce, infatti è l’autore di Fight Club. Si, quello del film.

Perchè non ho recensito niente di Chuck?
Principalmente per paura, temo.
Paura, perchè i suoi libri prendono la vita moderna, ne mettono a nudo i lati peggiori e offrono una via di fuga per l’individuo, un modo per riappropriarsi di sè stessi.

Che siano lotte clandestine contro noi, contro gli altri, contro tutti come in Fight Club; che si tratti di una filastrocca capace di uccidere le persone, che conferisce quindi potere di vita e di morte; che si tratti di corse fuorilegge in macchina in una sorta di autoscontro clandestino per le vie della città alla ricerca dello scontro che ti faccia abbandonare questo tempo…

Sono libri complessi, crudi. Libri che una volta terminati ti restano dentro, ti fanno riflettere.

In questo libro, si parla di un fallito completo.
Victor Mancini, ex-studente di medicina che lavora per pochi spiccioli in un parco tematico che ripropone una città del ‘700. Un sessodipendente. Una persona sempre vissuta all’ombra dellaa madre, attivista e rivoluzionaria, sempre in fuga dalla polizia, sempre intenta a rapirlo alle famiglie adottive e a insegnargli ciò che per lei era realmente importante: le cose davvero utili, la verità sul mondo, la realtà nella quale la gente viveva.
E Victor ora, per pagare la clinica alla madre malata di Alzheimer, muore ogni sera.
Ogni sera, in un ristorante diverso, fa in modo di soffocare affinchè qualcuno lo salvi. E salvandolo, quel qualcuno si sente un eroe, si sente un’ottima persona. Si sente utile. E sente una sorta di obbligo nei suoi confronti, gli manda soldi e lettere.
E’ questo, in fin dei conti, ciò che Victor ricerca. Affetto, sapere di essere necessario agli altri.
Agli estranei che grazie a lui si sentono eroi, alla madre che mantiene in clinica, all’amico sessodipendente che accudisce, alle sessodipendenti con le quali sfoga la sua dipendenza.

Tutto questo fino a quando incontra Paige Marshall, una dottoressa della clinica della madre.
E scopre con terrore di avere dei sentimenti, scopre che una terribile verità giace nel suo passato… una verità riguardo la sua vera identità. Una verità che gli fa lentamente cambiare atteggiamento nei confronti del mondo, che cambia lui e chi gli sta intorno.

Premetto che rispetto agli altri libri letti di Palahniuk questo mi è piaciuto meno, e che nella traduzione potevano risparmiarsi l’utilizzo del termine “burino” che con l’america penso c’entri davvero poco.
Ma è sempre Palahniuk, è sempre il suo stile, e ti lascia sempre qualcosa dentro. E magari ha influito il leggero mezz’ora al giorno dopo pranzo, invece che tutto di filato in un paio di sere…

Voto: 6/10

16 aprile 2009 Posted by | Palahniuk Chuck | , | 3 commenti

Una settimana, un mese

Una settimana fa la terra tremava, in Abruzzo, e sono seguiti giorni di angoscia. Atti di eroismo dei pompieri e dei volontari, e conferme di meschinità da parte di molti giornalisti che si sono dimostrati squallidi.
Per una settimana non ho più scritto niente sul blog, mi sembrava in qualche modo irrispettoso parlare di libri, di telefilm, di manga o di fumetti mentre a non molta distanza da qui si era consumata questa catastrofe.
Sono vicino a tutti gli abruzzesi. A quelli che non sono stati colpiti dal terremoto ma l’hanno visto distruggere una città vicinissima a loro, e a quelli che hanno visto la propria vita devastata da questo cataclisma. Sono felice di aver appurato che nessuno di coloro che conosco sia rimasto ferito, davvero.

Un mese fa invece cominciavo il tirocinio, la prima fase. Quella di studio della materia, di comprensione del “problema”, di ricerca di una possibile soluzione. Venerdì la prima resa dei conti, fin qui il lavoro svolto pare vada bene e da domani si comincia a fare sul serio.
Arriveranno i server e gli apparati con cui giocare, ci sarà da studiare il load balancer prescelto e da creare tutto il sistema, da testarlo e controllarlo. In cinque mesi, forse anche solo in tre mesi se le cose andassero bene.
Anche questo ha comunque attaccato la mia capacità di postare.
Non per una sorta di reticenza, ma per la graduale scomparsa del tempo libero da dedicare a lettura e/o visione: una mezz’oretta di lettura dopo pranzo, e alla sera ricerco un valido compromesso tra il video e la carta stampata… tanto per capirci, in queste settimane mi sono limitato a rimanere in pari con le serie tv che seguo, senza ancora essere riuscito a sfiorare la seconda stagione di Terminator (seconda e ultima, ahimè).

Ora voglio riprendere a postare, anche se non ogni giorno.
Qualcosa di cui parlare l’ho… la serie tv Kings, Berserk che sta per ripartire in Giappone, Palahniuk, un paio di manga che mi sono letto online negli ultimi giorni di tirocinio quando ormai non dovevo fare altro che attendere il giorno della relazione.
A breve, quindi, si andrà a parlare di Kings, tra presente e passato biblico….

13 aprile 2009 Posted by | Altro | , , , | 5 commenti

X-Men: Divisi + Uncanny X-Men 500

Gli incredibili X-Men 222-225 (Brubaker; Choi)

E’ successo spesso, anche in passato.
Per un motivo o per un altro, si facevano prendere direzioni diverse ai vari X-Men, che vivevano così avventure “in solitaria” o quanto meno con pochissimi compagni.
Un modo per mostrare una maggiore introspezione psicologica, dovendo gestire pochi personaggi per volta.

Era successo per la prima volta quando gli X-Men erano ancora negli anni d’oro, se la memoria non mi inganna… il gruppo diviso in due tronconi, ritenendo morto l’altro troncone.
Poi avevamo avuto ancora storie singole all’apice della gestione Claremont, quando gli X-Men erano stati sconfitti dai nemici e per sopravvivere avevano attraversato il Seggio Periglioso. Erano gli anni ’90, e in attesa della saga del Re delle ombre ci siamo goduti un Colosso finalmente artista, ignaro del suo potere; una Tempesta tornata alla propria infanzia; una nuova Psylocke, un Wolverine divenuto ormai leggendario…
L’ultima volta che abbiamo avuto storie divise mi sembra sia stato in occasione dell’orrida saga dei Dodici, nelle Ere di Apocalisse. C’era un traditore nelle fila degli X-Men, ma chi? Per prudenza Xavier sciolse gli X-Men, che andarono per un po’ per i fatti propri. Ricordo Rogue con Sole Ardente, e Colosso con Marrow e Mikhail…

Adesso, in un momento di passaggio, Brubaker ricorre nuovamente a questo escamotage.
E’ finito Messiah Complex, la scuola è distrutta per l’ennesima volta, i mutanti sono sempre decimati, i nemici tanti e gli alleati pochi… in attesa di capire cosa fare, Ciclope concede una vacanza a tutti.
Via i ragazzini, via tutti. Vacanza, e intanto che si pensi a cosa fare in futuro… il sogno ormai può dirsi morto, i mutanti sono pochi, l’unica speranza è stata affidata a Cable che poi è sparito nel futuro. Cosa devono fare ora gli X-Men?
Cosa possono fare?

Durante questa pausa di riflessione la coppietta più discussa degli ultimi anni (Scott-Emma) va in villeggiatura da Ka-Zar, mentre invece il solito trio Logan-Kurt-Piotr fa il solito viaggio in Russia.
Un classico del trio di amici: mai che vadano in Canada, o in Germania, o a divertirsi… o vanno per pub, o vanno in Russia per curare la malinconia di Colosso.
Tutto come al solito: Colosso triste, visita ai morti di famiglia, capatina nel pub con tanto di rissa, comparsa di supersoldati sovietici e scontro con Omega Red. Praticamente la trama di ogni viaggio in Russia.

Undici anni fa, il viaggio dei tre mutanti era finito su un Marvel Mix...

Undici anni fa, il viaggio dei tre mutanti era finito su un Marvel Mix…

In America, intanto, alcuni X-Men finiscono dentro a una sorta di attacco mentale: San Francisco è stata riportata al tempo degli hippyes, e tutti paiono istantaneamente convinti di questa filosofia.
Compresi Angelo, Hepzibah, Uomo ghiaccio e Warpath.
In loro salvataggio arriveranno Ciclope e Emma Frost, che lotteranno contro la dea che ha trasformto in questo modo la città e i suoi abitanti.

Due avventure francamente inutili, che non aggiungono nulla dal punto di vista della storia complessiva (Omega Red era ovvio fosse vivo, potente e in giro; le uniche novità introdotte sono San Francisco e la natura della Dea, che comunque temo ricomparirà solo tra molto tempo…) nè dal punto di vista psicologico.

L’unica utilità potrebbe risiedere proprio nella location di Cisco, visto che in Uncanny X-Men 500 (Gli Incredibili X-Men 225) arriva il nuovo team di autori Fraction – Dodson\Land che esordisce presentando la nuova base degli X-Men, a S. Francisco.
Una base tecnologica ma sopratutto ecologica, lontana dalla città per evitare di coinvolgere i civili in eventuali attacchi, con una “facciata” da sede diplomatica e rifugio per tutti i mutanti.
In pratica quello che era negli ultimi tempi la Scuola, togliendo gli studenti e aggiungendo qualche estremista verde.
E siccome il 500° numero della serie andava festeggiato con un qualche scontro degno di nota, e non con un banale nuovo inizio… ecco tornare in pompa magna Magneto.
Ridottosi a compensare la perdita di poteri con la tecnologia, che arriva a far danni in maniera totalmente gratuita e senza motivazioni a parte un rigurgito di orgoglio razziale e il desiderio di dare una sorta di lezione ai vecchi allievi di Xavier.
Sarebbe roba sufficiente per auspicare il licenziamento in tronco di Fraction, non fosse per il fatto che il tutto doveva essere solo un diversivo per permettere all’Evoluzionario di armeggiare con il Celestiale dormiente (lasciato lì dal 100%  sugli Eterni di Gaiman). E per il fatto che Magnus pare in combutta con l’Alto Evoluzionario…
Il più grande scienziato della storia, ormai giunto ad un rango divino, assieme a colui che è stato visto da molti in passato come un Messia mutante, una delle figure più importanti della storia della Marvel.
Manca solo Sinistro e il coefficiente di pericolosità della situazione arriverebbe a un livello “distruzione e ricostruzione della realtà”!

Via, un caloroso saluto a Brubaker che ha fatto delle buone cose sugli X-Men, e un in bocca al lupo a Fraction.
Occhio però che se mi maltratti Erik ti vengo a cercare…

Voto Divided: 5/10
Voto Uncanny 500: 6/10

4 aprile 2009 Posted by | comics, X-Men | , , , , , , | 14 commenti

Vita da cavie

Vita da cavie (Star Comics, concluso, 4 numeri) di Kei Tome.
L’istituto Soryo è una scuola molto strana.
I suoi studenti, tutti molto promettenti e destinati a divenire la prossima classe dirigente, ricercatori importantissimi e via dicendo, sono ammessi quando sono ancora dei bambini e vivono confinati nell’area dell’istituto, senza il minimo contatto con il mondo esterno.

L’istituto pensa a ogni loro necessità, dandogli addirittura dei farmaci che ne migliorano il fisico o la mente… ma la loro vita è fatta da lezioni e studio, lezioni e studio. Quello  è il loro compito, quello è lo scopo della loro esistenza.
E a tutti va bene così.

Almeno fino a quando non arriva una nuova studentessa. Non una bambina, ma una ragazza dell’età dei protagonisti, vicina alla maggiore età.
Già questo basterebbe a renderla strana, inoltre a Maki sembra di conoscerla… Una sensazione assurda, visto che è appena arrivata e lui sa di non averla mai vista prima, ma la sensazione si fa sempre più opprimente.
E Kiriko alla fine conferma i suoi sospetti: lei un tempo era nell’istituto, da bambina. Come tutti gli altri.
Ma lei era riuscita a fuggire.

Fuggire, perchè l’istituto non è ciò che vuole far credere.
In realtà si trova in una base militare in disuso, e solo pochissime persone ai vertici del governo sanno della sua esistenza. Questo istituto è un gigantesco laboratorio dove, oltre a formare giovani preparatissimi, la famiglia Narusawa compie esperimenti sulle cavie umane a sua disposizione, cavie vendute dai genitori stessi.
Esperimenti che riguardano principalmente la memoria -ormai sono esperti nel cancellare ricordi e ricrearli- ma anche farmaci sperimentali. Farmaci che possono avere effetti collaterali imprevisti, come la debolezza fisica di Mei o i frequenti mal di testa di Ryo.

Come si può continuare a vivere in una tale finzione, una volta che si sia saputa la verità? I ragazzi venuti a conoscenza di questa realtà cominciano a notare tutti i piccoli dettagli che gli erano sempre sfuggiti, a chiedersi come potrebbero vivere nel mondo esterno… ce la farebbero a sopravvivere, abituati sempre e solo a quell’ambiente protetto?
Sono cavie, certo, ma gli viene garantito un futuro e un presente. Fuori di lì sarebbe tutto un’incognita, tutto nuovo, misterioso, pericoloso.
Chi di loro riuscirà a desiderare tanto la libertà da decidersi a fuggire nel mondo esterno? Chi resterà? Quale sarà la verità sull’Istituto Soryo? I ragazzi come verranno a patti con i loro desideri e le relazioni sviluppatesi tra di loro?
E chi è il misterioso Nagi, che ha protetto per anni Kiriko nel mondo esterno e che pare ricercato con ogni mezzo dalla Soryo?

Un bel manga, molto psicologico: alla fine l’elemento di mistero, complotto… tutto passa in secondo piano rispetto allo sviluppo del lato psicologico.
I personaggi sono ben delineati, tanto che le loro scelte appaiono quasi come obbligate. Servirà l’intervento di due personaggi praticamente “nuovi” per arrivare al finale.

Un finale che -sembra una costante di questi ultimi giorni, ahimè- non mi è piaciuto troppo.

Voto: 7/10

3 aprile 2009 Posted by | Manga, Vita da cavie | , , , | Lascia un commento

Armageddon

Nemrod 13-16 (Aromatico-Celoni, De Luca-Candita-Caracuzzo)

Hiram è diretto all’orfanatrofio dove lui e Paolo sono cresciuti, ma lungo la via finirà in una vecchia casa misteriosa dove assisterà a un evento del passato importantissimo per lui, per Paolo e per il destino dell’umanità.
Paolo invece è tornato in Africa, richiamato laggiù per via di una specie di maleficio che ha trasformato l’acqua del fiume in sangue provocando la morte di tutti gli animali.

Mentre prodigi di dimensioni bibliche cominciano a prendere forma un po’ ovunque, tra stragi dei primogeniti e invasioni di cavallette, i due scoprono di essere sotto attacco.
Riunitisi al rifugio dell’Ordine, inspiegabilmente al buio per un misterioso blackout alla loro linea elettrica, scoprono una dolorosa verità: il mondo è sull’orlo dell’Armageddon, e solo il loro intervento potrà salvare l’umanità.
Lo spirito del cacciatore, apparsogli in una visione, li fa partire per una ricerca voluta dal cielo. Una ricerca sulla quale hanno pochissimi indizi, e neanche un’idea riguardo all’oggetto da trovare.

Solo col tempo, mentre fanno progressi nella loro missione, arriveranno gradualmente a capire cosa devono fare, cosa devono recuperare in questo viaggio che li porterà dall’Italia alla Francia, fino alla conclusione in Terra Santa.

Sullo sfondo, guerre e guerriglie che scoppiano ovunque, eserciti pronti a far partire testate nucleari, il Papa in pericolo di vita, la rete internet paralizzata.

Per una volta sono davvero loro i protagonisti, con Bernard e gli altri relegati a un ruolo più secondario. In effetti, per quanto anche loro svolgano il loro ruolo nella vicenda, tutto sta nelle mani dei due aspetti del Nemrod.
Una buona storia, buono lo svolgimento, buoni i riferimenti di attualità, il simbolismo, le citazioni (come sempre, d’altronde).

Ma a parte il fatto che non mi sono piaciuti affatto i disegni di Caracuzzo, devo dire che il finale non mi è piaciuto particolarmente.
Cioè, ci sta un finale del genere, ma arrivandoci diversamente. Così non mi convince, non mi torna per niente.
Come non vedo il senso della rivelazione finale… tutto per quello? Bah…

Voto: 6/10

2 aprile 2009 Posted by | Nemrod | , , , | Lascia un commento

Terminator: the Sarah Connor chronicles

Lo ammetto, inizialmente l’avevo schifata questa serie.
Un po’ non ricordavo certo benissimo i film di Terminator -un tempo queste cose le passavano più spesso, ora fatico a trovare il primo film perfino nel torrente!-, un po’ avevo sentito che non andava benissimo…

Poi qualche settimana fa, mentre cucinavo, cerco qualcosa da guardare sul digitale e finisco su un episodio della seconda stagione. Resto a guardarlo, e mi piace. Niente da strapparsi i capelli in preda a estasi mistica, ma mi piace.
Scendo nella cripta e mi procuro la prima stagione, finita di vedere ieri sera. Del resto è breve, solo nove episodi. Immagino lo sciopero degli sceneggiatori l’abbia colpita al suo esordio.

Temevo di soffrire il fatto di ricordare poco dei due film (il terzo non serve, viene tolto dalla continuity con questa serie), invece no. Le cose che serve sapere vengono ripetute durante il telefilm, basta sapere i fatti essenziali.
Che sono:
– Nel 1984 la giovane Sarah Connor, cameriera, riceve la visita di un uomo proveniente dal futuro. Giunto nel passato per proteggerla dal Terminator, un cyborg inviato dal suo stesso futuro a ucciderla. Il motivo? Partorirà il futuro leader della resistenza umana contro le macchine. Lei sopravvive, Kyle e il Terminator no. Ma prima di morire Kyle fa in tempo a ingravidarla, così che John Connor possa venire al mondo grazie a un bel paradosso temporale.
-Nel 1994  Sarah Connor è in manicomio, dopo che ha cercato di far esplodere una fabbrica legata alla futura creazione dei terminator e di Skynet, la mente robotica alla base del tutto. Un terminator arriva dal futuro per proteggerla, questa volta. Il nemico è un modello avanzato di terminator, composto da metallo liquido. Alla fine del film, sembra che abbiaon scongiurato l’Apocalisse.

Questa serie parte nel 1999. Sarah e John vivono sotto falsa identità -Sarah dopotutto è ricercata dalla polizia, visto che la sua lotta contro Skynet ha creato un bel po’ di morti- anche se non pensano di certo a un ritorno dei cyborg.
Però i cyborg sono tornati, e uno di loro tenta di uccidere John che viene protetto da una terminator (dall’apparenza di una ragazzina della sua età).
I Connors e Cameron -la terminator mandata dal John del futuro a proteggere il suo sè stesso più giovane- cominciano una rocambolesca fuga dal terminator Cromartie, fino a che non raggiungono una sorta di rifugio creato in passato da altri guerrieri del futuro e grazie a un dispositivo nascosto lì fanno un viaggio nel tempo ritrovandosi nel 2007, pronti a combattere contro la creazione di Skynet -che le azioni passate di Sarah hanno solo posticipato, non eliminato-.

Ad affiancare il trio arriva un altro guerriero del futuro: Derek, che si rivelerà essere lo zio di John.
E mentre i tre-quattro cercano di trovare indizi su cosa possa dare origine a Skynet, molti Terminators inviati nel passato lavorano affinchè Skynet possa nascere. E ovviamente Cromartie è sempre a caccia di John Connor.

Una buona serie, per il poco che si è visto.
Buoni gli attori principali, impassibili com’è giusto che siano i terminators.
Belli anche i “flashback” del futuro, che mostrano la terra dominata dalle macchine e i ribelli di John lottare per la sopravvivenza del genere umano.

Il difetto maggiore è che, essendo dovuta finire al nono episodio, in pratica questa non è una stagione. Non ‘è un vero finale di stagione, non c’è un punto di arrivo\ripartenza.
Nei prossimi giorni attaccherò con la seconda stagione.

Voto: 7/10

1 aprile 2009 Posted by | Serie tv, Terminator | , , , , | 10 commenti