La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Una piccola stella

 

Autore: John Ajvide Lindqvist
Formato: Paperback
Lingua: Italiano
Prezzo: € 19,00
Pagine: 494
Data di pubblicazione: 2010 Continua a leggere

18 luglio 2014 Posted by | Lindqvist John Ajvide | , , , , , , , , | Lascia un commento

Propositi di lettura per il 2014

Visto che l’esperimento di questo primo anno è andato molto bene, e visto che se mi scrivo gli obiettivi tendo a raggiungerli, per il 2014 voglio puntare alto.

Nel 2013 ho ridotto al minimo indispensabile gli acquisti, a favore di un’operazione di sfoltimento della coda di lettura cresciuta ormai fuori controllo grazie anche al kindle. E la cosa è andata benissimo.

Quindi il Grande Obiettivo del 2014 sarà… tentare di leggere tutti i libri in coda al dicembre 2013.
Sarà molto difficile, e probabilmente qualcosa rimarrà fuori. Ma voglio arrivare a poter comprare e leggere un libro appena uscito, senza sentirmi in colpa per la Coda che mi guarda in cagnesco.

Da cui questo post di buoni propositi, con l’intera coda in sfoltimento e addirittura le letture previste per mese… Continua a leggere

31 dicembre 2013 Posted by | Aislinn, Astruc R. J., Brett Peter V., Clare Cassandra, Doctorow Cory, Durham David Anthony, Erikson Steven, Esslemont Ian, Fitzgerald F. Scott, Hobb Robin, Hulick Douglas, Kipling Rudyard, Lewis Matthew Gregory, Lianke Ian, Lindqvist John Ajvide, Llewellyn David, Mieville China, Propositi, Pullman Philip, Rossoni Osvaldo, Sanderson Brandon, Schmitt Eric-Emmanuel, Snicket Lemony, Stendhal, Stephenson Neil, Stroud Jonathan, Tolkien John Ronald Reuel, Vermes Timur, Wong David | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 7 commenti

La coda di lettura: Dodici e Una piccola stella

Sabato ho fatto ciò che mai andrebbe fatto, se si è in regime di austerity libraria allo scopo di sfoltire la coda di lettura (sopratutto poi a una settimana dai Comics): sono andato in libreria.

E cosa mi sarà mai rimasto appiccicato?
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28 ottobre 2013 Posted by | Lindqvist John Ajvide, Zero Calcare | , , , | 2 commenti

I migliori libri del 2010

E dopo i consigli su quali libri non prendere, ecco i libri che a fine 2010 mi sento di consigliare vivamente.
Almeno a chi ha i miei gusti, certo…
Aggiungo solo che i libri sono inseriti nell’ordine col quale li ho letti, non in ordine di preferenza. Continua a leggere

29 dicembre 2010 Posted by | Abercrombie Joe, classifiche di fine anno, De Mari Silvana, Dimitri Francesco, Doctorow Cory, Dostoevskij Fedor, Griffin Kate, Hobb Robin, Lindqvist John Ajvide, Pratchett Terry, Sanderson Brandon | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 17 commenti

Il porto degli spiriti

Autore: John Ajvide Lindqvist
Editore: Marsilio
Prezzo: € 19,00
Pagine: 493

Mi sono avvicinato a questo libro con un po’ di timore, dopo aver adorato Lasciami entrare e dopo aver apprezzato L’estate dei morti viventi. Che avrebbe fatto Lindqvist questa volta?
Avrebbe proposto una perla come il primo libro? Sarebbe rimasto su un livello comunque buono come col secondo? Avrebbe proseguito la discesa?
Di sicuro sapevo cosa aspettarmi: un libro incentrato su uno o più aspetti dell’amore, portati magari alle estreme conseguenze, fino a trascendere banalità come la vita e la morte.
Era successo con Eli, era successo con i parenti dei morti viventi. Sapevo che sarebbe successo ancora, è il marchio di fabbrica di John.

Avevo visto giusto, ovviamente. L’amore è sempre il tema portante.
Quanto alla qualità, non penso si arrivi ai livelli del primo libro ma  direi che mi è piaciuto più del secondo. Continua a leggere

27 settembre 2010 Posted by | Lindqvist John Ajvide | , , , | 3 commenti

Nuovi arrivi

Che bello, finalmente posso riprendere ad attaccare i libri che mi ero ripromesso di leggere a inizio anno!! Continua a leggere

26 settembre 2010 Posted by | Altro, Dimitri Francesco, Lindqvist John Ajvide | , , , , , , | 2 commenti

I migliori libri del 2008

E dopo i libri peggiori dell’anno, le gemme che ho avuto la fortuna e il piacere di leggere. Non sono in ordine di preferenza ma alfabetico. E sopratutto non sono 10 ma 12… perchè limitarmi quando me ne sono piaciuti parecchi?

Gli inganni di Locke Lamora

Gli inganni di Locke Lamora (Lynch). Fantasy che gode di unambientazione affascinante, di protagonisti perfettamente delineati, di una storia intrigante. Con una sapiente dosatura dei flashback che lentamente ci mostrano il passato del protagonista, il giovane e geniale ladro Locke Lamora.

Il nome del vento

Il nome del vento (Rothfuss). Prima parte della trilogia ricavata dallenorme libro di esordio di Rothfuss, un fantasy avvincente ed originale: il protagonista è una sorta di gitano, musicista, mago, guerriero… una figura leggendaria, che ormai ridotta alla macchia e ritiratasi in incognito a fare il locandiere accetta di raccontare la sua storia. Uno dei fantasy più belli degli ultimi anni.

Il signore del caos

Il signore del caos (Jordan) Ultimo volume uscito in economica della saga de La ruota del tempo. Come tutti gli altri, la storia si mantiene su livelli molto alti grazie anche alle tante vicende intrecciate che Jordan gestiva con enorme maestria. Ovviamente per leggerlo e goderselo (capendo anche qualcosa) bisogna aver letto gli altri volumi della saga, prima.

Il signore della magia

Il signore della magia (Feist). Il primo, grandioso libro della saga della Riftwar. Fantasy e fantascienza mescolate insieme per darci la storia della guerra tra due mondi, del più grande mago di questi due mondi e della lotta contro le antiche divinità. Epico, pieno di magia e di potenza, di destini scritti nella pietra, di eroismi e crudeltà. Una pietra miliare del fantasy.

Lassassino di corte

L’assassino di corte (Hobbs). Secondo libro della trilogia dei Lungavista, altra saga fantasy scritta benissimo, dotata di una bella ambientazione e di un protagonista atipico: un bastardo reale che viene cresciuto per diventare l’assassino personale del Re

La saga di Elric di Melniboné, vol.3

La saga di Elric di Melniboné, vol.3 (Moorcock) Il volume conclusivo della saga dell’antieroe per eccellenza, l’imperatore della crudele razza dei Melniboreani. Stupendo, la degna fine (che poi fine non è) di un’ottima saga.

Lasciami entrare

Lasciami entrare (Lindqvist) L’autore rivelazione del genere horror e il suo primo libro. E’ incredibile come Lindqvist riesca a usare tematiche come i vampiri, serial killer e, nel suo secondo libro, zombies.. per parlare dell’amore, e di cosa si arriva a fare per amore. Una vera perla.

Lombra del vento

L’ombra del vento (Zafon) La vita di un ragazzino amante dei libri si intreccia indelebilmente con la storia narrata in un vecchio libro e con la storia del suo misterioso autore. Dico solo che fino a qualche mese fa il mio nickname era Coubert proprio per questo libro.

Nessun Dove

Nessun Dove (Gaiman) Neil Gaiman a briglia sciolta, un libro che ti cattura dalla prima all’ultima pagina trasportandoti nella Londra Sotto e catturandoti totalmente. Del resto è Gaiman, era prevedibile.

Pan

Pan (Dimitri) Il libro rivelazione dell’anno, a mio avviso, che incorona Dimitri come il Gaiman italiano. Peccato i grandi editori, quelli che possono fare veramente pubblicità, schifino i bravi autori italiani.

Straniero in terra straniera

Straniero in terra straniera (Heinlein) Un capolavoro di Heinlein, che tramite il ritorno sulla Terra del ragazzo cresciuto dai marziani attua una critica feroce contro il pensiero corrente, lo stile di vita, i preconcetti. E’ grande come libro, ma la lunghezza quasi non si nota… niente brodini allungati, tutto è funzionale alla storia e al messaggio.

Tokyo blues - Norwegian wood

Tokyo Blues – Norwegian Wood (Murakami) Romanzo che racconta il passaggio dalladolescenza alletà adulta di un ragazzo nel Giappone degli anni 70, disincantato e disinibito. E della ricerca di un senso da dare alla vita, allamore, alla morte. Ho sentito definire questo libro una sorta di Giovane Holden giapponese, ma a mio avviso non cè paragone. Lo stile, la storia, gli intrecci… preferisco mille volte questo libro.

30 dicembre 2008 Posted by | classifiche di fine anno, Dimitri Francesco, Feist Raymond, Gaiman Neil, Heinlein Robert Anson, Hobb Robin, Jordan Robert, Lindqvist John Ajvide, Lynch Scott, Moorcock Michael, Murakami Haruki, Zafon Carlos Ruiz | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

L’estate dei morti viventi

Autore: John Ajvide Lindqvist
Edtore: Marsilio
Pagine: 377
Prezzo: € 17,50


La trama

Stoccolma è sull”orlo del caos. Dopo un’ondata di caldo torrido, in città si è creato un campo elettrico di grande intensità: le luci non si spengono, gli apparecchi elettrici non si fermano, i motori continuano a girare.
E mentre nell’aria si avvertono strani ronzii, si scatena una violenta emicrania collettiva.
E’ un ubriaco a vedere per primo una minuscola larva bianca che come uno spirito penetra il marmo di una lapide. Poco dopo, si diffonde la notizia che negli obitori i morti si stanno risvegliando.
La prospettiva di ritrovare i cari estinti scatena le reazioni più disparate in una società che fa di normalità e consuetudine il proprio paradigma, ora improvvisamente sconvolta da un fenomeno incomprensibile. E così, tra tanti, un vecchio giornalista corre a disseppellire il nipotino; un’anziana signora riceve una visita alquanto insolita in piena notte; un uomo disperato è convinto di poter riavere la moglie.
Ma quando i morti tornano, cosa vogliono?
Quello che desiderano tutti: tornare a casa. E riaverli con sé, non è esattamente come ci si aspettava.
Scrittore horror di originale talento nel panorama letterario nordico, John Ajvide Lindqvist racconta una storia emozionante sulle nostre paure più grandi e l’amore che sfida la morte. Perché alla fine, è proprio d’amore che si tratta, della capacità di lasciare i morti al luogo cui appartengono, trattenendoli soltanto nei nostri ricordi.
Ed è lì che devono restare, da nessun’altra parte.

L’autore

John Ajvide Lindqvist è nato in Svezia nel 1968 ed è cresciuto a Blackeberg, sobborgo di Stoccolma.
Ha fatto per anni il prestigiatore, è autore televisivo, di sceneggiature e testi teatrali.
Di Linqvist, Marsilio ha pubblicato Lasciami entrare, best-seller in patria e tradotto in dodici lingue, da cui è stato tratto un film con la regia di Tomas Alfredsson, vincitore del Nordic Film Prize, presentato all’edizione 2008 del Tribeca Film Festival di New York

Casus belli

Tutto comincia con una situazione anomala che incombe su Stoccolma. Un’atmosfera di attesa, come quando sta per scoppiare un temporale, solo che non ci sono nuvole in vista. C’è solo sole, un caldo assurdo. Ed elettricità. Un campo elettrico inaudito ricopre la città, mantiene accesi ed attivi gli strumenti elettrici, colpisce le persone con fortissime emicranie.

E all’apice di questo campo elettrico, accade. I morti -o almeno, i morti recenti, deceduti da meno di due mesi- tornano in vita. Si alzano, si muovono.
Il personale degli ospedali è nel panico più completo, i politici non sanno che fare. Giornalisti, militari, scienziati… tutti vogliono dire la loro al riguardo, tutti hanno le loro idee su cosa stia accadendo e come si deva agire.
I morti viventi non sembrano necessitare di nutrimento, nella maggior parte dei casi nemmeno parlano. I loro sguardi appaiono come persi, e spesso le loro azioni avvengono come mera reazione a stimoli esterni. Stimoli come i pensieri, le emozioni della gente intorno a loro.
E intorno a loro la gente sperimenta fenomeni come la telepatia, l’empatia.

Ci vengono mostrate tre storie distinte, le vicende di tre famiglie che alla fine, in un modo o nell’altro, finiscono con lo sfiorarsi, con l’intrecciarsi.

Tre storie
C’è la storia di David e della moglie Eva, morta poche ore prima del risveglio. La morta vivente in condizioni migliori, quella che poco a poco riesce a parlare. Quella che viene subito portata via per essere studiata.
C’è la storia di Elias, il piccolo Elias. Preso dal nonno carico di sensi di colpa, che si aggrappa a lui e alla sua rinascita per dare un senso a tutto quanto, e che fugge per poterlo tenere con se.
C’è la storia di Elvy e della nipote Flora. Ipersensibili, sensitive. Avvertono più di tutti gli altri la strana atmosfera che grava su Stoccolma, vedono la Morte seguire i morti viventi. E la Morte parla loro e attraverso loro, gli affida il compito di portare la Salvezza.

Riflessioni

Il libro non ha una grande storia dietro. Arriva questa anomalia, i morti tornano in vita.
Reazioni della società. Morte dei morti viventi. Stop.
Non vengono fornite spiegazioni, non si dice cosa ci sia oltre la morte.
Si afferma però che esiste l’anima, e che come il corpo necessita dell’anima per muoversi, così l’anima necessita di un corpo per essere viva.
E attraverso le tre storie mostrateci, Lindqvist ci mostra delle riflessioni relative alla morte e all’amore.
Come la morte viene percepita, come viene affrontata la perdita di una persona fondamentale per la nostra stessa esistenza.
L’amore che spinge a prendersi cura di un cadavere semiputrefatto, e l’amore che alla fine consente agli amati di andarsene, di raggiungere il luogo dove sarebbero già dovuti essere.
L’amore che spinge Eva a rischiare di scomparire, solo per dare un ultimo addio a David.
Il desiderio dei morti di tornare a casa, la malvagità di certe persone.
Le reazioni dei morti viventi sono lo specchio dei pensieri e delle emozioni dei viventi, e l’atteggiamento aggressivo che alla fine si impadronisce dei morti viventi è tristemente scontato conoscendo l’animo umano.

Giudizio
Siamo lontani da quel capolavoro che è Lasciami entrare.
Qui la storia, l’avvenimento, è un mero spunto utilizzato per riflettere su queste cose. Non importa tanto il “cosa succederebbe alla società se” o il “è giusto ghettizzare così i morti viventi piuttosto che”, quanto il “cosa saremmo in grado di fare se tornasse il nostro caro”, il “cosa proveremmo se”.
E’ un libro profondo, presentato con lo stile leggero di Lindqvist e che proprio per questo può magari trarre in inganno.
Ci si trova solidali con David e il suo sentirsi in un mondo a parte; ci si scopre commossi da Mahler e razionalmente dalla parte di Anna; curiosi riguardo agli ami visti da Elvy, partecipi dela vita di Flora. Tristi per Magnus, arrabbiati nel finale per l’escalation di rabbia che viene rivolta contro i morti viventi.
Sollevati e commossi quando finalmente Eva e Elias vengono lasciati andare e scompaiono col Pescatore, finalmente divenuti “farfalle”, ascesi a qualcosa di superiore.

Voto: 4/5 (Certo però che Lindqvist è fissato con i bambini di nome Elias, eh? )

21 novembre 2008 Posted by | Lindqvist John Ajvide | , , , , , | 2 commenti

Lasciami entrare

Autore: John Ajvide Lindqvist
Editore: Marsilio
Pagine: 461
Prezzo: € 17,50

La trama

«Uccido perchè devo.
Non esiste un altro modo.
Uccido perchè voglio vivere.
Proprio come te»

A Blackeberg, quartiere degradato alla periferia ovest di Stoccolma, il ritrovamento del cadavere completamente dissanguato di un ragazzo segna l’inizio di una lunga scia di morte. Sembrerebbe trattarsi di omicidi rituali, ma anche c’è anche chi pensa all’opera di un serial killer.
Mentre nel quartiere si diffonde la paura, il dodicenne Oskar, affascinato dalle imprese dell’assassino, gioisce segretamente sperando che sia finalmente giunta l’ora della rivalsa nei confronti dei bulletti che ogni giorno lo tormentano a scuola. Ma non è l’unica novità nella sua vita, perchè Oskar ha finalmente un’amica, una coetanea che si è appena trasferita nel quartiere. Presto i due ragazzini diventano più che semplici amici. Ma c’è qualcosa di strano in Eli, dal viso smunto, i capelli scuri e i grani occhi. Emana uno strano odore, non ha mai freddo, se salta sembra volare e, soprattutto, esce di casa soltanto la notte…
Lasciami entrare
è una tenera e crudele storia d’amore, vendetta e vampiri, un racconto fantastico e commevente sul dolore dell’infanzia e la forza dell’amicizia, dove sangue e orrore devono piegarsi alla potenza dell’amore e alla voglia di vivere.

L’autore

John Ajvide Lindqvist, nato in Svezia nel 1968, è cresciuto nel quartiere di Blackeberg, a Stoccolma. Ha fatto per anni il prestigiatore, è autore televisivo e ha scritto sceneggiature e testi teatrali.
Best-seller in Svezia, in corso di traduzione in numerosi paesi, Lasciami entrare è il suo primo romanzo, da cui è stato tratto un film con la regia di Tomas Alfredsson, di cui qui è possibile vedere il trailer.
Di prossima pubblicazione il suo secondo romanzo, Come trattare con i morti viventi.

Recensione

Oskar è un personaggio creato per suscitare simpatia e pietà, e ci riesce benissimo. Nei primi capitoli ci viene presentato come grasso, imbranato nelle attività fisiche, preso di mira dai bulli, incapace di reagire, incontinente (tanto da aver ideato in gran segreto una “pallina anti-pipì”). Per non sentirsi un vigliacco rubicchia nei negozi, e coltiva sogni di vendetta collezionando ritagli di giornali che parlano di serial killers. E immaginando di essere come loro, di riuscire a uccidere i suoi tormentatori.
Oskar è solo. La madre lavora tutto il giorno, il padre beve e lo vede di rado, quando decide di andarlo a trovare prendendo l’autobus. Non ha amici, quelli che aveva sono spariti quando lui è diventato la vittima della scuola.

Eli lo vede per la prima volta una sera, mentre si sfoga attaccando con un coltello un albero. Immaginando in realtà di stare massacrando chi gli ha reso la vita un inferno. Come probabilmente ogni bambino vittima di bullismo.

E’ l’arrivo di Eli a cambiarlo. Eli lo vede diversamente da come gli altri lo vedono, da come lui stesso si vede. Migliore, affascinante. Forte.
Ed è per Eli, non per se stesso, che trova la forza di reagire alle angherie. La forza di prendere un bastone e colpire i suoi nemici. La forza di non essere più una vittima.

Eli, dal canto suo, ha trovato una nuova vita in Oskar.

E’ un vampiro vecchio di duecento anni, in un corpo di dodici anni. Non ama uccidere, ma è il prezzo della sopravvivenza. Non vuole morire, vuole vivere, vuole sapere cosa sia la vita. Per questo Eli viaggia con Hakan. Un pedofilo che per amore suo uccide ragazzini portandogli il sangue raccolto.
Un pedofilo che in quell’anima antica racchiusa in un desiderabile corpo acerbo vede la sua salvezza, un compromesso per alleviare la propria coscienza.
Ma grazie ad Oskar Eli cambia.
Sembra avere realmente dodici anni, ora. Vuole giocare, ridere, divertirsi. Mentre Hakan è solo un vecchio pervertito, qualcosa da sopportare per convenienza e nulla di più.

Man mano che la relazione tra Eli e Oskar si fa più forte, Eli ispira sempre più tenerezza.

La ritrosia con la quale poco a poco si apre ad Oskar. Le sue fughe prima dell’alba, il codice morse appeso al muro della sua stanza per popter comunicare con l’amico.
I suoi silenzi quando deve parlare di sè, del suo passato, della sua vita.

E finalmente giunge la verità.
Il vampiro, il cancro che consuma il suo corpo. La malattia che l’affligge da sempre, quel dover bere sangue per restare in vita. Quel sangue infetto che governa il suo corpo.
E l’altra verità. Eli che non è una ragazza. Eli che non è neanche un ragazzo. Elias che, ancora umano, era stato vittima della pazzia di un nobilotto. Che lo aveva scelto per il suo aspetto, e gli aveva tolto gli organi genitali. Eli che adesso là sotto non aveva nulla.

E Oskar inizialmente fugge. Fugge dal vampiro, fugge sopratutto da Eli. Dalla persona che la notte entrava dalla finestra dormendo nuda al suo fianco. Da chi voleva come sua ragazza. Fugge da quel ragazzo che lo spaventa. Fugge perchè “frocio è peggio che vampiro”.

Ma poi, timidamente, lentamente, torna.

Eli o Elias, poco importa. E’ suo amico, è il suo unico amico. Torna da lui, ed Eli gli rivela la sua vita, gliela fa vivere.
Tenerissimo il momento in cui chiede a Oskar il permesso di entrare in casa sua, e il ragazzo chiede cosa accadrebbe se non glielo desse. Eli glielo mostra.
Entra ugualmente, e comincia a perdere sangue da innumerevoli, minuscole ferite su tutto il corpo. Attendendo fiducioso che Oskar pronunci le parole che gli salverebbero la vita: Puoi entrare.
Una fiducia totale in Oskar, in quell’unico appiglio alla vita che Eli ha trovato.

Oskar che corre da Eli quando scopre che hanno identificato Hakan, il serial killer che si era sfigurato con l’acido per non mettere Eli in pericolo. Hakan che è diventato un vampiro, Hakan che cerca Eli da morto così come in vita, perchè ormai è Eli la sua fonte di vita, il motivo della sua esistenza.
Oskar che salva Eli fermando chi stava per ucciderlo.

Eli che salverà Oskar dalla vendetta di uno dei bulli della scuola, che con ragazzi più grandi lo sta affogando in piscina. Eli che salva Oskar dalla prigione di quella vita che ormai gli era stata cucita addosso, Eli che se ne va con Oskar, alla fine. Come aveva detto il ragazzo “non vorrei essere come te. Ma vorrei essere con te”

Alla fine c’è anche il lieto fine, almeno per i due protagonisti.

Almeno per loro, perchè per tutti gli altri finisce in tragedia. Sopratutto per Locke e Virginia, la coppia tragica il cui destino incrocia la strada di Eli e Oskar.
Virignia che diventa un vampiro, e si brucia viva per non far del male a chi ama.
Locke che ha perso il migliore amico e la donna per colpa di Eli, e che quando lo trova indifeso e sta per ucciderlo viene fermato da Oskar. Locke diverrà un banchetto per Eli, mentre Oskar per la prima volta se ne starà nella stanza accanto, insensibile alla morte dell’uomo.
Due vite tragiche, due personaggi che ispirano tristezza e malinconia. Due buoni che fanno un’orribile fine.

Un ritratto certo impietoso della vita nei sobborghi svedesi negli anni ottanta, una generazione praticamente priva di aspettative per il futuro.
Tranne Oskar, che con Eli riesce a fuggire da quella prigione per guadagnarsi la libertà assieme all’amico.
Uno splendido libro, sul finale ho seriamente temuto che il finale fosse di tutt altro tipo (e ci sarebbe stato benissimo anche quello!)

Voto: 5/5

16 settembre 2008 Posted by | Lindqvist John Ajvide | , , , , , , , | 4 commenti