La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Riftwar

Torniamo ai libri, dopo le ultime digressioni televisive.
E torniamo ai libri puntando a qualcosa di storico, qualcosa di vecchio ma che ritengo sia tra le cose migliori scritte per un certo tipo di fantasy. Continua a leggere

24 agosto 2010 Posted by | Feist Raymond | , , , | 3 commenti

I migliori libri del 2008

E dopo i libri peggiori dell’anno, le gemme che ho avuto la fortuna e il piacere di leggere. Non sono in ordine di preferenza ma alfabetico. E sopratutto non sono 10 ma 12… perchè limitarmi quando me ne sono piaciuti parecchi?

Gli inganni di Locke Lamora

Gli inganni di Locke Lamora (Lynch). Fantasy che gode di unambientazione affascinante, di protagonisti perfettamente delineati, di una storia intrigante. Con una sapiente dosatura dei flashback che lentamente ci mostrano il passato del protagonista, il giovane e geniale ladro Locke Lamora.

Il nome del vento

Il nome del vento (Rothfuss). Prima parte della trilogia ricavata dallenorme libro di esordio di Rothfuss, un fantasy avvincente ed originale: il protagonista è una sorta di gitano, musicista, mago, guerriero… una figura leggendaria, che ormai ridotta alla macchia e ritiratasi in incognito a fare il locandiere accetta di raccontare la sua storia. Uno dei fantasy più belli degli ultimi anni.

Il signore del caos

Il signore del caos (Jordan) Ultimo volume uscito in economica della saga de La ruota del tempo. Come tutti gli altri, la storia si mantiene su livelli molto alti grazie anche alle tante vicende intrecciate che Jordan gestiva con enorme maestria. Ovviamente per leggerlo e goderselo (capendo anche qualcosa) bisogna aver letto gli altri volumi della saga, prima.

Il signore della magia

Il signore della magia (Feist). Il primo, grandioso libro della saga della Riftwar. Fantasy e fantascienza mescolate insieme per darci la storia della guerra tra due mondi, del più grande mago di questi due mondi e della lotta contro le antiche divinità. Epico, pieno di magia e di potenza, di destini scritti nella pietra, di eroismi e crudeltà. Una pietra miliare del fantasy.

Lassassino di corte

L’assassino di corte (Hobbs). Secondo libro della trilogia dei Lungavista, altra saga fantasy scritta benissimo, dotata di una bella ambientazione e di un protagonista atipico: un bastardo reale che viene cresciuto per diventare l’assassino personale del Re

La saga di Elric di Melniboné, vol.3

La saga di Elric di Melniboné, vol.3 (Moorcock) Il volume conclusivo della saga dell’antieroe per eccellenza, l’imperatore della crudele razza dei Melniboreani. Stupendo, la degna fine (che poi fine non è) di un’ottima saga.

Lasciami entrare

Lasciami entrare (Lindqvist) L’autore rivelazione del genere horror e il suo primo libro. E’ incredibile come Lindqvist riesca a usare tematiche come i vampiri, serial killer e, nel suo secondo libro, zombies.. per parlare dell’amore, e di cosa si arriva a fare per amore. Una vera perla.

Lombra del vento

L’ombra del vento (Zafon) La vita di un ragazzino amante dei libri si intreccia indelebilmente con la storia narrata in un vecchio libro e con la storia del suo misterioso autore. Dico solo che fino a qualche mese fa il mio nickname era Coubert proprio per questo libro.

Nessun Dove

Nessun Dove (Gaiman) Neil Gaiman a briglia sciolta, un libro che ti cattura dalla prima all’ultima pagina trasportandoti nella Londra Sotto e catturandoti totalmente. Del resto è Gaiman, era prevedibile.

Pan

Pan (Dimitri) Il libro rivelazione dell’anno, a mio avviso, che incorona Dimitri come il Gaiman italiano. Peccato i grandi editori, quelli che possono fare veramente pubblicità, schifino i bravi autori italiani.

Straniero in terra straniera

Straniero in terra straniera (Heinlein) Un capolavoro di Heinlein, che tramite il ritorno sulla Terra del ragazzo cresciuto dai marziani attua una critica feroce contro il pensiero corrente, lo stile di vita, i preconcetti. E’ grande come libro, ma la lunghezza quasi non si nota… niente brodini allungati, tutto è funzionale alla storia e al messaggio.

Tokyo blues - Norwegian wood

Tokyo Blues – Norwegian Wood (Murakami) Romanzo che racconta il passaggio dalladolescenza alletà adulta di un ragazzo nel Giappone degli anni 70, disincantato e disinibito. E della ricerca di un senso da dare alla vita, allamore, alla morte. Ho sentito definire questo libro una sorta di Giovane Holden giapponese, ma a mio avviso non cè paragone. Lo stile, la storia, gli intrecci… preferisco mille volte questo libro.

30 dicembre 2008 Posted by | classifiche di fine anno, Dimitri Francesco, Feist Raymond, Gaiman Neil, Heinlein Robert Anson, Hobb Robin, Jordan Robert, Lindqvist John Ajvide, Lynch Scott, Moorcock Michael, Murakami Haruki, Zafon Carlos Ruiz | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

L’esilio del Tiranno – libro terzo del Conclave delle Ombre

Autore: Raymond Elias Feist
Editore: TEA
Pagine: 388
Prezzo: € 8.90
Trama

Fino a poco tempo fa, Kaspar, il potente e spietato duca di Olasko, comandava un esercito imponente, temuto da tutte le nazioni di Midkemia. Adesso il tiranno è in esilio, separato dal suo trono da deserti inospitali, montagne invalicabili e oceani infiniti. Quando finalmente riesce a unirsi a una carovana di mercanti, sembra che il sospirato ritorno a Olasko sia ormai vicino… Ma il gruppo è vittima di una forza oscura, che pare scaturire da un oggetto inquietante e misterioso, una strana armatura nera che emana un’aura malvagia. Solo Kaspar riesce a resistere al suo potere mortale ed è costretto a un viaggio avventuroso e pieno di insidie per svelare il terribile segreto che vi si cela.

Autore

Raymond Elias Feist è nato e cresciuto nella California del Sud, dove ha studito.

Si è imposto sulla scena della narrativa fantastica nel 1982 con Il signore della magia, primo episodio della Saga di Riftwar, tradotto in diciotto lingue e grande best seller internazionale.

La saga è proseguita con L’incantesimo di Silverthon e Scontro a Sethanon, tutti pubblicati in Italia dalla Nord. L’esilio del tiranno è il terzo episodio della saga del Conclave delle Ombre, dopo L’artiglio del falco d’argento e Il re delle volpi (già in edizione TEA).

Saghe

Intanto, come è correttamente segnalato in prima e in quarta di copertina, bisogna ricordare che questo libro è il terzo volume di una trilogia, Il conclave delle ombre.
Ciò premesso, io aggiungo che questa saga, a sua volta, segue le vicende cominciate molto tempo prima con un’altra saga, la saga della Riftwar. Una delle più belle saghe fantasy, a mio giudizio. Una saga che mescolava il fantasy classico con elementi fantascientifici come invasioni da altri mondi e viaggi tra i pianeti e tra gli universi.

L’ordine di lettura corretto, per avere un’idea chiara della situazione, è

Il signore della magia
L’incantesimo di Silverthorn
Scontro a Sethanon

L’artiglio del Falco d’Argento
Il re delle volpi
.

Purtroppo tra i primi tre libri (Riftwar) e i secondi tre (Conclave delle ombre) ci starebbero molti altri libri di Feist, da noi inediti.
Diversi probabilmente non risultano importanti per la storia attuale (La Trilogia dell’Impero, i due libri dei Figli di Krondor, L’eredità della Riftwar, Leggende della Riftwar) ma una saga è l’anello di congiunzione tra la Riftwar ed il Conclave (che sono separati temporalmente da un centinaio di anni). Si tratta della saga della Guerra del serpente, riguardo alla quale troviamo riferimenti sparsi in tutta questa nuova trilogia.
Oltre a riferimenti che possano far capire cosa sia successo in questo tempo ai protagonisti dei vecchi libri (due dei quali, ovviamente, sono ancora vivi e vegeti).

Un’ulteriore precisazione.
Questa trilogia fa parte di una serie di saghe, e più nello specifico questi tre libri fungono da preludio alla trilogia della Darkwar, già pubblicata in America. E alla quale seguono le saghe della Demonwar e della Chaoswar.
Quindi il finale aperto è dovuto a questo fatto.

La storia finora

Ovviamente, il terzo volume di una trilogia è praticamente incomprensibile senza avere presenti i primi due libri.
In questi libri, il protagonista era Artiglio del falco d’argento, un giovane appartenente alla tribù degli Orosini.  Tribù che venne massacrata da una banda di mercenari al soldo del Duca di Olasko. Artiglio venne salvato dal figlio di Pug, il mago eroe della Riftwar, e venne allevato ed istruito per diventare un’arma del Conclave, un gruppo segreto di individui che lottavano contro alcune entità maligne, già responsabili della Guerra del Serpente.
Artiglio assunse il nome di Tal Hawkins, si fece passare per nobile e divenne il più abile spadaccino di quelle terre, al punto da venire assunto al servizio del Duca. Lì rimase, lavorando come sicario per il suo nemico, fino a quando il Duca non lo tradì facendolo incarcerare. A quel punto fuggì e, alla testa di diversi eserciti radunatisi per fermare le ambizioni del Duca e del suo malvagio consigliere -che in realtà era il nemico del Conclave, un mago malvagio ed immortale che ricercava solo il caos- si impadronì del suo regno.
Alla fine del secondo libro, il Duca venne esiliato: lo teletrasportarono sull’altro continente del mondo, un luogo di cui ignorava perfino la lingua, e lo lasciarono da solo nel deserto.

Kaspar

Incredibilmente, il protagonista di questo libro è proprio Kaspar, ex-Duca di Olasko.
Sopravvissuto al deserto e agli schiavisti, trova rifugio in una fattoria dove col tempo impara la lingua locale. Oltre ad una più importante comprensione, e cioè la comprensione della vita della gente comune, che aveva sempre ignorato trattandola come numeri su pergamene.
Più il tempo passava, e più Kaspar capisice che il mago che era diventato suo consigliere lo aveva plagiato, facendogli prendere decisioni cui mai avrebbe pensato e che mai avrebbe volontariamente accettato.
Certo non sarebbe mai stato considerato un buono, e il suo mago aveva trovato del marcio su cui far leva, ma sostanzialmente la sua ambizione era stata quella di rafforzare il ducato per evitare che venisse infestato da guerre; ciò a cui puntava era la soddisfazione della sua popolazione.

Intenzionato a riprendersi il trono, Kaspar comincia un lungo cammino verso casa, consapevole di dover trovare un modo per attraversare l’oceano. Incappa invece in un’armatura nera, malvagia, che lo cattura con un incantesimo impedendogli di sbarazzarsene e costringendolo a portarla sempre più a ovest.
Quando finalmente si libera dell’incantesimo, conosce la vera natura dell’armatura. Sa che viene da un’altra dimensione, e sa che finchè questa cosa rimarrà su Midkemia -il suo mondo- si apriranno sempre più varchi tra le dimensioni, facendo passare mostri potentissimi. Fino a quando un esercito invincibile non sarebbe passato dai varchi, distruggendo il suo mondo.
E’ per evitare la distruzione del mondo (da cui sa che nè lui nè le poche persone a cui tiene riuscirebbero a salvarsi) che accetta di portare l’armatura dai suoi vecchi nemici: Tal e il Conclave.
E questi, seppure dopo un’iniziale indifferenza, lo accetteranno tra di loro per ascoltare il suo racconto.
E dopo aver combattuto fianco a fianco contro il suo antico consigliere ed i suoi servitori, si giunge alla prevedibile conclusione di questo viaggio di maturazione dell’ex-duca: il suo ingresso nel conclave, che si sta preparando per l’imminente guerra contro il mago malvagio.

Maturazione

Un cambiamento che avrebbe dell’incredibile, se non fosse stato gestito molto bene.
Kaspar non è un buono, non lo sarà probablimente mai. Nè finge di esserlo.
La prima parte del suo viaggio serve però per far capire (a noi e a lui) che nemmeno è malvagio come era sembrato, che era colpa del mago che lo aveva soggiogato.
La seconda parte è frutto di una costrizione: se non seguisse la direzione in cui l’incantesimo di cui è vittima lo sospinge, morirebbe. Quindi non può fare altro che proseguire, fino a quando non arriva al Padiglione degli Dèi e gli viene mostrata la verità sull’armatura.
La terza parte è finalmente una sua scelta. Sceglie di rischiare la vita per portare quell’oggetto dai suoi nemici, perchè sono gli unici in grado di farla sparire prima che distrugga il mondo. Rimane affascinato dalla loro scuola. Dal loro potere.

Alla fine, quando è chiaro che hanno gli stessi nemici -e quando ormai lui ha rinunciato a riprendersi il trono, sul quale ormai siede la sorella e che è adesso sicuro e in pace con i regni confinanti- il passo verso il suo divenire un agente del Conclave è breve, nonchè scontato.

Trilogia

La pecca di questa trilogia è che, rispetto alla Riftwar, alla Guerra del Serpente, alla Darkwar… beh, questa trilogia non ha senso compiuto.
Il primo libro ci mostra Artiglio, dallo sterminio della sua tribù fino al suo ingresso al servizio del Duca, che compare pochissimo.
Il secondo libro ci mostra la caduta di Artiglio, la sua riscossa, la caduta del Duca. E ci mostra il vero nemico, il mago Varen.
Il terzo riabilita il Duca, che risale dal fondo fino a entrare nel Conclave.

Alla fin fine, però, la trilogia fa solo da prologo alla prossima saga, introduce il Conclave delle Ombre e crea due personaggi come Tal e Kaspar. Due guerrieri, due personaggi molto profondi… ma nient altro.

Per quanto ben scritta, alla fine risulta un poco deludente come saga

Voto 3/5

4 agosto 2008 Posted by | Feist Raymond | , , , , , , , , , | 2 commenti