La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Tokyo Soup

Autore: Ryu Murakami
Editore: Mondadori
Prezzo: € 7,50
Pagine: 232

Questo è un libro che ho cercato a lungo, senza trovarlo se non su online.
Era tra i libri che volevo leggere nel 2009, invece ci ho messo sopra le mani solo quando su ibs l’ho trovato scontato, tra i reminders.
A quel punto il desiderio di leggerlo era quasi svanito, ma visto che c’ero l’ho preso lo stesso.

Comincio col dire che  di giapponese per ora ho letto solo Haruki Murakami, e ammetto che la mia adorazione per questo autore lo rende un’ingombrante pietra di paragone.
Può essere quindi che mi aspettassi qualcosa di più simile a quel Murakami, ma il libro non mi ha intrigato particolarmente.

Parla di un giovane, Kenji, che di lavoro fa la guida turistica abusiva per stranieri in cerca di sesso. Li porta nei quartieri a luci rosse, fa da interprete, li consiglia.
E’ interessante la contrapposizione tra il mondo nel quale si muove Kenji quando lavora e l’atmosfera normale e tranquilla che si respira invece quando la sua ragazza, una liceale, è con lui.
Ed è interessante anche l’analisi della società giapponese che viene fatta dal protagonista, a contatto con alcuni degli elementi più controversi e tristi di questa cultura. Un’analisi che coinvolge anche le culture straniere, sopratutto quella americana: come mai i giapponesi tendono così tanto a imitare gli americani? come mai non hanno vere e proprie divinità loro? come mai si comportano così con i gajin, e perchè i gajin si comportano come si comportano?

Poi però c’è Frank, un cliente americano.
Un cliente amichevole, timido, impacciato. Ma un cliente che poco a poco mette un’inquietudine incredibile a Kenji. Racconta solo bugie, la sua pelle sembra finta, e sopratutto a volte il suo volto si trasfigura facendo rabbrividire il ragazzo per la cattiveria senza limiti che vi scorge. Sono solo istanti e sensazioni, ma bastano a fargli temere che questo strano cliente sia l’assassino di una liceale che si prostituiva, ritrovata morta e smembrata.

E più lo conosce, più ne ha paura. Ma non può staccarsene, no può abbandonarlo. Ha il terrore, la certezza che sappia dove vive. Che possa raggiungerlo in qualsiasi istante.
E intanto discende in un vortice di orrori, tra magia e crimini efferati. Arrivando a osservare il tutto con un certo distacco, come se non fosse più lui a parlare e a dialogare con Frank ma un’altra persona.
E a quel punto, quando avrà visto uccidere delle persone, quando avrà visto gole tagliate e colli spezzati e carne bruciata… a quel punto niente sarà più lo stesso, per lui.

Come idea non è male.
C’è l’analisi sociale, con la moda della prostituzione giovanile e l’usanza dei lavoratori mandati lontano dalle famiglie e i suicidi degli impiegati.
C’è il percorso personale di Kenji.
C’è l’elemento soprannaturale, la magia di Frank che ipnotizza le persone, le immobilizza, ne legge i pensieri.

Ma c’è un grosso ma… detto come si direbbe in altri campi, si impegna ma non eccelle in nulla.

L’analisi sociale è più diretta ai giapponesi che non a noi gajin; il percorso personale di Kenji è abbozzato, ben diverso dai viaggi spirituali di Haruki Murakami; senza contare che in questo personaggio non sono riuscito a ritrovarmici, mentre i protagonisti dell’altro Murakami mi calzano il più delle volte a pennello.
L’elemento soprannaturale riguarda proprio la magia, molto materiale e concreto come sorpannaturale.
E l’orrore, lo splatter del massacro… beh, dopo aver letto Ellis l’ho trovato pacifico, privo di eccessi.

Leggibile, non malvagio, ma non ci ho trovato quasi nulla dentro. Peccato.

Voto: 6/10

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21 maggio 2010 Posted by | Murakami Ryu | , , | 3 commenti