La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Cose preziose

Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo: € 7.90
Pagine: 768

Incuriosito dalla recensione di Stefano, quando un mesetto fa al supermercato avevo trovato questo libro di King a otto euro mi ero deciso a prenderlo.
Devo premettere che non sono un fervido lettore di King, tutt altro. Di suo ho letto solo una raccolta di racconti e i primi capitoli della Torre nera.

Sapevo dalla recensione letta di cosa parlasse il libro, e l’inizio mi ha intrigato.

A Castle Rock, una cittadina che pare essere comparsa più volte in diversi libri dello scrittore, arriva il misterioso Leland Gaunt, proprietario di un nuovo negozio. Il nuovo negozio diventa il centro dell’attenzione dei cittadini, visto che è una delle rare novità in quell’ambiente. E il nome scelto, Cose preziose, aggiunge un alone di mistero e di fascino al tutto. Cose preziose? Cosa significa? Cosa vende?

Così per curiosità, poco a poco la gente comincia a entrare. Per dare un’occhiata, per capire di cosa si occupi questo Gaunt.
E rimane fregata.
Perchè Gaunt non solo è affabile e cortese, ma sembra conoscere i pensieri dei suoi clienti. I loro desideri.
E ha sempre l’oggetto giusto per ogni persona, l’oggetto dei suoi sogni, quello che brama più di ogni altra cosa.

E questo può essere una figura rarissima per un bambino, o per una donna adulta un oggetto di Elvis, o per una religiosissima credente una scheggia dell’Arca di Noè. O una canna da pesca, una mappa del tesoro, un amuleto per scacciare la malattia…
quello che conta è che sono l’oggetto, per il cliente. La cosa più importante che ci sia. Quella che, una volta vista, si intrufola nei suoi pensieri e vi si avvinghia, rifiutando di mollare la presa. Diventando un’ossessione.

Ma c’è qualcosa di più che non il semplice desiderio.
Perchè quando la donna stringe l’oggetto di Elvis, con la mente si ritrova a vivere con Elvis. Quando si stringe in mano la scheggia, si ha la sensazione di essere a bordo dell’Arca durante il diluvio.
E sopratutto, ovunque ci si trovi, si sente la voce del signor Gaunt che tenta, consiglia, ricorda la promessa fatta.

Già, la promessa. Perchè le sue cose preziose non costano care. Costano pochissimi soldi. E un favore.
Uno scherzo da fare a qualche concittadino. Uno scherzo innocuo, e in cambio si avrà l’oggetto dei nostri sogni, quello a cui si pensa tutto il tempo da quando lo si è visto.
Che male farà mai tirare dei sassi contro le finestre della persona più antipatica della città? O mettere delle finte lettere nelle cassette delle lettere, mettere degli ordigni che rilascino odori nauseanti… anche tagliare le gomme alle macchine sembra poco più che uno scherzo.
E non ci si può tirare indietro. Gaunt non lo permette: sorveglia sempre, con la mente, i suoi clienti. Li sprona, li minaccia. Li ha in pugno, le loro menti e le loro anime ormai gli appartengono. Sono i suoi burattini.

E solo alcuni di questi se ne accorgeranno, riuscendo a sfuggire alla sua morsa. Gli altri invece continueranno a danzare al ritmo di quella creatura affamata di anime, fino a quando gli eventi messi in moto dagli scherzetti innocenti fatti per il signor Gaunt non indirizzano il corso degli eventi verso la sua naturale conclusione.

Detto così, sembrerebbe un buon libro, come avevo letto.

Peccato che tra l’inizio interessante e la fine nella quale gli eventi precipitano ci sia un’enormità di pagine lente e pesanti. Talmente pesanti che ho impiegato quasi venti giorni a leggere questo libro, e più volte ho avuto la fortissima tentazione di interromperne la lettura.
E’ la parte in cuui King mostra moltissimi personaggi di Castle Rock, ci fa conoscere le loro menti, i loro desideri… così da far apparire quasi naturale ciò che faranno in seguito, ossessionati da Gaunt e spinti ormai nel baratro della paranoia e della follia.
Scelta comprensibile, e che razionalmente vedo come obbligata.
Ma non cambia il fatto che abbia reso il libro un mattone quasi indigeribile. Lento, lentissimo. Insopportabilmente lento.

Poi ci sarebbe da ridire anche sul finale, che sa molto di deus ex-machina: perchè succede quello che succede? Mah, mistero.
E aggiungo che i continui riferimenti agli altri libri, per me che non li ho letti, dopo un po’ diventavano irritanti.
Sarebbe potuto essere un bel libro, ma è troppo pesante… non so se sia un libro “sfortunato”, o se King sia sempre così.
So solo che passerà diverso tempo prima che provi un altro suo libro.

Voto: 4/10

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30 maggio 2009 Posted by | King Stephen | , , | 6 commenti

Mistborn alla Fanucci

Ho letto la notizia questa mattina su fantasymagazine… la Fanucci ha preso i diritti per pubblicare la trilogia di Mistborn di Brandon Sanderson.

In Italia di Sanderson non si sapeva praticamente nulla fino a quando non è stato scelto per terminare la saga di Jordan, La ruota del tempo.
Ma ha scritto diversi libri in America. Libri fantasy, ovviamente.

E avevo sentito parlare bene di questa sua trilogia, tanto che avevo deciso di procurarmi, con il prossimo ordine da ibs, il primo volume in inglese.
A questo punto sono tentato fortemente di lasciar perdere ed aspettare ottobre per leggermelo in italiano… si vedrà se ho abbastanza forza di volontà.

Di cosa parla questa trilogia?
Essenzialmente, ricorda un po’ i libri di Lynch come protagonisti: anche qui infatti i protagonisti sono ladri e truffatori, gente che vive nei bassifondi e si finge nobile per imbrogliare i ricchi.
Ma le similitudini si fermano qui, direi.
Infatti, a parte i protagonisti, a quanto ho letto Mistborn è un fantasy vero e proprio.

Solo che parte da dopo la fine dei fantasy normali, un migliaio di anni dopo lo scontro tra il grande malvagio e l’eroe descritto dalle leggende come il salvatore del mondo.
Ah, e in questo caso l’eroe ha fallito. Il male ha vinto, e ora l’immortale malvagio domina allegramente il mondo. L’oscurità è ovunque, dal cielo cade costantemente della cenere, la maggior parte della popolazione vive praticamente schiavizzata mentre gli eredi di chi aveva aiutato nella lotta il Signore sono ricompensati e privilegiati.

Essendo un fantasy, non può mancare la magia. E la magia esiste in quanto il Signore l’ha concessa tempo addietro ai nobili, cioè a coloro che lo avevano aiutato. E’ una magia, a quanto pare, legata ai metalli, e per averla non basta avere sangue nobile, ma anche molta fortuna. Ci sono le persone con meno potere magico, che possono usare solo un metallo (un solo potere, in pratica) e chi invece li può usare tutti. Questi ultimi sono chiamati Mistborn, e sono molto rari.

Vin è una di questi, anche se non lo sa. E in una banda di ladri, disillusa e concentrata solo sulla sua sopravvivenza. Non sa nulla di magia, sa solo di avere una qualità speciale che nessuno ha.. la Fortuna, che le permette di manipolare un minimo le emozioni delle persone.
Questa sua abilità sarà invece riconosciuta dagli obbligatori, che le sguinzaglieranno contro un inquisitore, creatura misteriosa e fortissima.
A salvarla arriverà un altro Mistborn, un ribelle che lotta contro il tiranno. E che guida un gruppo di ladri abilissimi (e immagino con diversi fruitori di magia tra le loro fila) per cercare di abbattere il regime.
Come? Molto Lamoraniamente, rubando il denaro del tiranno per portargli via le truppe, e consentire così la rivolta… del resto, ormai suegli eroi da favola promessi dalle leggende non si può fare affidamento, quindi si deve combattere con le armi che si hanno a disposizione…

La storia mi pare molto interessante, sul sito di Sanderson inoltre si possono leggere i primi tre capitoli (che bene o male raccontano ciò che ho brevemente condensato qui sopra) oltre ad annotazioni dello scrittore sul libro (anzi, i libri visto che i primi capitoli e le note sono disponibili per tutti e tre i volumi) e “scene cancellate” (che non ho guardato per evitare spoiler, ma che immagino contenga dei capitoli o dei paragrafi poi eliminati nell’ultima stesura).

28 maggio 2009 Posted by | Nuove pubblicazioni, Sanderson Brandon | , , | 4 commenti

Draghi e cavalieri

In questi giorni mi divido tra la lettura notturna di Cose preziose e il lavoro uno e trino giornaliero, che mi fa sentire sempre più Ercole in lotta con l’Idra: ogni problema che risolvo, ne spuntano altri due. E qui non ho nemmeno uno Iolao qualunque a cauterizzare i problemi una volta risolti…

Ma vabbè, il fatto è che in questi giorni mi sono ritrovato a pensare a draghi e a cavalieri. Non so neanche io il perchè.
In origine c’era il prode cavaliere che affrontava il drago, giusto? Il nobile cavaliere chiuso nella sua armatura splendente, intento a difendersi dal soffio infuocato dietro il grande scudo di metallo e poi pronto a partire all’attacco armato della sua fida spada.

Ora invece, nei fantasy, siamo passati sempre più al connubio uomo-drago. Del resto, il drago è una creatura affascinante… perchè non ipotizzare un alleanza con la Razza per eccelnza, gli umani?
Il problema, a mio avviso, sorge quando questi umani diventano cavalieri sul dorso del drago.

Non è tanto una questione di dignità draconica -che pure andrebbe presa in considerazione, specie quando magari il drago è rappresentato come potente, senziente, orgoglioso, dotato di memoria ancestrale e spaventosa intelligenza- quanto una mera questione di misure.
Perchè si, in questo caso direi che le dimensioni contano. Contano enormemente.

Il fatto è semplice: l’uomo in groppa al drago può andar bene se lo usa come mezzo di locomozione, può andar bene se in sella al bestione troviamo un mago intento a lanciare palle di fuoco sul campo di battaglia sottostante, o a proteggere con scudi e schermi magici le parti vulnerabili del corpo del drago… così va benissimo, sistemando la questione “draconian pride”.

Il problema arriva quando si tirano in ballo cavalieri in sella a draghi.
Un guerriero a cavallo funziona perchè la bestia passa sopra ai nemici appiedati ferendoli e spaventandoli, e perchè sporgendosi un poco il cavaliere può attaccare i nemici che gli sono di fianco, con spada, lancia, mazza o quello che vuole (basta che sia abbastanza lungo, dubito che con un pugnale potrebbe fare molto, se si trova in sella a un bel cavallo da guerra). Inoltre può scontrarsi conaltri cavalieri, attaccandosi da lontano con la lancia e a spadate (o arma prediletta che si voglia) quando i cavalli sono affiancati.
Pacifico, giusto?

Con i draghi, però, tutto questo è impossibile. Che diavolo ci fanno allora guerrieri armati di spada in groppa a un drago?
Un drago immagino sia ben più alto di un cavallo, altrimenti si tratterebbe di un pegaso ricoperto di scaglie. Ipotizzando un’altezza della groppa di almeno un paio di metri (ma penso sia maggiore, sarebbe ben piccolo altrimenti) il cavaliere per colpire nemici appiedati dovrebbe sporgersi molto. E visto che la larghezza del drago è ben più vasta di quella di un cavallo, la cosa immagino potrebbe risultare rischiosa per il cavaliere.
Un conto è sporgersi se sei in sella, le gambe ai lati del corpo del cavallo, i piedi nelle staffe.. tutta la posizione ti permette di restare in equilibrio e in sella anche se ti sporgi e falci qualche fante.
Ma se sei su una cosa larga come il dorso di un drago, a meno che il cavaliere non sia anche una ballerina esperta e non cavalchi a gambe divaricate ad angoli improponibili (e pure in quel caso spero per lui abbia già un erede a casa, altrimenti la dinastia finisce con la sua morte) dovrà stare seduto sul dorso del drago, più o meno imbracato a una sella. Possibilità di sporgersi: molto, molto remote.
E poi, se un bestione come un drago piomba sui fanti, penso che la spadina del cavaliere che si sporge come un idiota dalla groppa della creatura sia l’ultimo problema dei poveracci attaccati da zampe enorm, fauci, coda e fiamme ossidriche.

Ci sono gli scontri con altri cavalieri, allora.
A parte che mi viene da dire “bella utilità”… creare un corpo di guerrieri a cavallo di draghi che possano combattere solo tra di loro, visto che contro i fanti i cavalieri sui draghi sono inutili.
Ma poi, si hanno presenti le dimensioni che un drago avrà?
Se vogliamo che i guerrieri combattano frontalmente, si torna alla lancia. Bella lunga però, visto che un conto è la testa del cavallo, un conto il collo e la testa del drago. Oltre alla posizione alla quale è stata messa la sella. Una lancia bella lunga, quindi. Che dovrà essere resistentissima, altrimenti così lunga si spezza subito contro lo scudo avversario. E se vogliamo che faccia qualcosa al drago, dovrà essere rinforzata con ferro, acciaio… Una lancia del genere quanto diavolo peserà? Ricordiamoci che l’altro sarà armato parimenti, quindi il cavaliere dovrà manovrare l’arma con una mano mentre l’altra regge lo scudo. E questa lancia lunghissima e pesantissima dovrà pure essere molto lunga all’indietro, altrimenti con quella lunghezza e quel peso il cavaliere non riuscirebbe mai a tenerla pari.
Domanda: dove diavolo la tiene fino a quel momento una lancia lunga molti metri e pesantina? E poi, quale sarebbe la sua reale utilità, alla fin fine?
Resta lo scontor che è il cuore dello scontor tra guerrieri, lo scontro a spadate.
I cavalli si affiancavano, e i cavalieri duellavano.
Coni draghi però è impossibile, c’è una cosetta chiamata “apertura alare”. Se il drago vola ,le ali sono spiegate. E sbattono. Due draghi potranno quindi affiancarsi solo fino a far toccare tra loro le ali. Decisamente fuori portata per la spada. O per la lancia, visto che si rischia di traforare l’ala del nostro mezzo di locomozione edi precipitare a terra.
L’unico affiancamento valido resta quindi “l’ingroppata“: i draghi se ne fregano degli omuncoli sul loro dorso, e cercaon di ghermirsi per abbattere l’avversario. Sfido un cavaliere a lottare con l’altro mentre gli arriva un artiglio a cercare di squartarlo, o mentre la sua cavalcatura piroetta per sfuggire alle fauci avversarie.

In definitiva, direi che è impossibile la figura del cavaliere a dorso di drago. O meglio, possibile ma inutile: posiamo mettere i cavalieri sul drago, ma non faranno assolutamente nulla. Braccia rubate al campo di battaglia.

Molto meglio dei maghi sui draghi. O piuttosto dei “navigatori”, che si limitino a guardargli le spalle avvertendo la creatura dei pericoli da dietro e dall’alto…  con buona pace degli scrittori che mettono guerrieri armati di spada in sella al drago.

27 maggio 2009 Posted by | Altro | , , | 10 commenti

Epix

Se ne parlava da diverso tempo, di questa nuova collana da edicola della Mondadori, che spazierà tra horror, fantasy e fantascienza. E a dire il vero se ne continua a parlare, visto che la prima data di cui si era letto in rete (aprile) è passata senza alcuna novità. Pare che giugno sarà il mese buono.
E in effetti è anche comprensibile la scelta del mese d’esordio… a giugno la gente va al mare, e visto che dopo mezz’ora uno si è già rotto ampiamente i maroni di starsene spalmato su un telo a giocare a carte o a occhieggiare le ragazze agli ombrelloni vicini fingendo di dormire, finisce che i libri da edicola vendono parecchio.

Niente da eccepire quindi per la scelta del mese di giugno.
I problemi, per quanto mi riguarda, vengono fuori quando si va a guardare il programma dei primi mesi di pubblicazione.

Si comincia con un autore che, bene o male, è stato uno dei più importanti scrittori di fantasy dell’epoca moderna. Terry Brooks.
Non viene pubblicata La spada di Shannara (e meno male, penso io, visto che al giorno d’oggi saprebbe ancora più di plagio), nè Il magico regno di Landover (quello sarà ristampato più costoso quando uscirà il film).
La scelta è caduta su I figli di Armageddon, il primo libro dell’ultima trilogia di Brooks (ancora devo leggere il libro finale, a proposito). Ok, va bene che è la trilogia migliore dell’ultimo periodo di Brooks, ma perchè non stampare -se si voleva qualcosa di Brooks, e di classico e di bello- Le pietre magiche di Shannara?
Un buon libro, autoconclusivo, che invoglia a comprare gli altri libri del ciclo iniziale… no, primo di una trilogia. In edizione da edicola.
Penso non prenderei MAI una cosa del genere, sapendo che molto probabilmente la storia risulterà totalmente monca e per leggerla intera dovrò prendermi gli altri volumi a un prezzo parecchio superiore.

A seguire, Acque oscure, antologico di Evangelisti.
Ecco, questo mi attira già di più… Evangelisti in Tortuga mi è piaciuto molto, sono curioso di vedere questi suoi racconti.
Inoltre, sempre restando in un’ottica del lettore occasionale da spiaggia, un antologico è l’ideale… leggi, fai una nuotata, leggi, partitone di pallone, leggi, gelato…

E giugno è finito, con questi due libri.
Una prima parte di trilogia recente, e un antologico.
Cassata senza mezzi termini (da me) la prima, mentre molto probabilmente prenderò il libro di Evangelisti.

Ma è solo il primo mese, magari poi vengono buttati nella mischia esordienti italiani, o grandi classici ristampati, o bei libri ormai introvabili….
…invece no.

Si prosegue con quella che reputo la gemma della programmazione (per quanto è trapelato fino ad ora): Monster Nation. Il lato horror di Epix.
Peccato che sia il libro centrale di una trilogia!!
Ecco, queste sono le cose che mi fanno infuriare. E che mi rafforzano nella mia decisione di non avvicinare nemmeno da lontano una saga in questa collana.

Poi si ricomincia daccapo, a quanto pare.
Nuovo giro, nuovo primo volume di trilogia fantasy.
Questa volta tocca a una grande trilogia fantasy: Anharra. Talmente grande che su ibs il primo volume edizione normale è esaurito, quello in economica è nelle rimanenze. Il secondo volume è stato stampato solo in edizione normale, ed è di due anni fa.  Non mi era particolarmente interessato a suo tempo, e di certo non mi avvicino alla trilogia qui, sapendo di dover reperire altrove -eventualmente- i seguiti.

Quinto titolo, Bad Prisma.
Atologico di autori italiani.

Se ho ben capito lo schema, il sesto titolo sarà un horror, e poi via con un’altra trilogia fantasy. Magari riproporranno il primo del Mondo Emerso.

In definitiva, per quello che mi interessa (perchè per l’horror ho letto su un blog dedicato al tema che verranno pubblicati i romanzi di Doom… fortuna non sono un appassionato di horror, mi risparmio un’incazzatura) si tratterà di parti di trilogie abbastanza recenti. E antologici che verranno etichettati come fantascienza.
Ad ora non si intravedono romanzi autoconclusivi, non si intravedono ristampe utili, nè spazio per giovani esordienti (con un prezzo di neanche cinque euro, un’occhiata agli esordienti l’avrei data di sicuro).
Ah, dimenticavo, pare ci saranno anche i libri di Warcraft.
Mica noccioline. A questo punto manca solo che ci mettano anche un mezzo libro a caso dal centro delle Cronache del ghiaccio e del fuoco e saremo a posto.

Finchè le cose resteranno così, probabilmente mi fermerò al solo Evangelisti.

Ah, parlo molto per sentito dire, ho letto su un blog, si dice che… non per mia particolare idiozia, quanto piuttosto per via del fatto che per ora non sembra esistere un sito ufficiale dove leggere dichiarazione d’intenti e piano d’opera.
Speravo di più, ma effettivamente ero troppo ottimista.

22 maggio 2009 Posted by | Nuove pubblicazioni | | 6 commenti

Dollhouse, prima stagione

E la prima, attesissima stagione di Dollhouse è finita.
Non è stata la stagione trionfale che un po’ tutti i fan di Joss si aspettavano, a causa di molte defezioni a seguito dei primissimi episodi.

Episodi effettivamente non entusiasmanti, con la storia che ingrana lentamente.
Ma quando ingrana le cose si fanno molto interessanti, e questa cosa è dimostrata dalla conferma di una seconda stagione malgrado gli ascolti non positivissimi.

Gli episodi iniziali, non eccelsi anche perchè abbastanza a sè stanti, più che altro servono a introdurci alla Dollhouse.
Il luogo dove vengono cancellati ricordi e personalità, e le persone vivono come automi privi di coscienza godendo di una vita perfetta e armoniosa, sorvegliati e seguiti costantemente.
Il luogo dove, pagando, si ottiene esattamente ciò che si vuole. Che sia la ragazza perfetta per una notte, il ragazzo dei propri sogni, il miglior ladro del mondo, un’assistente sociale, una mediatrice, un’esperta in un qualunque campo si voglia. Basta fare la richiesta, e alla Dollhouse verrà creata la personalità desiderata e inserita in una Doll, pronta all’uso per il tempo stabilito. Poi un bel reset, e tutto come prima.

Conosciamo così Echo, la protagonista. Una Doll.
Un tempo si chiamava Caroline, ma ha accettato di offrirsi volontaria per cinque anni alla Dollhouse. Ora non sa più niente di sè o del suo passato, nè capisce che esistano un sè o un passato. E’ una tavoletta bianca su cui scrivere qualunque cosa.
E conosciamo Boyd, il suo supervisore. Ancora non molto fiducioso riguardo la Dollhouse, instaurerà poco a poco un rapporto di profonda amicizia con Echo, non vedendola come una Doll ma come una persona.

Poco a poco anche gli altri comprimari trovano posto sotto i riflettori, sia che si tratti di altre Doll sia che si tratti dei membri della Dollhouse.
Ma sopratutto vengono fuori le due storie portanti.

La prima, che dura tutta la stagione e si snoda lentamente, sempre in primo piano, è quella di Paul Ballard, agente FBI che indaga sulla Dollhouse. E su Caroline.
E che per scoprire la verità e salvare quella ragazza che ha visto solo in un vecchio video rischierà tutto, arrivando a perdere il lavoro e gli amici pur di seguire il suo istinto e il suo cuore. Un duro e puro, interpretato da Helo di Battlestar Galactica. Un ottimo personaggio.

La seconda, quella principale e che fa da vero collante a tutta la serie, è quella di Alpha.
La Doll di cui tutti sussurrano impauriti quando qualcosa non rispetta esattamente la loro pianificazione.
La Doll che si era ribellata, che aveva ucciso e deturpato, che era fuggita ed era stata uccisa.
Ma davvero è stata uccisa? Come si chiede Boyd, ci si può realmente fidare delle informazioni passate dai superiori?
Cosa aveva a che fare Alpha con Echo? E se Alpha è morto, chi è che sta bersagliando Echo durante le sue missioni?
Alla fine le due trame si riuniranno negli ultimi due episodi, che terminano con il buonissimo Omega, finale di stagione che mostra un villain affascinante, tra le altre cose. Nonchè alcuni colpi di scena niente male alla Dollhouse…
Alcune cose, come la scelta finale di Ballard, non mi hanno convinto particolarmente però.

In generale, la serie gioca parecchio sul filo del concetto di buono e cattivo, di giusto e sbagliato… quello che fa la DeWitt alla Dollhouse com’è?
Inizialmente si pensa che sia il male assoluto, ma episodi come Needs e Haunted cambiano le carte in tavola, portandoci poco a poco a chiedere se in fin dei conti sia così malvagio il tutto.
E già nel penultimo episodio tra Ballard e Boyd mi sono trovato a parteggiare per Boyd, malgrado tutto…

Una buona serie, che parte lentamente (forse troppo, visto che dura 13 episodi questa stagione) ma poi prende un buon ritmo, tirando in ballo diverse tematiche molto interessanti.
In più in questa prima stagione ci sarebbe un tredicesimo episodio che finirà solo nel dvd, dove comparirà come guest star l’adorabile Felicia Day, la Penny di Dr. Horrible (nonchè star della web serie The guild).

Voto: 6\10

20 maggio 2009 Posted by | Dollhouse, Serie tv | , , , , | Lascia un commento

Anatolia story

Autore: Chie Shinohara
Editore: Star Comics
Numeri: 28

Yuri è una ragazza giapponese dei nostri giorni, che per sua somma sfortuna viene prescelta da antiche divinità Ittite come sacrificio umano che la regina madre Ittita dovrà offrirgli affinchè loro esaudiscano il suo desiderio e suo figlio divenga re.

La magia della regina -che è anche grande sacerdotessa- fa sì che braccia d’acqua rapisicano la ragazza, facendola finire in Anatolia, all’epoca degli Ittiti, dell’antico Egitto… Lì prima deve trovare il modo di salvarsi dalla regina, quindi finisce col diventare concubina di uno dei principi. I due ovviamente si innamorano, pur sapendo che quando gli astri saranno nella posizione favorevole la ragazza andrà rimandata nel suo tempo.

Ora, questa storia ha lati positivi e lati negativi.

I lati positivi sono senza dubbio l’ambientazione -molto curata, ho letto in rete che deve aver studiato parecchio il periodo storico prima si scrivere… e per fortuna, sennò era un’idiota- e i disegni.
Le usanze Ittite nei loro giorni di massimo splendore, l’ascesa dell’Egitto e di un certo giovanotto chiamato Ramses, le guerre con i vicini, i rinomati carri da guerra, gli intrighi di palazzo… molto interessante. E ben rappresentato graficamente.

D’altro canto, però, non mancano certo i lati negativi.
Non voglio soffermarmi su piccolezze come il fatto che una giapponese adolescente dei giorni nostri si sia subito integrata con la vita giornaliera di più di 2000 anni fa, o sul fatto che presumibilmente sarebbe stata la prima giapponese mai vista da quelle parti e quindi avrebbe suscitato scalpore, risaltando enormemente tra tutti gli altri; nè mi voglio soffermare sull’equazione “ittiti=idioti patentati” che pare trasparire dal manga, visto che ogni volta che succede un misterioso omicidio a corte tutti quanti, dai nobili del consiglio ai popolani più umili, credono ciecamente a quello che viene detto.
Passi la prima volta, ma quando hai visto che Yuri (trovata con addosso il re morto, pugnalato, con lei accusata dall’unico altro testimone) alla fine è risultata innocente, e la stessa situazione identica si ripresenta qualche tempo dopo, non ti sorge il dubbio che qualcuno potrebbe volerla incastrare? No, eh?
Non mi soffermerò nemmeno su come il principe si innamori della straniera totalmente idiota per gli standard dell’epoca -visto che non sapeva nulla-, visto che alla fin fine questo era il succo della storia.
Ma che in quel tempo antico venga fuori che il principe è un paladino della democrazia e della monogamia, che si ribella a ogni torto; e che praticamente Ramses pensi lo stesso; e che ogni principe si invaghisca di Yuri; e che Yuri diventi in pratica un generale dell’esercito, cavalchi come un’amazzone, sconfigga esperti soldati in duello… qui si va oltre la sospensione dell’incredulità e si sfocia nella fantascienza.

Una volta che ho cominciato a leggerlo -nel caso ve lo steste chiedendo… si, sto andando in ordine alfabetico su Onemanga, e dopo aver letto il primo numero di una serie decido se continuare o meno la lettura- ho continuato perchè gli inizi sembravano incoraggianti. Poi è degenerato e ho continuato solo per l’ambientazione e perchè odio lasciare le cose in sospeso.
Ma ambientazione e disegni da soli non bastano a salvare l’opera.

Voto: 5/10

18 maggio 2009 Posted by | Anatolia Story, Manga | , , , , | 7 commenti

Anima +

Autore: Mukai Natsumi, Makai Natsumi
Editore:
Volumi: 10, in corso

Siamo in un mondo “fantasy”: niente tecnologia, regni, soldati armati di spade e balestre, chiese, ribù, piccoli villaggi…
in mezzo a tutto questo, l’elemento magico è dato dall’esistenza degli anima plus.

Gli Anima plus sono normali umani che sviluppano però un potere legato a qualche animale. Questo potere può manifestarsi come una metamorfosi parziale o completa, ma in ogni caso lascerà sul corpo dell’umano un tatuaggio che ricordi l’animale.

I protagonisti sono ovviamente un gruppo di bambini\ragazzini, tutti Anima plus.

C’è Cooro, un’Anima plus corvo, che quando attiva il suo potere ottiene un paio di ali nere e una “protezione” sulle braccia; c’è il bambino-pesce, spacciato per sirena in un circo; c’è la bambina-pipistrello; e c’è il ragazzo-orso.

Cooro, girovagando, raduna intorno a sè questi Anima plus creando un gruppo di amici. Cooro è ingenuo e totalmente puro, e spesso è causa di guai quando ad esempio mostra il suo potere in mezzo alla gente.
La gente infatti teme gli Anima plus, visti i loro poteri e le loro differenze rispetto ai comuni esseri umani.

E la diffidenza della gente, incontrata nel regno in cui si svolgono inizialmente le storie, peggiora sempre di più mentre il gruppo di amici si dirige verso il regno confinante, in perenne guerra con l’altro.
Attraversano una montagna abitata da alcune tribù dalle quali si dice siano nati gli Anima plus, e che difendono quel territorio contro entrambi gli eserciti.
E una volta passato il confine, scoprono una nazione basata sulla schiavitù. Schiavitù dei comuni cittadini, le cui vite sono valutate meno di zero, e schiavitù degli Anima plus, visti come schiavi di prestigio.

Ci sono Anima plus ribelli, che cercano di cambiare le cose.
E c’è chi raccoglie gli Anima plus che trova, fingendosi mercante di schiavi per dargli un’esistenza più facile e serena.

Non c’è una grande trama, di volta in volta entra in gioco il passato di qualche Anima plus a dare uno spunto alla trama… per ora  è un girovagare senza particolare scopo, se non di volta in volta il desiderio di questo di andare in un posto, o il desiderio di quest altro di tornare nella sua città natale.
Un po’ pochino, visto che quello che resta sono i disegni dei protagonisti, il sentimento della diffidenza verso i diversi e poco altro.

Voto: 5/10

15 maggio 2009 Posted by | Anima +, Manga | , | Lascia un commento

Dance Dance Dance

Autore: Murakami Hiruko
Editore: Einaudi
Prezzo: € 13,00
Pagine: 492

Ci rinuncio.

E’ la quinta volta che provo a parlare di questo libro, e per cinque volte finisco col cancellare tutto.
Perchè tenermi sul vago non rende merito al libro, ma entrare nei dettagli diventa una cosa troppo lunga, diventa un raccontare tutto quanto.

Mi limito quindi a dire che la trama riguarda una ricerca da parte del protagonista.
Comincia come la ricerca di una persona appartenente al suo passato, e finisce col diventare la ricerca di sé stesso. Il tentativo di chiudere un ciclo per ripartire, per ritornare a vivere lasciandosi alle spalle il passato.

Perchè il protagonista è una persona strana, lo è sempre stata. E ha subito molte perdite.
Il ratto è morto, la moglie ha divorziato, lui stesso ha abbandonato il suo vecchio amico e ha scoperto che ora vive meglio. Tutti quelli che sono entrati nella sua vita, poi ne sono usciti portandosi dietro un pezzo di lui.
E ormai sembra condannato a una vita piatta e monotona, apatica e solitaria.

Ma durante questa ricerca arriverà a capire delle cose riguardo al suo passato, riscoprirà lentamente la vita, come andare avanti.

Danza, gli ha detto l’uomo pecora in una stanza inesistente alla fine di un corridoio oscuro di un’altra dimensione.
Danza, gli ha detto, o tutto sarà finito.

E così, seguendo il consiglio di quell’individuo misterioso e soprannaturale che ha il compito di connetterlo, lui riprende a danzare. A muoversi. A seguire il corso degli eventi, ad abbandonarsi alla corrente.

Tanti i comprimari che entrano in gioco in questa sua ricerca, in questa sua lotta per non chiudersi definitivamente in sé stesso: la tredicenne Yuki sensitiva, bellissima e incapace di vivere; e sua madre Mae, persa nel suo mondo interiore e assolutamente incapace di rapportarsi normalmente con gli altri; Dick, il poeta con un braccio solo, solare, volenteroso, totalmente anonimo tranne che nella morte; Mei, un’affascinante squillo; il Letterato, un poliziotto onesto e dedito alla giustizia, tragico nel suo insieme; Gotonda, l’amico perfetto devastato nell’interno dall’impossibilità di vivere come vorrebbe; Yumiyoshi, la receptionist amante degli alberghi.

E l’uomo pecora, fuggito da guerre e mondo moderno per rintanarsi nel suo cantuccio onirico, al sicuro da tutto e tutti;
Kiki, che si fa inseguire spingendo alla danza il protagonista;
l’hotel del Delfino, che fa parte del protagonista quanto il protagonista fa parte dell’albergo;
il salotto alle Hawaii dove sei scheletri lo aspettavano, sinistra promessa di morte che lo circonda;
l’oscurità che minaccia di circondarlo, la scelta finale da compiere su come vivere.

Un romanzo intenso, definito erroneamente come un folgorante noir giapponese in copertina -cosa che potrebbe portare a molti errori da parte dei lettori.
C’è del noir, ma non è certo il fulcro della storia.
E’ un libro, come è ovvio visto l’autore, sulla psiche umana, su come affrontare la vita, la solitudine, le perdite.

Perchè col tempo si cambia, si affrontano perdite. Ed è facile lasciarsi andare, chiudersi a riccio tenendo fuori tutto il resto. Ma è solo sopravvivenza.
L’unico modo per continuare a vivere è non smettere di danzare, seguire gli eventi, muoversi sempre, non fermarsi mai.

Voto: 9/10

12 maggio 2009 Posted by | Murakami Haruki | , , , | 11 commenti

Alive: the final evolution

Autore: Tadashi Kawashima, Adachitoka
Editore:
Numeri: 16 volumi, serie in corso

Altro manga inedito in Italia, purtroppo.

Il protagonista è Taisuke, un ragazzo che vive con la sorella maggiore dopo che i genitori, quando i due erano ancora piccoli, sono morti in un incidente stradale. Taisuke è tutto sommato un po’ stupido e debole, ma non si tira mai indietro e fa spesso a botte per difendere chi vede attaccato dai bulli.

La storia vera e propria comincia quando Taisuke all’improvviso ha la sensazione di trovarsi, invece che in aula, a fluttuare in mezzo allo spazio, lontano dalla Terra. La sensazione è breve, il ragazzo torna subito in sè e nemmeno ci pensa più a quell’evento.
Se non fosse che tantissimi altri hanno sperimentato la stessa esperienza, in tutto il mondo. E a differenza di Taisuke, hanno reagito.

La reazione più comune è stata il desiderio di morire. Per tutta la settimana, il mondo intero è stato sconvolto da un numero inimmaginabile di suicidi. Persone senza apparenti problemi che all’improvviso si uccidevano, sorridendo felici.

E poi sono apparsi gli altri, i Comrades.
I suicidi erano infatti dovuti a una sorta di virus della morte alieno, che aveva infettato moltissime persone. Quasi tutte si erano uccise, alcune invece erano sopravvissute a questo impulso alla morte e avevano ottenuto dei poteri.
Una di queste persone si rivelerà essere Hirosu, amico di Taisuke perennemente vittima dei bulli che all’improvviso cambia. E fugge con gli altri Comrades, portando con sè Megumi, l’immancabile amica comune che lui ama ma che invece ama Taisuke. Tenta anche di uccidere Taisuke, per la verità, ma non gli riesce visto che pure lui manifesta dei poteri.

Taisuke ci mette un po’ a capire cosa sta accadendo, ma quando un Comrade lo attacca deciso a ucciderlo e lui riesce a stento a fuggire capisce di dover abbandonare la sua casa per non mettere in pericolo la sorella. E parte alla ricerca di Hirosu e Megumi, intenzionato a riportarli indietro.
Il rapporto con Hirosu ricorda un poco quello tra Naruto e Sasuke, ecco: il protagonista vede l’altro come amico, e in passato lo erano anche stati… ma l’altro aveva sempre avuto sentimenti contrastanti, e ora lo vede principalmente come un ostacolo, un rivale.

Lungo la strada che lo porterà a Hirosu, Taisuke affronterà altri Comrades mandati a ucciderlo e farà amicizia con altri ragazzi che si sono ritrovati questi poteri, e che diventeranno suoi compagni di viaggio.
Intorno al decimo o undicesimo volume si può dire che finisce un primo ciclo di storie, con l’incontro tra Taisuke e Hirosu, lo scontro finale per il cuore di Akuro e la salvezza dell’intera umanità.

Dopodichè si riparte, entra in scena un nuovo gruppo, viene fatta chiarezza su altri punti della storia, compare l’esercito… all’inizio di questo secondo ciclo di storie, devo dire che Taisuke mi ha ricordato moltissimo Kenji, il protagonista di 20th century boy: ormai è chiaro che Taisuke è differente dagli altri e ha un potere straordinario, e ormai riesce a usarlo abbastanza bene, lo conosce meglio. E’ una figura ormai centrale nello scontro per il cuore di Akuro, e il suo ruolo sembra sempre di più predestinato, vista anche la situazione di Hirosu…

Voto: 7/10

9 maggio 2009 Posted by | Alive, Manga | , , , | 5 commenti

Heroes volume IV


Finalmente la terza, lunga stagione di Heroes è finita.
Una stagione tribolata e divisa in due diversi volumi, il terzo e il quarto.

Il terzo volume era stato di livello parecchio basso, e gli ascolti avevano impietosamente sottolineato questo fatto facendo saltare molte teste.
Il quarto invece è stato molto, molto meglio. Quasi al livello della prima stagione -con tematiche tutto sommato simili… sarà un caso?

Era cominciato tutto con Nathan Petrelli che aveva svelato al governo USA l’esistenza delle persone con i poteri, e che aveva ottenuto di costituire una task force per sistemare questo problema.
E ovviamente l’ingenuità del senatore, aiutata anche dal fin troppo efficiente Danko, aveva portato a rapimenti, a omicidi, a un pericolosissimo patto col diavolo.

Ci sono state diverse puntate introspettive, che hanno fatto chiarezza sul passato di Sylar (anche se mi ha lasciato perplesso il fatto che dopo l’incontro col padre questi abbia continuato con le vecchie abitudini) e sul passato dei fondatori della Compagnia, mettendo in campo la terrificante sorella di Angela Petrelli.
E’ stato fatto passare del tempo a Claire con Nathan, finalmente, e alla fine Nathan sembra quasi riuscire a riguadagnare qualche punto come persona, malgrado si sia dimostrato per l’ennesima volta un idiota completo quando si tratta di fare le scelte (raggirato da Linderman, raggirato dal padre, e quando prova a fare qualcosa per conto suo distrugge il lavoro della madre e mette tutti in pericolo…)
E’ stato analizzato meglio il rapporto tra Hiro e Ando, sopratutto ora che Ando ha il potere e Hiro, dalla fine del terzo volume, è un normale umano. Vedere Ando volere adesso fare l’eroe, e Hiro esserne in un certo geloso visto che era sempre stato il suo sogno, quello… fa quasi pensare ad un Hiro meschino. Almeno fino alla fine del volume, quando come sempre il puro Hiro si riscatta totalmente.

Buona anche la trama complessiva del volume, il ritorno all’idea dei campi di concentramento mutan.. per persone dotate di poteri, la clandestinità e la lotta per la sopravvivenza, il prezzo delle scelte sbagliate di Nathan, di Noah, di Danko.
Plausibile anche l’episodio finale, per quanto abbia odiato tremendamente quando, al momento dello scontro, la porta viene chiusa e vediamo solo lampi di luce filtrare dalla fessura!!!! Rimpiango il bel combattimento del primo volume tra Sylar e Peter nel futuro!!!

E il finale, con la scelta di Angela, Noah e Matt… beh, questo è davvero qualcosa di inaspettato. Perchè si, capisco il bisogno di salvare la baracca e tenere buono il presidente, capisco i sentimenti di Angela, capisco tutto. Ma Noah sarebbe dovuto intervenire, proporre che fosse Peter a gestire la cosa e far allontanare Angela.
Perchè è tremendamente ovvio che la cosa non potrà funzionare… e quando tutto si sgretolerà, avranno un lupo vestito da agnello pronto a fare più danni di quanti ne abbia mai fatti finora. E solo loro tre sapranno la verità… pericolosissimo!

Ora aspettiamo il volume 5: Redemption, che si spera si tenga su questi livelli (e vede il ritorno della donna più clonata del mondo! Con il potere evoluto! Sapevo che non poteva essere morta…).

Voto: 7/10

7 maggio 2009 Posted by | Heroes, Serie tv | , , , | 18 commenti