La torre di Tanabrus

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Padroni dell’universo


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Dodicesimo e tredicesimo episodio della prima stagione di Doctor Who, doppio episodio che è anche il season finale e che decreta la fine del breve ciclo del dottor Ecclestone introducendoci al nuovo dottore, David Tennant.

Ritorniamo su Satellite 5, cento anni dopo la sconfitta del mostro che bloccava l’evoluzione della razza umana.
E scopriamo che le cose sono peggiorate, come Lydia svela al Dottore: dal momento in cui aveva sconfitto il mostro del cinquecentesimo piano, la Terra si era praticamente congelata, bloccato allo stato in cui era.
E adesso era governata dai giochi.

Infiniti giochi e reality, che scelgono a caso i concorrenti sulla terra e li trasportano sul Satellite per essere parte del gioco. Chi viene eliminato, è incenerito. Chi vince, sopravvive e torna a casa.
Lo stesso accade al Dottore, a Rose e a Jack, che si ritrovano lontani dal TARDIS e separati.
Il Dottore è in un Grande Fratello, Rose in un quiz e Jack in una sorta di reality per cambiare il test.

Ma chi può averli sottratti al TARDIS portandoli là dentro, ovviamente desideroso di incontrarli?
Niente è come sembra, e la lunga partita cominciata cento anni prima è ancora in corso. Ed è cominciata molto, molto tempo prima.

Perché qualcuno da tempo immemore controlla la Terra e la manipola, bloccandone lo sviluppo e governandola nell’ombra. I padroni dell’universo controllano il mondo… ma chi sono questi padroni?

Dei nemici che tremano al pensiero del Dottore, e che per questo vengono portati sul Satellite da una schiava desiderosa di vendetta. Nemici implacabili e inarrestabili, che sterminano ogni umano sul Satellite, pronti a invadere la Terra e l’Universo.
Dei nemici che uccidono Jack.
Dei nemici pronti a uccidere il Dottore.

Fino a Bad Wolf.

Bad Wolf che è la corporazione che gestisce il Satellite, ma non c’entrano i Dalek, non c’entra il Dio-Imperatore Dalek, non c’entra nessun cattivo.
Sono solo parole, scagliate nel vortice spaziotemporale dal Lupo Cattivo in persona, al solo scopo di condurre il Dottore e Rose in quel punto, in quel momento.
Al cospetto della flotta dell’Imperatore Dalek, con Rose esiliata dal Dottore sulla Terra, nel passato, al sicuro. Rose che sta per gettare la spugna, ma si ritrova circondata da riferimenti a Bad Wolf capendo che non è un tranello ma un messaggio. Per lei.

Lei che guarda nel TARDIS e viene guardata a sua volta.
Lei che assorbe il vortice divenendo Bad Wolf, portando la vita e la morte, vedendo il tempo nella sua interezza.
Lei che viene salvata dal Dottore, che assorbe queste energie e morirebbe lui stesso non si rigenerasse.

Una bella trama questa del Bad Wolf, risolta con un paradosso temporale che sa un poco di deus ex-machina.
E bel finale di stagione, con Jack che affronta la morte sapendo di non avere speranza di salvezza, pronto a ingannare tutti gli altri facendogli credere di poter anche solo rallentare i Dalek invasori. Eroismo, volontario o meno, che ha del disperato.
Così come è disperato il Dottore, costretto a fronteggiare la scelta tra l’essere vigliacco -e lasciar passare i Dalek- o l’essere un assassino -e sterminare gli umani assieme ai Dalek-. Non una scelta facile, per chi ha già sacrificato i Timelords per eliminare i Dalek… fallendo miseramente, sembrerebbe, visto che perfino la nave madre è scappata nel vortice temporale.

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14 febbraio 2014 - Posted by | Doctor Who | , , , , , , , , , , ,

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