La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Novità di gennaio

Per fortuna, sono poche le nuove uscite che trovo interessanti. Sia lodato il Guardiano per questo (si, sto leggendo il settimo libro della Spada. E si, per ora il commento è molto simile a quello del quinto…)

Ecco i prescelti del mese.

La corona di spade (La ruota del tempo), di Robert Jordan (Fanucci, 944 pagine, € 16,90).
“Rand al’Thor, il Drago Rinato, si prepara ad attaccare il Reietto Sammael, e al tempo stesso si adopera per reprimere la ribellione portata avanti dai nobili di Cairhien. Con l’aiuto degli Asha’man, Rand dovrà affrontare Sammael per conquistare la corona di Illian, un tempo nota con il nome di Corona d’Alloro e ora chiamata Corona di Spade. Egwene al’Vere e Siuan Sanche tentano di mettersi atta guida delle Aes Sedai ribelli a Saidar e contrastare il gruppo comandato da Elaida nella Torre Bianca di Tar Valon. Intanto, nella città di Ebou Dar, Elayne Trakand, Ninaeve al’Meara e Mat Cauthon sono ancora in cerca del ter’angreal, il solo mezzo con il quale sarebbe possibile bloccare l’innaturale clima torrido che il Tenebroso ha gettato  sul mondo. Il Popolo del Mare sarà loro alleato nella ricerca e nello scontro con un Gholam.”

Visto che seguo la serie nella versione economica (tascabile non riesco a chiamarla), finalmente ecco il settimo volume della saga. Lo prenderò di sicuro.

Il drago di ghiaccio, di George Martin (Mondadori, € 9,00).
“Adara è una bambina di sette anni. È nata il giorno più gelido dell’anno più freddo, un freddo che ha ucciso sua madre il giorno del compleanno della bimba. Da allora Adara ha sempre vissuto un’esistenza isolata. Presa in giro da tutti, ignorata dalla sua stessa famiglia. Come unico amico un drago di ghiaccio, una leggendaria creatura di quelle terre, che tutti temono, tranne lei. Ma l’arrivo dei guerrieri del Nord, venuti per annientare le pacifiche terre dei cittadini, mette fine all’isolamento di Adara. Lei e il suo drago sono l’unica speranza di salvezza. “

A quanto ricordo dovrebbe essere una specie di racconto\fiaba, ma ne avevo sentito parlare abbastanza bene. Non così tanto da comprarlo a prezzo intero, ma se me lo trovassi davanti in libreria\fumetteria in questa versione, l’acquisto potrebbe starci.

La corona di Lytar, di Carl A. de Witt (Armenia, 512 pagine, € 18,50)
“Un vessillo — un grifone in campo dorato — e una profezia, ecco cosa rimane di Lytar, un tempo capitale di un antico regno, e della sua portentosa magia. Pochi sopravvissero alla sua distruzione e i loro discendenti, con l’andare del tempo, si credettero dimenticati dal mondo. Dopo secoli trascorsi in pace, Lytar viene brutalmente assalita. L’attacco viene respinto ma gli abitanti di quello che è diventato un piccolo villaggio sono atterriti e confusi: come è riuscito il nemico a raggiungere la loro sperduta vallata, e perché li ha attaccati?”

Questo potrebbe essere interessante, ma prima cercherò notizie e commenti.

Resti mortali, di Laurell Hamilton (TEA, 358 pagine, € 8,60)
“Resuscitare i morti (per un breve periodo) era considerato magia nera. Ma ormai è diventata un’operazione di routine, almeno per Anita Blake: tracciare un cerchio, uccidere una capra o un gallo e… voilà! Il caro estinto può finalmente chiarire a chi intendeva “davvero” lasciare il suo castello oppure testimoniare contro il suo assassino. Ma se il defunto in questione è tale da qualche centinaio di anni, la faccenda si complica. Non basta più un animale; ci vuole un sacrificio umano. E Anita non è disposta a uccidere nessuno, neppure per un milione di dollari. Tanto infatti le è stato offerto e tanto lei ha rifiutato, per la disperazione del suo capo all’Animators’ Inc. Faccenda chiusa? Niente affatto.”

Il secondo libro della saga di Anita Blake, anche se da noi è stato pubblicato come sesto. Probabilmente se lo troverò mentre sono in fumetteria me lo prenderò.

Intanto settimana prossima mi arriverà una piccola scorta di libri utili ad allietare queste tristi giornate di studio selvaggio:
L’ombra della profezia, Il gioco dell’angelo e The graveyard book che erano anche nella lista dei “buoni propositi” per questo 2009;
L’ultimo elfo e Il cimitero senza lapidi che già da un po’ volevo prendere;
e alcuni titoli in inglese (si, ormai ho varcato la sottile linea rossa, ahimè), più precisamente Acacia (consigliato da Rothfuss nel suo blog, vediamo se aveva ragione), The amulet of Samarkand e The tales of Beedle the bard.
Più un libro top secret, che scaramanticamente non rivelo per ora.

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14 gennaio 2009 Posted by | De Witt Carl A., Hamilton Leurell K., Jordan Robert, Martin George, Nuove pubblicazioni | , , , , , , , , , , , | 5 commenti