La torre di Tanabrus

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La spada spezzata

Autore: Paul Anderson
Editore: Fanucci
Pagine: 298
Prezzo: € 9.90
Trama

Thor ha spezzato la spada Tyrfing in modo che non possa più recidere le radici di Yggdrasil, l’albero che tiene legati insieme Terra, Cielo e Inferi. Ma adesso è necessario che quella lama torni nel mondo per salvare gli elfi nella terribile guerra che li vede contrapposti ai troll, e solo Skafloc, strappato alla nascita dalla sua vera famiglia e cresciuto dagli elfi, rappresenta la speranza di convincere il gigante di ghiaccio Bolverk a forgiare ancora una volta la spada. Ma il giovane Skafloc dovrà anche confrontarsi con l’ombra di sé stesso, Valgard, spietato guerriero nato per magia da una troll con sembianze umane, che ha preso il suo posto nel mondo degli uomini e ora guida l’esercito pronto a spazzare via gli elfi.

Un’opera straordinaria, una coinvolgente lotta contro il tempo per evitare che l’eroismo, l’amore e l’ambizione, manipolati da dèi crudeli e immorali, elfi e troll, portino a conseguenze drammatiche per il genere umano.

Autore

Poul William Anderson nasce nel 1926 a Bristol, in Pennsylvania, da genitori di origine danese. Il padre è un ingegnere e il giovane Poul cresce praticamente dappertutto: prima a Bristol, poi a Port Arthur, nel Texas, quindi a Washington, a Copenaghen, e poi – nuovamente negli Stati Uniti – in una fattoria del Minnesota. Inizia a scrivere ch’è ancora studente all’Università del Minnesota, quando nel 1947 vende ad Astounding Science-Fiction il suo primo racconto. Si laurea in Fisica nel 1948, anche se, a parte qualche lavoro come assistente, e pur tornando all’Università per specializzarsi in Matematica e Filosofia, non lavorerà mai in tale settore preferendo dedicarsi all’attività di scrittore. Il suo primo libro di fantascienza, un notevole romanzo dal titolo Quoziente 1000, esce per la Ballantine Books nel 1954. Lo stesso anno viene pubblicato, da una casa editrice marginale, la Abelard-Schuman, La spada spezzata, un fantasy tanto brillante e tragico quanto poco conosciuto. Rivisto nel 1971 in occasione dell’edizione economica della Ballantine, La spada spezzata è stato spesso accostato alla successiva trilogia del Signore degli anelli di Tolkien. Ne La spada spezzata ritroviamo infatti molti degli stessi elementi fantastici: Troll, Gnomi, Elfi, draghi e la stessa Spada Spezzata, essendo anche Anderson competente di lingue antiche ed avendo attinto alle medesime fonti di Tolkien. Vi è però una profonda differenza tra i due capolavori: Tolkien ci presenta infatti gli Elfi come esseri belli, saggi, colti, rispettabili e gentili… per farla breve come l’incarnazione dei buoni sentimenti. Anderson ce li descrive invece come esseri amorali, spietati, crudeli, feroci ed avidi, molto più avanzati tecnologicamente dei loro contemporanei Umani, ed in grado di vivere all’infinito e mutare forma. Poul Anderson ha affrontato nella sua lunga carriera molte delle tematiche più classiche della fantascienza – dal concetto di Superuomo alla mutazione della razza Umana in Twilight World, dalla “Guerra dei Mondi” in I proteiformi (1953), alla fine del mondo in Hanno distrutto la Terra (1962), dal viaggio nel Tempo nel ciclo de La pattuglia del tempo (1950-1991), al “Lungo Viaggio” in Tau Zero (1970), all’immortalità in Gli immortali (1989) – ed essendosi anche dedicato ad un ironico affresco di Storia Futura – coi suoi cicli della Polesothecnic League (1958..1978) e di Dominic Flandry. Il suo vero amore resta pertanto la fantasy avventurosa e romantica… Anderson è infatti autore – oltre che del già citato The Broken Sword, definito dalla critica “un fondamentale del genere fantasy” – di altri quattro brillanti romanzi: Crociata spaziale (1960), Tre cuori e tre leoni (1961) ed il seguito Tempesta di mezza estate (1974), e The Merman’s Children (1970-1973), opere di sicuro valore che costituiscono delle vere e proprie gemme che rischiarano tutto il panorama di questo genere di Letteratura. Anderson è morto a Orinda, California, nel 2001.

L’ambientazione

Ci troviamo in Inghilterra, al tempo in cui i vichinghi attraversavano il mare per fare razzie e depredare le coste inglesi. Ma inglesi e vichinghi sono solo il punto di partenza della storia, e ben presto finiscono sullo sfondo.
La storia vera si svolge nel mondo fatato, che coesiste con il mondo comune ma che gli umani non riescono a vedere. Dove gli umani vedono una montagna impervia, in realtà c’è il castello del re degli Elfi, ad esempio.
Direttamente dalla mitologia nordica, rivivono in queste pagine elfi e nani, goblin e troll, leprecauni e folletti.
E su tutti loro incombono, possenti, gli Dèi. Gli Asi, le divinità Asgardiane dei vichinghi, ed i loro eterni nemici, i giganti del ghiaccio.

La storia

Tutto comincia con un condottiero vichingo, Orm, che si impadronisce di alcuni territori in Inghilterra e vi prende dimora. Una delle persone cacciate dalle proprie terre è una strega, che voterà il resto della propria esistenza alla vendetta contro quell’uomo e la sua discendenza.
Accade così che la strega riveli al conte degli elfi, Imric, che in quella casa era stato concepito un bambino non ancora battezzato.
L’elfo allora decide di rapirlo, come sovente fanno gli elfi, e di sostituirlo con un figlio generato per questo morivo sul momento con la figlia del re dei troll – sua prigioniera.
Così il figlio dell’elfo e del troll cresce in mezzo ai vichinghi, scontroso e violento, mentre Skafloc viene allevato alla corte degli elfi, divenendo forte e valoroso, capace di operare le magie degli elfi e di muoversi come loro.

Motivazione

Sulle prime può apparire strano che l’elfo, appena saputo del bambino, si dia tanto da fare per rapirlo. Ma col tempo viene data una spiegazione a questo.
Gli elfi, così come i troll, non possono toccare il ferro. Per le armi e le armature utilizzano altre leghe, che però non eguagliano certo la potenza del ferro. Fosse per loro, rapirebbero molti più infanti crescendoli come elfi -per quanto mortali- ma devono ormai muoversi con cautela, lasciando un figlio sostitutivo identico all’originale nell’aspetto.
Questo per evitare che gli umani scoprano l’accaduto ed invochino il Cristo Bianco, il nuovo Dio che era giunto in Inghilterra e che, al solo invocarlo, costringeva alla fuga le creature fatate.
Elfi

Comunque, per quanto il libro sia contemporaneo del Signore degli Anelli e abbia attinto alle stesse fonti, poichè rimane più attinente alla mitologia possiamo scordarci gli elfi buoni e gentili di Tolkien.
Qui gli elfi sono privi di anima, incuranti degli umani, incapaci di amare -o almeno, quasi sempre incapaci di amare-. Sono guerrieri formidabili, desiderosi di conquiste e razzie, pieni di schiavi e di prigionieri.
Elfi e troll, come abitudini di vita, sono molto simili tra loro, e praticamente identici ai vichinghi che periodicamente salpavano con le loro navi per fare razzie ed incursioni.
Rimangono comunque i movimenti leggiadri ed inumanamente eleganti degli elfi e le loro potentissime magie.

Skafloc, Valgard e Freda

Le macchinazioni della strega, e il volere delle Norne, porteranno alla contrapposizione tra i due ragazzi.
Skafloc, divenuto un condottiero degli elfi, armato col ferro e privo di alcunchè di umano; e Valgard, il figlio scambiato, mezzo elfo e mezzo troll, allevato dagli umani.
Valgard arriverà a uccidere il padre ed i fratelli, e nel tentativo di ottenere potere e vendetta nei confronti degli elfi porterà in dono al re dei troll -suo nonno- le proprie sorelle. Per uno scherzo del destino sarà Skafloc, alla testa di un gruppo di incursione elfico, a salvare la sorella Freda.
I due però ignoreranno di essere fratelli, e ben presto si innamoreranno perdutamente l’uno dell’altra. La cosa non sarà mai un problema per Skafloc, abituato alle usanze elfiche, ma per la cristiana Freda la rivelazione risulterà sconvolgente, spingendola ad allontanarsi dall’amato fratello.

Tyrfing

La spada cui il romanzo deve il titolo è Tyrfing, la spada che nella mitologia nordica avrebbe reciso le radici di Yggdrasil. Spada che Thor, per prevenire tale catastrofe, aveva spezzato e che Odino porta agli elfi come dono per la nascita di Skafloc.
Nel momento più buio, quando i troll avranno invaso le terre degli elfi e la speranza sembrerà ormai destinata a scomparire, Skafloc intraprenderà un lungo e pericoloso viaggio nelle terre dei Giganti per far riforgiare la spada spezzata. Una spada che trasuda malvagità, che una volta estratta esige del sangue. Una spada che quando viene impugnata rende invincibile il suo proprietario, dandogli forza, lucidità, desiderio di violenza.
Una spada che per molti versi si può vedere coma la progenitrice di Luttuosa e Tempestosa, le malvage spade magiche gemelle di Elric di Melnibonè.

Voto: 4/5

17 agosto 2008 Posted by | Anderson Paul | , , , , , | 2 commenti