La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Il tempo dell’attesa


Il tempo dell’attesa – Elizabeth J. Howard – 1991, Fazi Editore, €18,50

Dopo aver letto (e apprezzato, con mia grande sorpresa) il primo volume della saga dei Cazalet, sono corso in libreria per approfittare degli sconti in corso allora sui titoli Fazi e risparmiare qualcosa mentre mi procuravo tutti i restanti titoli della serie.
Poi, con calma, ho inserito in coda di lettura i vari libri -e in questo processo crudele di incasellamento mi aiuta Goodreads- e qualche tempo fa sono riuscito finalmente a leggermi il seguito de Gli anni della leggerezza. Trovandolo altrettanto piacevole!

La prima cosa da dire di questo libro, che parte un anno dopo il precedente, è che si delineano in maniera netta i protagonisti della saga famigliare.

Le tre giovani ragazze Cazalet infatti, pur avendo avuto un poco più di spazio rispetto agli altri nel primo libro, è adesso che si rivelano quali protagoniste e punti di vista privilegiati da parte dell’autrice.
A Louise, Clary e Polly sono infatti dedicati capitoli con un solo punto di vista, il loro.
E mentre Clary e Polly ci offriranno il loro pensiero sugli eventi che si sviluppano nei primi anni di guerra a Home Place, sarà Louise a darci la possibilità di allontanarcene: ormai è quasi adulta, vive fuori casa, frequenta la scuola di cui si parlava alla fine del primo volume ma in seguito passerà a una scuola di recitazione, inseguendo fermamente il suo sogno di diventare un’attrice.
E vedremo come si viveva al di fuori della bolla tutto sommata dorata della magione dei Cazalet in tempo di guerra, nella periferia londinese, coabitando con altri aspiranti attori, tra fame e freddo, con l’ansia per gli spettacoli e i primi amori.

Ma a parte queste tre giovani donne, la protagonista del libro è l’attesa.
Un’attesa che si palesa su più livelli e che assume molteplici aspetti.

L’attesa di una guerra che si combatte sul continente, e che sembra sempre avvicinarsi a Londra e all’Inghilterra senza mai arrivare del tutto. Così come le bombe, che alla fine si riveleranno la massima presenza bellica sull’isola, che vengono attese anche a Home Place o dai membri della famiglia residenti per qualche motivo in città, e che invece non arriveranno direttamente su di loro.
Un’attesa impotente e, passato un certo lasso di tempo, rabbiosa: del resto, quanto può vivere una persona in stato d’emergenza, prima di trovare una propria routine malgrado la minaccia incombente?

Poi, sempre legata alla guerra, abbiamo l’attesa di notizie riguardo i membri della famiglia impegnati nello sforzo bellico. EdwardRupert sono stati reclutati, e ora servono valorosamente la patria. Ma per chi resta a casa l’attesa è dilaniante, e quando Edward ottiene una licenza o telefona a casa, grande è la gioia.
Così come quando arrivano le lettere di Rupert… almeno fino alla telefonata del comando militare che precipita l’intera famiglia in un incubo.
E poi abbiamo anche Raymond, il marito di Diana, partito al fronte come Edward. E il pittore Michael, l’innamorato di Louise. Entrambi andati in guerra, ma visti con occhi molto diversi dai Cazalet a loro legati..

E poi abbiamo l’altra attesa.
Quella generazionale, legata all’età delle ragazze, che si scoprono troppo grandi per divertirsi con gli infantili passatempi che fino a poco tempo prima le intrattenevano, ma che vengono ancora ritenute troppo giovani dagli adulti per partecipare ai loro discorsi o per essere prese in seria considerazione.
Un’età di mezzo che è sempre difficoltosa e critica, e che in quest’atmosfera di perenne attesa e stasi che è la guerra mondiale in Inghilterra le cose peggiorano solamente: l’immobilismo in cui tutti sono intrappolati sembra bloccarle nella situazione attuale senza possibilità di fuga, togliendogli le scelte che altrimenti avrebbero potuto avere in condizioni normali.

Abbandonando invece la tematica dell’attesa, si assiste a una bella evoluzione del personaggio di Zoe, la relazione tra Sybil Hugh si fa sempre più commovente e, al contempo, quella tra EdwardViolet diviene sempre più tossica e deleteria, così come i suoi protagonisti.
Si ha pure un seguito, e con un po’ di fortuna una fine, dell’episodio rivoltante che nel primo libro aveva riguardato Edward e Louise. E ci fa essere orgogliosi di questa giovane ragazza costretta in una situazione orrenda e complicatissima.

Insomma, la serie continua su ottimi livelli, i personaggi vengono gestiti ottimamente pur essendo ormai divisi in prima, seconda e terza fascia. Ma si ha l’impressione che nel corso della storia queste suddivisioni siano suscettibili di discrete variazioni…

22 novembre 2018 - Posted by | Howard Elizabeth J | , , , , , ,

Al momento, non c'è nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: