La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Survivor

Autore: Chuck Palahniuk
Editore: Mondadori
Prezzo: € 9,90
Pagine: 289

Un altro libro di Palahniuk.
Quando si legge un libro di questo autore, si finisce sempre col porsi due domande: con chi se la prenderà questa volta Chuck, cosa demolirà delle nostre certezze e del nostro modo di vivere? E che stile userà per farlo, questa volta?

La risposta alla prima domanda, in questo caso, è che il bersaglio -anzi, i bersagli- sono importanti, imponenti.
Qui si attaccano le sette religiose -ma a ben vedere le religioni nel loro insieme, anche se per ovvi motivi si guarda ai casi estremi- e si attaccano le figure tipicamente americani dei predicatori televisivi; si attacca il mondo degli idoli televisivi, costruiti ad arte e adorati dalle masse teledipendenti.

La risposta alla seconda domanda, come spesso accade, è spiazzante: lo stile (che come sempre comunque alterna scene del presente a scene di vari momenti del passato fino a darci un quadro completo della situazione) è quello di un conto alla rovescia.

Si comincia infatti da pagina 289, capitolo 47. Tender Branson racconta la sua vita alla scatola nera di un aereo vuoto, senza più carburante, che sta per precipitare da qualche parte. E mano a mano che si procede nella lettura, il numero delle pagine cala, i capitoli si avvicinano al primo, i motori dell’aereo partono, avvicinandoci sempre di più al momento dell’impatto.

Tender Branson.
Il protagonista è vissuto per i suoi primi diciassette anni nella comunità Creedish. Una comunità religiosa chiusa, una setta vecchia di un secolo. Una delle tante sette rerligiose che vivono staccate dal mondo, in un grande territorio di loro proprietà dove niente e nessuno può entrare e dove niente esce di ciò che vi accade.
Dove le persone non hanno nomi personali, ma solo nomi che indicano il loro status. Dove ci sono solo Anziani, Primogeniti, Mogli e poi i vari Tender e le varie Biddy, i figli successivi al primo e le figlie non sposate. Tutte persone educate per diciassette anni al loro fanatismo religioso, alla loro rigida cultura, alla servitù. Ragazzi che subiscono un lavaggio del cervello completo, e quindi vengono spediti nel mondo esterno come “missionari”. Lavoratori quieti e servizievoli che per tutta la vita compiono il lavoro scelto per loro dalla chiesa spedendole i loro guadagni.
E Tender non fa eccezione.

Tutto questo viene interrotto dalla polizia che decide di indagare sui Creedish e entra nella tenuta, e dai Creedish stessi che compiono la Consegna: l’atto finale della loro religione, il suicidio collettivo per andare in cielo.
E poco a poco anche i “missionari” all’esterno, man mano che sapevano la notizia, si suicidano.

Finchè non resta solo Tender. Tender e la sua assistente sociale in piena crisi per aver fallito con tutti gli altri sopravvissuti Creedish. Tender e la sua pulsione al suicidio che però non compie mai, ma che trova sfogo fingendosi un “telefono amico” per persone in crisi e spingendo loro al suicidio. Tender e l’incontro con una ragazza in grado di prevedere il futuro, sorella di una persona che lui stesso aveva spinto al suicidio. Tender e l’incontro con un machiavellico agente, impersonificazione della cultura televisiva moderna. Tender e il fratello maggiore che non è morto, ma che sembra sia diventato un serial killer.

Tender reso un profeta televisivo, Tender che grazie all’amica predice il futuro compiendo miracoli, Tender che viene trasformato dalla televisione in qualcosa di totalmente differente, finchè non viene salvato da quel vortice e restituito a sè stesso, finchè non abbandonerà definitivamente la strada tracciata per lui dalla religione Creedish liberandosi del lavaggio del cervello subito da piccolo.

Come sempre, non ci sono personaggi piatti o scontati.
Tender e Adam sono tragici e patetici, ma per Palahniuk sono proprio le persone più tragiche e patetiche quelle che arrivano alla vera comprensione e ottengono la Libertà.
Fertility è tragica anch’essa, nella sua lotta perenne contro la noia che le attanaglia la vita senza possibilità di scampo.
L’agente con le sue creazioni invece sembra quasi un avatar, lo show-business fatto uomo. Amorale, privo di sentimenti, volto solo agli indici di gradimento e al guadagno.
E i ricchi datori di lavoro di Tender, che appaiono al di fuori di ogni speranza di salvezza o di compassione.
L’assistente sociale che alla fine diventa quasi dipendente da Tender, che ormai è la sua unica speranza di non essere un fallimento totale.

Voto: 8/10

30 giugno 2009 Posted by | Palahniuk Chuck | , | 1 commento

Novità nel blog

In piena crisi mistica a causa del rognoso esame finale (si, fa le veci del mostro finale dei vecchivideogiochi. E le fa anche troppo bene, per i miei gusti…) invece di ripassare per l’ennesima volta trasformate, vecchi esercizi e amori segreti dei professori ho preferito stare un po’ sul blog.

Ok, in realtà volevo cambiare l’aspetto, e avevo pure trovato una bella grafica… ma su wordpress non si può mettere una grafica autocostruita, solo quelle predefinite.
E tempo fa avevo provato una migrazione su blogspot ma non si poteva fare.
L’unico modo per innovare la grafica, a parte ripartire da zero altrove, sarebbe stato prendermi un dominio, installarci wordpress, spostarci il forum e mettere la grafica scaricata. Un po’ troppo caotico per questo misero blogghettino…

Così ho scrollato le spalle accettando di tenermi questa grafica.
Ma m’è venuto in mente, se non altro, di fare un riassunto delle recensioni: quali sono i libri più belli che ho letto (a partire dal luglio dello scorso anno)? quali i più orridi?

Ed ecco che è nato il riassunto delle recensioni.
Pagina nella quale, oltre a elencare in ordine di preferenza (e cronologico a parità di preferenza) i libri letti e linkarvi la mia recensione, ho inserito anche i link con le recensioni dei blog che seguo.
Non ho chiesto il permesso perchè è stata una cosa improvvisa, e se mi fossi fermato sarei stato raggiunto da quelle malefiche trasformate di Fourier armate di scimitarre… immagino comunque che chi ho linkato non abbia problemi al riguardo.

Se li avesse me ne scuso in anticipo cospargendomi il capo con la cenere derivata dal rogo di qualche bel libro tipo Twilight, fatemelo sapere e toglierò subito i link incriminati.

29 giugno 2009 Posted by | Altro | | 2 commenti

Splendida iniziativa di Sanderson

Qualche tempo fa avevo già parlato di Sanderson, l’autore scelto per portare a termine la saga di Jordan La ruota del tempo.
Avevo annunciato la pubblicazione in Italia, in autunno, della sua saga Mistborn e avevo detto che sul suo sito, nella sezione dedicata a Mistborn, era possibile leggere i primi capitoli dei libri oltre a trovare annotazioni e commenti dell’autore.

Ora ho scoperto un’altra cosa interessante.

Prima di sganciare la bomba però faccio notare come, nella homepage del suo sito, sia presente un piccolo box dove Brandon ci informa dello stato dei suoi libri in corso: revisione, scrittura, e una percentuale indicativa. E inoltre è possibile discuterne, anche con l’autore.
Martin, guarda e impara.

E ora la bomba: Warbreaker

Warbreaker è il nuovo libro di Sanderson, e per tutta la durata della creazione dello stesso l’autore ha messo a disposizione dei fan i capitoli sul suo sito. Mano a mano che li scriveva. Avendo subito a disposizione commenti e pareri dei lettori, che in qualche modo hanno quindi visto nascere e maturare il libro.
Ma non solo!
Ora che è il libro è finito, e sta per essere pubblicato, è disponibile in formato .pdf la versione gratuita e ufficiale del libro!

Non so se è il primo autore a fare qualcosa del genere o se è solo uno dei primi, so solo che si dimostra un grande!
Quando avrò tempo gli darò un’occhiata, di certo non mi metto a leggerlo tutto al computer… lo prendo come antipasto, e se mi piace aggiungo un altro titolo alla lista dei libri inglesi da prendere (lista che stranamente sembra ingrossarsi ogni giorno di nuovi titoli… aiuto!)

28 giugno 2009 Posted by | Nuove pubblicazioni, Sanderson Brandon | , , | 6 commenti

I bastardi gentiluomini

Come qualche giorno aveva annunciato Alberto nei commenti al secondo libro di Lynch, I pirati dell’oceano rosso, la Nord al momento non è intenzionata a pubblicare i futuri libri della saga dei Bastardi Gentiluomini.

A quanto pare, i primi due libri non hanno riscosso sufficente successo presso il pubblico e l’editore, che giustamente fa il proprio interesse, ha tagliato la serie.
Peccato, perchè la serie è ottima e innovativa… una volta tanto che non c’è il solito fantasy stereotipato o ridicolo, non viene accolto bene dal grande pubblico e così lo perdiamo.

Poco male per quello che mi riguarda, lo leggerò in inglese.
A proposito, la data di uscita di questo terzo volume intanto continua a slittare… ora si parla di marzo 2010. Pare che sarà molto più complesso dei primi libri, e che questa cosa assieme a dei problemi dell’editor di Lynch abbiano allungato parecchio i tempi.

Comunque, penso che la Nord avrebbe potuto cercare di reclamizzare maggiormente questi libri.
I pirati dell’oceano rosso è uscito senza alcun annuncio, da un giorno all’altro, e solo per caso lo abbiamo scoperto (e penso che chi è appassionato di fantasy e frequenta siti e blog a tema sia anche molto informato sulle uscite… figuriamoci i lettori “comuni”!)
Gli inganni di Locke Lamora potevano essere pubblicizzati di più.

Non ci sono i soldi della Mondadori, che pubblicando un’esordiente può permettersi paginoni sui giornali? Ok, ma su internet la cosa era fattibile.
Contattare i siti e gli appassionati italiani dandogli la notizia, magari rilasciando in anteprima ai siti qualche informazione: copertina, un capitolo o due da leggere come è stato fatto per i libri della Romagnoli, con quella che reputo un’ottima iniziativa… o magari, come è stato fatto ultimamente su ibs, pubblicare qualche pagina, aspettare brevi commenti e dare ai primi commentatori una copia a un prezzo simbolico. O anche a 5 euro, o a 10. Invogliare, comunque. Confidando nell’effetto catena: leggono, commentano favorevolmente, ne parlano in rete, coinvolgono altri…

Sarebbe ora che puntassero di più, le case editrici, sulle possibilità di pubblicità offerte da internet. Pubblicità più economica, e che raggiunge quasi di sicuro chi è appassionato del genere (e quindi probabile acquirente).

Chiudo segnalando l’uscita del secondo libro della Strazzulla, come segnalato dal  Duca

Le informazioni lette sul sito dell’Einaudi non è che mi facciano pensare molto bene del libro: Fortezza inespugnabile, terra Folletta (abitata da venditori porta a porta, costretti a tentare di vendersi a vicenda aspirapolveri poichè le altre razze li hanno esiliati in quella terra desolata, stufi delle loro pressanti richieste), terra Nana (piena di bonsai?), Compagnia dei peggiori (che mi richiama alla mente le discussioni sulla Confraternita dei Mutanti Malvagi) e sopratutto l’elenco dei personaggi, che identificati da un aggettivo (burbero, polemico, focoso…) mi fanno pensare a personaggi totalmente piatti.

Cosa c’entra la Strazzulla con Lynch?
Niente, solo che oggi ho avuto la conferma che uno non sarà pubblicato in Italia e l’altra invece ha pubblicato il secondo libro.
Non penso che le vendite dell’Einaudi siano state superiori a quelle di Lynch per la Nord, quindi immagino la differenza stia nei diritti da pagare all’editore americano di Lynch.

Peccato, Lynch di sicuro meritava di essere letto.

26 giugno 2009 Posted by | Lynch Scott | , , | 19 commenti

Acque oscure

Autore: Valerio Evangelisti
Editore: Mondadori
Prezzo: € 4.90
Pagine: 234

Raccolta di racconti più o meno brevi di Evangelisti, alcuni buoni e altri ridicoli (ma sapendo di esserlo, immagino).
Sopratutto, racconti più o meno inediti ma comunque di difficilissima reperibilità viste le collocazioni variegate che avevano avuto in passato.

O’ Gorica, tu sei maledetta
Piacevole racconto fantascientifico: in un presente/futuro il mondo è diviso in due grandi fazioni, che hanno preso ormai il posto delle vecchie nazioni. Due fazioni in guerra perenne, come ad esempio nei Balcani dove lottano per conquistare quei territori. Il protagonista è il capitano di un gruppo di mercenari che si sono uniti alla Euroforce in questa guerra contro nemici che fanno esperimenti sui prigionieri rendendoli macchine da guerra prive di coscienza. Il suo orgoglio lo porterà a scoprire, a sue spese, la verità su quella guerra e sulle fazioni in campo in quello che sembra una sorta di 1984 imbarbarito. 8

Il Grande Fratello
Niente di che, una piccola critica alla moda dei reality show nemmeno scritta troppo bene, temo. 4

Eymerich contro Dan Brown
Mini raccontino di tre pagine, più che altro sembra di leggere nu episodio di Don Zauker in forma raccontata invece che a fumetti. 4

Fluidi corporei
Godibile racconto, anche se prevedibile e strano nella sua struttura a brevissimi paragrafi. 5

Cicci di Scandicci
Una storia toscana, che mostra il mondo contadino al momento dell’arrivo dell’epoca moderna. Tra ovvie esagerazioni e l’esposizione dei lati peggiori del vecchio mondo contadino. Una storia che richiama ovviamente la ben nota vicenda del mostro di Firenze. Sarà per il lessico, ma mi è piaciuta. 7

La sala dei giganti
Un vero racconto di Eymerich, con la classica divisione in tre trame temporalmente diverse (il passato, con Eymerich che incontra Petrarca; il presente, con un giovane Frullifer che va a Padova a discutere le sue teorie; il futuro già visto nel primo racconto, con dei guerrieri musulmani della Riche che indagano sulla distruzione di una città).
Piacevole e interessante. 8

Eymerich contro Palahniuk
Altro divertissement, questa volta una delle protagoniste di Ninna Nanna si teletrasporta per errore al tempo dell’Inquisizione. Di nuovo, Eymerich mi sembra una sorta di emulo di Don Zauker. Senza la passione per il sesso che contraddistingue il nostro esorcista preferito, certo, e senza le partite del Livorno. Ma per il resto è lui, spiaccicato identico. 5

Marte distruggerà la Terra
Bel racconto fantascientifico. I marziani esistono, sono sempre esistiti… ma non solo, hanno anche fatto in modo di non farsi scoprire da noi! Per quale motivo? La risposta sembra ovvia: sono cattivi e ci vogliono distruggere.
Comincia così questo racconto, tra intrighi politici, finzioni, manipulassione intellectuale e un finale a sorpresa. 8

Stanlio & Ollio: Terror detectives
Mini raccontino sulla strage delle torri gemelle. Cosa sarebbe cambiato nella storia, se fosse esistita la macchina del tempo Stanlio & Ollio, capace di fermare il tempo, indagare su un attentato terroristico e agire nel passato per evitarlo? Prevedibile e parecchio piatto raccontino di denuncia. Oltretutto non è nemmeno compreso nell’indice, se lo devono essere dimenticato. 4

Gocce nere
Racconto abbastanza lungo, che ci riporta nuovamente nel futuro della Roche, tra reti globali controreti clandestine, tra la Roche che controlla buona parte del mondo e nuclei di guerriglieri neo-marxisti sparsi per il mondo, tra tecnologie futuristiche e prigioni da incubo.
Qual è il segreto della nuova prigione brasiliana Sepultura? E cosa sono i nodi Kappa? Come si può combattere un regime informatico globale?
Bel racconto, davvero. Che è l’unione di due racconti e di un mini racconto, in pratica, e la cosa non si nota minimamente. 9

Voto complessivo: 6/10

19 giugno 2009 Posted by | Evangelisti Valerio | , , , | 2 commenti

I guardiani del crepuscolo

Autore: Sergej Luk’janenko
Editore: Mondadori
Prezzo: € 9.50
Pagine: 408

Volume finale della trilogia dei guardiani -escludendo volutamente il quarto volume, Gli ultimi guardiani, che a quanto pare è stata una mera mossa commerciale ordinata dall’editore-, una saga che ho apprezzato moltissimo.
Non ne avevo mai scritto niente solo perchè il secondo libro l’avevo letto un paio di mesi prima di aprire questo blog, ma all’epoca ne avevo comunque parlato su Anobii e su altri blog che frequentavo.
Piccolo riassunto per chi non avesse letto niente della saga.
La saga si compone di tre libri (I guardiani della notte, I guardiani del giorno, I guardiani del crepuscolo) più un quarto ilbro. E’ stato fatto anni fa anche un film, che riprende qualcosa dai primi due libri e che è abbastanza ridicolo. In effetti è stato il film a farmi avvicinare con molta cautela e grande ritardo a questo autore.
I libri sono ambientati in Russia al giorno d’oggi. Il protagonista è Anton, un Altro. Gli Altri sono persone in grado di usare poteri magici: sono maghi, stregoni, mutantropi, vampiri. La capacità di usare questi poteri (che tra l’altro gli conferiscono longevità e forza superiore agli umani) viene loro dal Crepuscolo, una sorta di altra dimensione… no, non è corretto chiamarla dimensione. Diciamo che si tratta di un altro aspetto della realtà, un altro livello di comprensione cui possono accedere solo determinati individui. Entrando nel crepuscolo riescono a ottenere questi poteri, ma inconsciamente compiono anche una scelta: a seconda di come è il loro cuore, il loro animo… a seconda dei sentimenti con i quali entrano nel crepuscolo per la prima volta, possono diventare Altri delle Tenebre o della Luce.
Maghi della luce, Mutantropi. O Maghi delle tenebre, stregoni, licantropi, vampiri.
L’unica differenza è data dai poteri specifici delle varie forme di magia, e dallo stile di vita che verrà perseguito.
I due schieramenti sono in tregua da tantissimo tempo, una tregua controllata da una terza forza: l’inquisizione, che agisce da ago della bilancia e comprende tra le sue fila Altri di entrambe le fazioni.
Le due fazioni hanno ognuna il proprio corpo di polizia: i Guardiani.
Le forze della Luce hanno la Guardia della notte, formata da Altri che controllano che gli Altri delle tenebre non abusino dei loro poteri per fare del male alle persone o sopratutto favorire la causa delle Tenebre; le forze delle Tenebre hanno la Guardia del giorno, che controlla che gli Altri della luce non abusino dei loro poteri e non tentino di favorire la Luce tramite i loro poteri.
Infatti tutto è molto burocratizzato, al fine di mantenere questo precario equilibrio: che magie possono essere fatte da ogni Altro, di che livello e in che quantità; quando un vampiro può cacciare per sfamarsi; addirittura tutti sono schedati e registrati.
Anton è un Guardiano della Notte, un mago della luce che ha raggiunto il suo pieno potenziale al secondo livello (sopra di lui ci sono i maghi di primo livello e i Grandi Maghi, quelli fuori categoria). E’ diventato uno dei più fidati collaboratori del Capo delle Guardie della Luce moscovite, è sposato con la Grande Maga Svetlana e i due hanno una bambina nel cui destino potrebbe esserci il divenire una nuova Messia.
Col tempo e con le varie missioni eseguite, Anton è divenuto sempre più cinico riguardo al proprio lavoro come Guardiano e alle differenze della sua Guardia con quella del giorno. Cinismo ampiamente condiviso dalla moglie, peraltro.
Fine piccolo riassunto.
Mentre il primo libro si focalizzava sulla Luce e il secondo sulle Tenebre e sull’Inquisizione, qui la veduta si allarga e i protagonisti diventano gli Altri nel loro insieme.
Come sempre ci sono tre storie, collegate tra loro a formare un’unica storia.
Nella prima, le Guardie e l’Inquisizione si uniscono per trovare una spia: un Altro avrebbe rivelato la loro esistenza a un umano, promettendogli poi di rendere anche lui un Altro. Cosa impossibile, visto che l’essere un Altro è una cosa che viene decisa alla nascita… o no? Anton si ritrova così a indagare assieme al suo ex-vicino di casa ed ex-amico, Kostja, ora potente vampiro, e agli Inquisitori Edgar e Vitezslav.
Gli stessi che lo raggiungeranno quando, in vacanza con la famiglia, si imbatterà in un gruppo di licantropi e in una srega millenaria che cerca in ogni modo di evitare l’Inquisizione. Una strega che ha tra i sui libri il prezioso Fuaran, il libro che spiega come trasformare in Altri gli umani o come aumentare a dismisura la potenza di un Altro.

In questo libro c’è forse meno introspezione psicologica, anche perchè i dubbi di Anton sono venuti pressochè tutti fuori nei due libri precedenti. Ormai è dubbioso sul ruolo della Guardia della notte, non accetta che loro stessi concedano ai vampiri le licenze per cacciare, non si fida degli intrighi orditi dai capi delle due Guardie…
In compenso, qui si ha una visione d’insieme del mondo degli Altri.
A parte un po’ di diffidenza e qualche battuta acida, le tre fazioni collaborano per tutto il libro, unite dallo stesso obbiettivo.
Il Fuaran deve essere distrutto, o comunque rinchiuso da qualche parte dove sia al sicuro. Di certo non deve essere utilizzato, tutti sono concordi al riguardo.

Ma perchè?

Nel corso del libro Anton scopre parecchie cose.
Scopre cosa ci fosse veramente dietro il comunismo, e come mai sia fallito.
Sopratutto, scopre la verità sugli Altri. Su cosa sono, su come mai possono utilizzare la magia al contrario degli umani.
E questa verità è tremenda.

Immaginate di aver vissuto fino ad ora essendo una sorta di poliziotto, costretto a compromessi continui con i cattivi, per quanto la cosa vi disgusti. Tuttavia, continuate a vivere così, sperando che anche il poco che fate possa servire, che prima o poi la situazione cambi e possiate finalmente abbandonare i compromessi e creare la società perfetta. Del resto, voi siete i guardiani dell’umanità, gli Eletti. Avete il potere, e volete usarlo per aiutare l’umanità intera.
E poi scoprite che è tutta una menzogna.
Che non farete mai niente per aiutare realmente l’umanità, che il vostro solo scopo sarà sempre quello di salvaguardare i vostri simili, gli Altri, a dispetto degli umani.
Scoprite che non esiste nessuna lotta tra il bene e il male, ma solo un equilibrio da mantenere.
Che non ci sono Eletti, ma solo parassiti.Perchè continuare, a questo punto?
Quale è il senso di tutto questo?
Penso sia un buon finale per la trilogia.
Un finale aperto, che non mette la parola FINE sulla storia ma che porta alla totale maturazione di Anton, in tutti i sensi.
Effettivamente, dopo questo finale posso ben immaginare come il quarto libro non sia all’altezza… tornare a scrivere di Anton equivarrebbe a farlo tornare indietro mentalmente. L’unica possibilità potrebbe essere un salto di una ventina di anni nel futuro e uno scontro totale… mah, vedrò il prossimo anno.

Voto: 7/10

13 giugno 2009 Posted by | Luk'janenko Sergej | , , , , | 3 commenti

Il suggeritore

Autore: Donato Carrisi
Editore: Longanesi
Prezzo: € 18.60
Pagine: 468

Premessa numero uno: come probabilmente potrete intuire, questo non è il mio genere. Gialli, thriller… più che altro li leggo quando non ho altro sottomano. O se me ne hanno parlato bene al punto da farmi venire il desiderio di provarli.

Premessa numero due: stante la numero uno, questo libro l’avevo regalato a mia madre. Prendendolo a un euro con un’offerta su IBS.
E dopo mesi mi sono ritrovato senza libri da leggere. Murakami finito, il pacco ibs finito… gli unici libri ancora vergini sono capitoli “avanzati” di saghe, per leggere i quali aspetto di trovare i volumi precedenti.
Quindi mi sono buttato su Carrisi.

E ne sono rimasto favorevolmente stupito.

Il ritmo è bello alto, senza tempi morti o quasi. La scrittura è scorrevolissima, va giù come acqua. La storia è abbastanza interessante da tenere incollati al libro, complice anche lo stile del’autore.
Ha delle pecche, certo. I personaggi sono abbastanza piatti malgrado il tentativo di dare a ognuno una particolarità caratteriale. E la protagonista sembra un po’ troppo super. Inoltre la non ambientazione: poche descrizioni, quasi nesun nome di località. Che fa pensare a un non volersi complicare la vita cercando di documentarsi su qualche località ben precisa.

A parte l’ambientazione e qualche pecca dei personaggi, comunque, è un buon libro. Qualche colpo di scena è telefonato, avendolo previsto io che sono “nuovo” del genere, ma i colpi di scena finali sono francamente inaspettati.

Ma di cosa parla il libro?
La protagonista è Mila, una poliziotta solitaria che è specializzata nel ritrovare i bambini scomparsi. Il suo aiuto viene richiesto da una task force impegnata nella caccia a un serial killer che ha già rapito e ucciso cinque bambine. Ora però hanno scoperto che una sesta bambina è ancora viva e in mano sua…
La task force è composta da un criminologo -l’unico civile-, un’informatica, un agente speciale e un esperto di interrogatori. I cinque cercheranno di capire il disegno di questo incomprensibile serial killer, che pare sempre un passo avanti a loro e che li guida alla scoperta di orrori che non avrebbero mai ipotizzato…

Voto: 7/10

9 giugno 2009 Posted by | Carrisi Donato | , , | Lascia un commento

Kafka sulla spiaggia

Autore: Haruki Murakami
Editore: Einaudi
Prezzo: € 20.00
Pagine: 522

Come sempre, dopo aver finito di leggere Murakami mi ritrovo a pensare al libro appena finito. Alle emozioni che ha suscitato, agli interrogativi rimasti senza risposta, a quella sensazione di smarrimento che si prova quando si abbandonano le sue pagine oniriche e si ritorna alla vita reale.
E come sempre mi chiedo cosa scrivere qui, visto che farne una recensione è sempre difficile.

Per cominciare, la struttura del libro ricorda quella de La fine del mondo: due storie in parallelo, cui sono dedicati un capitolo a testa, alternandole.
Nella prima storia il protagonista, nonchè voce narrante, è Tomuro Kafka. O almeno, Kafka è il nome che questo quindicenne si è dato quando è scappato di casa. Una fuga che non è certo un colpo di testa improvviso, ma un piano progettato con cura fin dall’infanzia. Ha una sorta di amico immaginario, il ragazzo chiamato Corvo, che a volte sembra la voce della sua coscienza e a volte qualcosa di più. Kafka fugge dal padre che gli ha rovinato la vita maledicendolo fin da bambino con una profezia edipica. “Un giorno ucciderai tuo padre con le tue mani, e giacerai con tua madre e tua sorella“.
Nell’altra, si fa la conoscenza del signor Nakata. Un uomo di mezza età con gravi problemi mentali: da bambino era caduto in coma per parecchio tempo, e al risveglio aveva dimenticato tutto ciò che avesse mai saputo. E aveva perso la capacità di apprenderlo di nuovo. Era diventato totalmente stupido, in poche parole. Ma aveva acquisito la facoltà di parlare con i gatti.
Nakata, pur senza saperlo, ha un ruolo fondamentale nella vicenda. E vi viene trascinato dal signor Johnny Walker, che lo costringe in pratica a mettersi in viaggio verso il proprio destino.

Le storie di Kafka e di Nakata, all’inizio lontanissime, si avvicinano sempre di più arrivando a sfiorarsi senza però mai fare incrociare i due personaggi, uno l’opposto dell’altro. Il ragazzino maturo, riflessivo e pieno di rabbia e paura; e l’uomo immaturo e innocente come un bambino, totalmente privo di ricordi.

Proprio i ricordi giocano un ruolo importante qui, come anche era successo ne La fine del mondo.
Nakata alla fine avverte il peso dell’assenza dei ricordi, e vorrebbe riappropriarsi dei suoi ricordi, della sua vita.
La signora Saeki invece vive intrappolata nei ricordi della sua gioventù, in quel periodo nel quale aveva sperimentato una felicità così totale e assoluta da spaventarla e renderla infelice, proprio per la consapevolezza che mai sarebbe più potuta essere così felice. Il periodo in cui aveva desiderato di poter fermare il tempo, vivere per sempre in quel luogo e in quei giorni.

E quel luogo l’aveva trovato.
Un luogo al di fuori del tempo, che comunicava con il nostro mondo solo in determinate circostanze, quando la pietra dell’entrata era aperta.
Un luogo dove il tempo non ha alcun effetto, dove i ricordi sbiadiscono e quasi non ci sono necessità fisiche. Un luogo, ancora una volta, molto simile alla Fine del mondo. Ma senza guardiani, senza mura, senza l’atmosfera opprimente di quell’altro luogo.

Il libro mostra il percorso di crescita di Kafka, da quando fugge dalla casa del padre e dalla profezia a quando incontra Sakura, e poi Oshima e Saeki.
Oshima che è un personaggio molto particolare… alla fine è quello che meno c’entra con la trama vera e propria, con la pietra dell’entrata, con il passato di Kafka, con il luogo al di fuori del tempo. Ma è probabilmente quello che più aiuta Kafka, sia fisicamente che spiritualmente. (Poi, vabbè, è particolare anche per la sua stessa natura, ovviamente.)
E’ anche il tramite scelto dall’autore per lasciarsi andare a citazioni e riflessioni colte. Spesso un po’ troppe per essere realistico, ma alla fine va bene così. Del resto il realistico cede il passo all’onirico, in questi libri, e il citazionismo del bibliotecario passa in secondo piano rispetto agli intrighi temporali che vedono coinvolti Kafka, la signora Saeki, un ragazzo morto molto tempo prima e il padre di Kafka.

Ecco, se non fosse per il padre di Kafka il mio giudizio sul libro sarebbe migliore.

Ma c’è quella presenza che oltre a non essere spiegata -e questo ci sta, è sempre così con Murakami e va bene- non mi sembra venga nemmeno accennato granchè su di lei.
Innanzi tutto, è una presenza o sono due? Johnny Walker e il colonnello sono due entità differenti? O hanno mentito e sono la stessa entità, magari nata a causa della signora Saeki quindicenne? Ci sono molte domande senza risposta riguardo a questo punto -può essere che mi manchi un certo background per arrivare alla soluzione, o forse dovrei rileggere il libro alla caccia di un indizio, non so-, così come su un altro fatto alla base di tutto e cioè l’incidente che cambiò la vita a Nakata.
Cosa era successo? Perchè tutti erano svenuti, era opera di un flauto? E perchè Nakata non si era risvegliato?

Capisco che questo libro non abbia intenzione di dare spiegazioni dettagliate, un ordine preciso degli eventi, delle risposte… ma negli altri libri di Murakami che ho letto c’era più possibilità di comprensione.
Kafka sulla spiaggia mi ha lasciato una sorta di sentimento di incompiuto, come se mancasse qualcosa. Un qualcosa che avrebbe reso, per me, questo bel libro un libro bellissimo.

Per molti è il capolavoro di Murakami, io gli preferisco Dance dance dance e La fine del mondo.

Comunque, ho scoperto che Murakami ha sessanta anni. Incredibile, gliene avrei dati una quarantina vista la scrittura!

Voto: 7/10

6 giugno 2009 Posted by | Murakami Haruki | , , , | 6 commenti