La torre di Tanabrus

Did you miss me?

E il 2008 se ne va…

A parte gli auguri di rito a tutti i lettori del blog e a chi arriva qua cercando “faccie sconosciute”  o “scala fanciulla”, che ripeterò alla fine del post, ho pensato di fare qualche proposito per l’anno nuovo.

Certo, c’è il proposito di dare l’esame di Segnali entro febbraio per poter partire col tirocinio e laurearmi quest’estate, e c’è il proposito di tentare di essere un goccio meno asociale del solito.
Ma i proposito per il 2009 che voglio elencare riguardano i libri, vista la natura del blog. Libri che voglio prendere il prossimo anno, visto che spesso mi dimentico qualche libro man mano che il tempo passa…

Inoltre vi regalo questo link ad un database degli eroi mascherati reali. Mi ha fatto venir voglia di mettere la maschera di Guy Fawkes, la giacca di pelle, armarmi di mazza da hockey e partire a vigilare per le strade della campagna.
O appostarmi sulle mura di Lucca pronto all’azione… 😀

Via, meglio finirla qui prima che gli infermieri vengano a mettermi quella simpatica camicia bianca.
Buon anno a tutti!

31 dicembre 2008 Posted by | Propositi | , | 8 commenti

I migliori libri del 2008

E dopo i libri peggiori dell’anno, le gemme che ho avuto la fortuna e il piacere di leggere. Non sono in ordine di preferenza ma alfabetico. E sopratutto non sono 10 ma 12… perchè limitarmi quando me ne sono piaciuti parecchi?

Gli inganni di Locke Lamora

Gli inganni di Locke Lamora (Lynch). Fantasy che gode di unambientazione affascinante, di protagonisti perfettamente delineati, di una storia intrigante. Con una sapiente dosatura dei flashback che lentamente ci mostrano il passato del protagonista, il giovane e geniale ladro Locke Lamora.

Il nome del vento

Il nome del vento (Rothfuss). Prima parte della trilogia ricavata dallenorme libro di esordio di Rothfuss, un fantasy avvincente ed originale: il protagonista è una sorta di gitano, musicista, mago, guerriero… una figura leggendaria, che ormai ridotta alla macchia e ritiratasi in incognito a fare il locandiere accetta di raccontare la sua storia. Uno dei fantasy più belli degli ultimi anni.

Il signore del caos

Il signore del caos (Jordan) Ultimo volume uscito in economica della saga de La ruota del tempo. Come tutti gli altri, la storia si mantiene su livelli molto alti grazie anche alle tante vicende intrecciate che Jordan gestiva con enorme maestria. Ovviamente per leggerlo e goderselo (capendo anche qualcosa) bisogna aver letto gli altri volumi della saga, prima.

Il signore della magia

Il signore della magia (Feist). Il primo, grandioso libro della saga della Riftwar. Fantasy e fantascienza mescolate insieme per darci la storia della guerra tra due mondi, del più grande mago di questi due mondi e della lotta contro le antiche divinità. Epico, pieno di magia e di potenza, di destini scritti nella pietra, di eroismi e crudeltà. Una pietra miliare del fantasy.

Lassassino di corte

L’assassino di corte (Hobbs). Secondo libro della trilogia dei Lungavista, altra saga fantasy scritta benissimo, dotata di una bella ambientazione e di un protagonista atipico: un bastardo reale che viene cresciuto per diventare l’assassino personale del Re

La saga di Elric di Melniboné, vol.3

La saga di Elric di Melniboné, vol.3 (Moorcock) Il volume conclusivo della saga dell’antieroe per eccellenza, l’imperatore della crudele razza dei Melniboreani. Stupendo, la degna fine (che poi fine non è) di un’ottima saga.

Lasciami entrare

Lasciami entrare (Lindqvist) L’autore rivelazione del genere horror e il suo primo libro. E’ incredibile come Lindqvist riesca a usare tematiche come i vampiri, serial killer e, nel suo secondo libro, zombies.. per parlare dell’amore, e di cosa si arriva a fare per amore. Una vera perla.

Lombra del vento

L’ombra del vento (Zafon) La vita di un ragazzino amante dei libri si intreccia indelebilmente con la storia narrata in un vecchio libro e con la storia del suo misterioso autore. Dico solo che fino a qualche mese fa il mio nickname era Coubert proprio per questo libro.

Nessun Dove

Nessun Dove (Gaiman) Neil Gaiman a briglia sciolta, un libro che ti cattura dalla prima all’ultima pagina trasportandoti nella Londra Sotto e catturandoti totalmente. Del resto è Gaiman, era prevedibile.

Pan

Pan (Dimitri) Il libro rivelazione dell’anno, a mio avviso, che incorona Dimitri come il Gaiman italiano. Peccato i grandi editori, quelli che possono fare veramente pubblicità, schifino i bravi autori italiani.

Straniero in terra straniera

Straniero in terra straniera (Heinlein) Un capolavoro di Heinlein, che tramite il ritorno sulla Terra del ragazzo cresciuto dai marziani attua una critica feroce contro il pensiero corrente, lo stile di vita, i preconcetti. E’ grande come libro, ma la lunghezza quasi non si nota… niente brodini allungati, tutto è funzionale alla storia e al messaggio.

Tokyo blues - Norwegian wood

Tokyo Blues – Norwegian Wood (Murakami) Romanzo che racconta il passaggio dalladolescenza alletà adulta di un ragazzo nel Giappone degli anni 70, disincantato e disinibito. E della ricerca di un senso da dare alla vita, allamore, alla morte. Ho sentito definire questo libro una sorta di Giovane Holden giapponese, ma a mio avviso non cè paragone. Lo stile, la storia, gli intrecci… preferisco mille volte questo libro.

30 dicembre 2008 Posted by | classifiche di fine anno, Dimitri Francesco, Feist Raymond, Gaiman Neil, Heinlein Robert Anson, Hobb Robin, Jordan Robert, Lindqvist John Ajvide, Lynch Scott, Moorcock Michael, Murakami Haruki, Zafon Carlos Ruiz | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

I peggiori libri del 2008

Arrivati alla fine dell’anno, ho deciso di fare un paio di classifiche per ribadire i libri più belli e i libri più brutti letti in questo 2008. Comincio dai peggiori.
Niente “I 10 libri più orridi che ho letto nel 2008”. Anche perchè non ne ho letti così tanti, di libri meritevoli (per quanto mi riguarda) dell’ambitissimo premio “alberi uccisi due volte“. Mi limito a scrivere i libri che bene o male rimpiango d’aver comprato, visto che mi hanno lasciato ben poco di positivo.
Ed essendo pigro, nonchè intento a sbattere la testa contro nozioni matematiche troppo aleatorie per i miei gusti, non li metto nemmeno in ordine di preferenza. Per evitare favoritismi, vado di ordine alfabetico.

Anche i diavoli piangono (Kenyon). Libro di suo non eccelso, con personaggi bellissimi e ninfomani, affossato definitivamente dalle scelte editoriali della Fanucci.

Anche i diavoli piangono (Kenyon). Libro di suo non eccelso, con personaggi bellissimi e ninfomani, affossato definitivamente dalle scelte editoriali della Fanucci.

Armageddon (Altieri). Una raccolta di racconti, alcuni dei quali mi sono piaciuti parecchio. Ma lo stile di Altieri non lo digerisco per niente, mi ha reso illeggibile il libro.

Armageddon (Altieri). Una raccolta di racconti, alcuni dei quali mi sono piaciuti parecchio. Ma lo stile di Altieri non lo digerisco per niente, mi ha reso illeggibile il libro.

La casta (Rizzo, Stella). Alla fine me lo ero preso pure io, abbagliato dalla pubblicità massiccia. Ma non è altro che un elenco di cose risapute e arcinote da sempre...

La casta (Rizzo, Stella). Alla fine me lo ero preso pure io, abbagliato dalla pubblicità massiccia. Ma non è altro che un elenco di cose risapute e arcinote da sempre…

La leggenda di Otori (Hearn). Un clan di ninja dotati di poteri soprannaturali in unambientazione storica reale. Il primo libro era buono, gli altri due (il secondo sopratutto) calano immensamente come livello. Alla fine ci si trascina nella lettura solo per arrivare alla fine.

La leggenda di Otori (Hearn). Un clan di ninja dotati di poteri soprannaturali in un’ambientazione storica reale. Il primo libro era buono, gli altri due (il secondo sopratutto) calano immensamente come livello. Alla fine ci si trascina nella lettura solo per arrivare alla fine.

La pietra del vecchio pescatore (OShea). Una sorta di fiaba basata sulle leggende irlandesi, ma priva di sorprese e di pericoli reali per i protagonisti. E in più è troppo allungata, alla fine si tira avanti per pura forza di volontà tra uno sbadiglio e un altro.

La pietra del vecchio pescatore (O’Shea). Una sorta di fiaba basata sulle leggende irlandesi, ma priva di sorprese e di pericoli reali per i protagonisti. E in più è troppo allungata, alla fine si tira avanti per pura forza di volontà tra uno sbadiglio e un altro.

La spada della verità vol.5 (Goodkind) Il peggiore della serie, almeno fino a dove ho letto (cioè a questo). Unavventura che a cose normali sarebbe stata un episodio in una storia fantasy, elevata al rango di storia di per sè. Un brodo allungato oltre ogni possibilità di redenzione, con caratterizzazioni che lasciano il tempo che trovano.

La spada della verità vol.5 (Goodkind) Il peggiore della serie, almeno fino a dove ho letto (cioè a questo). Un’avventura che a cose normali sarebbe stata un episodio in una storia fantasy, elevata al rango di storia di per sè. Un brodo allungato oltre ogni possibilità di redenzione, con caratterizzazioni che lasciano il tempo che trovano.

Lesperimento Angel (Patterson) Pensavo fosse un libro parecchio diverso. Libro per ragazzi, scritto in modo semplice. Protagonisti che non colpiscono particolarmente, e vocina nella testa a fare da deus ex-machina (se ricordo bene). Non mi è piaciuto, affatto.

Maximum Ride: L’esperimento Angel (Patterson) Pensavo fosse un libro parecchio diverso. Libro per ragazzi, scritto in modo semplice. Protagonisti che non colpiscono particolarmente, e vocina nella testa a fare da deus ex-machina (se ricordo bene). Non mi è piaciuto, affatto.

29 dicembre 2008 Posted by | Altieri Alan, classifiche di fine anno, Goodkind Terry, Hearn Lian, Kenyon Sherrilyn, O'Shea Patty, Patterson James, Rizzo Sergio, Stella Gian Antonio | , , , , , , , , , , , , , , , , , | 8 commenti

Messiah Complex

No more mutants.

Con queste parole pronunciate da Wanda “Scarlet” Maximoff terminava House of M, il crossover che ci aveva mostrato un mondo dove i mutanti erano la specie dominante. Un mondo che, all’epoca, sembrava quasi prossimo alla realizzazione.
Morrison, con il suo ciclo sugli X-Men, aveva rilanciato prepotentemente i mutanti come “figli” dell’umanità, coloro che avrebbero soppiantato i vecchi homo sapiens sapiens ereditando la terra. Addirittura, gli umani erano destinati all’estinzione. I mutanti erano sempre di più, in continuo aumento.
Dopo House of M invece la situazione è cambiata drasticamente, per certi versi ristabilendo il vecchio status ma per altri gettando i mutanti nel periodo più buio della loro storia: i mutanti esistenti si erano ridotti a poco più di 200 unità mentre tutti gli altri avevano perso i propri poteri. E sopratutto, non nascevano più nuovi mutanti.
Tre parole di Scarlet avevano capovolto la situazione, condannando all’estinzione un’intera specie.

No more mutants. Ed ecco che il mondo cambia.

No more mutants. Ed ecco che il mondo cambia.

Il passato recente

Mentre gli X-Men giocavano agli indiani con la scuola trasformata in riserva, il parco ridotto a baraccopoli per mutanti e delle Sentinelle totalmente incapaci venivano poste di guardia per proteggere gli ultimi mutanti e impedire ai rifugiati di uscire (ma ogni nemico interessato a colpire i mutanti è comunque riuscito a passare… un tempo le facevano meglio le Sentinelle), altri si sono guardati bene dall’accettare le decisioni del governo e hanno cominciato a cercare un modo per uscire da questa situazione.
Masque e i Morlocks superstiti sono tornati a compiere atti terroristici per attirare l’attenzione di Magneto, scomparso da House of M, guidati da un libro di profezie scritto da una loro veggente;
Exodus e gli Accoliti si sono fiondati alla ricerca di una soluzione, per quanto soluzioni ragionate non siano propriamente i punti di forza degli Accoliti;
perfino la Bestia Nera si è mossa con il suo stile, dando vita ad una strana alleanza con la Bestia, per cercare di trovare una cura. Una cura inesistente.
Ma sopratutto si è mosso Nathaniel Essex, Sinistro. Che ha radunato attorno a sè Marauders, Exodus, Cavalieri di Apocalisse, traditori dalle fila degli X-Men… una forza impressionante e devastante, un’alleanza senza precedenti con lo scopo di far tornare i mutanti. E controllarli, ovviamente.
E la loro prima mossa è stata quella di eliminare dalla scena, poco a poco, tutti i veggenti in circolazione.

La nascita

Questa saga comincia con Xavier che, usando Cerebra, viene colpito dall’energia di un nuovo potere mutante che si è manifestato, un nuovo mutante. Il primo dalla Decimazione, e talmente potente da far saltare i circuiti di Cerebra.
Gli X-Men partono subito per l’Alaska, ma trovano solo un campo di guerra nella cittadina dove il mutante si sarebbe manifestato. Un campo di guerra sul quale trovano i cadaveri di alcuni Marauders e di diversi Purificatori.
Dai ricordi degli umani presenti, Emma riesce a dare un senso alla scena: i Purificatori erano arrivati per primi, intenzionati ad uccidere il nuovo mutante e per far ciò avevano preso a uccidere ogni bambino. Poi i Marauders erano arrivati, desiderosi di prendere questo portento per averlo dalla loro, e i due gruppi avevano preso a battagliare.
Chi avrà vinto lo scontro, prendendosi il mutante? E quanto potente potrà essere un mutante che manifesti i suoi poteri al momento della nascita, friggendo Cerebra? Infatti questo mutante misterioso è una neonata!

Molti fronti

Comincia così una sorta di guerra alla cieca per gli X-Men, ignari di chi abbia preso la bambina.
Rictor viene mandato come spia tra i Purificatori, Madrox invia due doppioni nel futuro tramite un macchinario creato da Forge, per investigare in due nuove linee temporali e scoprire cosa stia succedendo nel presente.
Il nucleo operativo degli X-Men vola ad affrontare Sinistro, e proprio da questi al termine di una battaglia durissima alla quale sopravvivono per pura fortuna giunge la notizia decisiva: la bambina è stata rapita da Cable, che ha anticipato tutti quanti.
Nel frattempo la scuola viene attaccata dalle Sentinelle, modificate dal tecnovirus e rese Sentinelle di nuova generazione, e si scopre che i Purificatori sono guidati da Deathstryke, tanto per gettare altri carichi sul tavolo.
Un tutti contro tutti violento e senza tregua, visto che in gioco c’è il futuro della specie mutante e la possibilità di addestrare ed educare ai propri principi la cosidetta Messia Mutante.
Un tutti contro tutti dove scopriamo che anche Alfiere, così come Cable, fa squadra a sè. Il suo scopo è infatti quello di uccidere la bambina, anche a costo di combattere i suoi vecchi compagni.

Visioni dal futuro

A parte gli X-Men, tutti gli altri fronti sono mossi da conoscenze del futuro che li spingono ad agire come agiscono.
Cable, dopo la distruzione di Providence, ha visto il futuro e sa che deve proteggere ad ogni costo la bambina;
Sinistro ha i Diari di Destiny, grazie a Mystica, e grazie a loro sapeva dove e quando sarebbe nata la Messia, e proprio per evitare la situazione che invece si è verificata aveva fatto eliminare tutti i veggenti;
Mystica si è alleata con Sinistro per volere dell’amata Destiny, che aveva predetto i problemi attuali di Rogue e le aveva lasciato le indicazioni su come salvarla;
I Purificatori si muovono agendo in base ai dati ottenuti dal Nemrod del futuro;
Alfiere cerca di ucciderla perchè la vede come la responsabile del futuro in cui è cresciuto, un futuro segnato dalla misteriosa guerra dei sei minuti durante la quale questa Messia avrebbe ucciso un’infinità di umani provocando l’incarcerazione di tutti i mutanti in campi di concentramento.
E in quel futuro arriva uno dei cloni di Madrox, seguito da Layla Miller. Sono loro a scoprire la verità su Alfiere, ed è Layla a uccidere il clone per permettere al Madrox originale di acquisire le informazioni apprese dal clone. Layla che al momento rimane intrappolata nel futuro, in quel campo di concentramento per mutanti.

Atmosfera

La cosa migliore di questa saga (che non è certo l’utilizzo dei personaggi, visto che nello scontro Marauders\X-Men probabilmente il solo Exodus sarebbe bastato a mettere ko quasi tutti gli avversari, senza contare Gambit, Sole Ardente, Sinistro e i Marauders veri e propri) sono le atmosfere.
Gli X-Men non sanno cosa sta succedendo, si ritrovano costretti a reagire agli eventi senza avere apparentemente la possibilità di cambiarne la direzione.
I nemici sono tanti, forti e dotati di maggiore conoscenza rispetto a loro. Gli X-Men sono tutto sommato pochi, malconci, provati dalle ultime vicende vissute.
Queste atmosfere cupe mi fanno tornare in mente saghe entrate nella storia come La caduta dei mutanti, quando gli X-Men si ritrovarono sotto l’attacco dei Marauders, o Il re delle ombre, Dissoluzione e Rinascita

Certo, in queste saghe i poteri dei personaggi erano gestiti meglio, ma visto il livello recente delle saghe mutanti (qualcuno ha detto Ere di Apocalisse?) non posso fare altro che godermi questa saga.
Che alla fine si conclude in maniera prevedibile, certo, anche se alcune cose non me le aspettavo (Mystica, ad esempio) ma che ha avuto l’enorme pregio di farmi tornare ad apprezzare le testate mutanti.
Col tempo mi ero disaffezionato, Morrison mi aveva intrigato ma il suo Magneto mi aveva spinto ad abiurare Morrison totalmente. Di Austen non voglio nemmeno parlare. Recentemente, con Carey e Brubaker avevo cominciato a sentirmi nuovamente preso dalle vicende dei mutanti, dalle atmosfere familiari che tornavano ad avvolgermi metre leggevo le storie.
E finalmente direi che l’amore è tornato a sbocciare!

Spunti futuri

Di spunti futuri ne lascia parecchi, questa saga.
Cable e la bambina sono nascosti nel futuro… e le loro avventure ci sono mostrate già da questo mese, con la partecipazione di Alfiere che li segue fin laggiù per uccidere la pargola.
Xavier sembra morto, ma in realtà è stato portato via dagli Accoliti per salvare la sua mente. E per compiere questa impresa immane Exodus arriva a chiedere aiuto al suo vecchio maestro, Magneto in persona!
Layla è nel campo di concentramento, ed X-Factor cercherà certamente di salvarla.
E sopratutto, cosa cambierà ora che la Messia è viva e vegeta? Ci saranno cambiamenti fin da adesso o bisognerà aspettare che torni nel presente con Cable, ormai cresciuta?
Sono interessanti anche le avventure “separate” degli X-Men, divisi tra America, Russia e Terra Selvaggia.
Mi piace questo periodo per i mutanti!

Voto: 4/5

23 dicembre 2008 Posted by | comics, X-Men | , , , , , , , , | 2 commenti

La spada della verità – libro quinto

Autore: Terry Goodkind
Editore: Fanucci
Pagine: 644
Prezzo: € 11.80


Trama

Per salvare Richard dalla peste, Kahlan è stata costretta a richiamare dal Mondo Sotterraneo i tre Rintocchi. Vasi, Sentrosi e Reechani. Queste creature magiche possiedono un potere molto particolare, che permette loro di prosciugare la magia presente nella dimensione in cui sono state liberate. E così, a causa della loro presenza, i popoli delle Terre Centrali rischiano di perdere i propri poteri, e ciò non solo mette in pericolo la vita di tutti ma favorisce anche l’oscuro disegno di Jagang, il malvagio imperatore dell’Ordine Imperiale, dominato da un odio assoluto e irrefrenabile per la magia.

Brodo allungato

La storia sarebbe stata anch abbastanza interessante: il salvataggio di Richard alla fine del libro precedente aveva evocato nel mondo i tre Rintocchi, altre armi magiche senzienti risalenti alla vecchia guerra (come i Mriswith e la Silph, la Spada della verità e il Legame dei Rahl). Solo che queste creature invincibili godono nell’uccidere, risucchiano la magia dal mondo e hanno lo scopo di prendersi l’anima promessa loro con l’evocazione. L’anima di Richard.
Zedd decide di provare a fermarli da solo, ingannando Richard per tenerlo al sicuro nel Mastio;
Richard subodora la truffa, scopre per vie traverse dove deve andare e vi si dirige;
Jagang non soffre più di tanto, visto che quelle creature fanno il lavoro sporco per lui e in più la magia Detrattiva continua a funzionare, e per ora le Sorelle dell’Oscurità sono sue schiave;
Ann decide di sfruttare questo periodo in cui l’Imperatore non ha più potere per salvare le Sorelle prigioniere e uccidere le altre, onde evitare che quando la magia tornerà siano usate come armi da Jagang.
L’unico problema è che la storia sarebbe stata veloce e tutto sommato breve, in 400 pagine sarebbe stata molto meglio. Invece buona parte del libro viene usata per farci conoscere la cultura di Anderith, la nazione protetta dal Dominie Dirtch e che deve decidere se allearsi con il D’Hara o con l’Ordine. Ci viene mostrata la storia totalmente ininfluente di Flitch e di Beata, che intervengono giusto sullo sfondo e sono completamente inutili. Non hanno un ruolo nella vicenda, non sono persone straordinarie per abilità o mente o morale. Sono persone comunissime che vivono sempre sullo sfondo, sfiorando gli avvenimenti come semplici spettatori.
E a loro è dedicata buona parte del libro. Totalmente inutile.

Altre brutture

Altre brutture sono il fatto che Khalan stia regredendo mentalmente al punto da non credere quasi più a Richard (nè quando arriva la sua “vecchia moglie”, nè quando parla dei Rintocchi o delle decisioni da prendere). Ed è veramente indisponente leggere di questa persona espertissima di politica e di decisioni, una persona che ormai conosce Richard, i suoi pensieri e il suo modo di agire, che ora invece si comporta come si sarebbe comportata Nadine nel libro precedente.
Poi Richard che concede il diritto di voto sull’annessione all’Impero. Una cosa senza precedenti, tutte le altre nazioni hanno dovuto dire subito “si” o “no”. A loro invece dà diritto di voto al popolo perdendo settimane, e addirittura facendo comizi in giro per la nazione. Ridicolo!
Ann che si fa fregare come l’ultima delle allocche…
Non c’è appello, questo sarebbe potuto essere un libro accettabile se fosse stato molto più corto. Così è solo un brodo allungato, che si fa leggere forzatamente e controvoglia per tutta la parte centrale.

Voto: 1/5

20 dicembre 2008 Posted by | Goodkind Terry | , , , , , | 3 commenti

La spada della verità – libro quarto

Autore: Terry Goodkind
Editore: Fanucci
Pagine: 720
Prezzo: €11,90

Trama

Dopo un periodo di calma apparente durante il quale tutto sembra andare per il meglio, Jagang, il tiranno dei sogni dell’Ordine Imperiale, creduto morto nell’esplosione del Palazzo dei Profeti di Tanimura, torna a farsi vivo in maniera eclatante, invocando una profezia antica di millenni che egli stesso ha scoperto tra le rovine di una città. Tale profezia verrà annunciata da un evento naturale spaventoso che porterà scompiglio tra le popolazioni, ma che sarà solo un semplice preludio alla vera minaccia, della quale Richard e Kahlan sono le vittime predestinate.
A causa della grande epidemia che devasta il paese uccidendo migliaia di persone innocenti, lord Rahl e la Madre Depositaria visitano il misterioso Tempio dei Venti, in cui è nascosta da tremila anni la magia che è alla base del disastro. Si unisce a loro un uomo che si dichiara fratello di Richard, un guaritore di grande talento. Di fronte al tempio, la profezia della luna rossa sembra avverarsi, e Kahlan scoprirà che per entrare dovrà compiere proprio l’azione che disprezza piú di ogni altra: tradire il suo amato.

Risalita

Sarà che l’ho letto febbricitante, ma benchè siamo certo lontani dal livello dei primi due volumi questo libro mi pare abbastanza meglio del precedente.
Ormai siamo in piena “guerra di logoramento” tra Richard Rahl Jagang: finora hanno avuto gioco facile nel vincere le loro battaglie, uno sconfiggendo con la magia per due volte il padre impedendogli di evocare il Guardiano e l’altro sfruttando la magia altrui per costruirsi l’Impero. Ma ora si ritrovano entrambi coinvolti in una guerra che appare lunga e faticosa, niente a che vedere con le guerre lampo viste finora.
Jagang rimane sempre sullo sfondo, senza comparire in prima persona, ma i suoi emissari (e il suo impossessarsi di essi) bastano e avanzano, visto che scatenano la peste nelle terre centrali.
Una peste scatenata magicamente grazie a un artefatto trafugato da un luogo appartenente al passato delle Terre e dei maghi.
Richard deve così tornare a immergersi nelle atmosfere della guerra di tremila anni addietro per trovare il Tempio dei Venti e fermare l’epidemia prima che uccida tutta la popolazione del suo impero.
Ci sta, logica come mossa da parte del tiranno e abbastanza interessante (ho già detto che mi piace moltissimo il background delle Terre, vero?).
Nathan ci sguazza come se fosse nato per queste cose, mentre le Mord-Sith che fanno da guardie personali di Richard e Kahlan assumono sempre più spessore.

Lato negativo: solo il punto centrale di tutto…

Ciò che comincia ad essere insopportabile è l’eterno “si-no” cui siamo costretti ad assistere ad opera degli impotenti Richard e Kahlan.
Va bene le prime volte, ma ora che addirittura la profezia con doppio vincolo invocata per sterminare popolazioni ed uccidere Richard richieda come ulteriore requisito che la coppia sposi altre persone (scelte dagli spiriti, peraltro) sfocia nel ridicolo.
E se Defran Rahl può avere un suo perchè, per quanto sia abbastanza scontato il suo ruolo, Nadine è completamente irreale.
Passi l’essere una puttanona, passi l’essere un’erborista, passi anche l’aver vissuto in un villaggio, magari vicino ai boschi, e quindi vedere diversamente l’autorità. Ma cavolo, ti ritrovi in una reggia grande come mezzo villaggio, scopri che Richard è Imperatore e che la Madre Depositaria nonchè Regina di due nazioni delle Terre Centrali e grande detentrice di potere magico è sua promessa sposa; ci sono tre sadiche assatanate che li seguono e che se provi a toccarli o a intrometterti ti squartano.
E malgrado tutto ciò, con te umile paesana ospitata per pietà dalla Corona, battibecchi con la Regina per il cuore di Richard, stuzzicandola e provocandola di continuo come tra comari di paese? Va bene tenerla vicina per capire la sua utilità, ma a quel punto resta vicina incatenata nelle segrete…

… e la Sindrome del Pelatone

Zedd. Teoricamente è il più grande mago vivente, anche se forse se la gioca con Nathan vista la sua maggiore esperienza. Comunque siamo su livelli enormi.
Ecco, Zedd è dal primo libro che sbava all’idea di insegnare la magia al nipote.
Ora siamo al quarto libro, e dalla fine del primo libro si sono incontrati solo ora, visto che ha seguito fino ad adesso Ann per le Terre, invece di tornare al Mastio.
Sa che Richard è attaccato da ogni parte; sa che può superare gli schermi del Mastio; sa che è affamato di conoscenza.
E malgrado ciò non corre da lui a insegnargli… perchè?
Per me è la sindrome del Pelatone, ovvero la sindrome Xavier: oltre ad esserci -nel vivo dell’azione- un personaggio potente ed esperto (cosa che Richard e Kahlan non sono, almeno per la magia… funziona quando gli va a lei, non quando loro la vogliono), potrebbe dare esperienza a Richard. Che allora diventerebbe imbattibile.
Un po’ il motivo per cui Charles Xavier ha il suo codice morale che gli impedisce di cambiare la mente dell’umanità per farle accettare i mutanti, e appena possibile viene messo fuori causa mandandolo nello spazio, o facendolo quasi-morire, o quant altro.
Personaggi troppo potenti spaventano.
Ok, ma allora forse non era il caso di pensarci prima, Terry? 😦

Giudizio finale

Comunque è scritto bene e si lascia leggere agevolmente (sempre che non abbiate 38 e passa di febbre e degli occhi rossi che a muoverli imprecano in D’Hariano Alto), c’è anche una morte illustre e un paio di colpi di scena che colpiscono poco, ma vabbè…
Meglio del precedente, e spero peggio del seguente.
Spero anche che, essendo finalmente sposati i due innamoratini, ora la smettano di attirare su di sè ogni genere di calamità tendente a separarli e pensino finalmente a guerreggiare, che è ciò che vuole la gente.

Voto: 3/5

11 dicembre 2008 Posted by | Goodkind Terry | , , , , , , , , | Lascia un commento

La spada della verità – libro terzo

Autore: Terry Goodkind
Editore: Fanucci
Pagine: 612
Prezzo: € 11,90
La trama

Richard ha deciso di raggiungere l’amata Kahlan, regina della Galea, che sta tornando verso Ebinissia con l’intenzione di ricostruirla per poi governare la sua nuova patria. I piani di Richard vengono però sconvolti dall’entrata in scena di due temibili nemici, alleati tra loro, si tratta dell’Ordine Imperiale, l’esercito guidato dal misterioso Jagang, che vuole sottomettere il mondo intero, e della Stirpe dei fedeli condotta dal generale Tobias Brogan, un uomo che odia la magia al punto di volerla estirpare per sempre, poiché la considera il mezzo con il quale il Guardiano del mondo sotterraneo influenza il mondo dei vivi.

La saga continua

Ovviamente per leggere questo libro è indispensabile aver letto i volumi precedenti. Infatti tutto comincia con Richard ad Aydindril, pronto a partire con Gratch per riunirsi con Zedd e Kahlan.
Ma le cose prenderanno una piega inaspettata.
Prima Richard viene raggiunto dalle Mord Sith che, nel precedente volume, si erano dichiarate sue guardie del corpo. E poi decide di seguire il suo istinto.
L’Ordine è il male, e va sconfitto per salvare le Terre Centrali. Ma un’unione di stati non può più funzionare, il Consiglio ne ha sancito la fine.
Richard così accetta i panni di Maestro del D’Hara e si mette alla testa delle sue truppe riconquistando immediatamente la città e dichiarando che il D’Hara avrebbe unificato sotto il suo dominio tutte le Terre Centrali, allo scopo di distruggere l’Ordine.
L’Ordine intanto si muove partendo dal Vecchio Mondo, con l’Imperatore Jagang deciso a dominare il mondo intero quasi in eterno.

I nemici

I nemici sono la nota dolente di questo libro. Se nel primo c’era Darken Rahl e nel secondo il Guardiano stesso, adesso i nemici sono essenzialmente due.
Brogan è un pazzo completo, una persona con il dono con deliri di onnipotenza e che odia chi ha il dono, oltre ad avere un rapporto assurdo ed incestuoso con la sorella Lunetta. Poco più di una macchietta, che ha l’unico pregio di avere un buon intuito che gli consente di intuire la verità su Kahlan. Niente a che spartire con i Figli della luce Jordaniani cui i Fratelli si rifanno palesemente.
Jagang ha armate enormi che non esiterà a far sciamare nel nuovo mondo, immagino. Ma è sopratutto un tiranno dei sogni, ha il potere di muoversi nei sogni delle persone e di controllare chi ha il Dono. Il suo scopo è di distruggere tutta la magia, così da tenere lontano il Guardiano e poter dominare incontrastato sul mondo intero per sempre. Per fare ciò, ovviamente, conta di stabilirsi al Palazzo dei Profeti, per poter usufruire della sua bolla temporale.
Ci sarebbe poi Valdora, la venditrice di focacce cacciata dal Palazzo dei Profeti e che vuole solo vendicarsi sulle Sorelle, ma a parte essere molto sadica non ha granchè da dire.
Nemici di poco conto, alla fin fine. Che rendono questo terzo volume poco più che un volume di passaggio.

I punti positivi

In compenso scopriamo molte cose sul passato delle Terre, cose interessanti.
Scopriamo l’origine dei Mriswith, e scopriamo l’origine dei Grag.
Scopriamo l’origine del legame dei D’Hariani e il suo scopo.
Scopriamo qualcosa in più sulla grande guerra di magia che era scoppiata 3000 anni prima.
Cose interessanti se si vuole capire meglio l’ambientazione ed il suo passato, e magari originali. Ma non abbastanza per tenere il libro al livello dei precedenti.
E di buono c’è anche come Richard si muove nella politica (anche se alla fine si torna sempre al deus ex-machina degli incantesimi inconsci per risolvere la situazione. Che palle).

Ja’La

Un’ultima cosa sul Ja’La.
Capisco che l’Imperatore possa aver pensato anche lui al “panem et circensem”, anche se con poco pane. Ma perchè mai il circensem deve essere una sorta di sport con la palla iperviolento? E a squadre, con un calendario, con le fan… una cosa vomitevole.
Posso accettare il “calcio medioevale” nei libri di Feist, ha un senso visto che viene fatto da ragazzi quando ne hanno l’occasione. Ma questo è una cosa ridicola…

Voto: 2/5

8 dicembre 2008 Posted by | Goodkind Terry | , , , , , , , | 1 commento

Nessun Dove

Autore: Neil Gaiman
Editore: Fanucci
Pagine: 287
Prezzo: € 16,50

L’autore

Neil Gaiman, nato a Porchester, Gran Bretagna, è il notissimo autore della serie di romanzi a fumetti Sandman, che ha ottenuto premi e riconoscimenti in tutto il mondo, incluso il World Fantasy Award per il miglior racconto.
La raccolta Angels and Visitations è stata insignita dell’International Horror Critics Award, pur non essendo un libro di genere.
In Italia è famoso per numerosi romanzi, tra cui Coraline, Stardust e American Gods, tutti editi da Mondadori.

La trama

Richard è un giovane uomo d’affari, per un atto di generosità si trova catapultato lontano da una vita tranquilla e gettato in un universo che è al tempo stesso stranamente familiare e incredibilmente bizzarro. Qui incontra una ragazza di nome Porta e le persone che vogliono ucciderla. Poi un angelo che vive in un salone illuminato dalle candele, e un signore che abita sui tetti. Dovrà attraversare un ponte nella notte sulla via di Knighdbridge, dove vive il Popolo delle Fogne; c’è la Bestia nel labirinto, e si scoprono pericoli e piaceri che superano la fantasia più sfrenata. Richard troverà uno strano desiderio che lo attende.

Premessa a un blando tentativo di recensione

Ho cominciato a leggere questo libro ieri sera, cullato dai venti di bufera che si abbattevano allegramente intorno alla casa. Oggi me ne sono sbattuto completamente dello studio e da metà pomeriggio sono tornato ad immergermi nelle atmosfere magiche descritte da Gaiman fino alla conclusione del libro.
Sono enormemente deluso.
Deluso dal fatto che il libro sia finito, sia durato poco. Avrei voglia di rileggermelo, ora, subito.
Di Gaiman avevo già letto diverse cose, mi illudevo di essere al sicuro.
Conoscevo il suo Sandman e le sue atmosfere oniriche; American Gods e il ritorno delle divinità nel mondo reale, anche se alle nostre regole; I ragazzi di Anansi, con l’ironia e la fantasia di Neil lasciate libere di mescolarsi alla tematica delle divinità. E conoscevo il lato favolistico. Stardust e il suo mondo al di là del Muro, Coraline e la sua Altra Famiglia al di là della porta chiusa.
Pensavo che non mi avrebbe potuto stupire di nuovo. Illuso!

Blando tentativo di recensione

Richard viveva una vita monotona e noiosa, una vita comune come tutti noi. Almeno, la viveva finchè non ha soccoso una ragazza ferita e l’ha portata a casa. Poco a poco ha cominciato a capire che qualcosa non andava: piccioni e topi che portavano messaggi, individui poco raccomandabili che gli entravano in casa cercando la ragazza, la stessa ragazza che era scomparsa da una stanza nella quale era impossibile nascondersi. E poi, per trovare qualcuno che la aiutasse, prende a seguire delle strane istruzioni che lo conducono da una sorta di barbone. Dopo averlo seguito nelle fogne, e dopo essersi improvvisamente trovato ad arrampicarsi lungo una scala attaccata al tetto di un palazzo, finalmente Richard vede barbone e ragazza andarsene e si illude di essere tornato alla solita vita.
Invece la sua vita è appena cominciata.
Nessuno sembra vederlo, nessuno lo sente, viene totalmente ignorato da chiunque, perfino il suo bancomat risulta inesistente e il suo ufficio è svuotato. La sua casa affittata ad altri. La sua esistenza cancellata. La sua vita minacciata di morte dagli inseguitori della ragazzina.
Ha un solo modo per sopravvivere e riprendersi la sua vita, così parte alla ricerca della ragazza.

Londra Sotto

Finisce così a Londra Sotto, una città sotto la città. La vera città, si può dire, quella che conserva l’essenza di tutte le incarnazioni passate di Londra.
Perchè quando qualcosa viene dimenticato, scivola nelle fenditure e cade a Londra Sotto. Luoghi, persone… tutto finisce lì, in quel luogo permeato di magia.
Una magia che modifica il mondo di tutti i giorni trasformandolo in qualcosa di unico, affascinante, pericoloso.
La stazione di Earl’s Count diventa il luogo dove incontrare davvero la Corte del Conte; Knightsbridge diventa Nightsbridge, un luogo pericolosissimo dove l’oscurità prende forma e coscienza ed esige tributi da chi osa attraversare il ponte; Blackfriars è la dimora di frati vestiti di nero consacrati a una misteriosa missione; in Islington Angel dimora un Angelo, la cui dimora è sorvegliata da un labirinto nel quale si aggira la Bestia, una sorta di cinghiale gigante immortale.
L’annuncio nella metropolitana “Mind the gap”, “fate attenzione allo spazio vuoto”, assume tutta un’altra importanza quando lo spazio vuoto è il nome di un’entità che dal binario allunga i suoi tentacoli per cercare di catturare vittime da portare di sotto.
E questo posto magico è abitato da personaggi bizzarri ed unici. Barboni e senzatetto, li definiremmo. Vestono di stracci o abiti raccattati in giro, indossati l’uno sull’altro alla rinfusa.

C’è Lady Porta, la ragazza salvata da Richard, figlia di Lord Portico. Il suo scopo è scoprire chi ha ucciso la sua famiglia, e perchè. Ha il dono di poter aprire qualunque porta, sia che si tratti di una porta nascosta che di una porta chiusa che di porte invisibili o magiche o appena create.
C’è il Marchese De Carabas, un imbroglione e un truffatore di prima specie, ironico e pungente, ingegnoso ed irriverente. C’è l’uomo che vive sui tetti e parla con gli uccelli. Ci sono i Ratti, e i loro servitori umani Parla-coi-ratti.
C’è Hunter, leggendaria cacciatrice che ha girato il mondo delle Città-di-sotto per sconfiggere le bestie leggendarie che le popolano, come il Coccodrillo Bianco di New York. La guardia del corpo migliore di tutta Londra Sotto.
Ci sono le Velluto, che rubano la vita agli uomini per sentirsi vive. C’è Islington, un vero angelo, che passa il tempo ricordando la distruzione di Atlantide.
C’è il Conte, che comanda treni e macchinette automatiche, Signore delle cose dimenticate.
E ci sono Mister Croup e Mister Vandamar. Due entità che vivono per uccidere, i migliori assassini della storia si potrebbe dire. Lavorano su commissione e amano il loro lavoro, viaggiano nel tempo e nello spazio senza problemi.
Sono un misto tra le Iene e i due sicari ciarlieri di Sin City: that yellow bastard. Ma mescolati a dell’horror.
Uno è tozzo e con il vizio di parlare molto, ama sentirsi parlare e lo fa in maniera pomposa ed elaborata.
L’altro è alto e grande, la sua passione è il cibo. Qualunque cosa commestibile.
Entrambi, ovviamente, adorano uccidere, torturare ed infliggere comunque dolore.

Stile

Lo stile è Gaimaniano, stop.
Si viene portati con naturalezza nell’incredibile della Londra Sotto, in un mondo di barboni magici molto più vecchi di quanto sarebbe umanamente possibile. E si passa senza soluzione di continuità dalla magia all’ironia, dalla comicità alla crudeltà.
Mister Croup e Mister Vandamar, i sicari, sono presentati come delle macchiette, come se fossero sempre intenti a fare gag comiche. Ma con la stessa disarmante facilità con la quale fanno ridere, sono capaci di minacciare e compiere gli atti più efferati, provocando qualche brivido per la loro assoluta crudeltà.
Non penso ci sia un altro autore di fare tutto questo, e di farlo con questa semplicità.
Il libro ti cattura, ti travolge. Ti prende di peso e ti porta nella Londra Sotto, tra le meraviglie e i pericoli.
E’ una favola moderna, cupa e cattiva, adulta.
Adulta perchè non ha una morale per i bambini, ma per gli adulti. E la morale è che non bisogna dimenticare la fantasia, la voglia di vivere, il desiderio di avventure. Non dobbiamo per forza rinchiuderci in vite monotone, rassegnati a vivere e morire come altri hanno deciso al posto nostro.
La magia è tutta intorno a noi, bassta aprire gli occhi per saperla vedere.
Quando alla fine Richard torna a casa, si sente insoddisfatto. La vita ora gli va benissimo, un tempo sarebbe stato entusiasta e si sarebbe sentito realizzato. Ma ora no, sente che gli manca qualcosa.
Ormai ha visto la verità, ha sperimentato la vita reale, la magia. E non si può tornare indietro.

Pensasvo fosse questo quello che volevo, pensavo di volere una vita normale. Insomma, forse sono pazzo. Voglio dire, forse. Ma se questo è tutto quel che c’è, allora non voglio essere savio.

Che, scusate la presunzione, direi che è quello che ci spinge a leggere letteratura fantastica, a cercare di scrivere storie e racconti, a cercare di evadere dalla realtà di tutti i giorni grazie alla fantasia e all’immaginazione.

Reminiscenze

Mentre leggevo, avvertivo una strana sensazione. Diverse cose mi richiamavano alla mente qualcosa, un libro magari.
Ci ho riflettuto, mi ci sono scervellato. Pensavo di aver risolto l’enigma con Midnight Nation, opera a fumetti di Strakwynski che raccontava di come la gente venisse dimenticata ed allora prendesse a vivere in una sorta di città parallela, ormai invisibile alle persone comuni.
Ma non era quello. Era una sensazione più radicata, con più punti di contatto.
E alla fine ho realizzato (almeno credo).
Penso  che il campanello mentale venisse fatto suonare da Dimitri. Pan, La ragazza dei miei sogni… certo, non è molto simile a Gaiman anche perchè ritengo difficile per chiunque avvicinarsi a Gaiman.
Ma anche nei libri di Dimitri si ha una sorta di città visibile solo a chi “può e vuole” vedere. L’Incanto trasforma l’intera città, per lo sciamano niente è più come prima. La magia esiste, in un underground che metaforicamente può ricordare le fogne; i luoghi magici ci sono e sono molti, la gente sceglie l’indifferenza di fronte a fenomeni inspiegabili, la negazione; anche il protagonista di La ragazza dei miei sogni una volta scoperta la vera realtà, una volta reso partecipe della vita che si stava perdendo, non può più tornare indietro alla vita piatta di prima e abbraccia la sua nuova essenza, il suo nuovo modo di vedere il mondo.
Si, penso che l’assonanza che percepivo fosse con i libri di Dimitri.

Voto: 5/5

5 dicembre 2008 Posted by | Gaiman Neil | , , , , , | 7 commenti

La spada della verità – libro secondo

Autore: Terry Goodkind
Editore: Fanucci
Pagine: 1040
Prezzo: €11,90

La trama

Le forze delle tenebre sono ormai all’opera. L’apertura della scatola dell’Orden ha creato una lacerazione nel velo magico che separa il regno dei morti da quello dei vivi, e portato alla luce la Pietra delle Lacrime, un gioiello di incredibile potere. Zedd decide di nascondere la pietra perché se dovesse cadere nelle mani sbagliate, potrebbe essere usata per distruggere del tutto il velo liberando l’efferato Guardiano. Richard è l’unico in grado di ricucire lo strappo del velo, ma dopo aver scatenato in maniera incontrollata i propri poteri magici latenti ha bisogno delle Sorelle della Luce, una misteriosa confraternita di incantatrici ritenute una leggenda, che da secoli si dedica all’addestramento dei maghi.

Seconda parte della saga

Questo libro è strettamente legato al primo volume della saga. Se quello infatti poteva essere preso come libro in massima parte autoconclusivo, questo parte poche ore dopo la fine delle vicende narrate nel primo libro.
Troviamo così Zedd intento a confrontarsi con gli oggetti lasciati dietro sè da Rahl e con la gestione della situazione abbandonata nelle sue mani da Richard.
Chase è ancora lì con Rachel, mentre Richard, Kahlan e Scarlet stanno riportando Siddin dai genitori.
Le cose partono subito rapide con l’attacco dello screeling, una creatura aliena e praticamente invulnerabile.
E poco a poco scopriamo che lo stratagemma usato da Richard per uccidere Darken Rahl ha lacerato il velo tra il mondo dei vivi e quello dei morti, permettendo al malvagio Guardiano di fare la mossa da tanto attesa e ricercata.
Darken Rahl aveva detto di essere solo un agente, e ora scopriamo il capo di tutto, la creatura più maligna di tutte, il Guardiano del mondo dei morti che odia tutte le creature viventi e che intende portare morte e distruzione fini a se stesse nel mondo.
Richard, intanto, accetta finalmente di avere il dono ma viene raggiunto dalle Sorelle della Luce. Una specie di società segreta che addestra le persone con il Dono, anche se nasconde dei lati sinistri.
E sopratutto, una di loro è a conoscenza di profezie secondo le quali Kahlan deve morire!
Richard deve imparare a usare il Dono per poter sconfiggere il Guardiano, solo lui può farlo…

Un’atmosfera opprimente

Le prime pagine trasudano già di azione, ma l’atmosfera intorno a Richard e Kahlan sembra quasi promettere una partenza lenta, almeno per la coppia.
Invece gli eventi precipitano fin troppo rapidamente, e arrivati a metà del libro non si può fare a meno di chiedersi come gli eventi possano peggiorare ulteriormente.
Il Guardiano è potentissimo e sta per squarciare il Velo, mentre i suoi emissari si sono messi all’opera: non solo gli screeling hanno attaccato Zedd e Richard, ma i suoi seguaci umani stanno preparando il terreno per il suo avvento!
Si nascondono tra le Sorelle della Luce, dove da decenni fanno in modo che i futuri maghi siano al servizio delle tenebre… e da qui dilagano nel mondo. Darken Rahl, prima, ha provato a conquistare le Terre dall’esterno. Ora tentano dall’interno, facendo in modo di tagliare fuori la Madre Depositaria ormai dotata di ben poca influenza priva com’è di compagne o di maghi a lei fedeli.
Se Darken Rahl sembrava malvagio, il principe che lo sostituisce nel tentativo di dominio è anche peggio!
E sopratutto, ora i buoni sono tutti divisi e tutti immersi fino ai capelli in problemi enormi, che pongono in pericolo le loro stesse vite.

Finale buonista

Stona un po’ la parte finale, nella quale tutti i nodi vengono fatti venire al pettine.
Le sorelle dell’Oscurità, che sembravano onnipresenti nel Palazzo, alla fine fuggono quando magari avrebbero potuto gestire molto meglio la situazione; il modo con il quale Richard sistema tutte le cose, dalle torri alle scatole, sa molto di deus ex-machina visto che il poveretto non ha idea di come abbia fatto a compiere tali imprese; nessuno dei buoni è morto, alla fine, e perfino Gratch si ricongiunge con Richard.
Ma sopratutto il fato di Khalan, prevedibilissimo…
Al di là degli artifici usati per far finire tutto bene, comunque alla fine del libro la situazione globale è mutata drasticamente.
L’Ordine è ben più diffuso di quanto si potesse pensare inizialmente, e ora si sta espandendo. Khalan ha cambiato ruolo, non certo importanza. Richard sta diventando sempre più potente, e ora ha due vecchi maghi pronti ad insegnarli, oltre a molti popoli dai quali tornare.
Di sicuro dovrà sistemare la sei Sorelle fuggite, che cercheranno di far tornare il Guardiano nei volumi successivi, potrei scommetterci.
Giudizio finale… un po’ troppo oppressiva la parte centrale, e troppe cose “spinte nei binari” verso la fine. In troppi punti, poi, mi ricordava La ruota del tempo, quando RIchard era al Palazzo.
Comunque una lettura gradevole, quasi non si notava la dimensione del tomo.

Voto: 4/5

4 dicembre 2008 Posted by | Goodkind Terry | , , , , , , , , , | 2 commenti