La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Gennaio: punto della situazione

E il primo mese dell’anno è andato. Tra sciagure come quella di Haiti, soliti casini nella politica nostrana e l’annuncio del non rivoluzionario i-pad di Jobs.

Vediamo di fare il punto della situazione sui propositi annunciati un mese addietro.

Tra i buoni propositi letterari vi erano Il mulino dei dodici corvi, la seconda parte della raccolta dei racconti di Lovecraft, Gardens of the moon di Erikson, Storm Front di Butcher, A madness of angels di Kate Griffin, Before they are hanged di Abercrombie, Il viaggio dell’assassino della Hobb, Soon I will be invincible di Grossman, The shadow year di Ford. Continua a leggere

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31 gennaio 2010 Posted by | Altro, Propositi | | 6 commenti

Mi accodo a tutti gli altri

e, copiando perfino i titoli “non titoli” di Val, parlo anche io dell’iPad tanto atteso.

Che dire… stamani ne avevo scoperto l’annuncio quando qualcuno è sbucato in ufficio dicendo “avete visto il nuovo prodotto di Apple?” e al mio “ah, il tablet?” ha risposto con un “no, no, non è il tablet. Si chiama iPad”.
“Ma è un tablet, no?” “beh.. si…”

Quindi ho controllato in rete, e -ma che sorpresa!- mi sono imbattuto in qualcosa che per quanto mi riguarda è un monumento all’inutilità costruito sulle ossa di chi ama la Apple e di chi invece compra perchè è di moda (e in questo caso, ben gli sta).

Non è un computer: non so che potenza effettiva abbia il processore A4, ma l’os è l’iPhone OS 3.2 e questo lo trasforma da piccolo e agile pc con touchscreen a ingombrante cellulare di dimensioni proibitive. E non fa multitasking.
Non è nemmeno un cellulare: non telefona. Almeno non da noi, per ora. E comunque dubito verrà usato come telefono a meno che il chiamante non sia seduto da qualche parte, quindi rimane un telefono per metà nella migliore delle ipotesi.
Si può pensareche sia l’ideale per videoconferenze: lo mettiamo in piedi, si telefona ed ecco che i partecipanti alla conversazione compaiono vividissimi in riquadri sparsi per lo schermo. E invece no, tocca usare portatili e webcam visto che l’iPad è sprovvisto di videocamera.

Cosa fa allora?

Fa sentire la musica: un iPod gigantesco e ben poco pratico, se confrontato col cugino altrettanto capiente ma più maneggevole. Oltre al fatto che immagino l’utente seduto al tavolo di un bar ad ascoltare la musica dall’iPad. O camminare per la strada con l’iPad sottobraccio e le cuffie nelle orecchie…
Permette di usare le applicazioni dell’iPhone su uno schermo più grande. Oh, gaudio!
Permette di guardare i film, immagino. Spero. Potrebbe essere l’unico utilizzo sensato, ma neanche troppo… troppo grande per essere un vero dispositivo portatile, troppo piccolo per l’ambiente domestico.
Permette di leggere gli ebook (formato epub). Peccato che al contrario degli e-reader non usi e-ink ma uno schermo lcd che limita la durata della sua batteria a sole 10 ore. Oltre al fatto che le tecnologie usate per gli e-reader sono sviluppate appositamente per migliorare la lettura e ridurre l’affaticamente. Qui stiamo tornando indietro, invece.

Ricapitolando: per ascoltare la musica in casa c’è lo stereo, la radio, il pc. Se sono in giro, uso il lettore mp3, magari l’iPod.
Per guardare i film ho il televisore. O lo schermo del pc, che è più grande di quello.
Per leggere, l’e-reader è molto meglio. E più maneggevole.
Per telefonare, il cellulare è immensamente più utilizzabile. E qui è l’unico modo per telefonare, fuori casa.
Resta la goduria delle applicazioni iPhone su uno schermo più grande.
Al modico prezzo di seicento euro, mi pare. Wow.

Sarà che non sono in grado di apprezzare i vantaggi e la genialità di questa cosa, ma a me pare solo la versione appple delle “maxisaghe estive Marvel” o dei libri centrali della saga di Goodkind: “finchè mi comprano tutto ciò che faccio, sghignazzo e ringrazio”.

28 gennaio 2010 Posted by | Altro | , | 4 commenti

E’ arrivato il bastimento

Oggi primo giorno di lavoro.

Che poi lavoro non era, essendo tirocinio formativo… leggere documenti per imparare qualcosa sui sistemi che vende la società, cercare di capire le opzioni di quest altro telefono voip per poi andare tra qualche giorno a cercare di risolvere i problemi che una ditta ha con questo apparecchio, socializzare con i colleghi, battere i denti e le gambe visto che stamani si era rotta la caldaia e il tecnico è arrivato dopo pranzo. Ma visto che già questo primo giorno è stato totalmente diverso dai giorni del tirocinio dello scorso anno, quello universitario in cui me ne stavo da solo in una stanza a studiare, testare e girovagare in rete, preferisco chiamarlo lavoro. E’ più simile al lavoro che non a quel tirocinio.

Soddisfazione, desiderio di imparare e di riuscire a convincere il capo di qui a sei mesi.
E poi la buona notizia, il Pacco ibs è arrivato.

Ecco, se in futuro farò altri ordini da ibs devo ricordarmi di farli più piccoli. Perchè sarà anche emozionante aprire lo scatolone con quasi una ventina di pargoli festosi al suo interno, ma portare 10 Kg di libri per le strade cittadine visto che la consegna l’ho fatta effettuare al bar, ecco, preferirei evitarlo in futuro.

Libri arrivati quindi, che col tirocinio\lavoro di mezzo immagino dureranno un mezzo anno abbondante.
Finirò la prima trilogia della Hobb e mi gusterò un paio di Murakami, scoprirò Ellis e Saramago, continuerò la lettura di Lovecraft e di Abercrombie, mi potrò finalmente leggere Preussler e Dostoevskij. Più alcuni libri che puntavo, come A shadow year, A madness of angels, Storm front, Gardens of the moon, Soon I will be invincible.
Che bello, non vedo l’ora di leggermeli tutti!!

Però ho anche avuto una brutta sorpresa, che è il motivo del mio aver messo in forse un futuro ordine su ibs.
Già nell’ultimo ordine, verso luglio dello scorso anno, mi ero ritrovato con la copertina (estraibile) di The warded man rovinata. Questa volta però la cosa è stata ben più estesa: molto piegata la quarta di copertina di un Murakami (che NON ha copertina estraibile…), una piega più piccola sulla quarta di copertina di un Abercrombie. E la Hobb si è beccata una piegatura (si, sulla solita quarta di copertina) e anche la costola abbastanza disastrata.
E queste cose mi fanno alterare.

Che alternative ho?
I libri italiani posso procurarmeli in libreria (ne stanno per aprire un’altra bella enorme, magari tratteranno i generi meglio della Edison…) o farmeli arrivare dal mio buon fumettaro di fiducia, come a suo tempo avevo fatto con la Romagnoli e con Dimitri. Gli inglesi sono un problema, che però l’acquisto di un lettore e-book potrebbe eliminare.
Si vedrà a partire da quest’estate. L’ombra del reader però si comincia ad allungare su di me…

25 gennaio 2010 Posted by | Abercrombie Joe, Altro, Bell Alex, Butcher Jim, Dostoevskij Fedor, Ellis Bret Easton, Erikson Steven, Ford Jeffrey, Grossman Austin, Hobb Robin, Lovecraft Howard Phillips, Murakami Haruki, Preussler Otfried, Saramago Josè | , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

Gli Incredibili X-Men 235

Ok, penso di averne avuto la conferma: continuo a leggere gli X-Men per affetto.
Sono rimasto legato alle creature di Claremont che ho conosciuto una decina di anni fa e che mi avevano accompagnato nell’universo Marvel, portandomi al punto di acquistare ogni uscita marvelliana.

Di tempo ne è passato.
Per loro, che hanno avuto qualche momento alto (non difficile, visto che ho cominciato a leggerli poco dopo il numero 100… andare peggio era difficile. Fortuna che all’epoca avevo tutti gli arretrati Claremontiani da scoprire) e diversi momenti bassi.
Per me, che poco a poco ho abbandonato quasi tutte le uscite Marvel preferendo virare verso i manga.
Ma i mutanti ho sempre continuato a prenderli. Gli incredibili X-Men e X-Men Deluxe, le due testate con le avventure dei gruppi mutanti (ci sarebbe anche Wolverine, ma da anni ho smesso di prenderla… il livello delle storie era troppo basso anche con tutto l’affetto che posso provare per il canadese).

In alcuni momenti ho visto la possibilità di una ripresa, di un ritorno alle atmosfere di un tempo.
Ma di solito prevale lo sconforto.
Mentre cercavo l’immagine della copertina di questo ultimo numero di GIXM, presa da Uncanny X-Men 507, ho cercato la copertina di X-Men 235. E ho trovato questa immagine.

Benvenuti a Genosha.
Si era nel periodo australiano, e Claremont aveva tirato fuori l’ennesima creazione geniale. L’isola-stato di Genosha, con la sua ingegneria e i suoi schiavi mutati. L’apoteosi del razzismo, tema sempre presente ma qui portato a conseguenze mai viste prima.
Storie bellissime, ricordo ancora i titoli dei due albi italiani contenenti la saga: Benvenuti a Genosha e Ci sarà la rivoluzione (sempre che non ricordi male, ma il senso s’è capito).

Storie d’altri tempi.

Il paragone tra quel passato e il presente è impietoso.
Cosa c’era in questo numero di GIXM?

Uncanny 507: Bestia e il suo X-Club, una sorta di Lega degli straordinari gentiluomini in salsa Marvel, con geniacci riuniti da Hank per lavorare sull’estinzione dei mutanti; Piotr alle prese con i suoi sentimenti verso la scomparsa di Kitty; Angelo che ora può trasformarsi a comando nel letale e apocalittico Arcangelo; Emma che punisce Shaw per i suoi crimini passati; il ritorno di Magneto.
L’introspezione su Piotr e su Emma ci sta, è da X-Men. La svolta in Angelo ci può stare, anche se mi pare dovuta alla presenza dei singoli mutanti su troppe serie contemporaneamente… diventa caotico anche per gli scrittori sapere che succede ai personaggi!
Ma il gruppetto di Bestia lo trovo ridicolo.  Così come trovo ridicole le immagini di Magneto alla fine della storia, o che gli venga fatto dire all’Alto Evoluzionario “abbiamo lobotomizzato un celestiale, sezionando la sua mente alla ricerca della soluzione a un rompicano che ha portato la mia gente sulla soglia dell’estinzione”. Abbiamo.
Magneto da tempo è ridotto a essere normale. No poteri. Umano. Sapiens sapiens. Genepiatto. Genezero. Tanto che Exodus lo trovava rivoltante. E ora viaggia nel cosmo con l’Evoluzionario attaccando i Celestiali. Si, come no.
E ovviamente già che c’è si sarà fatto fare un lifting dal suo nuovo amico.
Ma lasciarlo riposare in santa pace no, eh? Povero il mio Magnus…

X-Men 220: Xavier si fa accompagnare in Australia da Gambit per cercare Rogue. Vuole trovare il modo di aiutarla, come non è riuscito a fare in tutti questi anni. Rogue, infestata dalla coscienza di Mystica, ripercorre le orme passate e si trova nella vecchia base australiana (toh, la casualità!) dove all’epoca era riuscita a tenere a bada la mente di Carol Danvers. Ottimo, già meglio della storia di Uncanny. Del resto Carey  lo reputo migliore di Fraction.
Peccato però che arrivano gli Shi’ar, e c’è il solito genio che definisce la Terra “un mondo primitivo”. E un altro genio, saputello, gli ricorda che il marito della vecchia majestrix, nemico dell’imperatore, è terrestre.
Ora, può essere che la mia memoria sia difettosa, ma io ricordo che i terrestri sono un tantinello oltre il semplice “un terrestre si faceva la Majestrix”. Il vostro imperatore attuale è terrestre; i ribelli più pericolosi del vostro impero sono guidati da un terrestre; un gruppo di mutanti terrestre allievi di colui_che_si_faceva_la_Majestrix hanno invaso il cristallo M’kraan; l’avatar di Fenice è terrestre; eroi terrestri si sono intromessi nella guerra Kree-Skrull (vagamente importante in ambito di politica interplanetaria). Etc, etc, etc. Ma loro sono ancora fermi al ’90 come aggiornamento dei dati del computer di bordo. Credibile.
Seconda cosa che non mi piace, ricompare Danger. Ma qui non c’entra niente l’autore, è proprio il personaggio (e lo story arc relativo) a risultarmi indigesto. Orrendo. Assurdo.

Cable 12: Finalmente finisce il viaggio nel tempo di Cable e Hope. Era l’ora. Inutile come poche cose.

In pratica, qualche spunto degno della testata e tanta fuffa inutile.
Si, sono sempre più convinto di prendere solo per affetto questa serie tutti i mesi… peccato.

20 gennaio 2010 Posted by | comics, X-Men | , , , , , , , | 7 commenti

L’esercito dei demoni

Autore: Terry Brooks
Editore: Mondadori
Prezzo: € 19.00
Pagine: 405

L’esercito dei demoni (The gypsy morph) era stato il libro del 2008 di Brooks, ultima parte della trilogia della Genesi di Shannara che tanto aveva voluto scrivere.
Una trilogia che era cominciata bene con I figli di Armageddon, più vicino al Verbo e al Vuoto che non alla saga di Shannara ma con toni apocalittici che si discostavano dagli altri libri di Brooks, ed era a mio avviso un po’ calata con il successivo Gli elfi di Cintra rimanendo comunque sufficiente (molto meglio delle precedenti saghe su Shannara, senza dubbio). Continua a leggere

19 gennaio 2010 Posted by | Brooks Terry | , , , , , | 2 commenti

Mistborn – L’ultimo impero

Autore: Brandon Sanderson
Editore: Fanucci
Prezzo: € 22,00
Pagine: 692

Un pericolo inimmaginabile che minaccia di distruggere il mondo.
Un’antica profezia che un profeta riesce a comprendere.
Un campione designato dal destino quale Campione delle Ere, colui che affronterà il Baratro per la salvezza del mondo. Un ragazzo riluttante a fare l’eroe, pieno di dubbi sul suo ruolo e sul suo essere veramente l’eroe della profezia.

Ecco, tutto questo non c’è nel libro.
O meglio, tutto questo è successo ma mille anni prima.

L’eroe ha vinto, ma dopo la vittoria ha unificato il mondo intero sotto il suo dominio dispotico, assurgendo a uno stato divino e governando ininterrottamente questo suo mondo per un millennio. Continua a leggere

17 gennaio 2010 Posted by | Sanderson Brandon | , , , , | 6 commenti

Annibale

Autore: David Anthony Durham
Editore: Piemme
Prezzo: € 12.00
Pagine: 541

L’anno scorso ho letto un bel fantasy epico d’oltreoceano, Acacia, di uno scrittore che non conoscevo assolutamente.
David Anthony Durham.
Sul suo sito avevo scoperto che quello era il suo primo libro fantasy, e che in precedenza aveva scritto altri due libri, uno dei quali pubblicato anche in Italia.

Il libro in questione è questo Annibale, un romanzo storico. Quando qualche mese fa mi ci sono imbattuto in libreria, l’ho preso mosso dalla curiosità visto che lo stile di Durham mi era piaciuto. E anche perchè si trattava di un romanzo storico ambientato nell’antica Roma, periodo storico tra i miei preferiti. Continua a leggere

12 gennaio 2010 Posted by | Durham David Anthony | , , , , | 2 commenti

Aggiornamenti sparsi

Facciamo un poco il punto della situazione.

Ho già detto di Francesco Barbi e della prossima ripubblicazione del suo libro, L’acchiapparatti di Tilos.
Sempre a marzo, uscirà anche Prodigium 2 di Francesco Falconi, che ho avuto la fortuna di potermi leggere in anteprima prendendo la versione limitata ai Comics. Inoltre in questo 2010 il Falcone nazionale ha pronte altre due cartucce da sparare: Continua a leggere

10 gennaio 2010 Posted by | Barbi Francesco, Brett Peter V., De Mari Silvana, Falconi Francesco, Nuove pubblicazioni, Stroud Jonathan | , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 12 commenti

L’acchiapparatti torna a colpire

La notizia, lo ammetto, mi ha colto totalmente alla sprovvista. Non avevo seguito la discussione su Anobii, e non avevo controllato il sito dell’autore confidando nel fatto che prima di avere notizie su un nuovo libro sarebbe passato un po’ di tempo.
E invece sono stato bellamente fregato, e la notizia me l’ha data Barbi stesso in un commento di qualche giorno fa. Continua a leggere

8 gennaio 2010 Posted by | Barbi Francesco, Nuove pubblicazioni | , , | 4 commenti

Mattatoio n°5 (o La crociata dei bambini)

Autore: Kurt Vonnegut
Editore: Feltrinelli
Prezzo: € 7.00
Pagine: 196

Il libro l’ho finito due notti addietro, ma fino a ora ho aspettato a scriverne la recensione. Un po’ per mancanza di tempo, un po’ per la difficoltà dell’operazione. Più ci penso, più mi trovo d’accordo col giudizio di Aries: “Strano.Ecco il primo aggettivo che mi viene in mente dopo aver letto Mattatoio n. 5.Il pensiero immediatamente successivo è che sicuramente avrò bisogno di un po’ di tempo per assimilarlo del tutto.Continua a leggere

7 gennaio 2010 Posted by | Vonnegut Kurt | , , , , , | 1 commento