La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Il gioco dell’angelo

Autore: Carlos Ruiz Zafon
Editore: Mondadori
Prezzo: € 22,00
Pagine: 676

Secondo libro “per adulti” di Zafon, e probabilmente sta qui il suo difetto: fosse stato scritto nel 2001 al posto de L’ombra del vento, e questo primo libro invece fosse stato scritto nel 2007, probabilmente avrei avuto altre impressioni da questo romanzo.
Così non è, però, e devo dire di essere vagamente deluso.
Sarà che dopo aver adorato il primo libro avevo aspettative elevatissime; sarà che giusto una settimana fa ho visto il finale di Battlestar Galactica e la cosa ancora mi brucia, così che ritrovarmi di fronte un finale per certi versi simile non mi ha aiutato ad avere una buonissima opinione del libro. Fatto sta che non mi è piaciuto quanto il libro precedente, c’è poco da fare.
E’ un bel libro, certo, ma non all’altezza del predecessore.

Ma andiamo per ordine.

La storia si svolge dopo la prima guerra mondiale, e il protagonista è un ragazzo che sogna di fare lo scrittore, David Martin. Lo sfondo ovviamente è quella Barcellona che Zafon ama alla follia, e nella quale ci troviamo nuovamente a vagare, tra miseria e misteri. Di certo Zafon riesce sempre a trasmettere la sua sconfinata passione per la città e la sua storia, e lo stile è quello solito… scorrevole, avvincente, a tratti poetico. Risulta difficile staccarsi dal libro, si ha la voglia di scoprire di più, di vedere cosa succederà, come continuerà la storia.

David riesce a diventare uno scrittore, aiutato anche dal suo mecenate -il rampollo di una famiglia ricchissima, anche lui con velleità artistiche- ma è qui che le cose prendono una piega misteriosa.
I misteri cominciano lentamente -un bordello nel quale trova la femme fatale dei suoi racconti, e che in seguito scoprirà essere chiuso da moltissimo tempo a causa di un incendio che lo aveva devastato; una malattia incurabile lo colpisce, un misterioso editore straniero disposto a tutto per avere i suoi servigi.

Andreas Corelli, editore parigino pronto a pagare qualunque cifra purchè Martin lavori per lui, scrivendo un libro capace di convincere della sua veridicità le persone. Che crei una religione, che porti il mondo alla distruzione.
E Martin accetta, dopo che il suo stesso mondo è stato distrutto. Dopo aver perso l’amore e ogni affetto accetta, e in cambio del suo lavoro Corelli in qualche modo lo cura.
Corelli è una figura inquietante, innaturale. Sa tutto, è capace di saltare fuori quando meno è attesa, nemmeno sembra umana a volte.
E Martin ne è terrorizzato, come nei momenti di lucidità è terrorizzato da ciò che sta scrivendo per lui.

E mentre la vita di Martin si dipana tra la ferita per il tradimento dell’amico e di Cristina -il suo grande amore- e la gestione di Isabella -giovane aspirante scrittrice entrata di forza nella sua vita-, tra indagini sul passato e momenti di felicità durante le visite alla libreria dei Sempere, Martin scopre con terrore di stare in qualche modo rivivendo la vita del suo predecessore. Un altro scrittore, vissuto in quella casa maledetta, probabilmente assoldato dallo stesso editore -ufficialmente morto-, che aveva scritto un libro simile al suo -libro che aveva trovato nel Cimitero dei Libri Perduti-, morto molti anni prima in circostanze stranissime.
Una vita passata che si intreccia sempre più saldamente con la sua, mentre una catena di efferati omicidi pare seguirlo ad ogni passo.

Sta impazzendo? E’ vittima di un gigantesco complotto? C’entra la magia, il soprannaturale?

Domande che ci accompagnano fino alla fine, e che fanno pensare spesso a parallelismi tra i due libri di Zafon.
Daniel che trova L’ombra del vento e finisce col ricalcare le vicende del protagonista, mentre il diavolo lo segue per prendere quel libro… fino al finale in cui tutti i nodi vengono al pettine.
David che trova il Lux Aeterna e finisce col ripercorrere il percorso del suo scrittore.

La differenza sostanziale sta nei finali.

Nel primo libro tutto si risolve, tutto trova una spiegazione. Coubert, il mistero della scomparsa dello scrittore, il mistero della casa abbandonata… tutto si sistema, tutto è ricondotto alla realtà.
Qui invece no. Nel finale pensavo sarebbero state date delle spiegazioni, invece vengono lanciati spunti, possibilità, indizi. Tutto resta vago, le uniche cose che restano alla fine sono i cadaveri che segnano il cammino di David.
Il resto è avvolto nell’incertezza, nel dubbio.
Realtà? Soprannaturale? Delirio?

La storia è narrata dal punto di vista di Martin, in prima persona. E così viviamo i suoi stessi dubbi relativi a queste domande sul finale.
Neanche lui, alla fine, sa bene cosa sia successo. Non sa chi sia in realtà Corelli, non sa come sia possibile la scena finale che lo vede protagonista, non sa se sia lui il responsabile delle morti o se siano altri i responsabili.

Si, probabilmente se non fossi ancora sanguinante per il finale di Battlestar Galactica mi sarei goduto maggiormente questo finale… ne sono sempre più convinto.
Finale a parte, comunque, Zafon conferma la bontà della sua scrittura, la passione per Barcellona, l’amore per i misteri, l’azione, i libri, il  soprannaturale.
Mi piace moltissimo questo autore!

Voto: 7\10

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28 marzo 2009 Posted by | Zafon Carlos Ruiz | , | 4 commenti

E’ in arrivo un bastimento carico di…

Dopo una lunga attesa, corredata del timore che il corriere fosse passato mentre ero fuori casa, è arrivato il pacco di ibs.
Una bella vagonata di libri per salutare l’arrivo della primavera e l’ultimo appello degli esami invernali -che spererei si rivelasse ultimo appello e basta, ma per questo si vedrà…

Cosa mi sono procacciato? Continua a leggere

30 gennaio 2009 Posted by | Carrisi Donato, De Mari Silvana, Durham David Anthony, Gaiman Neil, Martin George, Murakami Haruki, Rowling J K, Stroud Jonathan, Zafon Carlos Ruiz | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 13 commenti

I migliori libri del 2008

E dopo i libri peggiori dell’anno, le gemme che ho avuto la fortuna e il piacere di leggere. Non sono in ordine di preferenza ma alfabetico. E sopratutto non sono 10 ma 12… perchè limitarmi quando me ne sono piaciuti parecchi?

Gli inganni di Locke Lamora

Gli inganni di Locke Lamora (Lynch). Fantasy che gode di unambientazione affascinante, di protagonisti perfettamente delineati, di una storia intrigante. Con una sapiente dosatura dei flashback che lentamente ci mostrano il passato del protagonista, il giovane e geniale ladro Locke Lamora.

Il nome del vento

Il nome del vento (Rothfuss). Prima parte della trilogia ricavata dallenorme libro di esordio di Rothfuss, un fantasy avvincente ed originale: il protagonista è una sorta di gitano, musicista, mago, guerriero… una figura leggendaria, che ormai ridotta alla macchia e ritiratasi in incognito a fare il locandiere accetta di raccontare la sua storia. Uno dei fantasy più belli degli ultimi anni.

Il signore del caos

Il signore del caos (Jordan) Ultimo volume uscito in economica della saga de La ruota del tempo. Come tutti gli altri, la storia si mantiene su livelli molto alti grazie anche alle tante vicende intrecciate che Jordan gestiva con enorme maestria. Ovviamente per leggerlo e goderselo (capendo anche qualcosa) bisogna aver letto gli altri volumi della saga, prima.

Il signore della magia

Il signore della magia (Feist). Il primo, grandioso libro della saga della Riftwar. Fantasy e fantascienza mescolate insieme per darci la storia della guerra tra due mondi, del più grande mago di questi due mondi e della lotta contro le antiche divinità. Epico, pieno di magia e di potenza, di destini scritti nella pietra, di eroismi e crudeltà. Una pietra miliare del fantasy.

Lassassino di corte

L’assassino di corte (Hobbs). Secondo libro della trilogia dei Lungavista, altra saga fantasy scritta benissimo, dotata di una bella ambientazione e di un protagonista atipico: un bastardo reale che viene cresciuto per diventare l’assassino personale del Re

La saga di Elric di Melniboné, vol.3

La saga di Elric di Melniboné, vol.3 (Moorcock) Il volume conclusivo della saga dell’antieroe per eccellenza, l’imperatore della crudele razza dei Melniboreani. Stupendo, la degna fine (che poi fine non è) di un’ottima saga.

Lasciami entrare

Lasciami entrare (Lindqvist) L’autore rivelazione del genere horror e il suo primo libro. E’ incredibile come Lindqvist riesca a usare tematiche come i vampiri, serial killer e, nel suo secondo libro, zombies.. per parlare dell’amore, e di cosa si arriva a fare per amore. Una vera perla.

Lombra del vento

L’ombra del vento (Zafon) La vita di un ragazzino amante dei libri si intreccia indelebilmente con la storia narrata in un vecchio libro e con la storia del suo misterioso autore. Dico solo che fino a qualche mese fa il mio nickname era Coubert proprio per questo libro.

Nessun Dove

Nessun Dove (Gaiman) Neil Gaiman a briglia sciolta, un libro che ti cattura dalla prima all’ultima pagina trasportandoti nella Londra Sotto e catturandoti totalmente. Del resto è Gaiman, era prevedibile.

Pan

Pan (Dimitri) Il libro rivelazione dell’anno, a mio avviso, che incorona Dimitri come il Gaiman italiano. Peccato i grandi editori, quelli che possono fare veramente pubblicità, schifino i bravi autori italiani.

Straniero in terra straniera

Straniero in terra straniera (Heinlein) Un capolavoro di Heinlein, che tramite il ritorno sulla Terra del ragazzo cresciuto dai marziani attua una critica feroce contro il pensiero corrente, lo stile di vita, i preconcetti. E’ grande come libro, ma la lunghezza quasi non si nota… niente brodini allungati, tutto è funzionale alla storia e al messaggio.

Tokyo blues - Norwegian wood

Tokyo Blues – Norwegian Wood (Murakami) Romanzo che racconta il passaggio dalladolescenza alletà adulta di un ragazzo nel Giappone degli anni 70, disincantato e disinibito. E della ricerca di un senso da dare alla vita, allamore, alla morte. Ho sentito definire questo libro una sorta di Giovane Holden giapponese, ma a mio avviso non cè paragone. Lo stile, la storia, gli intrecci… preferisco mille volte questo libro.

30 dicembre 2008 Posted by | classifiche di fine anno, Dimitri Francesco, Feist Raymond, Gaiman Neil, Heinlein Robert Anson, Hobb Robin, Jordan Robert, Lindqvist John Ajvide, Lynch Scott, Moorcock Michael, Murakami Haruki, Zafon Carlos Ruiz | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti