La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Battlestar Galactica

E alla fine è finita.
Dopo quattro stagioni, da oggi cominciano i sabato privi della pesca dell’episodio settimanale di Battlestar Galactica.

E dopo aver smaltito con calma il finale, dopo averlo digerito per bene, un post in memoria di questa serie ci voleva proprio.

Innanzitutto ricordo che è una sorta di remake -almeno inizialmente- della vecchia serie Battlestar Galactica del ’78.
Ciò premesso, di cosa parla questa serie?

L’umanità vive allegramente e in pace divisa in dodici colonie, dodici pianeti sotto un unico governo centrale. Ogni colonia (che ha il nome di una costellazione “zodiacale”) ha il proprio rappresentante nell’assemblea che vota le decisioni del Presidente.
Niente guerre, tutti amici e tutti in pace.

Se non fosse per i Cylon, degli androidi senzienti creati dagli umani e che, come era ovvio, alla fine hanno capito di essere più forti, più resistenzi e più veloci di quelle creature basate sul carbonio: perchè fargli da schiavi?
Era così cominciata la guerra tra umani e Cylon, terminata dopo anni con un armistizio in seguito al quale i Cylon erano scomparsi, facendosi vivi solo periodicamente in un punto di frontiera per una sorta di controllo vicendevole tra umani e cylons.

Battlestar Galactica comincia (con un film in due puntate) quando a questo incontro arriva un nuovo modello di Cylon, dalle sembianze perfettamente umane. E i vecchi Cylon al suo seguito uccidono tutti gli umani in vista.
Poco dopo sulle Colonie arriva l’attacco Cylon, e in breve tempo le Colonie sono distrutte a suon di esplosioni nucleari.

Si salvano solamente le astronavi che in quel momento erano in viaggio tra i pianeti, navi che poco a poco cercano di radunarsi per capire cosa sia successo.
Inoltre anche il Galactica si salva, unica tra le Battlestar -o almeno così si crede-. Si salva perchè era una nave molto vecchia, priva della tecnologia d’avanguardia condivisa dalle altre Battlestar. La tecnologia che li aveva messi alla mercè dei Cylon, visto che erano riusciti a disattivarla.
Il Galactica invece si alza in volo, combatte, alla fine opta per la fuga e trova i superstiti.

I sopravvissuti all’olocausto nucleare, guidati dal Galactica, cominciano la fuga dai Cylons che li inseguono cercando di eliminare ogni traccia di umanità dall’universo. Le battaglie con i Cylons, le crisi sulle navi, la ricerca di normalità attraverso la creazione di un nuovo Consiglio e l’elezione di un nuovo Presidente… e la ricerca della Terra, la tredicesima colonia di cui si parlava nei testi sacri.
La colonia che era stata fondata lontana da tutte le altre, quando l’umanità era partita dal pianeta natale, Kobol.

Combattimenti bellissimi, ottimi attori, tematiche interessantissime. E sopratutto, eccellenti rapporti tra i personaggi.
Adama, il vecchio comandante duro e puro che vive per la sua nave;
Lee, il figlio, con i suoi problemi col padre, diviso tra le sue aspirazioni e le aspettative del genitore;
Kara, la pilota indisciplinata e folle, che corteggia la morte;
Gaius, lo scienziato egoista responsabile dell’olocausto nucleare e affetto da visioni.

E la Presidentessa predestinata, il capomeccanico Tyrol, il vicecomandante Saul, la scoperta dei Cylons infiltrati e il sospetto verso ogni altra persona sulla nave.
L’avvento del rivoluzionario Zarek, l’arrivo della Pegasus…

Ma anche il punto di vista Cylon. Le divisioni interne, la loro visione di Dio, il loro tentativo di vivere con gli umani. Il mistero delle loro resurrezioni e della nascita dei “lavori in pelle”.
Le visioni del modello Sei, anche qui.
Tra complotti e colpi di stato, tra tradimenti e alleanze, tra morti e resurrezioni, tra fede e razionalità, siamo arrivati alla fine del lungo cammino dell’umanità traghettata fino a qui dal Galactica.
Una fine che può essere o non essere piaciuta, e a me non è piaciuta.

Non tanto per la soluzione finale -ci stava, era una delle possibilità- quanto per il  fatto che quella sia stata la risposta ad ogni singola domanda creata negli ultimi mesi.
Come fa a tornare Kara Trace? Come mai era destinata alla Freccia? Come mai era chiamata Portatrice di morte? Che senso hanno le visioni di Gaius e Caprica Six? Come faceva Fithia ad aver previsto tutto? E le visioni condivise dalla Roslin, n°8, Hera e Caprica Six? E quella dannata canzone, che sembra risolvere ogni cosa? E Daniel?

Tutto ha questa soluzione, che da soluzione diviene quindi un deus ex-machina radicato in ogni aspetto della serie, in grado di risolvere tutti i punti rimasti in sospeso.
Un deus ex-machina troppo intrusivo, troppo totalitario. Mi ha dato il voltastomaco.

Ma finale a parte, la serie rimane un qualcosa di splendido.
Mi mancheranno da morire i “What the frack?” gridati dai piloti, gli scontri con i tostapane e i lavori in pelle, i vipers e i raptors lanciati nello spazio, i tentativi di ricordare dei final four, i dilemmi dei cylons.
Mi mancheranno Gaius e Kara, Saul e gli Adama.
Mi mancherà l’epicità di questa serie, mi mancheranno le scelte dure e difficili prese dai personaggi.

Una serie che va guardata, se si è minimamente interessati alla fantascienza. Un must.

So say we all.

Voto: 8.5/10

30 marzo 2009 Posted by | Battlestar Galactica, Serie tv | , , , | 19 commenti

Il gioco dell’angelo

Autore: Carlos Ruiz Zafon
Editore: Mondadori
Prezzo: € 22,00
Pagine: 676

Secondo libro “per adulti” di Zafon, e probabilmente sta qui il suo difetto: fosse stato scritto nel 2001 al posto de L’ombra del vento, e questo primo libro invece fosse stato scritto nel 2007, probabilmente avrei avuto altre impressioni da questo romanzo.
Così non è, però, e devo dire di essere vagamente deluso.
Sarà che dopo aver adorato il primo libro avevo aspettative elevatissime; sarà che giusto una settimana fa ho visto il finale di Battlestar Galactica e la cosa ancora mi brucia, così che ritrovarmi di fronte un finale per certi versi simile non mi ha aiutato ad avere una buonissima opinione del libro. Fatto sta che non mi è piaciuto quanto il libro precedente, c’è poco da fare.
E’ un bel libro, certo, ma non all’altezza del predecessore.

Ma andiamo per ordine.

La storia si svolge dopo la prima guerra mondiale, e il protagonista è un ragazzo che sogna di fare lo scrittore, David Martin. Lo sfondo ovviamente è quella Barcellona che Zafon ama alla follia, e nella quale ci troviamo nuovamente a vagare, tra miseria e misteri. Di certo Zafon riesce sempre a trasmettere la sua sconfinata passione per la città e la sua storia, e lo stile è quello solito… scorrevole, avvincente, a tratti poetico. Risulta difficile staccarsi dal libro, si ha la voglia di scoprire di più, di vedere cosa succederà, come continuerà la storia.

David riesce a diventare uno scrittore, aiutato anche dal suo mecenate -il rampollo di una famiglia ricchissima, anche lui con velleità artistiche- ma è qui che le cose prendono una piega misteriosa.
I misteri cominciano lentamente -un bordello nel quale trova la femme fatale dei suoi racconti, e che in seguito scoprirà essere chiuso da moltissimo tempo a causa di un incendio che lo aveva devastato; una malattia incurabile lo colpisce, un misterioso editore straniero disposto a tutto per avere i suoi servigi.

Andreas Corelli, editore parigino pronto a pagare qualunque cifra purchè Martin lavori per lui, scrivendo un libro capace di convincere della sua veridicità le persone. Che crei una religione, che porti il mondo alla distruzione.
E Martin accetta, dopo che il suo stesso mondo è stato distrutto. Dopo aver perso l’amore e ogni affetto accetta, e in cambio del suo lavoro Corelli in qualche modo lo cura.
Corelli è una figura inquietante, innaturale. Sa tutto, è capace di saltare fuori quando meno è attesa, nemmeno sembra umana a volte.
E Martin ne è terrorizzato, come nei momenti di lucidità è terrorizzato da ciò che sta scrivendo per lui.

E mentre la vita di Martin si dipana tra la ferita per il tradimento dell’amico e di Cristina -il suo grande amore- e la gestione di Isabella -giovane aspirante scrittrice entrata di forza nella sua vita-, tra indagini sul passato e momenti di felicità durante le visite alla libreria dei Sempere, Martin scopre con terrore di stare in qualche modo rivivendo la vita del suo predecessore. Un altro scrittore, vissuto in quella casa maledetta, probabilmente assoldato dallo stesso editore -ufficialmente morto-, che aveva scritto un libro simile al suo -libro che aveva trovato nel Cimitero dei Libri Perduti-, morto molti anni prima in circostanze stranissime.
Una vita passata che si intreccia sempre più saldamente con la sua, mentre una catena di efferati omicidi pare seguirlo ad ogni passo.

Sta impazzendo? E’ vittima di un gigantesco complotto? C’entra la magia, il soprannaturale?

Domande che ci accompagnano fino alla fine, e che fanno pensare spesso a parallelismi tra i due libri di Zafon.
Daniel che trova L’ombra del vento e finisce col ricalcare le vicende del protagonista, mentre il diavolo lo segue per prendere quel libro… fino al finale in cui tutti i nodi vengono al pettine.
David che trova il Lux Aeterna e finisce col ripercorrere il percorso del suo scrittore.

La differenza sostanziale sta nei finali.

Nel primo libro tutto si risolve, tutto trova una spiegazione. Coubert, il mistero della scomparsa dello scrittore, il mistero della casa abbandonata… tutto si sistema, tutto è ricondotto alla realtà.
Qui invece no. Nel finale pensavo sarebbero state date delle spiegazioni, invece vengono lanciati spunti, possibilità, indizi. Tutto resta vago, le uniche cose che restano alla fine sono i cadaveri che segnano il cammino di David.
Il resto è avvolto nell’incertezza, nel dubbio.
Realtà? Soprannaturale? Delirio?

La storia è narrata dal punto di vista di Martin, in prima persona. E così viviamo i suoi stessi dubbi relativi a queste domande sul finale.
Neanche lui, alla fine, sa bene cosa sia successo. Non sa chi sia in realtà Corelli, non sa come sia possibile la scena finale che lo vede protagonista, non sa se sia lui il responsabile delle morti o se siano altri i responsabili.

Si, probabilmente se non fossi ancora sanguinante per il finale di Battlestar Galactica mi sarei goduto maggiormente questo finale… ne sono sempre più convinto.
Finale a parte, comunque, Zafon conferma la bontà della sua scrittura, la passione per Barcellona, l’amore per i misteri, l’azione, i libri, il  soprannaturale.
Mi piace moltissimo questo autore!

Voto: 7\10

28 marzo 2009 Posted by | Zafon Carlos Ruiz | , | 4 commenti

The graveyard book

Autore: Neil Gaiman
Editore: Harper Collins Publisher
Prezzo: € 16.07
Pagine: 307

E finalmente ho letto l’ultima opera di Gaiman (per il quale non è certo un segreto che io provi una sincera venerazione).

Per prima cosa però vorrei elogiare il libro fisico in questa versione originale. Tolta la sovracopertina, ci si trova tra le mani un libro blu, con una sorta di… sovracostola nera? In pratica la costola e un cinque cm sia sulla copertina che sul retro sono come rivestiti con un ulteriore strato di carta\cartoncino, nero. Una striscia argentata verticale su questo sovracchè abbellisce il tutto, e al centro della parte blu spiccano, agentate, le iniziali dell’autore: NG.
Me ne sono innamorato, una volta che l’ho visto così…

Ora il libro.

Chi ha letto Il cimitero senza lapidi e altre storie nere ricorderà il racconto relativo a un bambino che viveva in un cimitero, accudito dai fantasmi dei defunti.
Questo libro è la storia completa, di cui il racconto di quel libro è stato si può dire l’inizio, la prima cosa scritta.

Bod (Nobody) è un bambino tutto sommato fortunato.
Aveva giusto un paio di anni quando la sua famiglia è stata sterminata da un misterioso e soprannaturale  uomo Jack (che posso ipotizzare rientri nell’immaginario americano… sarà una specie di  uomo nero?) ma lui è riuscito a scappare -senza volerlo, ovviamente, vista l’età… ha visto la porta aperta e, spinto dalla curiosità, è uscito- e a raggiungere il cimitero vicino casa.
Lì è stato adottato dagli Owens, una coppia di fantasmi, e ha ricevuto un guardiano: l’enigmatico Silas, l’unico abitante del cimitero non sepolto lì dentro, nè vivo nè morto, l’unico in grado di procurarsi cibo e vestiti per il bambino.
Gli è stata anche concessa la libertà del cimitero, rendendolo in grado di utilizzare dei  poteri da fantasma dentro il cimitero. Vedeva al buio, e ovviamente vedeva tutti i fantasmi; poteva attraversare gli oggetti, e così dormire di giorno dove nessuno lo avrebbe potuto trovare; crescendo avrebbe potuto imparare a svanire dalle menti, a entrare nei sogni, a impaurire… ma l’uomo Jack era sempre là fuori, a dare la caccia a quel bambino scampato al massacro. E anche Bod, una volta cresciuto, lo vorrà trovare per potersi vendicare. E verrà alla luce una storia di magia e profezie…
Come al solito Gaiman crea un ambiente intriso di magia e fantastico rendendolo totalmente plausibile, credibile.
Perchè i morti non dovrebbero comportarsi così, nei cimiteri? Perchè non dovrebbero esistere i ghoul, e la loro terrificante città in un’altra dimensione? Di sicuro vecchie tombe semidistrutte ora mi ricorderanno sempre questi mangiatori di cadaveri…

Il libro è strutturato a racconti, ogni capitolo un racconto ambientato in un diverso periodo temporale. Pressappoco con un salto di due anni tra ogni capitolo.
Vediamo così l’arrivo del piccolissimo Bod al cimitero, e la sua avventura con la piccola Scarlett; il suo viaggio verso la città dei ghoul e la sua amicizia con la streghetta Liza, uccisa dai concittadini e le cui ceneri erano state gettate in terra sconsacrata; i primi contatti di Bod con dei coetanei a scuola, e l’incredibile festa della danse macabre.
Fino a quando  Bod cresce, e con i suoi protettori lontani si ritrova a fronteggiare i suoi nemici nel confronto finale.

Una sorta di rivisitazione Gaimaniana del Libro della Jungla -che Neil cita come prima cosa nei ringraziamenti finali- come sempre molto bella. C’è il divertimento, grazie sopratutto ai vari fantasmi che compaiono nel cimitero; c’è la crescita lenta e inesorabile di Bod, c’è il senso della vita spiegato a un bambino.
C’è il piccolo Bod che mette il broncio e rischia di morire, e c’è Bod cresciuto che si trova a disagio con i fantasmi bambini con cui un tempo giocava.
C’è l’amica vivente, Scarlett, che alla fine scappa da lui; e c’è l’amica morta che lo aiuta in più occasioni, ma che alla fine capisce che le loro strade sono destinate a separarsi visto che Bod crescerà e invecchierà, e allora si allontana per prima da lui.
C’è Silas con il suo passato misterioso e i suoi poteri incredibili, e c’è Miss Lupescu; ci sono gli uomini Jack e c’è la guardia d’onore; c’è la Morte che intercede per Bod, e balla con lui promettendogli che si, un giorno farà anche lui un giro in groppa al suo enorme cavallo. Come tutti, prima o poi.

Un altro bel libro di Gaiman, peccato che dubito avrà una versione cinematografica vista la natura a episodi temporalmente distanti…

Voto: 7/10

23 marzo 2009 Posted by | Gaiman Neil | , , | 15 commenti

Lo scrittore fantasma

Autore: Philip Roth
Editore: Einaudi
Prezzo: € 9,00
Pagine: 146

Non so bene come mai abbia preso questo libro.
Un po’ perchè ne avevo letto bene su Anobii, dalla libreria di qualche conoscente. Un po’ perchè -non lo nascondo- l’argomento mi interessava.

Una sera di dicembre del 1956, sulla soglia di casa di Emanuel Isidore Lonoff appare un giovane scrittore di belle speranze, Nathan Zuckeerman, venuto a porogere ammirato omaggio all’uomo che considera il proprio maestro. Lonoff vive in quasi totale reclusione sulle colline del New England, “leggendo, scrivendo e guardando la neve”, con la moglie Hope e una misteriosa ragazza, sopravvissuta all’Olocausto, che il grande scrittore ha aiuitato a ristabilirsi in America. Ma Zuckerman non immagina ancora di quali avvenimenti strani e burrascosi sarà testimone nelle poche ore in cui verrà ospitato in quella casa. Lo scrittore fantasma segna l’ingresso in scena di uno dei più importanti personaggi della letteratura americana del Novecento: Nathan Zuckerman.

Cosa mi aspettavo di trovare? Non lo so, l’ho preso d’impulso.

Cosa ho trovato? Un buon racconto che parla della vita di tre persone (anzi, quattro). Vite legate indissolubilmente alla scrittura.

Nathan, la grande promessa letteraria della sua comunità ebraica. Nathan, che per seguire la sua vena artistica si era messo contro la famiglia e i conoscenti, che lo accusavano di screditare la loro gente con i suoi scritti. E che ora va a rendere omaggio a colui che reputa il proprio padre spirituale
Lonoff, il vecchio scrittore ebreo che non sopporta alcun cambiamento e mal tollera il vivere in mezzo alla gente, in mezzo ai rumori. Un uomo che vive solo per la sua scrittura, in totale solitudine o quasi.
Hope, che da trentacinque vive col marito sopportandone le manie e le ossessioni, adattandosi a queste ed annullandosi.
Ed Amy, la ragazza ebrea dal misterioso passato e dalle ambizioni letterarie. La ragazza innamorata del grande scrittore, che vorrebbe farsi una nuova vita, di nuovo, lontana da lì.

Tre modi diversi di vivere la scrittura, tre ragioni diverse per cui scrivere, tre modi di vivere l’essere ebreo, tre storie diverse che finiscono con l’intrecciarsi.

Bello quando vengono analizzati i personaggi… la solitudine di Lonoff, il rapporto di Nathan col padre, le considerazioni di Amy quando legge il suo vecchio libro.
Ma non fa per me, temo, questa letteratura. Bello, certo, ma non c’è una storia. Ottime caratterizzazioni, ma trama nulla.

Voto: 6/10

19 marzo 2009 Posted by | Roth Philip | , , | 2 commenti

Novità dagli autori

Terry Brooks ha recentemente annunciato sul suo sito alcune novità in arrivo.
Ok, non proprio recentemente… ma visto che solo pochi giorni fa, distrattamente, sono passato da quelle parti me ne sono accorto giusto adesso. Anche se è almeno da due mesi che ne ha dato notizia.

La prima notizia riguarda il ciclo di Landover, la saga fantastica che -unica nella sua produzione- abbandona totalmente il mondo di Shannara.
A 14 anni di distanza da La sfida di Landover, questo agosto dovrebbe uscire The princess of Landover, il sesto libro della saga. Che, a giudicare dal titolo, dovrebbe parlare di una cert principessa che avevamo già conosciuto verso la fine della saga. Se ha scritto questo libro “per ispirazione” ne sarò contentissimo, visto che il ciclo di Landover mi era piaciuto molto. Se invece fosse stato costretto dagli editori temo una vaccata come le ultime trilogie di Shannara.
Vedremo che verrà fuori…

La seconda notizia riguarda La genesi di Shannara, l’ultima saga in corso. Quella di cui non molto tempo fa avevo annunciato l’uscita del terzo libro anche da noi in Italia.
Bene, pensavo fosse una trilogia -almeno visto l’andazzo generale- e invece non lo è. Non so se si tratti di una semplice saga, di una quadrilogia come il ciclo degli Eredi o di una trilogia Ortolaniana (che come tutti sapranno dura anche sei numeri). Fatto stà che Brooks ha annunciato di essere all’incirca a metà del lavoro per quanto riguarda il quarto libro della saga.
Saga che, lo ricordo, è una cosa che voleva fare da tempo. E che per poterla fare ha dovuto prima scrivere l’ultima trilogia Shannariana… misteri degli obblighi contrattuali degli editori. Perchè non possono limitarsi a dire a uno scrittore “và dove ti porta la testa, noi lo rileghiamo e lo vendiamo”?

Valerio Evangelisti, tra un’intervista e una pubblicazione in terra straniera, ha invece reso noto che sta lavorando al prequel di Tortuga.
Nome provvisorio, Veracruz. Il che fa intendere che sarà incentrato ancora sui pirati -lo so che era prevedibile, ma era anche possibile che seguisse le vicende precedenti dell’allora giovane e ingenuo (?) frate.

Anche Dimitri, dall’Inghilterra, fa sapere di essere al lavoro sul suo terzo romanzo -dopo quelle perle che sono La ragazza dei miei sogni e Pan– che in realtà però sarebbe il secondo. E’ il secondo romanzo scritto da Dimitri (e non pubblicato), e ora sta lavorando su quella prima stesura per riscriverlo, correggerlo, adattarlo all’evoluzione subita dal suo stile.
Lo ha definito addirittura più potente di Pan, quindi nutro aspettative enormi per Alice (si, lei. Quell’Alice. Godete anche voi quanto sto godendo io?).
Aspettare, ma quanto? Non si sa. Comunque per me possono volerglici anche 5-6 anni, non mi importa. Basta che alla fine lui sia soddisfatto del libro.
(Per chi notasse una disparità di trattamento rispetto a Martin: è vero. Ma Martin come lavoro scrive. Dimitri no, purtroppo non ha alle spalle un colosso dell’editoria che pubblicizzi le sue opere e le traduca all’estero. Quindi Martin lo incatenerei al tavolo sorvegliandolo armato di frusta, a Dimitri invece direi solo “Và, fai quel che puoi quando puoi.. poi quando il libro sarà pronto sarò contentissimo di poterlo leggere”.)

Concludo girando anche qui la notizia che Tintaglia ha dato in più occasioni, recentemente.
In autunno l’editore Lindeau dovrebbe pubblicare un libro di racconti di Silvana De Mari.
Sul suo sito ce ne sono diversi disponibili gratuitamente, e sono davvero belli…

16 marzo 2009 Posted by | Brooks Terry, De Mari Silvana, Dimitri Francesco, Evangelisti Valerio, Nuove pubblicazioni | , , , , , , , , , , | 19 commenti

Schulz City: That Yellow S.

Stavo pensando a cosa scrivere domani.

Copiare l’idea della rassegna stramba di Fed?
Parlare della serata di full immersion nelle serie tv vissuta giovedì?
Parlare di Svalvolati on the road, visto ieri sera? E di come il Dr. Cox di Scrubs vi interpreti divinamente il luogo del poliziotto omosessuale attratto dai protagonisti?

Poi invece ho visto queste due vignette, e ho risolto il problema.

Tutti conosciamo i Peanuts, di Schulz. Linus, Charlie Brown, Sally, la ragazza dai capelli rossi, Snoopy… penso che ormai siano entrati di diritto nell’immaginario collettivo.

In molti spero conoscano anche Sin city, l’opera di Frank Miller qualche anno fa arrivata anche al cinema.
Bene, tale Ninjaink ha fatto un crossover tra Schulz e Miller.
Personaggi e situazioni di Schulz, ma raccontati con lo stile e i disegni di Miller.

Il risultato? Bellissimo!
Godetevele, e magari fate un salto sulla galleria di Ninjaink, che merita!


Prima vignetta

Seconda vignetta

15 marzo 2009 Posted by | Altro | | 4 commenti

La fine del mondo e il paese delle meraviglie

Autore: Murakami Haruki
Editore: Einaudi
Prezzo: € 14,80
Pagine: 509
E’  il secondo libro di Murakami che leggo, dopo aver letto Norwegian wood l’anno scorso.
E di nuovo mi sono trovato catturato da questo autore, dalla psicologia dei suoi personaggi, dai sentimenti che trasmette. Continua a leggere

13 marzo 2009 Posted by | Murakami Haruki | , , | 8 commenti

The amulet of Samarkand

Autore: Jonathan Stroud
Editore: Hyperion Books
Prezzo: € 8,74
Pagine: 462 Continua a leggere

10 marzo 2009 Posted by | Stroud Jonathan | , , , , , , , | 13 commenti

La genesi di Shannara

Breve aggiornamento sulle nuove pubblicazioni -talmente breve che, in realtà, tratta di un solo titolo. Continua a leggere

7 marzo 2009 Posted by | Brooks Terry, Nuove pubblicazioni | , , , , , | 11 commenti

Libri in .pdf

Da ieri notte una notizia ha cominciato a percorrere le affollate strade della rete, rimbalzando sui vari blog e siti specializzati d’America.

Suvudu -blog e forum americano che tratta di libri e fumetti- ha compiuto un altro passo nel cammino dell’evoluzione di quel giovane portale. Continua a leggere

6 marzo 2009 Posted by | e-book | , , , | 13 commenti