La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Sanctuary


Autore: Azzolini, Beccalario, Cassini, Clun, Dimitri, Falconi, Furchì, Giannone, Randall, Redivo, Rizzo, Romagnoli
Editore: Asengard
Prezzo: € 3,49
Pagine: 317

Trama

Sanctuary è una città sterminata, dai mille angoli e dai mille misteri, della quale non si vedono i confini.
Una metropoli dagli innumerevoli volti e dagli altrettanti passati, che ha visto centinaia di epoche intervallarsi l’una dopo l’altra, senza sosta. Un luogo dove si intrecciano storie di persone normali ed esseri soprannaturali, chiamati diversi e reietti, perseguitati dalla Loggia e costretti a vivere nell’ombra.
Sanctuary è una città dove è facile incontrare streghe metropolitane che svolgono i loro sabba all’ombra di uno skyline di vetro e cemento; mutantropi in fuga tra i bassifondi cittadini; Dèi mischiati agli uomini, in cerca delle loro antiche origini, assieme a creature mostruose che si aggirano in cattedrali sotterranee, fra elfi e nani, goblin e orchi, demoni e angeli.
Sanctuary è molte voci in una sola: è tante menti e tante memorie raccontate in un unico, magico libro.

Recensione

Questo libro è una raccolta di racconti uniti dallo sfondo comune, la megalopoli urban-fantasy di Sanctuary.
Ricordo quando erano uscite le prime notizie in merito, con un concorso che avrebbe consentito a un esordiente di venire pubblicato assieme agli autori degli altri racconti. Poche le informazioni sulla location, era lasciato moltissimo all’inventiva degli autori. I punti fermi dovevano essere il genere -urban fantasy-, la presenza di una Loggia che cacciava i non umani, la megalopoli che inglobava intere regioni.

L’esordiente in questione è stato Fabrizio Furchì, il cui racconto in effetti mi è piaciuto più di altri racconti di autori affermati.

La casa dei millepiedi (Beccalario) non mi ha dato una g rande idea di urban fantasy, come racconto mi è sembrato più vicino alla fantascienza. Mi è piaciuto, ma non l’ho visto in sintonia con il senso della raccolta. 6/10

La fabbrica delle leghe perfette (Cassini) non sarebbe male, ma ha il difetto di affrontare un’ambientazione che mi richiama subito alla mente La figlia del drago di ferro e tra le due fabbriche, tra le due atmosfere oppressive e di semi-schiavismo per quanto mi riguarda c’è un baratro enorme. 5/10

Le colpe dei padri (Clun) non è urban fantasy. E’ un racconto adattato alla multietnicità del fantasy, ma togliendo questi elementi fantastici non cambierebbe niente nella storia. Fuori contesto. 4/10

Le storie che nascono in questa città (Dimitri). Urban fantasy, finalmente. Magia e bande rivali, tradimenti dietro tradimenti, la Loggia che controlla la città, antichi riti religiosi, idoli primordiali, il potere del mito. Un’ottima storia. 8/10

Anobium (Falconi). Questo racconto lo avevo già letto in appendice a Prodigium 2, e mi era piaciuto già allora. Una maledizione immortale, una città sprofondata nell’egoismo e nel peccato, la caccia ai reietti e ai diversi. Un personaggio che colpisce profondamente. Bello, mi è piaciuto molto. 8/10

Mirror blues (Furchì) è il racconto che ha vinto il concorso per gli esordienti. E mi è piaciuto, urbano e fantasy, soprannaturale. Mi ha ricordato Trigun per la schiacciante superiorità di un paio di individui sul resto del mondo, ma è piacevole e godibile. Interessante. 7/10

Il ditirambo di Samarat (Giannone) è intrigante, con una storia d’amore finita male, assassini, zone della città che sembrano uscite da libri di fantascienza e sette religiose new age. Però anche qui abbiamo il problema dell’inserimento all’interno della raccolta. E’ un bel racconto ma lo vedo male in Sanctuary, capisco come voleva inserirsi nel filone l’autore, ma la scelta di posizionarci al momento del risveglio della magia (o di un risveglio, nella storia infinita e forse ciclica della megalopoli) non mi pare la migliore e lo stesso autore ha confermato di essere qui alla sua prima esperienza con l’urban fantasy, per non parlare delle limitazioni proprie del racconto. 5/10

Uomini e angeli (Randall) è urban fantasy. Soprannaturale e biblico, ma al contempo profondamente urbano. Un bel racconto, anche se non è del tipo che apprezzo maggiormente. 6/10

I passi della sera (Redivo) è urban fantasy classico. Del tipo con l’investigatore, insomma, e il licantropo e il vampiro. Ma si esce dallo stereotipo perché il protagonista è un uomo invece di una donna, perché lui e i metaumani agiscono come fossero un gruppo di supereroi e perché il loro campo di azione è una sorta di mondo a parte, dove tutti possono essere ciò che desiderano. Ciò che desiderano realmente… interessante, anche se forse un po’ leggerino. 6/10

Foresta perduta (Rizzo) stranamente mi è piaciuto.
E’ urbano e fantasy, certo, con magia, razze antiche, accenni di avvenimenti arcaici… ma è una storia d’amore.
E mi ha preso, mi ha coinvolto. Malgrado tutto, malgrado la prevedibilità (forzata, è un racconto breve), malgrado il tema. Mi è piaciuto. 7/10

Redenzione (Serra Madre) (Romagnoli) è un bel racconto. Crudo e duro, sopratutto all’inizio. Spietato. Poi la storia si fa più… mistica, quasi filosofica. Più che un racconto, però, sembra l’incipit di un testo più lungo, cosa che francamente non mi dispiacerebbe nemmeno… 6/10

Saint Vicious (Tarenzi) coniuga la magia e la modernità, l’Apocalisse e il punk, l’eterna lotta fra il bene e il male e l’anarchia, il desiderio di scatenarsi, l’amore per la musica. E lo fa con una bella vena ironica, i due poveretti che si ritrovano a pogare sotto al palco sono splendidi! Bello, molto bello! 8/10

L’inizio di ogni fine e La fine di ogni inizio (Azzolini) sono i racconti che aprono e chiudono la raccolta, il contenitore che dà il via alla sequenza di racconti degli altri autori racchiudendola entro la sua stessa storia. Non male, molto meglio la seconda parte della prima. 6/10

 

Voto complessivo: 6/10

Annunci

17 marzo 2011 - Posted by | Azzolini Luca, Beccalario Pierdomenico, Cassini Solomon Troy, Clun Franco, Dimitri Francesco, Falconi Francesco, Furchì Fabrizio, Giannone Michele, Randall Cecilia, Redivo Fabiana, Rizzo Egle, Romagnoli Antonia

4 commenti »

  1. […] Vi lascio il link del sito di Gabriele dove si parla dell’antologia […]

    Pingback di 150 | Il Sito Ufficiale di Francesco Falconi | 17 marzo 2011

  2. Avevo già letto in altre recensioni la questione della non omogeneità in tutti i racconti. Sarà perchè, penso, ogni autore ha lavorato per conto suo, solo con le linee guida e quindi dopo si sarebbe dovuto limare qui e lì. Ma è solo una mia ipotesi, non conosco i retroscena.
    Però mi hai incuriosito, quindi spero di leggerla. Anche perchè ero tra gli esordienti che hanno tentato, quindi è quasi doveroso =p

    Commento di Ale | 17 marzo 2011

  3. Quello di sicuro, Ale. Infatti nel racconto di Luca Azzolini, che fa da maxicontenitore per tutte le altre storie, si dice che le storie degli altri autori appartengono a diverse epoche della storia di Sanctuary.

    La non omogeinità che “rompe” non è la differenza tra le varie Sanctuary, quanto piuttosto la non appartenenza al genere -almeno per quanto mi riguarda- di diversi racconti.

    Commento di tanabrus | 18 marzo 2011

  4. […] – La sciamana del deserto (saggio) 2008 – Il libro dei peccati (racconti) 2009 – Sanctuary (raccolta di racconti di più autori)   2009 – Le due lune 2010 – Il sentiero di legno […]

    Pingback di Quando il diavolo ti accarezza « La torre di Tanabrus | 7 aprile 2011


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: