La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Il colore della magia


Autore: Terry Pratchett
Editore: TEA
Pagine: 174
Prezzo: € 7.50

Trama

In un mondo sorretto da quattro elefanti magici che poggiano sul guscio di una tartaruga gigante, ha inizio la più stramba, scatenata ed esplosiva delle avventure: il viaggio dell’ingenuo Duefiori attraverso le meraviglie e le bizzarrie del Mondo Disco.

Autore

Terry Pratchett (1948) è fra gli scrittori più amati dal pubblico anglosassone di tutte le età, e ogni suo nuovo romanzo conquista immediatamente la vetta delle classifiche di vendita.

Nelle edizioni TEA sono già apparsi i primi romanzi della Saga del Mondo Disco, tra i quali ricordiamo:
La luce fantastica, Morty l’apprendista, Stregoneria, Maledette piramidi, A me le guardie! e Uomini d’arme.

 

 

Trama

La trama è semplice e lineare.
Duefiori è un turista, il primo turista del Mondo Disco. Dal grande, ricco e potente Impero Agateo è arrivato fino alle terre dei Signori del Mare Circolare per vedere con i suoi occhi i luoghi di cui aveva sentito parlare in tanti racconti, e per vedere i loro famosi eroi.
E’ ricchissimo -per gli standard locali- ed ingenuo, ed il mago Scuotivento finisce con l’essere costretto dal Signore della città a fargli da guardia del corpo per evitare che gli accada un incidente che possa scatenare le ire dell’Impero.

Una trama molto semplice, ma che si limita a fare da sfondo ad un libro che punta tutto invece su altre cose: l’ambientazione, i personaggi, le situazioni.

Ambientazione

Mondo Disco è un mondo discoidale, che poggia su quattro giganteschi elefanti che, a loro volta, risiedono sul guscio di un’enorme tartaruga intenta a nuotare nel cosmo.
E la cosa è scientificamente provata, in quanto in più occasioni dei valorosi sono stati calati dentro a navicelle oltre i bordi del mondo, ed hanno potuto vedere con i loro occhi gli elefanti e la tartaruga.

Il bordo è costituito da una cascata eterna, mentre il centro del disco è coperto dai ghiacci e proprio al centro, in cima a una colonna di sedici chilometri, si trova la città degli Dèi. Dèi annoiati e demoralizzati per il loro essere divinità di un mondo fantasioso e poco logico, trasportato sul guscio di una tartaruga gigante.

Ci sono barbari fortissimi ma completamente idioti; maghi che studiano all’università invisibile della magia; divinità che camminano sulla terra.
E c’è il divieto di parlare del numero otto, il numero associato a una divinità terribile e alla magia.

Personaggi

Duefiori è il tipico turista che va a visitare un paese arretrato.
Anche se è un semplice funzionario, in quel contesto così diverso dal suo appare come ricchissimo e la sua ingenuità lo pone continuamente in situazioni pericolosissime, delle quali pare non curarsi troppo.
Ha addirittura una macchina fotografica, nella quale la luce viene data da alcune salamandre e le fotografie sono fatte da un piccolo demone intrappolato nella macchina, che è a tutti gli effetti la sua casa.
Inoltre, Duefiori è seguito costantemente da un baule magico. Un baule dotato di intelletto e di gambe, che può contenerer ogni cosa al suo interno ma, se necessario, può sfoderare una dentatura terrificante. Pare immortale ed invincibile, niente può arrestarlo quando cerca di raggiungere il proprio padrone.

Suotivento è un mago fallito. E’ stato espulso dall’Università per aver aperto un libro proibito. Tale azione ha fatto sì che un incantesimo proibito gli saltasse nella testa, inibendogli la possibilità di fare qualsiasi altro incantesimo. E’ un incantesimo ignoto, la cui natura sarà rivelata solo quando Scuotivento accetterà di lanciarlo. Momento che per ora non si verifica, visto il terrore che il mago ha dei possibili effetti dell’incantesimo.
E’ quindi un mago privo di magie, pauroso e codardo. Che suo malgrado si trova invischiato in situazioni impossibili, e solo grazie alla furbizia, a tanta fortuna e alla capacità di cogliere al volo le occasioni riesce a cavarsela.

Hrun è un eroe, un barbaro la cui esistenza consiste nell’andare in cerca di tesori o di fanciulle da salvare. La sua mente limitata riesce a comprendere poco altro, per la disperazione della sua spada intelligente.
Una spada logorroica e vanesia, il cui sogno sarebbe di essere un aratro. Anche se non sa cosa sia un aratro.

La morte però è il personaggio che ho preferito in assoluto.
Le situazioni in cui si trova Scuotivento fanno sì che tutte le date in cui lui sarebbe dovuto morire vengano ignorate, per la sua costernazione. Alla fine arriverà ad accettare con triste rassegnazione il fatto che il mago continui a sfuggirgli, forte della consapevolezza che per quanto uno fugga non potrà evitarla in eterno.

Le situazioni

Il primo incontro tra la Morte e Scuotivento è in pratica una rivisitazione dell’incontro tra la Morte e il Soldato in Samarcanda (la canzone). Solo che qui Scuotivento rifiuta ogni proposta della Morte su come arrivare in tempo al luogo dell’appuntamento, lasciandola infelice e insoddisfatta.

E poi ci sono gli Dèi, che per vincere la noia giocano a dadi puntando anime e usando delle pedine che sono, in realtà, persone in carne e ossa nel mondo disco.
Ovviamente Scuotivento è una di queste pedine, e più volte sente un rumore strano, come un rotolare di dadi. Ad esempio prima che un enorme troll gli compaia dal nulla di fronte.

Ci sono le driadi, che lo vogliono uccidere per aver danneggiato l’albero. Ma che si dimostrano terrorizzate dall’incantesimo misterioso racchiuso nella sua mente.

C’è il Dio terrificante ed innominabile, che viene sconfitto da un flash proprio quando sta per catturare tutti i personaggi a portata di tentacolo.

Ci sono i dragoni immaginari, e il Signore dei draghi che, anche morto, rimane al suo posto in attesa che uno dei suoi eredi si dimostri meritevole.

C’è Occhidoro Manodargento, il più abile costruttore del mondo, che viene sempre ricompensato per i suoi servigi con mutilazioni o tradimenti. E che malgrado ciò insiste nell’accettare incarichi.

C’è il troll acquatico giunto da un altro mondo, e che ora fa il guardiano del Bordo del mondo.
Ma anche qui, tra le situazioni che preferisco in assoluto ci sono quelle in cui compare la Morte, che deve prendere l’anima di Scuotivento senza però poterlo uccidere lui stesso. E che, quando si trova occupato con una grossa epidemia, manda un sostituto a occuparsi di quel seccatore di Scuotivento.

Giudizio

Leggero e divertente, ma non mi ha colpito molto.
Bei personaggi Scuotivento e Duefiori, spassosissimo Morte.
Ma non mi ha preso, malgrado sia certo scritto bene e l’umorismo non gli manchi.

Magari proverò a passare al ciclo di Morte.

Voto 3/5

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25 luglio 2008 - Posted by | Pratchett Terry | , , , , ,

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