La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Incipit – Sanctuary: Anobium

L’ultimo racconto, quello di Dimitri, mi è piaciuto.
Magia, riti religiosi, poteri occulti, Sanctuary, la Loggia, licantropi, leggende, miti e utilizzo dei miti.
Bello.

Ora tocca al racconto di Francesco Falconi, altro nome che non necessita di presentazioni.
L’incipit ci mostra il risveglio di un senzatetto in una zona abbastanza squallida di Sanctuary, non dice molto altro.
Vedremo come prosegue

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10 marzo 2011 Posted by | Falconi Francesco, Incipit | 1 commento

La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo

Autore: Audrey Niffenegger
Editore: Mondadori
Prezzo: € 10,00
Pagine: 501

Trama

Clare incontra Henry per la prima volta quando ha sei anni e lui le appare come un adulto trentaseienne nel prato di casa. Lo incontra di nuovo quando lei ha vent’anni e lui ventotto. Sembra impossibile, ma è proprio così. Perché Henry DeTamble è il primo uomo affetto da cronoalterazione, uno strano disturbo per cui, a trentasei anni, comincia a viaggiare nel tempo. A volte sparisce per ritrovarsi catapultato nel suo passato o nel suo futuro. E’ così che incontra quella bambina destinata a diventare sua moglie quando di fatto l’ha già sposata, o sua figlia prima ancora che sia nata…

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10 marzo 2011 Posted by | Niffenegger Audrey | Lascia un commento

Incipit – Sanctuary: Le storie che nascono in questa città


La storia di Clun non era male. Peccato che l’elemento fantastico fosse un mero contorno. L’effetto sarebbe stato identico ambientando la storia nei campi di concentramento nazisti, e mettendo al posto degli angeli i membri di una qualche etnia fortemente religiosa, una sorta di etnia-setta. Esattamente identico, non sarebbe cambiato di una virgola alcunchè.
Come del resto è già accaduto con i racconti precedenti, purtroppo.

Ora tocca al racconto di Francesco Dimitri, che non ha certo bisogno di presentazioni.
Si comincia con una bella leggenda sulla creazione della città, dove incontriamo il numero 7 che comparirà anche in seguito, in questo racconto. Poi dalla leggenda si vira sul reale, sul vero motore di Sanctuary:  il commercio, il peccato, la dimenticanza.
E parte una storia nella quale seguiamo svariate persone, quasi concentrandoci su un unico oggetto che passa di mano più volte, osservando cosa succede nei suoi dintorni, gli eventi che si verificano. Ne ho già letta una buona parte, questo sembra intriso di fantastico e di urbanità. Per ora mi piace.
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10 marzo 2011 Posted by | Dimitri Francesco, Incipit | Lascia un commento