La torre di Tanabrus

Did you miss me?

True Blood

True Blood è una serie tv vampiresca abbastanza sui generis.
Non ci sono investigatori vampiri nè investigratrici che hanno a che fare con i vampiri.
Non ci sono scontri tra le forze del bene e le forze del male, epiche lotte per salvare il mondo.
Incredibilmente non ci sono neanche persone prescelte per dare la caccia ai vampiri, cosa che avrebbe fatto assomigliare True Blood a una brutta copia di Buffy.

Innanzi tutto, True Blood parte da un assunto fondamentale: i vampiri hanno fatto outing.
In Giappone è stato creato del sangue sintetico, cosa che permette ai vampiri di non nutrirsi di umani. Non essendo costretti a nutrirsi di umani, i vampiri hanno deciso di palesarsi al mondo intero, richiedendo il riconoscimento dei propri diritti. Una situazione che richiama alla mente i libri della Hamilton e della sua Risvegliante, Anita Blake.
Ci sono vampiri che, in televisione, rappresentano la faccia pulita dei vampiri. Educati, pazienti, rispettosi. Affrontano verbalmente i loro avversari, come i gruppi religiosi che li osteggiano, cercando di ragionare con gli umani per ottenere diritti civili.
E intanto bevono il sangue sintetico, imbottigliato e distribuito come Tru Blood, la bevanda dei vampiri (disponibile nei vari gruppi sanguigni, e da servire a temperatura “corporea”).

Questa è la premessa.

La serie, invece, si concentra sulla sconosciuta cittadina di Bon Temps, Louisiana, dove vive Sookie (interpretata dalla Paquim).
Sookie è una ragazza particolare, evita di stare troppo a contatto con le persone, non ha mai avuto un ragazzo, ha pochi amici.
Il motivo è presto detto: è una sorta di telepate, riesce a sentire ciò che le altre persone pensano o provano. Solitamente, sforzandosi, riesce a tenere quei pensieri fuori dalla sua testa, ma è una pratica stressante che non le consente certo di rilassarsi.
La situazione cambia quando arriva nel paese il primo vampiro di quel luogo, Bill Compton. E Sookie scopre di non riuscire a leggere i suoi pensieri.
Questo fatto, assieme al fascino del vampiro, fà scattare la scintilla dell’amore tra i due.

Ma le cose saranno molto complicate per i due.
Si comincia dal fratello di Sookie, Jason, una sorta di sessuomane di una stupidità incommensurabile che ovviamente osteggia in ogni modo possibile la relazione con quel vampiro.
I pregiudizi della gente, che vede male una relazione tra umani e vampiri, che ancora sono guardati come mostri sanguinari e assassini.
Il capo di Sookie, Sam, è anche lui da sempre innamorato della ragazza. E nasconde diversi scheletri nell’armadio…
Una catena di efferati delitti sconvolge la cittadina: ragazze trovate barbaramente uccise -ragazze che avevano avuto rapporti con vampiri, bada bene- con due soli sospetti: vampiri (tra i quali rientra ovviamente Bill) o Jason, che aveva avuto rapporti con le ragazze morte.
E intanto comincia a dilagare una nuova droga, il V. Piccole dosi di sangue di vampiro, che mandano completamente fuori di testa, funzionano meglio del viagra e danno anche una grande forza. E moltissima dipendenza, certo.

Come se questo non bastasse, in città arrivano altri vampiri. Che a differenza di Bill non puntano all’integrazione, disprezzano il Tru Blood e avrebbero preferito non dover mai uscire allo scoperto, per poter continuare a uccidere senza possibilità di essere scoperti.

Serie vampiresca… ma come sono trattati i vampiri, qui?

Hanno canini “retrattili” che si allungano quando li snudano. Si muovono velocissimi e hanno una forza inimmaginabile, oltre ad un udito soprannaturale.
Non gli fanno nulla le croci o l’aglio o l’acqua corrente (leggende messe in giro per sviare i sospetti), mentre l’argento li ferisce e li debilita gravemente.
Spesso si riuniscono in Nidi, in gruppi di 3-4 vampiri che vivono insieme come un branco, e in quel caso difficilmente tengono a bada i loro istinti. Più spesso, riescono a controllarsi ma reputano gli umani esseri inferiori. In pochi cercano l’integrazione, come Bill.
Ci sono poi rimandi al gioco di ruolo di Vampire, nella terminologia (chi crea un altro vampiro è definito Sire, chi controlla un’area è lo Sceriffo, sono organizzati secondo una rigida gerarchia che rispecchia la loro forza, se si beve un po’ di sangue di vampiro si ottiene una massimizzazione dei propri sensi e una capacità di guarigione accelerata). E a questo riguardo, è affascinante il personaggio dello Sceriffo dell’Area 5, Eric. Un vampiro svedese che sembra davvero potentissimo.

La serie è buona, malgrado alcuni personaggi sembrino un po’ stereotipati (i due poliziotti, malgrado gli sforzi per differenziarli, sembrano abbastanza stupidi; Jason è troppo stupido, troppo!!!!!!; Tara -l’amica di Sookie- è invece troppo rabbiosa) ma nel complesso è molto godibile, e i colpi di scena non mancano.
Mi piace
! (E verso gli ultimi episodi, sono arrivato a provare quasi tenerezza per quell’idiota di Jason…)

Da segnalare inoltre come, prima dell’esordio della serie, sia stata fatta una campagna come quella per The Blair witch project (non a caso affidata alla stessa compagnia) con messaggi misteriosi sparsi su internet che conducevano a siti creati appositamente. C’era un sito dei produttori del Tru Blood (con tanto di test psicologico per i vampiri) o un forum (due giorni per ottenere l’accesso) dove si potevano vedere i vampiri discutere sull’opportunità o meno di rivelarsi al mondo.

La prima stagione dura 12 episodi, è incentrata sulla storia tra Sookie e Bill e sul serial killer che colpisce le ragazze che hanno rapporti con i vampiri.
La seconda stagione, già confermata, vedrà l’inizio delle riprese dei suoi 12 episodi a gennaio, e sarà trasmessa a partire da giugno.

Per finire, faccio presente che questa serie è basata sul ciclo Southern Vampires Mysteries, di Charlaine Harris (i primi tre dei quali editi in Italia da Delos):
Dead until dark (Finchè non cala il buio)
Living dead in Dallas (Morti viventi)
Club Dead (Il club dei morti)
Dead to the world
Dead as a doornail
Definitely dead
All together dead
From dead to worse

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18 novembre 2008 Posted by | Serie tv, True Blood | , , , , | Lascia un commento

Il bacio di mezzanotte

Editore: Fanucci
Pagine: 352
Prezzo: € 16.90

Trama

Rachel Morgan è una strega e lavora per la lnderland Runner Services, che si occupa della caccia ai criminali nella moderna Cincinnati. Abituata a confrontarsi con vampiri, streghe e lupi mannari assassini, a causa degli ultimi compiti che le sono stati assegnati – l’arresto di folletti evasori fiscali e di studenti che utilizzano la magia per rubare connessioni via cavo – ha deciso di lasciare il lavoro per aprire un’agenzia tutta sua. Ma nessuno può abbandonare impunemente la Inderland Runner Services senza rischiare la propria vita.
Inizia così per Rachel Morgan una lotta contro il tempo e una fuga continua, in compagnia di un’amica vampira e di un folletto coraggioso, per cercare di fermare l’ordine di cattura che pende sulla sua testa.

Il romanzo di esordio di Kim Harrison, primo della serie dedicata a Rachel Morgan.

Autore

Kim Harrison è nata nel Midwest, unica ragazza tra moltissimi fratelli. Ha scoperto la passione per la scrittura a soli quindici anni, all’inizio dedicandosi alla fantascienza tradizionale (il suo autore preferito p Ray Bradbury), ma pian piano accostandosi sempre più alla fantasy moderna. E’ autrice dei seguiti di Il bacio di mezzanotte:
The good, the bad and the undead, Every which way but dead, A fistful of charms, For a few demons more,
che hanno scalato repentinamente le classifiche del New York Times.
Ha collaborato con Kelley Armstrong, Lynsay Sands e Lori Handeland alla stesura dell’antologia Dates from Hell.

Ambientazione

L’ambientazione è intrigante, piena di possibilità.
Un virus creato in qualche laboratorio, molti anni fa, è andato oltre ogni controllo e ha sterminato gran parte della popolazione mondiale. I sopravvissuti hanno reagito distruggendo ogni laboratorio di bioingegneria, e pure i bioingegneri.
Ciò che nessuno si aspettava, era la presa di posizione degli Inderlandiani. Vampiri, licantropi, elfi, streghe e stregoni, folletti e fate… creature delle fiabe, che da sempre avevano vissuto sulla Terra al fianco degli umani, nascosti. Adesso però la loro popolazione complessiva era diventata, di colpo, praticamente pari alla popolazione umana. Un’occasione irripetibile, che sfruttarono annunciando la loro presenza.

Adesso umani e Inderlandiani convivono, anche se con difficoltà.

Ci sono zone della città abitate dagli umani, e zone abitate dagli Inderlandiani.
C’è la fib, la polizia umana. E c’è l’I.S. , la polizia Inderlandiana.

Come ho detto, un’ambientazione interessante.

Punto di partenza

Protagonista del libro è Rachel Morgan, una strega che fa parte dell’I.S.
Dopo aver avuto qualche problema con un paio di casi, si è inimicata il proprio capo che ormai le assegna lavori da principiante, lavori umilianti come inseguire folletti evasori di tasse o fermare studenti universitaria che con la magia cercano di vedere la tv via cavo senza pagare il canone.
Decide così di lasciare l’I.S. , di licenziarsi. Non crede alle storia che circolano al riguardo, storie che assicurano che chi si licenzia viene ucciso.
Con lei, si licenzia pure Ivy, una vampira che era uno dei migliori agenti dell’I.S. , e che spendendo gran parte dei suoi (molti) soldi si compra la libertà. Rachel non è così fortunata, e la rabbia per il licenziamento della vampira si riversa su di lei.

Viene così messa una taglia sulla sua testa, e squadre di assassini cominciano a braccarla. La sua unica possibilità di salvezza consiste nell’incastrare un trafficante di droga che l’I.S. ancora non è riuscita a fermare. In quel modo si conquisterebbe la libertà.

Non per nulla, il titolo originale del libro era Dead witch walking, che rendeva appieno l’aria che si respira in tutto il libro. Un’aria opprimente, di costante pericolo, di corsa contro il tempo. La sensazione di averee sempre la morte alle spalle.

I comprimari

I comprimari sono un altro dei punti di forza del libro.

Ivy è enigmatica, potente e spaventosa, piena di segreti. Perchè è rimasta vicina a Rachel? E’ solo una fortunata coincidenza che l’abitazione che affitta sia perfetta per una strega? Cosa prova per Rachel?

Jenks, il folletto che assieme a loro due abbandona l’I.S. , è un diesel. Parte in sordina, sembrando solo una palla al piede sarcastica e lamentosa. Ma poi si dimostra sempre più importante, sempre più fedele e leale, fino a diventare parte fondamentale del gruppo.

Keasley  è un’altra figura avvolta nel mistero. Sembra sapere quasi tutto quello che succede, ed emana un’aura di potere ben visibile al lettore. Il suo passato ci è completamente ignoto, ma da come ne parla pare avere molti nemici…

Nick, l’umano. Poteva essere una persona comune? Ovviamente no. Un umano cresciuto tra gli Inderlandiani, conosce moltissime cose su di loro. Sa qualcosa di demonologia. E ha trascorsi con la polizia di cui non vuole parlare.

E su tutti loro svetta Trent, il cattivo. Il boss.
Nessuno sa cosa sia. Non è un semplice umano, non è uno stregone, non è un vampiro.
Pare avere un suo contorto senso dell’onore, e sprizza potere ed autorità da tutti i pori. Un cattivo affascinante, che magari in futuro potrebbe diventare un alleato?
Un cattivo privo di scrupoli, pronto a tutto per perseguire i propri scopi.

Rachel

Però c’è un punto debole. Rachel Morgan.
E’ la protagonista, e non la sopporto. La cosa non è tranquillizzante.
Perchè non mi piace?
Non per il carattere, nè per qualcosa che la riguarda come aspetto o storia.
Non mi piace come viene mostrata dalla scrittrice.

E’ un’Inderlandiana, una strega dell’I.S. e caccia criminali magici. Si penserebbe che conosca le altre creature, cosa fanno e cosa non fanno.
E invece no.

Ivy è una vampira viva, lo sa, ci ha già lavorato. Conosce i vampiri.
Malgrado ciò pare non essersi mai informata su di loro. E appena è in casa con Ivy, assume inconsciamente tutti i comportamenti che possono spingerla a diventare aggressiva, come poi ovviamente accade.
E sopratutto, malgrado Ivy le abbia salvato praticamente la vita, non vuole proprio fidarsi di lei. Continuando a sfruttarla, però.
Irritante come cosa, e molto.

Jenks è un folletto, e Rachel conosce i folletti.
Bene, peccato che andando avanti con la storia dimostra di conoscere giusto le cose superficiali (volano, sono piccoli, riconoscono la natura degli individui, la loro polvere genera prurito, sono territoriali) ma niente di più. Non conosce le loro usanze, non conosce i loro poteri, non capisce come sono.

Cose che, invece, altri cooscono.

Keasley sa tutto su di loro. Ivy conosce i poteri dei folletti.
Perfino Nick dimostra di sapere moltissime cose più di Rachel.

Che sarebbe stata un’agente I.S.

La cosa lascia molto perplessi. Capisco la necessità di spiegare molte cose, da parte dell’autrice, ma il modo che ha trovato riesce solo a far vedere Rachel come una completa imbranata. O una persona priva di qualsivoglia conoscenza.
Molto poco realistica come cosa.

Futuro

Il libro si chiude comunque con molte domande rimaste in sospeso.

Cosa nasconde Keasley?
Cosa chiederà il demone?
Cosa vuole realmente Ivy, e che desiderio ha espresso?
Cosa si cela nel passato di Nick?
Come finirà lo scontro psicologico con Trent? E cosa è Trent realmente?
Chi c’è dietro gli attacchi a Rachel e Trent?

Senza dubbio c’è di che riempire i romanzi successivi, sperando che Rachel acquisisca spessore.

Voto 4/5

21 luglio 2008 Posted by | Harrison Kim | , , , , , , , | 2 commenti