La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Salone del Libro di Torino 2018

Da un paio di anni ho eletto il Salone del Libro di Torino a mio personale palliativo per l’impossibilità di godermi il Lucca Comics and Games a causa di insormontabili problemi quali l’incapacità di sdoppiarmi o di vincere lotterie cui non partecipo.
E anche quest’anno torno dal Piemonte soddisfatto, con la schiena spezzata per il peso dei libri e con ottimi ricordi.

Approfitto di questo post in cui parlo del Salone anche per parlare di qualcuno dei libri letti in questi giorni.
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14 maggio 2018 Posted by | Aislinn, Barbi Francesco, Colavito Antonino, Dale Paul, De Maria Giorgio, De Stefani Livia, Mieville China, Paasilinna Arto, Petta Adriano, Sebold Alice, Sienna Julia, Stevenson Robert Louis, Tarenzi Luca | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

L’acchiapparatti

Autore: Francesco Barbi
Editore: Baldini Castoldi Dalai
Prezzo: € 18,50
Pagine: 466

Più che una lettura, questa è stata una rilettura.
L’acchiapparatti è infatti la riproposizione de L’acchiapparatti di Tilos, fantasy italiano del pisano Barbi che lo scorso anno aveva avuto un discreto successo, pur essendo pubblicato da una piccola casa editrice.
Io lo avevo apprezzato parecchio, ed evidentemente non sono stato il solo: i diritti del libro sono stati acquisiti dalla BCD che dopo aver fatto dare un’ulteriore controllata al libro all’autore, lo ha ripubblicato. Questa volta dandogli maggiore visibilità.

Ammetto di essere stato contento, quando l’ho visto sugli scaffali dell’Esselunga.
In un certo senso, mi sembrava quasi di aver conosciuto questo libro quando muoveva i primi passi, e ora me lo sono ritrovato spavaldo e maturo, in bella mostra accanto ai best seller e ai titoli delle grandi case editrici.
Complimenti!

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29 marzo 2010 Posted by | Barbi Francesco | , , , , , | 6 commenti

Il gioco del ratto

No, non sto parlando del Ratto Ortolaniano nè tantomeno del toppastro Disneyano.
Mi riferisco all’Acchiapparatti di Tilos, e al fatto che Barbi -il suo autore- ha cominciato sul suo nuovo blog una sorta di gioco letterario.

Vista anche la mia impossibilità a partecipare al gioco dell’oca visto che i problemi che mi impediscono di postare qualsiasi brano permangono, passo con disinvoltura a questo nuovo progetto. Continua a leggere

23 febbraio 2010 Posted by | Altro, Barbi Francesco | , | 5 commenti

Aggiornamenti sparsi

Facciamo un poco il punto della situazione.

Ho già detto di Francesco Barbi e della prossima ripubblicazione del suo libro, L’acchiapparatti di Tilos.
Sempre a marzo, uscirà anche Prodigium 2 di Francesco Falconi, che ho avuto la fortuna di potermi leggere in anteprima prendendo la versione limitata ai Comics. Inoltre in questo 2010 il Falcone nazionale ha pronte altre due cartucce da sparare: Continua a leggere

10 gennaio 2010 Posted by | Barbi Francesco, Brett Peter V., De Mari Silvana, Falconi Francesco, Nuove pubblicazioni, Stroud Jonathan | , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 12 commenti

L’acchiapparatti torna a colpire

La notizia, lo ammetto, mi ha colto totalmente alla sprovvista. Non avevo seguito la discussione su Anobii, e non avevo controllato il sito dell’autore confidando nel fatto che prima di avere notizie su un nuovo libro sarebbe passato un po’ di tempo.
E invece sono stato bellamente fregato, e la notizia me l’ha data Barbi stesso in un commento di qualche giorno fa. Continua a leggere

8 gennaio 2010 Posted by | Barbi Francesco, Nuove pubblicazioni | , , | 4 commenti

I libri italiani del 2009

E dopo i migliori libri letti nel corso dell’ultimo anno, dopo i peggiori libri letti… quest anno darei uno spazio particolare ai libri italiani letti. Esordienti o meno, poco importa… diamo risalto agli autori nostrani!

Ne ho già parlato come uno dei migliori libri letti… l’esordio di Barbi, promettentissimo scrittore malgrado sia pisano Continua a leggere

30 dicembre 2009 Posted by | Barbi Francesco, Carrisi Donato, Centi Luca, classifiche di fine anno, Davide Marco, De Mari Silvana, Evangelisti Valerio, Falconi Francesco, Varuzza Marco | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 8 commenti

I migliori libri del 2009

Dopo il peggio che ho letto, ecco le perle.
Ovviamente non sono dieci, sarebbe stato troppo riduttivo… questa volta sono tredici.

Cominciamo da Murakami, e dal suo Dance dance dance. Probabilmente il libro che mi ha più colpito in questo anno, visto che a distanza di sette mesi mi ritrovo ancora a pensare all’uomo pecora, al protagonista del libro e all’ordine imperativo di danzare sempre e comunque per sopravvivere, senza mai fermarsi. Consigliatissimo a tutti! Continua a leggere

29 dicembre 2009 Posted by | classifiche di fine anno, Murakami Haruki | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

L’acchiapparatti di Tilos

Autore: Francesco Barbi
Editore: Campanila
Prezzo: € 18.90
Pagine: 432

Era da quasi un anno che cercavo questo libro, e come ho scritto una settimana fa alla fine l’ho trovato nascosto tra la sezione “ragazzi” e la sezione “bambini”.
Immagino il processo mentale che ha spinto i commessi della Edison a porlo in quella sezione: un acchiapparatti? E che diavolo sarebbe? Sarà una storia per ragazzini, con una sorta di protagonista strambo che per vivere cattura topi… vediamo la seconda di copertina… un becchino storpio, una torre maledetta, il matto del villaggio un gigante tonto che parla per proverbi, una simpatica donna di malaffare… si, si, è per ragazzi. Con questi protagonisti poi, deve essere comico.
Di sicuro non solo non l’hanno letto, ma nemmeno si saranno informati in rete al riguardo.
Vedendolo lì ero rimasto un poco interdetto, ciò che ne avevo letto non me lo faceva immaginare per un tale target.
Ora che l’ho finito ho avuto la conferma della cialtronaggine di quei “commessi” della libreria.

Premesso quindi che malglrado la locazione il libro non è per bambini e\o ragazzini, passiamo finalmente a parlare del libro.

E’ un fantasy, certo, ma un fantasy di quel sottogenere che punta sul realismo. Niente elfi o altre razze più o meno fatate, niente maghi o divinità che donano poteri ai propri adepti, niente draghi o creature mitologiche assortite. Almeno per la maggior parte del tempo, cioè.
In questo mi ha ricordato Le cronache del ghiaccio e del fuoco di Martin: in entrambe le ambientazioni -medioevaleggianti, crude e realistiche- c’è un passato magico ormai perduto da tempo. E in entrambe, comunque, qualcosa di quel passato continua a esistere. A differenza del respiro epico della saga infinita dell’americano, però, Barbi si concentra su un fazzoletto di terra, una porzione delle Terre di confine compresa tra i villaggi di Tilos e di Giloc.

L’ambientazione è resa alla perfezione e fin dalle prime pagine ci ritroviamo immersi in quello che pare un medioevo italiano. In questo aiutano i dialoghi dei personaggi, che spesso utilizzano termini che ci ricordano l’epoca storica, e le prime pagine dei capitoli iniziali. In quelle pagine infatti Barbi, prendendo spunto da ciò di cui sta parlando, ci illustra l’ambientazione: come si vive, l’importanza della religione… una religione che ricorda parecchio il Cristianesimo, visto che si era imposta a forza sui preesistenti culti pagani soppiantandoli e non disdegnando la caccia agli eretici e alle streghe.
Altra cosa che mi è piaciuta, e che aiuta a immedesimarci nell’ambientazione, il sottotitolo di ogni capitolo. I capitoli hanno infatti un titolo, ma hanno anche una breve descrizione che comprende il luogo in cui si svolgeranno gli eventi e una data -giorno e mese- col mese scritto con il nome datogli dagli abitanti. Luna della vendemmia, luna delle foglie morte… mi è piaciuta!

I personaggi poi sono splendidamente caratterizzati. Oltre a essere totalmente improbabili come protagonisti o coprotagonisti di un libro fantasy.
Abbiamo infatti Ghescik, un becchino gobbo e storpio incattivito da una vita vissuta tra umiliazioni e derisioni, evitato e maltrattato per il suo aspetto, costretto ad affidarsi alla propria astuzia per sopravvivere.
E c’è Zaccaria, il matto di Tilos. Incapace di concentrarsi su qualcosa, spesso preso da crisi, vive in una vecchia casa disastrata e vive della professione che si è inventato, quella di acchiapparatti.
Quando Ghescik si troverà costretto a fuggire da Tilos costringendo Zaccaria a seguirlo, a loro si unirà anche Teclisotta, una prostituta.
A questo primo e improbabile gruppo (altro che i gruppi di umani, elfi e nani con guerrieri, ladri e maghi…) si uniranno poi un uomo gigantesco completamente scemo, un espertissimo e pericoloso cacciatore di taglie dal passato misterioso, una donna in grado di vedere il futuro.

Ogni personaggio è delineato perfettamente e agisce coerentemente con sè stesso, e non sono mai personaggi banali.
Ghescik fa il duro e il cattivo, ma si sorprende più volte a compiere atti generosi; Zaccaria segue sempre il proprio filo (il)logico; Isotta segue il proprio tornaconto personale; Gamara è mosso dal desiderio della caccia e della vendetta.

E poi c’è il mostro. Il Boia di Giloc.
Una creatura vecchia di secoli che vive rinchiusa nei sotterranei di Giloc, da cui viene fatta uscire solo per le esecuzioni pubbliche dei condannati a morte, in un’arena protetta.
Un demone evocato secoli prima, quando la magia esisteva ancora nelle Terre di Confine. Poi gli stregoni erano stati sterminati dai Guardiani dell’Equilibrio, il braccio armato della religione, e con loro pure la magia.
Solo il mostro resta a memoria di quei tempi ormai passati. Il mostro e la Torre abbandonata vicina a Tilos, appartenuta un tempo al potente stregone Ar-Gular e ora sigillata.

La storia comincia con la morte di una vecchia indovina.
Una morte che porterà Ghescik, per vie traverse, a intrufolarsi nella Torre di Ar-Gular. E a prendere da una stanza nascosta un diadema di metallo.
Sarà quel diadema a mettere in moto gli eventi, a far tornare con prepotenza la magia, a causare la fuga del Boia e a condurre lentamente all’inevitabile conclusione.

Di certo il libro mi è piaciuto.
Lo stile è scorrevole e chiaro, le parti in cui l’autore spiega l’ambientazione e il suo passato sono dosate con cura e mai abbastanza lunghe da diventare noiose. I personaggi, come già detto, sono caratterizzati ottimamente e assolutamente atipici.
L’ambientazione ottima. Il libro è autoconclusivo, cosa rara per un fantasy ormai, e questo è un ulteriore motivo di plauso.
Mi è piaciuta anche la fine.

Non ha dunque difetti questo libro di esordio?
Ovviamente ne ha, anche se nessuno così grave da sminuire il romanzo.
Spesso, durante l’azione, si passa dal passato al presente e questa cosa -che immagino sia voluta- non mi è piaciuta per niente.
Certe volte l’uso di alcuni arcaismi appariva fin troppo eccessivo, forse quei termini sono stati un po’ troppo abusati nel tentativo di fare immergere completamente il lettore nell’epoca storica cui si fa riferimento nel libro.
Non mi ha convinto appieno la scomparsa dalle scene di Isotta, sopratutto visto che il mercante immagino sarà ben stato avvezzo a simili cose… non ce lo vedo a comportarsi così.
Pensavo poi si scoprisse qualcosa di più su Gamora, invece rimane misterioso fino alla fine.
E sopratutto, il problema principale della storia -a mio avviso, sia ben chiaro- è che la trama unita all’assenza di epicità non ti tiene incollato al libro, desideroso di sapere cosa succederà. O almeno, per tutta la parte centrale non lo fa. Perchè superati gli eventi iniziali, e prima che tutti i gruppi confluiscano verso il finale comune, il pensiero “e ora?” scompare dalla testa.
Nessun problema, la scrittura scorrevole e piacevole sopperisce egregiamente a questo difetto e i capitoli vanno giù come acquavite, ma è difficile appassionarsi alla storia quando i personaggi non fanno quello che il lettore spera e invece cercano addirittura di tornare al punto di partenza evitando ogni contatto con il mostro liberato. Ma ripeto, lo stile di Barbi fa sorvolare su questa cosa e si arriva alla fine del libro prima ancora di accorgersene.

Nel complesso un ottimo libro, non si direbbe assolutamente un romanzo d’esordio. Assolutamente consigliato a chi non disdegna del fantasy realistico e con pochissima magia, magari una lettura farebbe bene anche a chi pensa che il fantasy sia solo orecchie a punta, draghi senzienti e eroi omerici belli e onnipotenti…

Voto: 8/10

10 luglio 2009 Posted by | Barbi Francesco | , , , | 2 commenti

Pausa pranzo e libreria

Sono arrivato, durante questo tirocinio, ad apprezzare il fatto che la Edison sia aperta ad orari impossibili. Come l’ora di pranzo. Quando devo far passare quasi un’ora e mezza, e andare al bar a mangiare porta via poco tempo.
Quindi pasto, libreria, e poi da qualche parte all’ombra a far passare il tempo.

Solo che ultimamente non trovavo quasi niente di mio gradimento, e finivo con il fare incetta di Murakami e Palahniuk. Niente di male, anzi li adoro, solo che vanno presi a piccole dosi.
Un’overdose di Murakami potrebbe causarmi un ulteriore distacco dalla realtà, temo, mentre un’overdose di Palahniuk potrebbe avere ripercussioni tremende su chiunque.

Mi ero quindi deciso a ordinare direttamente dei libri lì. A cose normali avrei preferito farlo in fumetteria, ma loro sono chiusi a quell’ora. Che è quasi l’unica ora cui posso andare.

Insomma, oggi vado, afferro l’ultimo malloppone in economica di Jordan (che tra l’altro ho pagato meno di due euro grazie allo sconto maturato), ammiro con cupidigia i volumi della caduta di Malazar (poi rinsavisco, al momento NON voglio imbarcarmi in un’altra saga enorme!), constato l’assenza dei libri in economica della Hobb e di tutti gli Stroud immaginabili.
Mi dirigo baldanzoso dal commesso per pagare e ordinare.

Già comincia il primo semi-incazzamento, quando il detto commesso vedendo le dimensioni del libro dice “questo ti dura fino a Natale” per poi aggiungere “ma vabbè, se sei un appassionato del genere…” con un tono che non mi è piaciuto.
Ha cercato di recuperare raccontando di quando in gioventù si lesse in due giorni Il signore degli anelli (“lo conosci?” … bimbo, lasciamo perdere…) ma poi… the horror!
Volevo fare qualche ordinazione, come detto. Barbi, Centi, Stroud.
Comincio con Barbi, lui armeggia un poco col pc poi dice “ne abbiamo tre copie”.
Allibisco: e dove, di grazia? Conosco la vostra sezione fantasy come la mia libreria, e non c’è!
E lui: sezione ragazzi.

Ora, il libro in questione è L’acchiapparatti di Tilos. Certo, non l’ho ancora letto ed è possibile che tutto quello che ho letto al riguardo sia immondizia e in realtà sia una storia alla “La guerra degli alati” o “Brian di boscoquieto”. Tutto è possibile.
Ma ho il VAGO sospetto che abbiano preso il libro, visto il titolo e pontificato “Acchiapparatti? Ragazzi-barra-bambini”.
(Tra l’altro: era nascosto e non lo trovavo, mi manda a cercarlo la “responsabile del settore” dicendole “L’acchiapparatti… nel settore BAMBINI”. Senza parole.)

Alla mia lamentela, si è trincerato dietro un anonimo “non so perchè l’abbiano messo lì”. Tanto sentito che quando hanno trovato i libri (sepolti sotto due copie de Il silenzio di Lenth) le hanno lasciate lì. Spostandole sopra altri libri.
Non so se il libro di Luca sia magari adatto anche a quella sezione, di Barbi dubito fortemente.
Ho trovato in quella sezione anche Stroud, l’ultimo libro.

Se penso che invece, quando in fumetteria ordino libri, il titolare mi chiede di che parlino, come sono… e quando gli ho parlato di Pan e di Il nome del vento, ha detto “ne ho sentito parlare, in effetti… sarà meglio ne ordini qualche copia in più”… non c’è paragone come ambiente.
Non fosse per l’orario, in quella libreria crudele che maltratta il fantasy non ci metterei più piede!

Comunque alla fine ho preso La corona di spade, L’acchiapparatti di Tilos e Il silenzio di Lenth.
E mentre i computer fanno test e simulazioni, al lavoro, ho preso a leggermi uno degli e-book scaricati da Suvudu tempo fa.
Blood engine, per la precisione. Domani dovrei finirlo, se non sorgono problemi con gli apparecchi, tra qualche giorno ne parlerò più approfonditamente.

1 luglio 2009 Posted by | Altro | , , | 15 commenti