La torre di Tanabrus

Did you miss me?

La battaglia di passo Keleb

Autore: Fabrizio Valenza
Formato: E-book
Lingua: Italiano
Prezzo: gratuito
Pagine versione cartacea: 560
Data di pubblicazione: 16 luglio 2012
Saga: Storia di Geshwa Olers
Geshwa Olers e il viaggio nel Masso Verde (2008)
La faida dei Logontras (2010)
Il cammino di un mago (2011)
La battaglia di passo Keleb (2012)

 

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26 settembre 2013 Posted by | Valenza Fabrizio | , , , , , | 8 commenti

Spunti di riflessione

Negli ultimi tempi sono incappato in tre interessanti post, su altri blog, relativi al rapporto tra l’Italia e la letteratura.
Sopratutto fantastica (almeno in due di questi post). Continua a leggere

22 settembre 2012 Posted by | Altro | , , | Lascia un commento

Aggiornamenti sparsi

Facciamo un poco il punto della situazione.

Ho già detto di Francesco Barbi e della prossima ripubblicazione del suo libro, L’acchiapparatti di Tilos.
Sempre a marzo, uscirà anche Prodigium 2 di Francesco Falconi, che ho avuto la fortuna di potermi leggere in anteprima prendendo la versione limitata ai Comics. Inoltre in questo 2010 il Falcone nazionale ha pronte altre due cartucce da sparare: Continua a leggere

10 gennaio 2010 Posted by | Barbi Francesco, Brett Peter V., De Mari Silvana, Falconi Francesco, Nuove pubblicazioni, Stroud Jonathan | , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 12 commenti

L’acchiapparatti torna a colpire

La notizia, lo ammetto, mi ha colto totalmente alla sprovvista. Non avevo seguito la discussione su Anobii, e non avevo controllato il sito dell’autore confidando nel fatto che prima di avere notizie su un nuovo libro sarebbe passato un po’ di tempo.
E invece sono stato bellamente fregato, e la notizia me l’ha data Barbi stesso in un commento di qualche giorno fa. Continua a leggere

8 gennaio 2010 Posted by | Barbi Francesco, Nuove pubblicazioni | , , | 4 commenti

I libri italiani del 2009

E dopo i migliori libri letti nel corso dell’ultimo anno, dopo i peggiori libri letti… quest anno darei uno spazio particolare ai libri italiani letti. Esordienti o meno, poco importa… diamo risalto agli autori nostrani!

Ne ho già parlato come uno dei migliori libri letti… l’esordio di Barbi, promettentissimo scrittore malgrado sia pisano Continua a leggere

30 dicembre 2009 Posted by | Barbi Francesco, Carrisi Donato, Centi Luca, classifiche di fine anno, Davide Marco, De Mari Silvana, Evangelisti Valerio, Falconi Francesco, Varuzza Marco | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 8 commenti

I migliori libri del 2009

Dopo il peggio che ho letto, ecco le perle.
Ovviamente non sono dieci, sarebbe stato troppo riduttivo… questa volta sono tredici.

Cominciamo da Murakami, e dal suo Dance dance dance. Probabilmente il libro che mi ha più colpito in questo anno, visto che a distanza di sette mesi mi ritrovo ancora a pensare all’uomo pecora, al protagonista del libro e all’ordine imperativo di danzare sempre e comunque per sopravvivere, senza mai fermarsi. Consigliatissimo a tutti! Continua a leggere

29 dicembre 2009 Posted by | classifiche di fine anno, Murakami Haruki | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

L’acchiapparatti di Tilos

Autore: Francesco Barbi
Editore: Campanila
Prezzo: € 18.90
Pagine: 432

Era da quasi un anno che cercavo questo libro, e come ho scritto una settimana fa alla fine l’ho trovato nascosto tra la sezione “ragazzi” e la sezione “bambini”.
Immagino il processo mentale che ha spinto i commessi della Edison a porlo in quella sezione: un acchiapparatti? E che diavolo sarebbe? Sarà una storia per ragazzini, con una sorta di protagonista strambo che per vivere cattura topi… vediamo la seconda di copertina… un becchino storpio, una torre maledetta, il matto del villaggio un gigante tonto che parla per proverbi, una simpatica donna di malaffare… si, si, è per ragazzi. Con questi protagonisti poi, deve essere comico.
Di sicuro non solo non l’hanno letto, ma nemmeno si saranno informati in rete al riguardo.
Vedendolo lì ero rimasto un poco interdetto, ciò che ne avevo letto non me lo faceva immaginare per un tale target.
Ora che l’ho finito ho avuto la conferma della cialtronaggine di quei “commessi” della libreria.

Premesso quindi che malglrado la locazione il libro non è per bambini e\o ragazzini, passiamo finalmente a parlare del libro.

E’ un fantasy, certo, ma un fantasy di quel sottogenere che punta sul realismo. Niente elfi o altre razze più o meno fatate, niente maghi o divinità che donano poteri ai propri adepti, niente draghi o creature mitologiche assortite. Almeno per la maggior parte del tempo, cioè.
In questo mi ha ricordato Le cronache del ghiaccio e del fuoco di Martin: in entrambe le ambientazioni -medioevaleggianti, crude e realistiche- c’è un passato magico ormai perduto da tempo. E in entrambe, comunque, qualcosa di quel passato continua a esistere. A differenza del respiro epico della saga infinita dell’americano, però, Barbi si concentra su un fazzoletto di terra, una porzione delle Terre di confine compresa tra i villaggi di Tilos e di Giloc.

L’ambientazione è resa alla perfezione e fin dalle prime pagine ci ritroviamo immersi in quello che pare un medioevo italiano. In questo aiutano i dialoghi dei personaggi, che spesso utilizzano termini che ci ricordano l’epoca storica, e le prime pagine dei capitoli iniziali. In quelle pagine infatti Barbi, prendendo spunto da ciò di cui sta parlando, ci illustra l’ambientazione: come si vive, l’importanza della religione… una religione che ricorda parecchio il Cristianesimo, visto che si era imposta a forza sui preesistenti culti pagani soppiantandoli e non disdegnando la caccia agli eretici e alle streghe.
Altra cosa che mi è piaciuta, e che aiuta a immedesimarci nell’ambientazione, il sottotitolo di ogni capitolo. I capitoli hanno infatti un titolo, ma hanno anche una breve descrizione che comprende il luogo in cui si svolgeranno gli eventi e una data -giorno e mese- col mese scritto con il nome datogli dagli abitanti. Luna della vendemmia, luna delle foglie morte… mi è piaciuta!

I personaggi poi sono splendidamente caratterizzati. Oltre a essere totalmente improbabili come protagonisti o coprotagonisti di un libro fantasy.
Abbiamo infatti Ghescik, un becchino gobbo e storpio incattivito da una vita vissuta tra umiliazioni e derisioni, evitato e maltrattato per il suo aspetto, costretto ad affidarsi alla propria astuzia per sopravvivere.
E c’è Zaccaria, il matto di Tilos. Incapace di concentrarsi su qualcosa, spesso preso da crisi, vive in una vecchia casa disastrata e vive della professione che si è inventato, quella di acchiapparatti.
Quando Ghescik si troverà costretto a fuggire da Tilos costringendo Zaccaria a seguirlo, a loro si unirà anche Teclisotta, una prostituta.
A questo primo e improbabile gruppo (altro che i gruppi di umani, elfi e nani con guerrieri, ladri e maghi…) si uniranno poi un uomo gigantesco completamente scemo, un espertissimo e pericoloso cacciatore di taglie dal passato misterioso, una donna in grado di vedere il futuro.

Ogni personaggio è delineato perfettamente e agisce coerentemente con sè stesso, e non sono mai personaggi banali.
Ghescik fa il duro e il cattivo, ma si sorprende più volte a compiere atti generosi; Zaccaria segue sempre il proprio filo (il)logico; Isotta segue il proprio tornaconto personale; Gamara è mosso dal desiderio della caccia e della vendetta.

E poi c’è il mostro. Il Boia di Giloc.
Una creatura vecchia di secoli che vive rinchiusa nei sotterranei di Giloc, da cui viene fatta uscire solo per le esecuzioni pubbliche dei condannati a morte, in un’arena protetta.
Un demone evocato secoli prima, quando la magia esisteva ancora nelle Terre di Confine. Poi gli stregoni erano stati sterminati dai Guardiani dell’Equilibrio, il braccio armato della religione, e con loro pure la magia.
Solo il mostro resta a memoria di quei tempi ormai passati. Il mostro e la Torre abbandonata vicina a Tilos, appartenuta un tempo al potente stregone Ar-Gular e ora sigillata.

La storia comincia con la morte di una vecchia indovina.
Una morte che porterà Ghescik, per vie traverse, a intrufolarsi nella Torre di Ar-Gular. E a prendere da una stanza nascosta un diadema di metallo.
Sarà quel diadema a mettere in moto gli eventi, a far tornare con prepotenza la magia, a causare la fuga del Boia e a condurre lentamente all’inevitabile conclusione.

Di certo il libro mi è piaciuto.
Lo stile è scorrevole e chiaro, le parti in cui l’autore spiega l’ambientazione e il suo passato sono dosate con cura e mai abbastanza lunghe da diventare noiose. I personaggi, come già detto, sono caratterizzati ottimamente e assolutamente atipici.
L’ambientazione ottima. Il libro è autoconclusivo, cosa rara per un fantasy ormai, e questo è un ulteriore motivo di plauso.
Mi è piaciuta anche la fine.

Non ha dunque difetti questo libro di esordio?
Ovviamente ne ha, anche se nessuno così grave da sminuire il romanzo.
Spesso, durante l’azione, si passa dal passato al presente e questa cosa -che immagino sia voluta- non mi è piaciuta per niente.
Certe volte l’uso di alcuni arcaismi appariva fin troppo eccessivo, forse quei termini sono stati un po’ troppo abusati nel tentativo di fare immergere completamente il lettore nell’epoca storica cui si fa riferimento nel libro.
Non mi ha convinto appieno la scomparsa dalle scene di Isotta, sopratutto visto che il mercante immagino sarà ben stato avvezzo a simili cose… non ce lo vedo a comportarsi così.
Pensavo poi si scoprisse qualcosa di più su Gamora, invece rimane misterioso fino alla fine.
E sopratutto, il problema principale della storia -a mio avviso, sia ben chiaro- è che la trama unita all’assenza di epicità non ti tiene incollato al libro, desideroso di sapere cosa succederà. O almeno, per tutta la parte centrale non lo fa. Perchè superati gli eventi iniziali, e prima che tutti i gruppi confluiscano verso il finale comune, il pensiero “e ora?” scompare dalla testa.
Nessun problema, la scrittura scorrevole e piacevole sopperisce egregiamente a questo difetto e i capitoli vanno giù come acquavite, ma è difficile appassionarsi alla storia quando i personaggi non fanno quello che il lettore spera e invece cercano addirittura di tornare al punto di partenza evitando ogni contatto con il mostro liberato. Ma ripeto, lo stile di Barbi fa sorvolare su questa cosa e si arriva alla fine del libro prima ancora di accorgersene.

Nel complesso un ottimo libro, non si direbbe assolutamente un romanzo d’esordio. Assolutamente consigliato a chi non disdegna del fantasy realistico e con pochissima magia, magari una lettura farebbe bene anche a chi pensa che il fantasy sia solo orecchie a punta, draghi senzienti e eroi omerici belli e onnipotenti…

Voto: 8/10

10 luglio 2009 Posted by | Barbi Francesco | , , , | 2 commenti

Il segreto dell’alchimista

Autore: Antonia Romagnoli
Editore: L’età dell’acquario
Pagine: 596
Prezzo: 24,00 €

La trama

Una catena di efferati omicidi sconvolge le Terre. Le vittime sono i maghi naturali, i pochi eletti in grado di utilizzare la magia in tutta la sua potenza. Mentre nelle regioni del Sud dilaga una misteriosa nebbia, che cela nelle sue profondità un segreto di distruzione e morte, Ester, insegnante di magia, e Nimeon, principe delle Colline, vengono investiti del Mandato che li condurrà a svelare una verità incredibile e inattesa. Accompagnati dal giovane matematico Van e da un gruppo di valorosi cavalieri, i due affronteranno la delicata indagine sulle tracce del temibile e astuto nemico, tra enigmi insoluti, incantesimi, intrighi e inquietanti scoperte. Quale segreto lega Ester all’assassino e all’antica leggenda custodita dai Reali delle Colline? E cosa nascondono le nebbie incantate che lentamente invadono le Terre? Un’avventura al confine tra due mondi. La storia di una donna in lotta contro se stessa. Un fantasy che sfuma nelle tinte moderne del giallo.

Autore

L’autrice, Antonia Romagnoli, è nata a Piacenza nel 1973. E’ stata finalista al Premio Galassia 2006, col racconto Roiter (pubblicato in seguito sulla rivista Robot), e ha esordito nel mondo del fantasy con alcuni racconti fantastici apparsi in varie riviste e antologie. Nel 2007 ha pubblicato il suo primo romanzo fantasy-umoristico La Magica Terra di Slupp (Ed. Lulupress), e il mainstream Pioggia (Ed. Giovane Holden). Il Segreto dell’Alchimista, pubblicato nel 2008 (Ed. L’Età dell’Acquario), è invece un raffinato intreccio di fantasy, thriller e giallo, in bilico tra il nostro mondo e uno tipicamente fantasy, chiamato le Terre.

Il segreto dell’alchimista è un fantasy classico, a ben vedere. Ci sono magia e principi, c’è il grande cattivo che vuole conquistare il mondo, c’è la ricerca che gli eroi intraprendo per sconfiggerlo, c’è lo scontro finale. Ci sono però anche diversi elementi originali, che lo distaccano dal fantasy visto e rivisto.

La trama
La storia è ambientata nelle Terre, un mondo medioevaleggiante che gode di un’invidiabile condizione perdurante di pace. La pace è garantita dal fatto che tutti i regni inviano i propri rampolli e i ragazzi particolarmente dotati a Palaistria, la cittadella dell’istruzione che funge da garante dell’armonia tra i regni.
Nessuno la oserebbe attaccare, visto che ragazzi di ogni nazione sono lì a studiare per diventare studiosi, maghi, cavalieri. E vivendo lì si stringono amicizie tra giovani di regni differenti, rendendo difficile lo scoppio di guerre.
Maghi, si è detto. Ci sono i maghi, ma hanno ben poco potere. Qualche incantesimo non troppo difficile, e solo con molto impegno.
La vera magia è dominio di pochi eletti, detti maghi naturali, che riescono con facilità a padroneggiare la magia compiendo incredibili prodigi. A causa della portata enorme dei loro poteri sono malvisti dalla gente, si devono spesso nascondere e col tempo hanno deciso di autolimitarsi, per evitare di essere sopraffatti dal potere e di perdere sè stessi. Sono pochi, come si è detto, e vivono isolati, rinchiusi nelle loro dimore magiche.
Qualcuno però ha cominciato a ucciderli.
La maga di Terreverdi, che viveva protetta da una barriera impenetrabile, è stata raggiunta e uccisa. E così pure due maghi che una decina di anni prima avevano tentato di fare una ribellione per assumere il potere, ribellione sedata grazie proprio all’intervento della maga di Terreverdi.
Quando la questione arriva a Palaistria, viene emesso un Mandato. Due persone vengono incaricate di far luce sull’accaduto, scoprendo chi sia il responsabile di questi incredibili delitti, cosa c’entri un’antica leggenda e cosa significhi la nebbia che sta invadendo lentamente le terre, portando con sè le Ombre, nemici magici che si materializzano dalle nebbie per portare distruzione e poi scompaiono.
Queste persone sono il principe Nimeon, la cui famiglia da generazioni custodisce una leggenda che potrebbe contenere la soluzione ai loro problemi, ed Ester, una Magistra. Un’insegnante di Palaistria, che in realtà è molto di più… magistra di magia, certo, ma in segreto anche maga naturale, Emissaria e cittadina di un altro mondo…

Un passato complicato
Ester è in realtà una ragazza piacentina, giunta per caso nelle Terre. Caso che poi del tutto fortuito non è, ma la cosa viene spiegata abbondantemente nella seconda parte del libro.
Arrivata nelle Terre, e giustamente scombussolata, aveva scoperto di essere una maga naturale. Ed era divenuta l’allieva della maga di Terreverdi.
Quando la maga aveva scoperto del tentativo di ribellione di altri due maghi aveva deciso di intervenire, ma non poteva farlo personalmente: la barriera che la proteggeva dal mondo, creata da lei stessa nel corso degli anni, impediva però anche a lei di abbandonare la propria abitazione.
Ester divenne così l’Emissaria, mandata dalla maga ad avvertire del pericolo i regnanti delle Terre.
Alla fine giunse a Palaistria, dove il Supremo -colui che ne è a capo- le credette e guidò la controffensiva, portando dalla propria parte i regni ed altri maghi.
Sedata la ribellione, e posti sotto sorveglianza i due maghi ribelli, Ester se ne fuggì per girare un poco le Terre, ritornando solo quando il Supremo le offrì l’incarico di Magistra di magia. Incarico poi lasciato per divenire Mandataria, ed indagare sull’assassinio della sua vecchia maestra.
Ester ha un carattere problematico, cui il passaggio dal nostro mondo alle Terre ha solo aggiunto altri problemi. Ha una scarsa opinione di sè, non vuole aprirsi con nessuno e tiene tutti a debita distanza, impedendogli di avvicinarsi troppo a lei.
Un nemico implacabile
Sakren
, questo è il nome dell’assassino di maghi. E’ un mago naturale di inaudita potenza, che ha scelto di non limitarsi. Ha ideato nuovi modi per infliggere dolore e uccidere, ed ha un solo obbiettivo: dominare le Terre.
C’era lui dietro la precedente ribellione dei maghi, e uccide i due ribelli proprio per evitare che tradiscano la sua esistenza, finora tenuta segreta. Uccide la maga di Terreverdi per vendetta, ma non è ancora soddisfatto: affinchè la sua vendetta sia completa deve eliminare gli altri responsabili del suo precedente fallimento, e cioè l’Emissaria e il Supremo.
Mentre i mandatari inseguono una leggenda, lui continua a tramare nell’ombra e grazie alle sue nebbie riesce ad ottenere la fiducia di re Pentiath divenendone il consigliere e convincendolo a muvoere guerra a Palaistria, la cui colpa sarebbe quella di aver ucciso i maghi, il figlio di Pentiah e di cercare il dominio sulle Terre.
Anche Sakren però custodisce un segreto.
In realtà proviene anche lui dal nostro mondo, ed anzi è colpa sua se Ester è giunta nelle Terre visto che è incappata nel passaggio lasciato aperto dall’uomo.

Giudizio
Lo stile dell’autrice non è troppo descrittivo, e punta più che altro sullo svolgersi delle vicende e sui sentimenti di Ester, combattuta tra l’amore che comincia a provare, lentamente, nei confronti del principe e il proprio carattere schivo e sfuggente, il suo non considerarsi mai “abbastanza”.
Il libro è ben scritto, e i tanti punti interrogativi del libro (il passato di Ester, la leggenda, l’identità dell’assassino) sono ben gestiti. E sopratutto tutti trovano risposta, cosa non da poco.
E’ un fantasy classico, come schematizzazione degli eventi, ma la provenienza dal mondo moderno (con molti capitoli ambientati a Piacenza e Napoli) lo differenzia parecchio da altri titoli, dandogli un qualcosa in più. Purtroppo però a mio avviso non è molto ben gestita la parte “moderna”, e la cosa influisce parecchio sul giudizio complessivo.
Un buon libro, con qualche pecca ma molto godibile.
Ho letto lamentele per il prezzo, ma a parte le necessità di una casa editrice piccola, c’è anche da dire che altri autori vengono costretti dagli editori a trasformare il libro in una trilogia, con tre libri da una quindicina d’euro (che in economica diventano 24 euro complessivi… il prezzo di questo libro).  Quindi bene o male siamo lì, come prezzo. E senza aver dovuto assistere ad obblighi di “allunghi” della storia per arrivare a tre libri più piccoli.

Voto: 3.5/5

Le pecche
Le ho inserite qua in fondo per evitare troppi spoiler… quindi siete avvertiti.
Una delle pecche principali è come detto la parte moderna: il principe Nimeon, giunto in Italia, si adatta tutto sommato bene alla vita moderna. Fin troppo, per essere un cavaliere medioevale, direi…
L’amica di Ester crede un po’ troppo facilmente alla storia incredibile raccontata dall’amica, per quanto tale scelta sia ovviamente dovuta al non voler allungare troppo il libro con la parte di convincimento.
Vi è poi la pecca dell’utopia delle Terre.
Va bene essere un bel luogo, tanto da spingere i custodi del segreto a non voler aprire comunicazioni tra i mondi per evitare un inquinamento culturale, ma le Terre mi sembrano un po’ troppo idilliache.
Niente guerre, niente scontri, niente invidie, nessun cattivo.
Nel consiglio di Palaistria tutti i consiglieri sono saggi e buoni, privi di ambizioni, pronti a premiare i meriti di ognuno, anche se questo è giovanissimo ed appena entrato nel consiglio.
In Galsazia, alla morte (desiderata da molti, ma mai ricercata) di Pentiah la reggenza non va a un ambizioso funzionario, nè a un parente, nè a qualche consigliere: va ad un giovane ed onesto cavaliere, che era stato compagno del defunto principe e che aveva deciso di aiutare i mandatari contro il volere del re. Lieto fine, certo, ma totalmente incredibile…
E i maghi, anche chi si era quasi ribellato, sono alla fine tutti buoni. I ribelli una volta fermati non hanno più provato a far niente, nemmeno a fuggire malgrado fossero controllati da lontano solo da qualche soldato.
Non so, troppa bontà mi pare irrealistica. Anche con la sospensione dell’incredulità.
Spero che nel nuovo libro (che ci tengo a precisarlo, è un altro libro…. non una seconda parte) ambientato nelle Terre ci siano un po’ più di sfaccettature nei caratteri dei Terriani.

29 settembre 2008 Posted by | Romagnoli Antonia | , , , , , | 2 commenti

La ragazza dei miei sogni

Autore: Francesco Dimitri
Editore: Gargoyle
Pagine: 195
Prezzo: € 10,50

La trama
Cosa succede quando incontri la ragazza dei tuoi sogni? Cosa succede se dopo un lungo periodo di solitudine giunge la ragazza perfetta, l’incarnazione di ogni tuo desiderio d’amore, di sesso, di amicizia? Potresti semplicemente esserne felice.
Ma potresti anche incontrare un mago punk, svelare l’Incanto che scorre tra le strade di città, scoprire che la realtà nasconde meraviglie e orrori di cui non sospettavi l’esistenza.
Perchè ogni amore presenta un volto oscuro, e dietro ogni sogno l’incubo è in agguato.
Non è possibile affrontarlo senza sacrificare qualcosa…
Benvenuto nella storia gotica che terrorizzerà e commuoverà chi già ama e chi sogna di farlo.

Autore

Francesco Dimitri è un esperto di letteratura fantastica, magia e paranormal, spesso intervistato da radio e televisioni. Definisce se stesso Immaginauta, e il suo modo di fare a mezza strada tra serietà e ironia irrita alcuni e piace ad altri. Nato a Manduria (TA) nel 1981, vive e lavora a Roma. Ha pubblicato quattro saggi, Comunismo magico (2004), Guida alle case più stregate del mondo (2004) Neopaganesimo (2005) e Manuale del cattivo (2006), oltre a essere co-autore di Dies Iraq (2003), tutti con Castelvecchi. La Guida alle case più stregate del mondo è considerato un piccolo cult, e ne è uscita un’edizione spagnola. Collabora con «XL», scrive sceneggiature e gioca di ruolo almeno una volta a settimana. La ragazza dei miei sogni è il suo primo romanzo, già opzionato per il cinema.


La storia

Il protagonista è uno sfigato. Ventisei anni, un’inutile laurea in economia agraria che gli prospetta un futuro da osservatore di mucche, un ruolo da assistente allo stesso corso, snobbato dagli studenti.
Nessun vero amico, mai avuta una ragazza. Malvisto dalla stessa famiglia, a parte la sorellina che prova i suoi stessi sentimenti verso i parenti.
Un amore impossibile verso una del suo giro, Margherita, cui sta dietro da tre anni senza aver mai detto niente al riguardo, sempre nell’ombra, aspettando un’occasione che non si presenterà mai.
E la notte si sfoga in chat, con un interlocutrice che probabilmente è un interlocutore, o una ragazza obesa priva di vita sociale. Ma non gli importa, gli basta di trovare soddisfazione anche se solo per una mezz’ora, anche se solo virtualmente.

Poi arriva lei, Sofia.

Bellissima, frizzante, intuitiva, simpatica. E gli piace lui.
E’ lei a trovarlo, è lei a conquistarlo, è lei a fare la prima mossa. E’ lei che pare vedere il suo vero io, e che cerca di aiutuarlo a tirarlo fuori.
E’ lei che da tempo infestava i suoi sogni, ancora prima che lui la conoscesse. Sogni in cui si ritrovava terrorizzato, immobilizzato, violentato da quella ragazza. Sogni inquietanti.

Il mondo sembra diverso ora al protagonista, adesso che lei è al suo fianco.
Ma comincia a sentirsi stanco, a svenire in chiesa per la stanchezza e lo stress. E cominciano a morire in maniera stranissima persone a lui vicine: la ragazza che lo aveva sempre ignorato e deriso, il suo coinquilino che lo considerava meno di niente, una ragazza che si era portato a letto Dagon -un suo amico, leader di una band alternativa e mago punk metropolitano. Dagon che lo aveva avvertito più volte riguardo a Sofia, Dagon che sembrava aver cercato di andarci a letto con Sofia. Dagon che si drogava, e che forse aveva ucciso quelle persone…

Dagon
Dagon è scorbutico, diretto, fuori da ogni schema. Vive in una grande villa, circondato da materiale esoterico, strumenti musicali ed armi da taglio.
Minimizza il problema del protagonista, quando questi si rivolge a lui la prima volta, ma una volta conosciuta Sofia capisce di aver commesso un errore. E fa di tutto per aiutare l’amico, per quanto venga maltrattato dallo stesso in ogni modo possibile.
Perde la testa quando, per colpirlo, viene uccisa una ragazza che ogni tanto si portava a letto. Cerca di vendicarsi ma si salva a stento, e sempre viene malgiudicato dall’amico che tenta di salvare.
Malgrado ciò si ostina a persistere nel suo scopo, che ormai include anche salvare gli abitanti di Roma da un pericolo che non possono nemmeno comprendere.
Un eroe, un antieroe anzi. Un personaggio molto alla Constantine, per fare un esempio.

Sofia
Un altro splendido personaggio, la cui complessità scopriamo del tutto solo nel finale.
La ragazza perfetta, quella che ti ama per come sei realmente, quella che chiunque vorrebbe incontrare e in cui vorrebbe perdersi.
Una ragazza però pericolosa, una ragazza che non è una vera ragazza. E’ una succube, un demone esistente da prima della nascita dell’uomo.
Un demone che prende forma corporea alimentato dai desideri delle persone che, inconsciamente o volutamente, la evocano. In questo caso erano stati i desideri ossessivi del protagonista ad attirarla, e a darle poco a poco la forma di Sofia.
Questi demoni -Succubi, Incubi, Lamie e ininite altre varianti a seconda della zona del mondo in cui ci si trova- sopravvivono succhiando l’Incanto alle persone, mentre queste dormono. Sofia però è diventata anche troppo umana, non vuole uccidere il protagonista nè desidera ferirlo, anche se il loro rapporto produce per forza qualche reazione come l’incapacità di sopportare luoghi o simboli religiosi. Se ne nutre pochissimo, giusto quanto serve per mantenere la sua identità di Sofia e sopravvivere. Almeno fino a quando lui non la scopre, e lei per la rabbia si scatena.

Una scia di morti
La prima a morire è Margherita, la ragazza cui il protagonista era stato dietro per anni. La ragazza che aveva cercato di umiliare lui e Sofia con aria di superiorità, la ragazza che si era litigata con Sofia insultandola prima che il protagonista\narratore la scacciasse bruscamente da casa sua.
Verrà trovata morta nella sua camera, senza segni di scasso in casa, senza che i genitori avessero sentito niente. Stuprata ripetutamente, era morta per circostanze sconosciute. Ma ciò che era terrorizzante era la sua espressione. Un’espressione di paura pura, mista però a una sorta di piacere estremo.
Il protagonista aveva visto la sua morte, ad opera di Sofia. L’aveva vista dopo aver masticato della droga e guardato in una sorta di specchio magico donatogli da Dagon. Ma come poteva credere a quelle visioni dovute alla droga? Molto più semplice credere a un trucco dell’amico.

La seconda a morire era stata poi Nocturnia, un’amante di Dagon. Che in casa sua era al sicuro da ogni attacco, e quindi al suo posto era stata attaccata una persona a lui vicina. A questo punto il protagonista si convince che l’assassino sia in realtà proprio Dagon, e i due lottano. Poi Dagon va in cerca di Sofia per ucciderla, finendo però lui stesso quasi ucciso mentre Sofia non si è fatta praticamente niente.

Poi muore Mario, il coinquilino odioso. Quello che si era portato a letto Margherita, quello che odiava Sofia perchè stava con il coinquilino sfigato deridendo invece lui, il figo. Anche questo omicidio era stato visto nello specchio.
E quando fa irruzione nella camera di Mario, il protagonista vede una nebbiolina dai contorni familiari china sul corpo ormai privo di vita.

Scoperta, la nebbia scompare. E cominciano numerosi omicidi, tutti simili a questi tre, per tutta Roma.

Pazzia
Alla fine, dopo averla trovata sul corpo quasi morto della sorellina, il protagonista decide di ucciderla. Dagon si occupa di prepararlo, di iniziarlo.
E’ un dilemma che lo dilania. Sa che Sofia è un demone cui lui stesso ha dato forma, ma non può fare a meno di amarla con tutto se stesso. Quello che c’è stato, quello che ha provato, quello che ha vissuto… Sofia era la sua stessa vita. Ma adesso aveva attaccato Cam, la piccola sorellina asmatica, e questo non poteva assolutamente perdonarlo: Cam era l’unica persona, oltre a Sofia, che gli avesse voluto realmente bene, che gli fosse stata affezionata.
Evoca Sofia, e lei compare. Il coraggio che si era illuso di avere scompare, davanti al volto amato. Sa cosa deve fare, ma non può farlo.
E’ Sofia stessa, dopo aver sentito la motivazione per la quale lui la vuole uccidere, a muovere la sua mano. A portare contro sè stessa il pugnale e a uccidersi. Proprio mentre Dagon cerca di fermarlo, consaspevole adesso della verità: Sofia non voleva uccidere Cam ma salvarla, donandogli l’Incanto che ormai la stava abbandonando. Cam era malata, e Sofia cercava di tenerla in vita.
Troppo tardi.
Alla morte Sofia scompare, e al suo posto resta il demone. Una creatura aliena e impossibile da concepire, che lentamente scompare anch esso. Una concezione molto Lovecraftiana.
Così come è Lovecraftiana la reazione del protagonista, che aveva scelto di guardarla malgrado sapesse che non avrebbe dovuto: due anni di manicomio, con la mente che non era riuscita a reggere ciò che aveva visto in quegli istanti di pura follia.

Una storia d’amore tragica
Alla fine il tutto si risolve quindi in una storia d’amore. Una storia d’amore tragica tra un ragazzo e la ragazza che si era creato con la propria mente, dando forma ai propri desideri.
La storia di un ragazzo e di un demone che, nel corpo di Sofia, aveva appreso cosa fosse l’umanità ed aveva cercato di farne parte, per amore del ragazzo.
La storia di come il demone, per amore, avesse deciso di uccidersi. Uccidersi per non uccidere, uccidersi per non vedere lo sguardo di disgusto negli occhi della persona amata, uccidersi per renderlo felice.

Un altro splendido libro di Dimitri, che precede Pan (nel quale ritroviamo Dagon e il Conte, e nel quale la figura di Giovanni ricorda un po’ quella del protagonista di questo libro, per come si rapporta con gli altri) e del quale sono già stati acquisiti i diritti cinematografici. Sperando che quando il film sarà realizzato, non sia una schifezza assurda.
Non c’è che dire, Dimitri ormai è il mio scrittore italiano preferito.

Voto: 5/5

13 settembre 2008 Posted by | Dimitri Francesco | , , , , , , | 2 commenti

Pan

Editore: Marsilio
Pagine: 464
Prezzo: € 19,00

Trama

Nelle notti romane ci sono bambini che sognano, e che nel sogno, ogni volta, ripetono il viaggio verso una grande isola che non c’è. Nelle notti romane ci sono ville borghesi illuminate dalla luna piena, e dai loro giardini spesso s’innalzano, non visti, mastodontici galeoni pirata. Nelle notti più fredde di una Roma moderna, pulsante, segreta, qualcuno ormai comincia ad avvertirlo: uno spirito folle sta bussando alla porta, uno spirito anarchico e sensuale, passionale e libertino, pronto a tornare per rapirci. Qualcuno lo vuol chiamare Peter; un tempo era noto come Pan.
Tra mito, pop, psichedelia e vecchio racconto d’avventura, Francesco Dimitri riesce a costruire un romanzo affascinante nei toni e nelle suggestioni quanto avvincente nella trama. A cento anni di distanza dalla sua prima comparsa, il Peter Pan di Barrie rivela oggi più che mai la propria carica eversiva, la propria primordialità vitale, erotica, libera, il proprio rifiuto verso ogni forma di dogmatismo. Nei cieli di Roma lo scontro si sta preparando: bambini e pirati, vecchie e nuove divinità, in un’inquietante favola nera che finirà per insegnarci come, talvolta, per vedere il mondo del sogno dal mondo reale, non serva altro che alzare la testa. Continua a leggere

14 luglio 2008 Posted by | Dimitri Francesco | , , , , , , , , | 4 commenti