La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Perdido Street Station

Autore: China Miéville
Editore: Fanucci
Prezzo: € 18,50
Pagine: 744

Questo libro non l’ho letto nella versione italiana, ma nella versione in pdf gratuita trovata sulla libreria di Suvudu.
Quindi sul kindle, e in inglese.

Probabilmente sarebbe stato meglio leggerlo in italiano, perché sopratutto all’inizio Miéville è ostico, parecchio ostico. Continua a leggere

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8 settembre 2010 Posted by | Mieville China | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Bone 8: Cacciatori di tesori

 

Ci stiamo avvicinando alla conclusione, ancora due numeri e l’epopea dei cugini Bone giugnerà a termine. Un’epopea che, andando avanti con i volumi, si fa sempre più fantasy e cupa.

Continua a leggere

15 luglio 2010 Posted by | Bone, comics | , , , , , | Lascia un commento

Wunderkind – La rosa e i tre chiodi

Autore: G. L. D’Andrea
Editore: Mondadori
Prezzo: € 17,00
Pagine: 394
Decisamente meglio del primo libro, questo è certo.

Questo secondo libro è quasi claustrofobico, opprimente. Il Dent de nuit diventa una sorta di prigione oscura e pericolosa, dove la gente vive rintanata per paura di quello che si aggira per le strade.
E quello che si aggira per le strade sono le orde di creature agli ordini del Venditore, e i cacciatori suoi alleati.
Loro, e i cambiavalute ancora vivi e ancora desiderosi di combattere, agli ordini di Bulywif che in questo clima di guerriglia concede sempre più spazio al licantropo dentro di sè. Continua a leggere

27 Mag 2010 Posted by | D'Andrea G. L. | , , , , | 3 commenti

Wunderkind – Una lucida moneta d’argento

Autore: G. L. D’Andrea
Editore: Mondadori
Prezzo: € 17,00
Pagine: 388

Qualche tempo fa parlavo delle aspettative che possono modificare il giudizio riguardo a un libro. Ne parlavo in relazione a Gothica e ad Alice nel paese della vaporità, due libri da cui mi aspettavo molto.
Per certi versi anche questo libro è stato letto sotto una bella pressione di aspettative. Ma qui le aspettative erano molteplici.

Da un lato c’erano le aspettative negative nate dai commenti su Anobii e sul sito della Gambera, e dal fatto che l’editore fosse Mondadori. Non lo nego, per certe cose sono razzista e il binomio “Mondadori – Fantasy italiano” è una di queste.
Dall’altro lato invece c’erano le aspettative positive sorte conoscendo D’Andrea dalle pagine del suo blog, leggendone i commenti favorevoli di tanti altri blogger che seguo.
Pareri completamente opposti che mi hanno convinto infine a leggere il libro per farmi una mia opinione, cercando di riuscire a costruirmela tenendo da parte i preconcetti e le aspettative. Continua a leggere

26 Mag 2010 Posted by | D'Andrea G. L. | , , , , | 1 commento

I migliori libri del 2009

Dopo il peggio che ho letto, ecco le perle.
Ovviamente non sono dieci, sarebbe stato troppo riduttivo… questa volta sono tredici.

Cominciamo da Murakami, e dal suo Dance dance dance. Probabilmente il libro che mi ha più colpito in questo anno, visto che a distanza di sette mesi mi ritrovo ancora a pensare all’uomo pecora, al protagonista del libro e all’ordine imperativo di danzare sempre e comunque per sopravvivere, senza mai fermarsi. Consigliatissimo a tutti! Continua a leggere

29 dicembre 2009 Posted by | classifiche di fine anno, Murakami Haruki | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

La ragazza dello Sputnik

 

Autore: Haruki Murakami
Editore: Einaudi
Prezzo: € 10.50
Pagine: 236

 

Devo ancora capire come faccia Murakami a lasciarmi sempre così intontito e spaesato, con i suoi libri. Ci sono solo due autori che devo leggere con cautela e a piccole dosi, per evitare di estraniarmi completamente dal mondo: Palahniuk e Murakami, anche se per motivi diversi. Palahniuk colpisce forte attaccando di volta in volta qualcosa che si da per scontato, demolendolo e ricostruendolo a suo piacere, mettendolo a nudo e mettendo a nudo nel contempo abitudini, usanze, modi di vivere.
Murakami invece è più sottile. Non attacca, non alza la voce. Racconta storie calme, introspettive, riflessive. Storie che partono in un modo, e inevitabilmente ti portano a riflettere sulla vita, sulla tua esistenza, su cosa fai e come lo fai.
Due autori molto diversi, che io accomuno per l’abilità di devastarmi psicologicamente. Continua a leggere

1 dicembre 2009 Posted by | Murakami Haruki | , , , | 2 commenti

The looking glass wars

Autore: Frank Beddor
Editore: Speak
Prezzo: € 7,70
Pagine: 358

Alice nel paese delle meraviglie penso sia un libro ben noto a tutti. Libro famosissimo, cartone della Disney altrettanto famoso, film di Burton in arrivo, libro di Dimitri in arrivo (e non vedo l’ora!).

Questo libro ne è una rilettura, si può dire.

E se in realtà l’avventura di Alice nel Paese delle Meraviglie fosse stata un bel po’ differente? E se Carroll avesse semplicemente riadattato sotto forma di libro fantasioso e allegro ciò che una bambina gli aveva raccontato essere reale? Continua a leggere

5 ottobre 2009 Posted by | Frank Beddor | , , , , | 4 commenti

Kafka sulla spiaggia

Autore: Haruki Murakami
Editore: Einaudi
Prezzo: € 20.00
Pagine: 522

Come sempre, dopo aver finito di leggere Murakami mi ritrovo a pensare al libro appena finito. Alle emozioni che ha suscitato, agli interrogativi rimasti senza risposta, a quella sensazione di smarrimento che si prova quando si abbandonano le sue pagine oniriche e si ritorna alla vita reale.
E come sempre mi chiedo cosa scrivere qui, visto che farne una recensione è sempre difficile.

Per cominciare, la struttura del libro ricorda quella de La fine del mondo: due storie in parallelo, cui sono dedicati un capitolo a testa, alternandole.
Nella prima storia il protagonista, nonchè voce narrante, è Tomuro Kafka. O almeno, Kafka è il nome che questo quindicenne si è dato quando è scappato di casa. Una fuga che non è certo un colpo di testa improvviso, ma un piano progettato con cura fin dall’infanzia. Ha una sorta di amico immaginario, il ragazzo chiamato Corvo, che a volte sembra la voce della sua coscienza e a volte qualcosa di più. Kafka fugge dal padre che gli ha rovinato la vita maledicendolo fin da bambino con una profezia edipica. “Un giorno ucciderai tuo padre con le tue mani, e giacerai con tua madre e tua sorella“.
Nell’altra, si fa la conoscenza del signor Nakata. Un uomo di mezza età con gravi problemi mentali: da bambino era caduto in coma per parecchio tempo, e al risveglio aveva dimenticato tutto ciò che avesse mai saputo. E aveva perso la capacità di apprenderlo di nuovo. Era diventato totalmente stupido, in poche parole. Ma aveva acquisito la facoltà di parlare con i gatti.
Nakata, pur senza saperlo, ha un ruolo fondamentale nella vicenda. E vi viene trascinato dal signor Johnny Walker, che lo costringe in pratica a mettersi in viaggio verso il proprio destino.

Le storie di Kafka e di Nakata, all’inizio lontanissime, si avvicinano sempre di più arrivando a sfiorarsi senza però mai fare incrociare i due personaggi, uno l’opposto dell’altro. Il ragazzino maturo, riflessivo e pieno di rabbia e paura; e l’uomo immaturo e innocente come un bambino, totalmente privo di ricordi.

Proprio i ricordi giocano un ruolo importante qui, come anche era successo ne La fine del mondo.
Nakata alla fine avverte il peso dell’assenza dei ricordi, e vorrebbe riappropriarsi dei suoi ricordi, della sua vita.
La signora Saeki invece vive intrappolata nei ricordi della sua gioventù, in quel periodo nel quale aveva sperimentato una felicità così totale e assoluta da spaventarla e renderla infelice, proprio per la consapevolezza che mai sarebbe più potuta essere così felice. Il periodo in cui aveva desiderato di poter fermare il tempo, vivere per sempre in quel luogo e in quei giorni.

E quel luogo l’aveva trovato.
Un luogo al di fuori del tempo, che comunicava con il nostro mondo solo in determinate circostanze, quando la pietra dell’entrata era aperta.
Un luogo dove il tempo non ha alcun effetto, dove i ricordi sbiadiscono e quasi non ci sono necessità fisiche. Un luogo, ancora una volta, molto simile alla Fine del mondo. Ma senza guardiani, senza mura, senza l’atmosfera opprimente di quell’altro luogo.

Il libro mostra il percorso di crescita di Kafka, da quando fugge dalla casa del padre e dalla profezia a quando incontra Sakura, e poi Oshima e Saeki.
Oshima che è un personaggio molto particolare… alla fine è quello che meno c’entra con la trama vera e propria, con la pietra dell’entrata, con il passato di Kafka, con il luogo al di fuori del tempo. Ma è probabilmente quello che più aiuta Kafka, sia fisicamente che spiritualmente. (Poi, vabbè, è particolare anche per la sua stessa natura, ovviamente.)
E’ anche il tramite scelto dall’autore per lasciarsi andare a citazioni e riflessioni colte. Spesso un po’ troppe per essere realistico, ma alla fine va bene così. Del resto il realistico cede il passo all’onirico, in questi libri, e il citazionismo del bibliotecario passa in secondo piano rispetto agli intrighi temporali che vedono coinvolti Kafka, la signora Saeki, un ragazzo morto molto tempo prima e il padre di Kafka.

Ecco, se non fosse per il padre di Kafka il mio giudizio sul libro sarebbe migliore.

Ma c’è quella presenza che oltre a non essere spiegata -e questo ci sta, è sempre così con Murakami e va bene- non mi sembra venga nemmeno accennato granchè su di lei.
Innanzi tutto, è una presenza o sono due? Johnny Walker e il colonnello sono due entità differenti? O hanno mentito e sono la stessa entità, magari nata a causa della signora Saeki quindicenne? Ci sono molte domande senza risposta riguardo a questo punto -può essere che mi manchi un certo background per arrivare alla soluzione, o forse dovrei rileggere il libro alla caccia di un indizio, non so-, così come su un altro fatto alla base di tutto e cioè l’incidente che cambiò la vita a Nakata.
Cosa era successo? Perchè tutti erano svenuti, era opera di un flauto? E perchè Nakata non si era risvegliato?

Capisco che questo libro non abbia intenzione di dare spiegazioni dettagliate, un ordine preciso degli eventi, delle risposte… ma negli altri libri di Murakami che ho letto c’era più possibilità di comprensione.
Kafka sulla spiaggia mi ha lasciato una sorta di sentimento di incompiuto, come se mancasse qualcosa. Un qualcosa che avrebbe reso, per me, questo bel libro un libro bellissimo.

Per molti è il capolavoro di Murakami, io gli preferisco Dance dance dance e La fine del mondo.

Comunque, ho scoperto che Murakami ha sessanta anni. Incredibile, gliene avrei dati una quarantina vista la scrittura!

Voto: 7/10

6 giugno 2009 Posted by | Murakami Haruki | , , , | 6 commenti

Dance Dance Dance

Autore: Murakami Hiruko
Editore: Einaudi
Prezzo: € 13,00
Pagine: 492

Ci rinuncio.

E’ la quinta volta che provo a parlare di questo libro, e per cinque volte finisco col cancellare tutto.
Perchè tenermi sul vago non rende merito al libro, ma entrare nei dettagli diventa una cosa troppo lunga, diventa un raccontare tutto quanto.

Mi limito quindi a dire che la trama riguarda una ricerca da parte del protagonista.
Comincia come la ricerca di una persona appartenente al suo passato, e finisce col diventare la ricerca di sé stesso. Il tentativo di chiudere un ciclo per ripartire, per ritornare a vivere lasciandosi alle spalle il passato.

Perchè il protagonista è una persona strana, lo è sempre stata. E ha subito molte perdite.
Il ratto è morto, la moglie ha divorziato, lui stesso ha abbandonato il suo vecchio amico e ha scoperto che ora vive meglio. Tutti quelli che sono entrati nella sua vita, poi ne sono usciti portandosi dietro un pezzo di lui.
E ormai sembra condannato a una vita piatta e monotona, apatica e solitaria.

Ma durante questa ricerca arriverà a capire delle cose riguardo al suo passato, riscoprirà lentamente la vita, come andare avanti.

Danza, gli ha detto l’uomo pecora in una stanza inesistente alla fine di un corridoio oscuro di un’altra dimensione.
Danza, gli ha detto, o tutto sarà finito.

E così, seguendo il consiglio di quell’individuo misterioso e soprannaturale che ha il compito di connetterlo, lui riprende a danzare. A muoversi. A seguire il corso degli eventi, ad abbandonarsi alla corrente.

Tanti i comprimari che entrano in gioco in questa sua ricerca, in questa sua lotta per non chiudersi definitivamente in sé stesso: la tredicenne Yuki sensitiva, bellissima e incapace di vivere; e sua madre Mae, persa nel suo mondo interiore e assolutamente incapace di rapportarsi normalmente con gli altri; Dick, il poeta con un braccio solo, solare, volenteroso, totalmente anonimo tranne che nella morte; Mei, un’affascinante squillo; il Letterato, un poliziotto onesto e dedito alla giustizia, tragico nel suo insieme; Gotonda, l’amico perfetto devastato nell’interno dall’impossibilità di vivere come vorrebbe; Yumiyoshi, la receptionist amante degli alberghi.

E l’uomo pecora, fuggito da guerre e mondo moderno per rintanarsi nel suo cantuccio onirico, al sicuro da tutto e tutti;
Kiki, che si fa inseguire spingendo alla danza il protagonista;
l’hotel del Delfino, che fa parte del protagonista quanto il protagonista fa parte dell’albergo;
il salotto alle Hawaii dove sei scheletri lo aspettavano, sinistra promessa di morte che lo circonda;
l’oscurità che minaccia di circondarlo, la scelta finale da compiere su come vivere.

Un romanzo intenso, definito erroneamente come un folgorante noir giapponese in copertina -cosa che potrebbe portare a molti errori da parte dei lettori.
C’è del noir, ma non è certo il fulcro della storia.
E’ un libro, come è ovvio visto l’autore, sulla psiche umana, su come affrontare la vita, la solitudine, le perdite.

Perchè col tempo si cambia, si affrontano perdite. Ed è facile lasciarsi andare, chiudersi a riccio tenendo fuori tutto il resto. Ma è solo sopravvivenza.
L’unico modo per continuare a vivere è non smettere di danzare, seguire gli eventi, muoversi sempre, non fermarsi mai.

Voto: 9/10

12 Mag 2009 Posted by | Murakami Haruki | , , , | 11 commenti

La fine del mondo e il paese delle meraviglie

Autore: Murakami Haruki
Editore: Einaudi
Prezzo: € 14,80
Pagine: 509
E’  il secondo libro di Murakami che leggo, dopo aver letto Norwegian wood l’anno scorso.
E di nuovo mi sono trovato catturato da questo autore, dalla psicologia dei suoi personaggi, dai sentimenti che trasmette. Continua a leggere

13 marzo 2009 Posted by | Murakami Haruki | , , | 8 commenti