La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Incipit: The republic of thieves

Oramai non ci si credeva più, e invece è uscito.
Parlo ovviamente del terzo volume della saga di Locke Lamora, di Scott Lynch.
Un romanzo che ha avuto una gestazione difficilissima a causa dei problemi di salute dell’autore, ma che alla fine è arrivato dopo innumerevoli falsi allarmi con date di rilascio comparse in rete e poi sparite rapidamente.

Un libro uscito solo in inglese, che al momento difficilmente vedremo in Italia dato che le vendite dei primi due non sembrano essere andate troppo bene anche grazie a un pessimo (inesistente?) marketing che ha bruciato un primo volume che penso possa rientrare tra i migliori esordi, quello splendido Gli inganni di Locke Lamora.

Comunque finalmente è uscito, e grazie a un’arc me lo sto leggendo in questi giorni.

L’incipit è uno dei capitoli che frequentemente Lynch utilizza per mostrarci il passato di Locke, quando era un bambino alle prime armi assieme agli altri orfani.
E ci mostra il suo primo incontro con Beth, la fantomatica Beth, il suo eterno e dannato amore. Una persona che sappiamo già essere una ladra, una persona pericolosissima e letale.
Parte di questo primo capitolo, successiva all’incipit che riporto, era stato rilasciato tempo fa (anni?) come estratto dal libro. La parte del primo incontro tra i due bambini, lei già nell’elite dei ladruncoli, essendo una del gruppo della finestra, quelli che entravano nelle case; e lui già noto per la sua bravura, la sua sfacciataggine, il suo creare problemi (come quasi rischiare di mandare a fuoco un intero quartiere della città).

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12 ottobre 2013 Posted by | Incipit, Lynch Scott | , , , , , , | 9 commenti

I bastardi gentiluomini

Come qualche giorno aveva annunciato Alberto nei commenti al secondo libro di Lynch, I pirati dell’oceano rosso, la Nord al momento non è intenzionata a pubblicare i futuri libri della saga dei Bastardi Gentiluomini.

A quanto pare, i primi due libri non hanno riscosso sufficente successo presso il pubblico e l’editore, che giustamente fa il proprio interesse, ha tagliato la serie.
Peccato, perchè la serie è ottima e innovativa… una volta tanto che non c’è il solito fantasy stereotipato o ridicolo, non viene accolto bene dal grande pubblico e così lo perdiamo.

Poco male per quello che mi riguarda, lo leggerò in inglese.
A proposito, la data di uscita di questo terzo volume intanto continua a slittare… ora si parla di marzo 2010. Pare che sarà molto più complesso dei primi libri, e che questa cosa assieme a dei problemi dell’editor di Lynch abbiano allungato parecchio i tempi.

Comunque, penso che la Nord avrebbe potuto cercare di reclamizzare maggiormente questi libri.
I pirati dell’oceano rosso è uscito senza alcun annuncio, da un giorno all’altro, e solo per caso lo abbiamo scoperto (e penso che chi è appassionato di fantasy e frequenta siti e blog a tema sia anche molto informato sulle uscite… figuriamoci i lettori “comuni”!)
Gli inganni di Locke Lamora potevano essere pubblicizzati di più.

Non ci sono i soldi della Mondadori, che pubblicando un’esordiente può permettersi paginoni sui giornali? Ok, ma su internet la cosa era fattibile.
Contattare i siti e gli appassionati italiani dandogli la notizia, magari rilasciando in anteprima ai siti qualche informazione: copertina, un capitolo o due da leggere come è stato fatto per i libri della Romagnoli, con quella che reputo un’ottima iniziativa… o magari, come è stato fatto ultimamente su ibs, pubblicare qualche pagina, aspettare brevi commenti e dare ai primi commentatori una copia a un prezzo simbolico. O anche a 5 euro, o a 10. Invogliare, comunque. Confidando nell’effetto catena: leggono, commentano favorevolmente, ne parlano in rete, coinvolgono altri…

Sarebbe ora che puntassero di più, le case editrici, sulle possibilità di pubblicità offerte da internet. Pubblicità più economica, e che raggiunge quasi di sicuro chi è appassionato del genere (e quindi probabile acquirente).

Chiudo segnalando l’uscita del secondo libro della Strazzulla, come segnalato dal  Duca

Le informazioni lette sul sito dell’Einaudi non è che mi facciano pensare molto bene del libro: Fortezza inespugnabile, terra Folletta (abitata da venditori porta a porta, costretti a tentare di vendersi a vicenda aspirapolveri poichè le altre razze li hanno esiliati in quella terra desolata, stufi delle loro pressanti richieste), terra Nana (piena di bonsai?), Compagnia dei peggiori (che mi richiama alla mente le discussioni sulla Confraternita dei Mutanti Malvagi) e sopratutto l’elenco dei personaggi, che identificati da un aggettivo (burbero, polemico, focoso…) mi fanno pensare a personaggi totalmente piatti.

Cosa c’entra la Strazzulla con Lynch?
Niente, solo che oggi ho avuto la conferma che uno non sarà pubblicato in Italia e l’altra invece ha pubblicato il secondo libro.
Non penso che le vendite dell’Einaudi siano state superiori a quelle di Lynch per la Nord, quindi immagino la differenza stia nei diritti da pagare all’editore americano di Lynch.

Peccato, Lynch di sicuro meritava di essere letto.

26 giugno 2009 Posted by | Lynch Scott | , , | 19 commenti

I pirati dell’oceano rosso

Autore: Scott Lynch
Editore: Nord
Pagine: 710
Prezzo: 19.60 €

Trama

Non hanno più denaro, hanno perduto i loro amici e rischiato di morire, ma i Bastardi Galantuomini non sono sconfìtti, sono anzi più uniti che mai. Così Jean Tannen e Locke Lamora, ruggiti dall’amata Camorr, vanno là dove li porta l’irresistibile richiamo del denaro e cioè nella città di Tal Verrar, al centro della quale sorge la più grande, la più ricca e la più sorvegliata casa da gioco dello Stato. Leggenda vuole che ci abbiano provato in molti, a entrare nel suo caveau, e che nessuno ne sia mai uscito vivo. Ma proprio quando Locke e Jean si apprestano a sfatare la leggenda, un sinistro personaggio appare come per magia e, senza troppe cerimonie, li recluta come spie per assicurare alla giustizia i pirati del famigerato Zamira Drakasha. Davvero un incarico ideale per quei due, che non distinguono la poppa dalla prua e si trovano sbalzati in mezzo ad abbordaggi e a duelli a fil di spada nonché costretti a trasformarsi in lupi di mare. Una trasformazione che riuscirà particolarmente bene, dato che Locke, in breve tempo, diventerà nientemeno che il comandante di una nave…

Autore

Scott Lynch è nato nel 1978 a St. Paul, nel Minnesota, e ha fatto tutti quei lavori che, una volta diventati famosi, gli scrittori amano mettere nel loro curriculum:
lavapiatti, web designer, copywriter per un’agenzia di pubblicità e cuoco in un fast-food.
Poi è arrivato il successo di Gli inganni di Locke Lamora (Nord, 2007) -i cui diritti cinematografici sono stati immediatamente acquistati dalla Warner Bros. – e adesso può finalmente vantare la qualifica di <<autore>>.
Vive a New Richmond, nel Wisconsin.

I bastardi gentiluomini

La prima cosa da dire, è che questo è il secondo libro della serie dei Bastardi gentiluomini. E si vede.
La storia comincia a poco più di due anni dalla fine del primo libro, anche se con i soliti flashback di Lynch -Reminescenze le chiama, poste in fondo ai primi capitoli del libro- ci viene mostrato anche cosa hanno passato Jean e Locke tra la fuga da Camorr alla situazione attuale.
Inoltre è confermato che la saga si comporrà di sette libri, il terzo dei quali uscirà in America a febbraio.
Ecco quali sono i libri della saga.
The lies of Locke Lamora (Gli inganni di Locke Lamora)
Red seas under red skies (I pirati dell’oceano rosso)
The republic of thieves (24 febbraio 2009 negli USA)
The Thorn of Emberlain
The Ministry of necessity
The mage and the master spy
Inherit the night

Continuità

Avevamo lasciato Jean e Locke in fuga da Camorr, dopo che i Bastardi Gentiluomini erano stati sterminati dal Re Grigio e dal suo mago.
Adesso li troviamo a Tal Verrar, intenti a fare ciò che gli riesce meglio: ordire truffe colossali.
Grazie alle Reminescenze poste alla fine dei primi capitoli, però, scopriamo che i due hanno impiegato del tempo per rimettersi in sesto dopo la loro fuga. Che Locke si era abbandonato all’alcolismo e all’autocommiserazione per il fato dei suoi amici, mentre Jean teneva entrambi in vita e organizzava una banda a Vel Virazzo. Che alla fine Jean era riuscito a scuotere l’amico dal torpore che lo aveva pervaso, facendolo tornare quello di sempre.

Atmosfera ben diversa

Quello di sempre, certo, ma ormai qualcosa è cambiato in Locke.
Se il primo libro era pervaso da un senso di scherzosità, di irriverenza… ora l’atmosfera che pesas come una cappa su ogni pagina è ben più cupa.
Nel primo libro i ragazzi si credevano invincibili e magari immortali, affrontavano ogni sfida e ogni pericolo senza pensarci due volte e ridendo in faccia alla morte, tornando poi tutti insieme al loro rifugio. Ora però il rifugio è stato distrutto, e di tutti i Bastardi solo due sono rimasti in vita, col peso delle morti degli amici sulle loro spalle.
E all’atmosfera cupa contribuiscono ben presto gli intrighi nei quali Jean e Locke si ritrovano loro malgrado coinvolti. Gli agguati che si susseguono, nelle taverne come nei vicoli. I colloqui con l’Arconte, e i pericoli insiti nel truffare Requin e la sua Selendri.
Un’atmosfera opprimente, con Jean e Locke che si dibattono tra le maglie sempre più strette della rete di intrighi che si chiude lentamente su di loro.
L’atmosfera torna a farsi un po’ più serena solamente quando i due finiscono sull’Orchidea selvaggia, e diventano pirati. Finalmente si trovano in un ambiente quasi famigliare, in mezzo a gente che vive del furto. Un tuffo nel passato per loro, che alla fine giungono alla conclusione di non potere assolutamente tradire quella gente.

Ambientazione

Il mondo creato da Lynch è sempre più affascinante, con la civiltà che si è sviluppata adattandosi ai resti della precedente civiltà, i misteriosi Antichi. Dopo Camorr scopriamo Tal Verran, una città assurda fondata sul vetrantico (sostanza usata dagli antichi e adesso indistruttibile e non lavorabile) e fatta da isolotti.
E le luci alchemiche, che regnano sovrane.
E poi facciamo conoscenza anche con le isole Ventospettro, infestate da presenze inquietanti, simili a sirene come effetti ma ben più spaventose. Ventospettro che sembrano una Tortuga fantasy, protetta dalla natura stessa.
Non c’è che dire, l’ambientazione è spettacolare e sicuramente sul grande schermo renderà meravigliosamente!

Rosso?

In italiano il titolo trae meno in inganno, ma conoscendo il titolo inglese del libro (che rievocava battaglie per mare in grande quantità e fiumi di sangue che scorrevano sui ponti delle navi, e città messe a ferro e fuoco) sono rimasto un po’ deluso.
Ci sono stati solo due scontri in mare. Dei quali considero come una grande battaglia solo lo scontro tra pirati al largo di Tal Verran, anche se la sua risoluzione mi è sembrata un poco idiota. Fin dall’inizio viene detto che la Sovrana è la nave migliore dei pirati, che il suo equipaggio è il più grande… poi quella nave muove guerra all’Orchidea e d’improvviso non è in grado di abbordarla?
Gli libera contro delle bestie assassine, parte all’arrembaggio… ma le Orchidee resistono. Certo, sono forti, ma con il semplice numero sarebbero dovute essere schiacciate. E invece usano la carta del tradimento, con quell’intruglio alchemico (che ricorda tanto il fuoco alchemico di Martin)  che alla fine si ritorce contro di loro. Mah, una grande idiozia da parte del capitano.
E a parte quella, solo barchette. O una cittadina praticamente sguarnita, per quanto ricca, il cui sacco ci viene appena accennato.
Il titolo mi pare esagerato, lo ripeto. Fa pensare a tutt altro.

E la trama secondo l’edizione italiana

Peggio dell’inganno del titolo, direi. A parte che fanno due abbordaggi soli (di cui uno su una nave priva di difese) e che di “duelli a fil di spada” non ce ne sono, escluso forse quello tra Zamira e Koros.
Ma dire che Locke si trasformerà a tal punto da diventare in breve il comandante di una nave… questo no.
Questo fa pensare a Locke che, arrivato a Ventospettro, recluta una ciurma e diventa un capitano pirata. Invece è il comandante della nave con cui l’Arconte lo manda in mare, e in poco tempo viene scoperto come terricolo e gettato in mare a seguito di un ammutinamento.
La maggior parte del tempo che passa in mare, è come pirata nella ciurma di Zamira.

Jean e Locke

A parte queste puntigliosità, comunque, la storia è molto buona.
Incentrata, più che su Locke, sul rapporto che lo lega a Jean -quando non proprio su Jean.
Rapporto che dopo la fuga da Camorr è deteriorato, i due litigano sempre e affronano ognuno a modo suo le perdite che li hanno colpiti. Poco a poco, tornando a lavorare a truffe inaudite, ricominciano a fidarsi l’uno dell’altro, e sopratutto a fidarsi della loro amicizia. Anche se degli strascichi rimangono.
Così Locke non capisce il bluff di Jean quando sono di fronte ai sicari, una cosa che un tempo non sarebbe mai successa.
Molto bella anche la reazione di Locke alla relazione tra Jean e Ezri: si rende conto di non essere più l’unica persona che conta per Jean, e sa di essergli sempre stato “di peso” negli scontri, con Jean che doveva sempre salvarlo. Mentre Ezri è una combattente, e ha un rapporto con Jean quale lui non avrà mai -ovviamente.
Così la sua prima reazione è quella di rifiutare la loro storia. Di non accettarla. Ha paura di perdere importanza agli occhi di Jean a causa di Ezri, e senza Jean a lui non rimarrebbe nulla.
Poi finalmente accetta la loro storia, anche se continua ad isolarsi rinchiudendosi in sè stesso.
Sempre col pensiero alla ladra che faceva parte dei Bastardi durante la loro infanzia, la persona che a Camorr era tabù per il suo gruppo. La persona che Locke amava ed ama, malgrado non sappiamo ancora cosa sia successo tra loro.

Finale

Nel finale delude la reazione di Jean. Immagino che Lynch non sia riuscito a renderla come avrebbe voluto, perchè dopo tutte le premesse in cui si diceva che Jean avrebbe distrutto e devastato, mosso solo dalla disperazione e dal desiderio di vendetta… beh, alla fine Jean scivola quasi sullo sfondo.
E la rivelazione sul veleno… prevedibile (l’alternativa era che distruggesse la fiala), ma ovviamente nel prossimo libro arriverà la cura. O si scoprirà che il veleno era solo acqua, un grande bluff.

Misteri

Rispetto al primo libro, nessun mistero risolto ed altri buttati a caricare il piatto.
Il vero nome di Locke e la storia del suo amore sono ancora top secret, ma ora si aggiunge la fazione rappresentata da Merrin, quella del tatuaggio del tralcio di vite avvolto intorno alla spada. Chi sono, che interessi avevano a far stare al potere l’Arconte? E che piani hanno per il futuro, tali da temere un’intromissione dei due Bastardi Gentiluomini?
E poi, riusciranno mai i due a chiudere i conti con i Maghi? O i maghi la smetteranno di giocare, prendendo controllo di Jean per uccidere entrambi? (Che sarebbe la cosa più saggia per i Maghi, ma ovviamente non lo faranno mai).
Non resta che aspettare il prossimo anno per La repubblica dei ladri.

Voto: 4/5

14 novembre 2008 Posted by | Lynch Scott | , , , , , , , , | 13 commenti