La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Ready Player One


Sono incredibilmente riuscito ad andare al cinema a vedermi questo omaggio nerd di Steven Spielberg, tratto dall’omonimo libro di Ernest Cline, che avevo letto ormai quattro anni fa.

Il libro mi era piaciuto ma non lo avevo adorato come altri, diciamo che mi era piaciuto con riserva.
Era bello, toccava le corde giuste e tutto quanto, ma l’atmosfera che creava era oltremodo guastata dal fatto che tutti i riferimenti alla cultura anni 70-80-90, dovendo venire scritti e descritti, rallentavano il ritmo, appesantivano la lettura e sopratutto spesso sembravano gratuiti (cosa che in effetti erano, ma che era necessaria per questo libro). E proprio questo continuo ripetersi di descrizioni di scene o feticci del passato, alla fine, stuccava.
Pornografia l’avevo descritta all’epoca, e mantengo la posizione.

D’altro canto, ho supposto che tutto questo potesse solo migliorare in un film.
Perché non ci sarebbe stato da descrivere ogni riferimento: basta prendere e piazzarlo lì. Sullo sfondo, o in una scena caotica popolata da infiniti potenziali riferimenti. O come sottofondo musicale.

E Spielberg ha fatto centro.

La storia è quel che è: un’onesta storia che sembra uscita, come trama, dagli anni novanta. Onestissima, piacevole, attuale con il tocco di realtà virtuale di Oasis.
Tocca alla perfezione tutte le corde che deve toccare nei più o meno vecchi nerd (e meno nerd) cresciuti in quegli anni. Tutti ci trovano qualcosa per cui emozionarsi, ce n’è per tutti i gusti.

Quasi viene da alzarsi dalla sedia per i Van Halen o per i Twisted Sisters, viene da disquisire su quale auto, astronave o robot si vorrebbe, ci si diverte con i possibili look, ci si incammina nel viale dei ricordi con le vecchie cartucce dei primi videogiochi, ci si emoziona per Shining.
E via dicendo.
Davvero, si potrebbero passare ore a parlare di tutto quel che c’è qui dentro.

E se ne passeranno sicuramente diverse, di ore, una volta che uscirà il blu ray del film, a inseguire tutte le citazioni.

Insomma, dove il libro mi aveva prodotto perplessità, il film si comporta infinitamente meglio.
Senza chissà quali pretese.
Un regalo a svariate generazioni, una dichiarazione d’amore per un passato che per Spielberg è da sempre fonte d’ispirazione e di nostalgia.
Come per noi.

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8 aprile 2018 - Posted by | Ready Player One | , , , , , , , ,

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