La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The midnight star (Young Elites #3)


 

Ovvero, come una serie young adults fantasy possa partire benissimo, procedere così così e terminare malissimo.
Ascesa e declino di Young Elites.

Nei mesi scorsi avevo parlato dei primi due libri di questa serie scritta da Marie Lu.
Il primo, La battaglia dei pugnali, mi aveva sorpreso favorevolmente: non era troppo banale e anzi presentava sprazzi di originalità, non ultimo l’assenza di una classica love story così comune in libri di questo tipo, o il fatto che la protagonista avesse un vero ed enorme lato oscuro.
Il secondo, The rose society, mi aveva già riportato con i piedi a terra. In questo volume di mezzo, di viaggio, la storia -che pure presentava qualche colpo di scena- passava in secondo piano rispetto all’ambizioso tentativo di rappresentare la caduta nel baratro della follia della protagonista, la sua discesa nei suoi personali inferi interiori, l’arrivo della follia più completa. Forse troppo ambizioso, visto che il risultato finale lascia parecchio perplessi, e la trama presta parecchio il fianco sopratutto nella parte finale del libro.

E si arriva a questo finale, The midnight star.
Il libro che doveva indicare cosa sarebbe stato alla fine di questa serie.
Si sarebbe ripresa, tornando a stupire come all’inizio?
Si sarebbe attestata sui tentativi ambiziosi ma non molto fortunati del secondo volume?
O avrebbe proseguito la discesa rovinando tutto?

Per quanto mi riguarda, vince l’orsacchiotto chi aveva puntato qualcosa sulla terza opzione.
Con questo finale si cerca di dare una redenzione ad Adelina dopoo averla resa un personaggio che è l’unione di tutte le varie regine malvage delle fiabe, e la cosa non riesce neppure bene.
Perché lo spunto per intraprendere la quest finale è abbastanza fragile, e sopratutto più si procede meno senso ha ogni cosa. E si va avanti perché si.
Con personaggi che dovevano essere importanti ridotti al ruolo di figuranti, e mi riferisco a Magiano Teren, ma anche a Sergio che addirittura viene lasciato in disparte direttamente.
Scelte insensate, che derivano da una trama messa insieme alla meglio: come nel libro precedente la storia cede il passo al tentativo di analisi psicologica della protagonista, ma l’operazione qui riesce addirittura peggio che in The rose society. Peccato, anche perché tutto era stato sacrificato su questo altare, comprese le caratterizzazioni degli altri personaggi, la credibilità della storia, la sensatezza di una qualunque dinamica descritta in queste pagine.

Alla fine resta solo un’enorme delusione per qualcosa che sarebbe potuto essere bello, e che invece ha tradito le aspettative create.

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31 marzo 2018 - Posted by | Lu Marie | , , , , , , , , ,

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