La torre di Tanabrus

Did you miss me?

I guerrieri di Wyld


 

Questo libro è uscito poche settimane fa in Italia, e in America lo scorso anno.
Prima opera dell’autore canadese, rappresenta una ventata di freschezza e di novità nel panorama fantasy.
E se il buongiorno si vede dal mattino, potremmo avere tra le mani un ottimo autore per parecchi anni a venire…

 

Farà gola sopratutto a chiunque abbia giocato o giochi ancora di ruolo, questo è sicuro.
E a quanti apprezzino la musica.
E a chi sa farsi una risata.
E a chi ama il fantasy, ovvio.

Perché nel mondo creato dalla penna di Eames, le bande di mercenari -i party- sono visti come ora vediamo le band di successo internazionale. E i mercenari stessi sono le rockstar.
Girano per le città incassando denaro e lodi, hanno viscidi agenti che gli procurano i contratti per difendere qualcuno, sterminare qualche nido di mostri o combattere da qualche parte. A volte qualcuno lascia perfino la banda per fare il solista!
E i Saga erano la banda più forte e famosa di tutte le bande.

Poi la banda si era sciolta, per un’infinità di motivi, e i suoi membri se ne erano andati ognuno per la propria strada.

Il protagonista è Clay Cooper, che sembra il classico elemento che se ne sta un po’ più in disparte e fa da supporto alla band, ma che al tempo stesso ne è il collante. E’ il tank del gruppo, armato del suo fido scudo leggendario, ed è pericolosissimo farlo arrabbiare.
O almeno lo era in passato: ora vive in un villaggio tranquillo dove ha un noiosissimo lavoro da guardia cittadina, e il massimo del pericolo che corre adesso è quello di fermarsi in osteria con le altre guardie a bere un po’ di birra, tardando così a rientrare in casa e beccandosi una lavata di capo dalla moglie. Moglie di cui è follemente innamorato, e da cui ha avuto una bambina.
Le due donne sono tutto il suo mondo, e nel suo futuro vede una locanda col suo vecchio scudo appeso sopra il bancone… fino a quando non compare sulla porta di casa il suo vecchio amico Gabriel, a implorarlo di aiutare a salvare sua figlia, mercenaria come loro una volta, e intrappolata in una lontana città stretta d’assedio da un’orda inarrestabile di mostri che ha già sconfitto l’esercito di quella Repubblica e ora aspetta solo di poter terminare il proprio lavoro.

Gabriel, o Gabe il grande, era il frontman del gruppo, l’indomito leader, il guerriero carismatico, armato di una potentissima spada magica, e ora ridotto quasi a fare il mendicante.

Ovviamente prima di partire al salvataggio andranno radunati gli altri membri della banda: Moog, il classico mago distratto e folle che nessuno vorrebbe nel proprio party; Matrick, il ladro affascinante e alcolizzato, letale con i suoi pugnali; e Ganelon, il guerriero implacabile e inarrestabile, armato della sua fida ascia magica.
Altrettanto ovviamente, il tempo passato in inattività peserà anche sulle loro spalle: nessuno di loro è più la persona che era una ventina di anni prima, e l’impresa di riunire tutti quanti per un’ultima, gloriosa impresa appare inconcepibile.
Ma Clay continuerà il proprio cammino, assieme agli amici, da una disavventura all’altra, tra vecchi e nuovi alleati, in mezzo a nemici vecchi e nuovi.

Il tutto, e qui sta il vero punto di forza del libro, anche più che in questa visione originalissima del fantasy a metà strada tra D&D e la musica, sempre accompagnato da una potente e inesauribile vena di ironia.
Già, perché questo è un libro divertente, che lo vuole essere e che sa di esserlo.

Si ride assieme ai protagonisti, si ride dei protagonisti, si ride di quello che succede, dei mostri, delle band, delle reazioni delle persone.
Si ride per tutto il tempo, il che alleggerisce anche le scene più drammatiche.
Si ride, ma con la consapevolezza che questo non è, comunque, un libro comico. O una parodia fantasy.

E’ un fantasy vero e proprio, infarcito di richiami gdr-istici, traboccante di mostri e magia, di un passato epico, di un presente difficile e di un futuro nebuloso.
Ma declinato in maniera ironica e leggera.

Mi ha spesso ricordato l’ironia di Joe Abercrombie, dovessi fare un paragone.
Le quasi 500 pagine volano via che è un piacere, e in più è un libro praticamente autoconclusivo: il finale lascia intravedere un seguito, certo, e il libro è già stato anche annunciato. Ma i protagonisti saranno altri, questa è l’ultima battaglia dei Saga ed è giusto così. Quindi vale come standalone.

E poi la musica.
Non solo le bande come band… Eames gioca con i nomi, richiamando cantanti e gruppi per tutto il tempo.
E sul suo sito ha inserito addirittura una tracklist per accompagnare i singoli capitoli, spesso canzoni che lo hanno ispirato durante la stesura di determinate scene.

Consigliatissimo.

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24 febbraio 2018 - Posted by | Eames Nicholas | , , , , , , , , , , , ,

2 commenti »

  1. Se devo essere sincero alcuni dei dettagli che hai dato su questo libro mi fanno rabbrividire, ma allo stesso tempo sono curioso…

    Commento di Bruno | 25 febbraio 2018

  2. Diciamo che sarebbe stato molto probabile che il libro scivolasse nella parodia o nella risata forzata, o si perdesse dietro a metafore tutto a un tratto troppo pesanti per la storia. Invece rimane sempre in equilibrio su un filo sottile, non stucca, non diventa pesante né ridicolo né eccessivo.
    Sono rimasto sorpreso, sopratutto considerando che si tratta di un esordiente.

    Commento di tanabrus | 25 febbraio 2018


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