La torre di Tanabrus

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Altered Carbon


Altered Carbon è la nuova serie fantascientifica di Netflix, uscita il 2 febbraio.
Tratta dalla trilogia di Richard K. Morgan, la serie risulta altamente additiva e appassionante. Come si può intuire dal fatto che due giorni dopo la sua uscita ne sto parlando, avendo già divorato i dieci episodi da cui è composta.
La storia si svolge nel futuro, un futuro che appare parecchio debitore alla visionarietà di opere quali Blade RunnerNeuromante. Certe riprese della città del futuro fanno tornare alla mente il film derivato dall’opera di Dick, la tecnologia fa pensare anche al libro di Gibson.
Particolarmente d’impatto, per quanto mi riguarda, vedere il Golden Bridge parte integrante della città, popolato da una buona fetta di popolazione che vive in container accatastati lungo il ponte, ormai un vero e proprio quartiere (e qui pare ci si rifaccia di nuovo ai libri di Gibson).

In questo futuro l’elemento preponderante, e che probabilmente malgrado la colonizzazione di altri pianeti ha causato l’aumento della popolazione colpevole di questa urbanizzazione del ponte, è che l’umanità ha raggiunto l’immortalità.

O quanto meno, più sei ricco, più vicino sei all’immortalità: i corpi costano, mica crescono sugli alberi!
L’unica finta ombra di democrazia è data dal fatto che lo Stato procura nuovi corpi alle vittime di omicidio, ma questi sono i corpi disponibili al momento. Ovvero quelli dei carcerati, le cui coscienze vengono prevelate e messe sotto ghiaccio.

Anche il nostro protagonista è in questo stato, sotto ghiaccio da un bel po’ di tempo.
Takeshi Kovacs era quello che si definisce un terrorista, un ex soldato scelto del Protettorato (la mega organizzazione che governa la Terra e le colonie) passato alla fazione rivoltosa degli Envoys (in Italia tradotti in Spedi, non so perché, spero ci sia una motivazione nelle prossime stagioni). Un misto tra società alternativa, ribelli e setta che lottava contro il Protettorato e anche contro la sorgente di questa immortalità, le pile che vengono installate alla base della nuca e che assorbono tutti i dati della coscienza, rendendo possibile il “trapianto” della persona in un nuovo corpo.

Ovviamente i ricchi hanno corpi perfetti e sempre pronti, i meno abbienti i primi corpi a disposizione, sempre che possano pagarli.
E ovviamente i veramente ricchi e potenti hanno assunto uno status di vera immortalità artificiale: backup periodici della propria coscienza su satelliti privati, cloni del proprio corpo in diverse località pronti per l’uso, vite isolate dal resto del mondo su torri altissime che trapassano le nuvole creando un livello fisico della città esclusivamente per loro, i Mat, Matusalemme.

In questa società devastata dal divario di classe e da una tecnologia che lo acuisce e basta viene risvegliato Kovacs, messo in un corpo creato per il combattimento, e assoldato dal Mat che lo ha risvegliato con un compito particolare: scoprire chi lo ha ucciso.
Un compito che solitamente sembrerebbe una pazzia, ma qui abbiamo i contenitori, le pile, i backup.
E il Mat in questione è stato ucciso in casa sua, una vera morte, con la distruzione della sua Pila. Per risvegliarsi però in clone del suo corpo, con la coscienza di backup priva quindi delle ultime 48 ore.
E ora vuole risposte alle domande che lo assillano, e che minano il suo status semidivino.

Una serie investigativa con ambientazione fantascientifica, quindi.
Con intrighi su intrighi, gruppi misteriosi che prendono Kovacs di mira, flashback dedicati agli Envoys, un’IA spettacolare di nome Poe che gestisce l’hotel Corvo.
E poi la gamma degli utilizzi della tecnologia delle Pile: abbiamo visto l’utilizzo da immortali dei Mat, certo, ma ci sono anche gli altri risvolti. Abbiamo le vittime di omicidio che possono testimoniare sulla propria morte, abbiamo i morti che vengono messi temporaneamente in corpi “in prestito” per tornare a passare le feste con i famigliari.
Abbiamo le assurdità di una società dove tutto questo è normale, e dove quindi può capitare di avere bambine in corpi di adulte, o donne nei corpi di uomini, o vedere nel giro di pochi episodi lo stesso corpo abitato da tre coscienze differenti.
Interessante anche la vita nelle famiglie immortali, dove il naturale ordine naturale è stato interrotto, dove il capofamiglia rimarrà immutato per sempre, dove i rapporti sono cristallizzati nell’eternità. Compreso quello di figlio, sempre il bambino, mai il nuovo capo. Sempre subordinato, impossibilitato a ottenere una propria indipendenza, vittima del proprio ruolo.

E ovviamente abbiamo l’amore.
L’amore di un agente di polizia incorruttibile, che spende il proprio stipendio per tenere libero il corpo dell’amato imprigionato per un reato che non crede abbia commesso, rischiando la propria carriera per trovare il modo di scagionarlo.
L’amore di un padre per la figlia orrendamente torturata e uccisa, disposto a tutto per vendicarla e salvarla dall’abisso nel quale è precipitata.
L’amore di un uomo per una donna morta da secoli, e che lo accompagna come allucinazione.
L’amore per una sorella, un amore che ha deciso l’intero corso della sua vita.
L’amore di una sorella per un fratello, un amore deviato e sfociato nella follia, un amore perverso che distrugge tutto e tutti.

Una serie davvero bella, un futuro nel quale non si vede l’ora di immergersi di nuovo per averne di più.
La pecca in tutto questo la troviamo quando ci prende la curiosità di leggere i libri da cui la serie è stata tratta.
Anzi, in parte rileggere, dato che una decina di anni fa avevo letto il primo (allora tradotto come Bay City dalla Tea).
Una rapida ricerca ci spiega che i libri sono tre: Altered Carbon\Bay city, Angeli spezzati, Il ritorno delle Furie.

Tutta la serie è stata pubblicata dalla Nord tra il 2005 e il 2008.
Nel 2006 la Tea ha ristampato il primo libro (dandogli come titolo Bay City), senza però proseguire con i libri successivi.

All’epoca trovai solo il libro della Tea, e senza mai incappare nei seguiti misi da parte il progetto di leggere gli altri libri della serie e procedetti con altro.

Ora, 2018, è arrivata la serie tv. Nel 2016 era stata annunciata.
Finita la visione dei dieci episodi, ho cercato i titoli che mi mancavano pensando di rileggermi il primo e di proseguire con la lettura degli altri due.
Bene, tutti e tre i libri risultano esauriti su Amazon. E privi di edizioni digitali, ovviamente.
Però il primo verrà ri-ristampato il 15 febbraio. Per gli altri non si sa nulla.

Quindi, per quanto mi riguarda procederò alla lettura delle versioni digitali in inglese degli altri due libri. Eventuali spettatori incuriositi forse aspetteranno per poter leggere il primo libro, quando sarà ripubblicato, o forse scrolleranno le spalle e lasceranno perdere.
Quello che per me è chiaro, è che se di una serie già interamente pubblicata esce la trasposizione televisiva, sopratutto in questo periodo, e al momento dell’uscita non sono disponibili i libri da cui la serie è tratta, abbiamo di fronte quantomeno un autogoal clamoroso a livello editoriale.
Non so quali processi ci siano dietro, io lettore comune lo percepisco come una sorta di incompetenza, una tentativo di suicidio editoriale in un periodo in cui i lettori sono pochi e le serie tv sono uno dei maggiori elementi di traino dei libri tra i lettori non abituali.
La Fanucci per esempio in occasione del nuovo film di Blade Runner ha ripubblicato Ma gli androidi sognano pecore elettriche? col titolo appunto Blade Runner, e quando è uscita la serie antologica tratta dai racconti di Dick, ecco uscire subito il volume di racconti dal titolo Electric Dreams. Così si fa.
Esce The Epanse su Netflix, e i titoli sono disponibili in cartaceo e in digitale. Così si fa.

Qui invece il nulla assoluto. L’impressione che se ne ha dall’esterno è che qualcuno sia rimasto indietro di un decennio o due, in un momento storico in cui ci si lamenta dello scarso numero di lettori in Italia e in cui bisognerebbe quindi sfruttare queste opportunità per attirare.
Male, molto male.

Comunque, la serie tv è davvero bella e vivamente consigliata a tutti!

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4 febbraio 2018 - Posted by | Altered Carbon | , , , , , , ,

2 commenti »

  1. ma esauriti in italiano o anche in inglese, i libri?

    Commento di Bruno | 5 febbraio 2018

  2. No, le edizioni Gollancz sono disponibili (sui 12 euro i primi due, 18 il terzo) e queste hanno anche le edizioni digitali (che sono quelle che prenderò io).

    Commento di tanabrus | 5 febbraio 2018


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