La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The rose society


 

Il primo libro di questa serie mi aveva sorpreso, pensavo sarebbe stato qualcosa di trito, visto e rivisto, annacquato da romance adolescenziale e intriso di luoghi comuni. Invece era riuscito a stupirmi.
Così ho deciso di leggerne il seguito. Certo, lo ammetto, di venire deluso.
Ero sicuro che chi era morto sarebbe tornato in vita, la ribelle sarebbe tornata all’ovile, tutto si sarebbe risolto a tarallucci e vino (o quantomeno si sarebbero tutti mossi in questa direzione, del resto è una trilogia) e tanti saluti ai punti originali della storia.

E niente, m’ha fregato anche stavolta.

Perché si, alcune cose vanno nella direzione prevista e temuta.
E si, ci sono nella storia diverse scelte che non mi convincono, sopratutto a livello logico e tattico. Specialmente nella seconda parte, quando tutti tornano nella capitale. Che dovrebbe essere sicurissima, piena di soldati e inquisitori, e invece pare meno sicura di un qualunque villaggio di campagna.
E poi c’è un altro punto debole, ovvero che l’obbiettivo ambiziosissimo di Marie Lu non è stato, a mio avviso, raggiunto pienamente.

Ma di che si tratta?
Del punto di forza e di originalità di questo secondo volume.

 

Perché The rose society non è incentrato tanto sugli Elites cacciati dagli Inquisitori, o sulla fuga di Adelina, o sulla lotta dei Pugnali rimasti (e alleati con Maeve per conquistare il trono). Ci sono anche questi elementi, certo, ma al centro della storia c’è semplicemente Adelina.
Adelina e la sua mente.

Abbiamo già visto in passato che a volte Adelina stessa era vittima delle sue illusioni, che sembravano rivoltarglisi contro e assalirla. Assumendo spesso l’aspetto di suo padre.
Ora invece le cose sembrano peggiorare.
Fin dall’inizio del libro vediamo che i poteri di Adelina si sono rafforzati e affinati, ma assistiamo anche a momenti sempre più frequenti in cui le illusioni la assalgono all’improvviso, fino a farle perdere il controllo.
Man mano che si procede notiamo che tra le illusioni che la aggrediscono e le voci che ormai sente quasi sempre, Adelina sta lentamente precipitando nell’oscurità.

Non è un passaggio repentino e immediato, è una progressione costante cominciata fin dall’infanzia, quando il padre la maltrattava in ogni modo possibile e la sorella, pensando di aiutarla, le impediva di accedere al suo potere.
Un processo accelerato dall’ingresso in scena di Teren e dell’Inquisizione, dalle sue minacce, dall’arrivo dei Pugnali, dal tradimento di Rafael e del Ragno, dalla morte di Enzo. Con le voci sempre a sobillarla, a cullarla, a darle ragione, ad attaccare chi l’attacca, a nutrire le sue paure.

E così abbiamo un’Adelina sempre più dura, sempre più decisa. Sempre più instabile.
I suoi propositi nebulosi e incerti prendono forma senza che neanche lei stessa se ne accorga, e in breve si ritrova a radunare un piccolo esercito per conquistare il trono. Una conquista basata sulla paura, dato che ormai non è più in grado di fidarsi di qualcuno, né di provare sentimenti: a questo ci pensano gli ultimi eventi di questo secondo libro.

Un libro dalle tinte cupissime, che oltre a mostrarci Adelina precipitare nella pazzia e diventare una sorta di Regina Nera riesce a rendere bene anche diverse scene.
La fine della battaglia navale, per esempio.
O lo scontro con Gemma.
O lo scontro nelle ultimissime pagine del libro.
O la paura che si avverte negli sguardi di Magiano e Sergio.

Parecchie belle scene, lo ammetto.
Però nella sua totalità questa discesa verso l’oscurità (che a un certo punto ci fa rendere conto che no, la nostra eroina ormai non è più neanche un’antieroina, è diventata proprio un villain) non è perfetta. Manca qualcosa, non saprei dire neanche io cosa ma si avverte questa mancanza. Si capisce cosa vuole dirci l’autrice, il messaggio arriva, ma il quadro non è perfetto.
Ammetto che si tratta di una scelta ambiziosissima da parte di Marie Lu, e so che rappresentare alla perfezione qualcosa di questo tipo è difficilissimo.
Per dire, ci ha provato Lawrence con Prince of Thorns. E a mio avviso ha fallito miseramente. Qui siamo andati meglio, ma non siamo ancora a posto.

Comunque un applauso all’autrice, oltre che per l’audacia, per avermi sorpreso di nuovo.
A questo punto dovrò per forza leggermi anche la fine della serie, sperando in nuove sorprese.

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28 gennaio 2018 - Posted by | Lu Marie | , , , , , , ,

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