La torre di Tanabrus

Did you miss me?

I libri migliori letti nel 2017


 

Siamo arrivati alla fine delle classifiche di fine anno. E per un ultimo viene il meglio: quante e quali delle letture affrontate nell’ultimo anno ci sentiamo di raccomandare, quasi a scatola chiusa?
Procedo in ordine di lettura.

A inizio gennaio mi ero letto questo splendido libro (peraltro gratuito, quindi non avete scuse accettabili per non leggerlo!) di Roberto Gerilli, una distopia italiana che richiama Fahreneit 451 con però una vena ironica e un punto di vista che si focalizza sull’editoria.
In un futuro prossimo, la lettura verrà dichiarata fuorilegge, i libri saranno equiparati alla droga, gli editori clandestini saranno ricercati, e noi lettori saremo degli infimi sniffainchiostro, incapaci di resistere alla tentazione di leggere qualche pagina, di farci un paragrafo… Consigliatissimo a tutti voi sniffainchiostro!


Il cartello, di Don Winslow, è uscito un paio di anni fa in Italia ma la voglia di leggerlo mi è venuta solo a forza di guardarmi Narcos.
Ovviamente per godermelo mi sono dovuto rileggere prima il libro che lo precede, Il potere del cane, che mi aveva entusiasmato cinque anni fa (e di cui, chiaramente, non ricordavo più molte cose).
Questo nuovo libro ci mostra il proseguio della guerra alla droga in Messico, che assume sempre più i connotati di una faida personale tra l’agente della Dea Killer Keller e il boss della droga Adan Barrera, e che ci mostra come in questi casi siano sfumati e tratteggiati i confini tra il bene e il male.
Del resto, quando guardi a lungo l’abisso, l’abisso ti guarda dentro.

Il libro di Katherine Arden invece è uscito a inizio 2017, e sono riuscito a leggerlo poco dopo, a inizio marzo, godendomi insieme agli ultimi giorni invernali questo racconto ambientato nella fredda Russia del quattordicesimo secolo, tra Principi russi, integerrimi uomini di chiesa disposti a tutto per estirpare ciò che vedono come il male, rigide tradizioni, creature uscite dai miti e vita comune nei luoghi remoti baciati dai lunghi inverni glaciali.
The bear and the nightingale è stata una lettura fiabesca, appassionante e francamente inattesa. Ed è solo il primo di una serie! Sperando venga presto tradotto anche in italiano…

Il 2017 è anche l’anno in cui ho ceduto e ho provato a leggere la famosissima saga della Ferrante, la serie de L’amica geniale. Mi ci sono avvicinato con estrema cautela, timoroso che una cosa di così ampio successo nascondesse scheletri dentro l’armadio, meschine operazioni commerciali a coprire una piattezza indecente, una storia insipida. Invece mi sono dovuto ricredere, divorandomi d’un fiato i quattro volumi della serie e venendo trasportato con gioia nella Napoli della protagonista, dal dopoguerra a oggi.
Tutti i libri sono scritti bene e la storia cattura, ma per me il secondo e il quarto sono quelli venuti meglio.
Storia del nuovo cognome, che già dal titolo inganna fino all’ultimo e ci parla delle protagoniste durante l’adolescenza, e Storia della bambina perduta, che chiude tutto.
Davvero sorprendente.

 

 

Un classico, che neanche sapevo esistesse prima di incapparci quasi per caso.
Dreamsnake, di Vonda N. McIntyre, è un romanzo di fantascienza del 1978 e probabilmente è più coraggioso, rivoluzionario e avanti della stragrande maggioranza delle cose scritte attualmente.
Un mondo postapocalittico, la società che cerca di sopravvivere in nuove forme, una donna che attraversa queste terre da sola assieme ai suoi serpenti medicali. Un’ambientazione che toglie il fiato, una storia che non si direbbe avere quarant’anni sul groppone.

 

 

Con Illuminae sono tornato a una fantascienza più moderna e YA, e infatti il libro è uscito nel 2015, scritto a quattro mani da Amy Kaufman Jay Kristoff.
Francamente non ha molti spunti originali, tranne uno che però basta a renderne la lettura coinvolgente come poche e a catturare il lettore: il tipo di narrazione scelto.
Infatti la storia non viene raccontata, la dobbiamo ricostruire noi attraverso i documenti che vengono presentati, uno dopo l’altro, in questo primo volume degli Illuminae Files, che altro non è, a quanto pare, che un dossier preparato da una società per un’altra, un dossier relativo agli incidenti capitati a un pianeta e a un’astronave… E noi ricostruiremo la storia file dopo file, conoscendo i protagonisti e mettendo insieme gli indizi per scoprire il complotto che sta alla base di tutto.
Innovativo.

 

 

1895. Più di 120 anni per questo romanzo che ha definito un genere, gettato le basi per tutto.
La macchina del tempo non risente minimamente del tempo trascorso, e Wells colpisce il lettore smaliziato di oggi così come ha colpito lettori per una dozzina di decenni, forte e duro con le sue teorie di viaggio nel tempo, il declino della civiltà, le differenze sociopolitiche tra le due diverse stirpi, la verità che soggiace le loro distinzioni…
Potentissimo.

 

 

Il 2017 è stato per me anche l’anno di Kent Haruf.
A luglio ho deciso di dare una possibilità a questo autore pubblicizzatissimo, e mi sono preso il romanzo autoconclusivo Le nostre anime di notte rimanendone sconvolto. Positivamente, si intende. Peraltro è fatto benissimo anche il film trasmesso su Netflix, interessasse a qualcuno.
Comunque, dopo questa esperienza, a ottobre mi sono letti uno dopo l’altro i tre volumi dei Canti della Pianura, Benedizione, Crepuscolo Canto della pianura.
Posso dirlo? Tutti e quattro questi libri sono finiti diritti nell’elenco dei migliori libri letti nel 2017, nessuno presenta cedimenti o cali, tutti sorprendono, tutti tengono avvinghiati alle proprie pagine che ci mostrano persone comuni, sentimenti, relazioni. Vita.
Imperdibili.

 

 

L’arrivo di Saturno, l’ultimo libro di Loredana Lipperini, uscito quest’anno, mi era stato vivamente consigliato al Salone del Libro. L’ho preso, ho cominciato a leggerlo.
Ho interrotto per cercare notizie online. Ho ripreso la lettura, consapevole di star leggendo qualcosa di sorprendente.
Troppo complesso per scriverne brevemente due righe, parla del rapimento di Graziella De Palo, ma anche della vita dell’autrice, ma anche di una donna che si guarda indietro tirando le somme. Ma anche di un grande falsario e del diavolo, dell’arte e della verità.
Da leggere. Assolutamente.

 


Come ho fatto a non leggere It fino a pochi mesi fa?
Mah. Cioè, lo so bene: tutti ne parlavano, quindi ne ero sospettoso. E in più con King ho un rapporto di amore\odio, qualche suo libro l’ho adorato, altri mi hanno addormentato.
Alla fine, visto l’arrivo del film, mi sono gettato. E ho scoperto una gemma, un Capolavoro.

 

 

Quello che la fantascienza dovrebbe essere. Children of time, di Adrian Tchaikovsky, è uscito due anni fa e ci parla di evoluzione, di ascesa e declino dell’umanità, del mito del passato, del progresso.
Un libro affascinante e che lascia realmente a bocca aperta.

 

Finalmente qualcosa di fantasy, no?
Wolfsangel è il primo volume (uscito nel 2010) di una bella saga (ho già letto tutti i libri usciti finora, anche se per ora il primo resta il migliore) scritta da Lachlan. Ambientato al tempo dei vichinghi e delle invasioni in Sassonia (e il caso ha voluto che lo stessi leggendo mentre mi guardavo Vikings…) intreccia storia e miti, mostrandoci Loki, Odino e il folle piano del Padre degli Dei per ritardare il Ragnarok, offrendosi in perpetuo sacrificio a sé stesso in un ciclio infinito di reincarnazioni con delle persone manipolate e intrappolate in questo ciclo di sofferenze perpetue. Odino contro Fenrir, figlio di Loki, destinato a ucciderlo nella battaglia finale. Una battaglia da riproporre in eterno sulla Terra per allontanare il vero tramonto degli Dei. Una storia bellissima, con i seguiti che si svolgeranno dopo dei bei lassi di tempo (il secondo al tempo delle guerre tra Vichinghi e Franchi, il terzo al tempo di Bisanzio, con i Vichinghi parte dell’esercito imperiale).

 

S – La nave di Teseo è un libro sorprendente, talmente intricato che probabilmente l’unica persona che lo poteva ideare era J. J. Abrams.
Perché il libro, che è un’esperienza unica, è in realtà La nave di Teseo, del misterioso (e completamente fittizio) V. M. Straka, ultima opera del grande scrittore americano inventato per l’occasione.
S invece è la storia oltre la storia. Perché oltre alla strana storia di Straka, e alle note alla stessa, quello che ci troviamo ad affrontare è una sorta di metalibro. Erik è un dottorando che studia Straka, e che riempie di appunti questo libro nascosto in una biblioteca. Jen è una studentessa che lavora come bibliotecaria, trova il libro e comincia una sorta di corrispondenza con Erik a suon di appunti e note scritte sul libro.
Colori diversi a indicare diversi periodi temporali, mentre i due leggono a distanza il libro, si scambiano opinioni, cercano di dissipare il mistero di Straka e quello più vicino del professore di Erik che lo ha tradito rubandogli il lavoro. Fino a smascherare una possibile cospirazione, una setta segreta che da tempo si muove dietro le grandi potenze, e che ora potrebbe bersagliare perfino loro…
Ambizioso, intricato, complicato. Affascinante e irrinunciabile!

 

 

La tristezza che ti assale quando una serie, una bella serie, una serie che hai amato e che ti ha fatto ridere e tenuto incollato alle sue pagine, finisce… beh, da una parte è una bella cosa, vuol dire che Stroud ha fatto centro di nuovo creando qualcosa che resta dentro. Dall’altro, come si fa a non intristirsi sapendo che, così come accaduto con Bartimeus anche per LucyLockwood è giunto il momento degli addii?
Ma il tempo è passato, i ragazzi sono cresciuti, ed è arrivato il momento di chiudere la serie, risolvendo tutti i misteri rimasti in sospeso in questa Londra piagata dall’infestazione di ectoplasmi. E da una misteriosa Empty grave

Tanto di cappello Stroud!

 

 

 

E’ uscito pure il nuovo lavoro di Zerocalcare.
Probabilmente il libro più maturoautobiografico dell’autore romano, che pure degli spunti autobiografici ha fatto il suo marchio di fabbrica. Un libro che comincia a fare il punto della situazione dei vari personaggi comparsi nei libri, portando in pari le lancette: non sono più ragazzini, sono ormai  più che trentenni, alle prese col mondo reale e con un precariato che colpisce ogni aspetto della vita.
E a Macerie Prime seguirà una seconda parte in primavera!

 

 

A fine novembre mi sono riuscito anche a dedicare a una lettura che non avevo mai intrapreso, e cioè Peter Pan. Quello vero, di Barrie.
Ed è stata una lettura illuminante. Altro che la Disney, qui abbiamo la vera storia. La crudeltà, la morte, i lati buoni e quelli negativi dell’infanzia.
Una lettura che regge benissimo al passare del tempo, e mi ha permesso di rileggere con occhi nuovi l’omonima graphic novel di Loisel arrivando questa volta a adorarla, e a notare quanto riprenda alla perfezione le atmosfere originali.

 

 

Ci si avvicina alla fine con un altro grande Classico, Il ritratto di Dorian Gray, che ancora non avevo letto, che temevo mi deludesse e che invece mi ha entusiasmato ed emozionato. Dovrò leggere altre opere di Wilde, sicuramente!

 

E si chiude alla grande con un libro letto intorno al Natale, attuale e che riguarda la storia italiana, uscito quest’anno, di un’autrice italiana. Una sorpresa assoluta… Sangue giusto, di Francesca Melandri.

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31 dicembre 2017 - Posted by | Abrams J. J., Arden Katherine, Barrie James Matthew, classifiche di fine anno, Ferrante Elena, Gerilli Roberto, Haruf Kent, Kaufman Amie, King Stephen, Kristoff Jay, Lachlan M. D., Lipperini Loredana, McIntyre Vonda N, Melandri Francesca, Stroud Jonathan, Tchaikovsky Adrian, Wells H. G., Wilde Oscar, Winslow Don, Zero Calcare | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

2 commenti »

  1. Con It non posso che concordare: un capolavoro. Infatti l’ho letto più volte.
    Sia per i romanzi, sia per i fumetti, devo dire che quest’anno le opere migliori che ho letto appartengono al Giappone: Haruki Murakami (L’incolore Tasaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio, A sud del confine a ovest del sole, Norwegian Wood), Takashi Murakami (Il cane che guarda le stelle), Quartieri lontani (Jiro Taniguchi), Koushun Takami (Battle Royale).

    Commento di M.T. | 31 dicembre 2017

  2. Quest’anno mi sono letto due libri “atipici” di Murakami: il saggio “Il mestiere dello scrittore” e l’opera giornalistica “Underground”

    Non so se riuscirò già nel prossimo anno, ma prossimamente voglio assolutamente intraprendere una bella rilettura di tutte le sue opere…

    Commento di tanabrus | 31 dicembre 2017


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