La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Arkangel


Il secondo episodio della nuova stagione di Black Mirror ci porta nel fantastico mondo dei genitori iperapprensivi e iperprotettivi. Genitori sempre più attuali, che hanno il terrore di non sapere in ogni momento dove sia e cosa stia facendo la propria progenie.

Che, intendiamoci, entro certi limiti è normale, ma a volte si sfocia nella malattia.
Arkangel ci porta oltre, con un episodio inquietantissimo che ci fornisce solo due appigli positivi per salvarci.

 

L’Arkangel del titolo è il nome di un prodotto innovativo per risolvere tutte queste ansie ai genitori: un avanzatissimo chip viene inserito nel corpo del bambino, e da quel momento il genitore potrà, tramite apposito tablet, avere sempre sotto controllo ogni aspetto della vita del pargolo.
Si va dal gps (che poi è quanto di più vicino ci sia attualmente, con i programmi per sapere dove sia il cellulare) al check costante dei parametri vitali e di salute, per arrivare all’inquietudine assoluta che è la “vista”. Vedere ciò che il bambino vede.
Con un simpatico extra: per rassicurare ulteriormente il genitore apprensivo, giacché ci siamo possiamo anche mettere un “filtro” a quello che il bambino vede. Se qualcosa gli crea ansia (riscontrabile da valori registrati dal comparto “parametri vitali e di salute”) glielo censura, sostituendolo visivamente con un grupo pixelloso e ovattandone i suoni.

La mia prima reazione è stata “la bambina verrà sbranata o uccisa da qualcosa di assolutamente pixelloso che non saprà come affrontare”.
Invece no, la perfidia degli sceneggiatori è superiore a questo… visto che la bambina, crescendo sotto monitoraggio e con i sensi filtrati viene giustamente vista dagli altri bambini come una sorta di telecamera vivente, un’aliena che non può capire ciò di cui loro parlano perché sperimenta cose diverse, arriva al punto di farsi del male da sola per trovare i limiti dei filtri.
E uno psicologo spiega alla madre che no, la bambina non è autistica, è una legittima reazione all’assurdità di questo progetto Arkangel in cui la madre l’ha infilata tipo cavia per non perderla di vista.
Arkangel che in tutto il mondo è stato bandito e anche in America sta per essere cacciato. (E questa è la prima cosa positiva dell’episodio. La speranza che ci sia abbastanza intelligenza collettiva da bandire cose del genere)

Solo che, piccolo dettaglio, non può essere rimosso dall’organismo. Quindi l’unica cosa da fare è togliere i filtri e spengere il tablet. Vivere normalmente.

Cosa che la madre fa, per qualche anno.
Finché, ma va?, la ragazza ormai liceale si inventa una scusa per stare fuori casa e andare con gli amici al lago per stare con quello che le piace.
La madre scopre che non è dall’amica a guardare un vecchio film, e invece di aspettarla col randello in mano come tutti farebbero tira fuori il tablet e assiste alla prima volta della figlia.

Da lì prende a stalkerarla in maniera indecente, ricatta il suo ragazzo perché tronchi ogni rapporto con lei, addirittura tramite tablet scopre che è rimasta incinta e le fa assumere a sua insaputa la pillola del giorno dopo.
Un’escalation di abusi psicologici e fisici da torturatore, da madre padrona, da ragazza tenuta prigioniera nella sua stanza per tutta la vita. Solo, a livello tecnologico, con questa madre pessima che realmente crede di fare solo il bene della figlia, e che non riesce a staccarsi da quel dannato tablet, dallo spiare ogni aspetto della sua vita, dal metterci mano. Facebook in confronto non è roba da guardoni.

Fino al lieto fine, che pur non essendo lietissimo è comunque positivo, la seconda cosa positiva dell’episodio.

Davvero, un episodio che parte facendoti pensare “qui ci sono moooolte cose che possono andare male”, e ti sorprende facendole andare peggio. Inquietante, minaccioso. Fin troppo vicino alla realtà di quello che tanti vorrebbero e cercano di fare.

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30 dicembre 2017 - Posted by | Black Mirror | , , , , , ,

1 commento »

  1. Visto ieri, inquietante è dir poco…. atroce…

    Commento di mony76 | 2 gennaio 2018


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