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Young Elites: La battaglia dei pugnali


 

Nel 2014, quando questo libro era uscito in America, ne avevo letto recensioni molto positive e l’avevo messo in wishlist. In tempi relativamente brevi, dopo soli tre anni, ci ho messo le mani sopra, nella traduzione italiani a cura Newton Compton Editori, timoroso di una cocente delusione: dopotutto, per quanto il libro potesse sembrare interessante, gli elementi per rovinarlo c’erano tutti.
Questa la sinossi del libro:

Adelina Amouteru è una sopravvissuta. Dieci anni fa il suo Paese è stato colpito da un’epidemia. Sono morti quasi tutti, e i pochi bambini rimasti in vita sono stati marchiati per sempre dalla malattia. I bei capelli corvini di Adelina sono diventati color argento, le sue ciglia bianche, e l’occhio sinistro è sostituito da una brutta cicatrice. Il suo crudele padre la considera un’appestata, una maledizione per la casata degli Amouteru. Ma i sopravvissuti hanno acquisito anche straordinari poteri magici, per questo la popolazione li chiama “Giovane Elite”.

Teren Santoro è al servizio del re, dirige l’Inquisizione: il suo compito è scovare i sopravvissuti della Giovane Elite e annientarli. Lui li considera malvagi, eppure è lo stesso Teren a nascondere grandi ombre nel suo cuore.

Enzo Valenciano fa parte della Compagnia della Spada, un gruppo segreto all’interno della Giovane Elite, nato con il compito di combattere l’Inquisizione. Ma quando incontrerà Adelina, scoprirà che la ragazza possiede poteri che mai nessuno ha avuto prima e cercherà di convincerla a combattere al suo fianco.

Ovviamente è abbastanza manchevole e imprecisa, ma basta a darci un’idea generale del libro.
Libro che da subito pare interessante, con questa malattia mortale che genera una schiera di ragazzi visibilmente differenti dagli altri umani, e dotati di poteri. In realtà solo pochi tra questi ragazzi (Imperfetti, verranno chiamati nel libro) mostrerà tali poteri, e anzi proprio la presenza di questi individui dotati di poteri causa la caccia agli imperfetti da parte dell’Inquisizione. Ma qui si entra nel classico circolo vizioso: è nato prima l’uovo o la gallina? La repressione avviene a causa dei ribelli dotati di poteri, o questi si riuniscono per far fronte alla repressione?
Francamente la cosa non ci interessa granché, quindi la possiamo ignorare per procedere.

I punti che inquietano sono i soliti: lo stampo è Young Adult, la protagonista è una ragazza (che a quanto pare sarebbe bella, non fosse per la deturpazione lasciatagli dalla malattia), la sinossi ci parla di due importanti figure maschili, una malvagia (il capo inquisitore, che nasconde grandi ombre nel cuore e che dà la caccia alla Giovane Elite, tra cui quindi anche la protagonista) e una positiva (Enzo, che vuole Adelina al suo fianco e che combatte i malvagi). Insomma, la possibilità che tutto si tramuti in un simpatico triangolo amoroso tra la bella sfregiata, il tenebroso inquisitore e il bel ribelle ci sono tutti.

Fortunatamente l’autrice ci regala qualcosa di buono, capace di sorprenderci positivamente diverse volte.

La protagonista ha grossi problemi, acuiti dalle condizioni particolari in cui è cresciuta: la diffidenza e la superstizione della gente, che la vede come una maledizione, e il carattere del padre, violento e meschino, che la tratta malissimo e che cerca un modo per eliminare la vergogna che lei rappresenta.
Adelina ha un enorme lato oscuro, le emozioni che la guidano sono la rabbia e la paura, anche se successivamente compariranno pure passione e ambizione. Vede di continuo il fantasma del padre che la deride, la insulta, la sminuisce e la incoraggia a sfogare i suoi peggiori istinti.
Una povera ragazza, certo, bersagliata, accusata, una vittima. Ma dentro cui ribollono infinite emzioni negative, una sete di sangue e di potere non comuni.

Teren, l’Inquisitore, è abbastanza un cliché. E’ lui stesso un imperfetto, ma la sua fede e la sua formazione lo hanno reso un fanatico, convinto che gli imperfetti siano una maledizione divina, un errore, un male da estirpare a ogni costo. Ritiene di avere il suo potere per eliminare tutti gli altri. Abbastanza tipico, come dicevo. Mi fa pensare a Heroes, ma anche a Mistborn, per dirne un paio.
In più, però, ha anche motivazioni prettamente personali che corrispondono alla Regina, della quale è l’amante e della quale disprezza come tutti i sudditi il marito, l’attuale re.
La regina, peraltro, è diventata tale tentando di avvelenare il fratello e legittimo erede, che era diventato a sua volta un imperfetto, e successivamente esiliandolo.

Enzo, il buono, è questo principe imperfetto in esilio.
E’ a capo di un gruppo di Giovani Elite, che come scopo hanno chiaramente quello di far fuori gli attuali sovrani e rimetterlo sul trono.
Ma visto che la loro vita è dura, tra anonimati, coperture e anonimati per non essere identificati, anche le loro regole sono parecchio dure.
Se una recluta non si dimostra abbastanza forte da potergli essere utile, la eliminano per evitare che li possa tradire.
Se qualcuno rischia di metterli in pericolo, lo eliminano.
Gli inquisitori? Li eliminano.
Insomma, sono ribelli ma anche e sopratutto assassini. Non sono eroi, non aiutano gli oppressi tanto per aiutarli, non combattono le ingiustizie. Combattono per mettere il loro capo sul trono e per vendicarsi degli inquisitori che gli danno la caccia.

E si, tra Adelina e i due ragazzi si creerà un rapporto, ma non proprio come previsto.

Teren cercherà di usarla per trovare i ribelli, tenendo sua sorella in ostaggio; Enzo invece le starà vicino, la addestrerà, la salverà e proteggerà. E chiaramente i due si innamoreranno, alla loro maniera.

E no, le cose andranno sempre in modo da sorprenderi.
E francamente questo non è comunissimo per un fantasy, per di  più di stampo Young Adults.

Ho paura che nei volumi successivi le cose possano cambiare, quanto si è visto per ora della regina Maeve fa temere un ritorno ai classici stereotipi evitati fin qua, ma per ora mi godo la sorpresa di un buon libro.

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19 dicembre 2017 - Posted by | Lu Marie | , , , , , , ,

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