La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Mudbound


 

Questo film, tratto dall’omonimo romanzo Mudbound (Fiori nel fango) di Hillary Jackson, è comparso recentemente su Netflix. Sembrava interessante, me lo sono guardato, e come conseguenza ho aggiunto il libro alla lista dei libri da prendere.

Siamo intorno agli anni ’30 in America. La splendente e democratica America, che nel giro di pochi anni avrebbe indossato i panni del Liberatore sconfiggendo i nazisti e salvando l’Europa.
Ma al suo interno le cose non vanno benissimo, sopratutto in posti come il Mississipi.

Qui seguiamo le vicende di due famiglie completamente diverse, legate solo da un elemento: la terra.

La terra che i McAllen possiedono, dopo aver venduto decenni addietro i campi di proprietà, e dopo che Henry, ingegnere con una vita perfetta in città, decide di vendere tutto per comprarsi una fattoria e dei campi lungo il Delta del Mississipi.
I McAllen comprendono Henry, il vecchio padre ormai vedovo e dalle radicate convinzioni razziste e antiquate, la moglie Laura costretta suo malgrado a scambiare la vita di città con quella della fattoria, le due figlie della coppia e il fratello di Henry, Jamie, bello, popolare e capitano in aeronautica durante il conflitto.

La terra che i Jackson coltivano da generazioni, affittuari di chiunque possieda sui registri la terra, e cioè adesso i McAllen. Una famiglia di colore, una delle tante. Lavoratori, testa china e zappa in mano, con molti sogni nel cassetto: l’acquisto di un pezzo di terra loro, le gioie dell’alfabeto insegnato dal figlio maggiore a tutta la famiglia, il desiderio della figlia di diventare stenografa. La prima stenografa di colore.
L’anello di congiunzione tra i cittadini e gli schiavi, nominalmente liberi ma costretti a seguire leggi razziali, impossibilitati a rispondere a un bianco, a sfidare un bianco, a fraternizzare con un bianco.
Il padre che fa anche da pastore per la gente di colore della zona.
Il figlio maggiore che parte per la guerra come sergente carrista.

E in questo film, in questo racconto di due famiglie completamente diverse, agli antipodi, che unite raccontano la storia americana di quel periodo, ci sono diversi spunti.

Abbiamo ovviamente la questione razziale, mostrata egregiamente al ritorno di Ronsel dall’Europa, con lui che ormai si era abituato a venire accolto da eroe dalla gente, e che qui si ritrova nuovamente gettato nel fango, costretto a stare separato dai bianchi, a passare dal retro, a gettare via i propri sogni.

Ma abbiamo anche la sindrome da stress post traumatico, quella che è stata centrale in questi giorni anche nella serie tv del Punitore sempre su Netflix.
Jamie, tornato a casa dal fratello, soffre enormemente il rientro in patria. Gli orrori della guerra lo perseguitano, il padre lo denigra, nessuno lo può capire.
Solo il figlio degli affittuari, Ronsel, altro reduce dell’Europa. E così si crea una strana, improbabile e proibitissima amicizia tra i due soldati in congedo, un’amicizia nata quasi per caso e poi divenuta sempre più solida e importante, anche per le rispettive stabilità mentali visto che i due possono realmente parlare solo tra di loro.
Come potrebbe Ronsel farsi capire dal padre, che accetta come vanno le cose, china il capo senza creare problemi e lavora sodo per riuscire a ottenere qualcosa senza andare contro al sistema? E che sicuramente condannerebbe quanto successo in Europa.
E come potrebbe Jamie trovare un terreno comune con il padre, rancoroso e maligno, o con il fratello interessato solo ai campi e all’essere tornato alle origini? Perfino con Laura, con la quale da subito avverte una forte intesa, non può certo avere qualcosa da discutere riguardo queste tematiche.

Poi abbiamo l’amicizia tra Laura e Florence, qui accennata e che ho capito essere molto più dettagliata nel libro.
Un’altra amicizia proibita, frutto della strana vicinanza di due donne: Florence si avvicina per tenere al sicuro la propria famiglia, giungendo a comprendere meglio l’operato della propria madre; Laura invece prova sincera gratitudine, arriva a provare affetto al punto da proporre soluzioni economicamente svantaggiose al marito pur di aiutare i loro affittuari.

L’attrazione tra Laura e Jamie passa in secondo piano, sia nelle intenzioni del regista che nelle tematiche, schiacciata dalle vicende storiche e sociali.

Un bel film, nel complesso. I tanti accenni mi fanno pensare che il libro tratti meglio diverse tematiche.

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1 dicembre 2017 - Posted by | Mudbound | , , , , , ,

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