La torre di Tanabrus

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Milkweed


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Bitter seeds è un libro che ho puntato per anni, letteralmente, prima di prenderlo in versione digitale (che ovviamente in italiano non è stato -ancora?- tradotto).
Un libro dalla trama interessantissima e, per fortuna, sviluppato benissimo.

La storia parte durante i primi tempi della Seconda Guerra Mondiale.
La Germania è vista come un pericolo, ma nessuno ancora si muove direttamente per fermarla. Le agenzie di intelligence lavorano a pieno ritmo per capire di preciso cosa succeda, l’Europa trattiene il fiato.

Tutto si svolge come nei libri di storia, eccetto per due cose.

La prima è che il classico scienziato pazzo (e sadico) è riuscito a creare i supersoldati. Dopo infinite ricerche e sperimentazioni sui bambini orfani su cui riusciva a mettere le mani, ha creato un gruppo di ragazzi dotati di poteri sovraumani.
Due gemelle che sentono e vedono ogni cosa che l’altra sperimenti, una ragazza che diventa invisibile, una che vede il futuro. Un telecineta in grado di distruggere qualsiasi cosa col pensiero, un ragazzo che si rende intangibile passando attraverso cose e persone, un ragazzo che vola, un altro che prende fuoco.
L’arma definitiva del Terzo Reich, in grado di far vincere velocemente la guerra alla Germania.
E infatti, mentre i successi arrivano velocissimi, uno dopo l’altro, facendo cadere l’intera Europa in mano a Hitler, chi mai potrebbe fermare questa elite di supersoldati?

Ma ovviamente l’Inghilterra!
Una spia, Marsh, è riuscita a ottenere del materiale da un collaboratore di questa elite, poco prima che questi venisse incenerito.
A Londra creano quindi il progetto Milkweed, un’associazione segreta alle dirette dipendenze della Corona che ha lo scopo di fermare questi supersoldati.
Ma tra il dire e il fare… sopratutto quando tutto ciò che hanno sono dei frammenti di pellicola cinematografica, con le gesta dei supersoldati impresse. E, più tardi e per breve periodo, la stessa Gretel, la veggente, in custodia semivolontaria, prima che il fratello intangibile la recuperi e la riporti in salvo in Germania.
Ecco allora che Marsh si ricorda una confessione ricevuta anni prima dall’amico nobile Will. E introduce al governo i solitari e schivi stregoni britannici, che da generazioni hanno scoperto l’esistenza di creature onnipotenti, gli Eidolon.

Questi Eidolon ricordano quasi gli Antichi di Lovecraft: possono tutto, non sono limitati da concetti banali come spazio e tempo, e ritengono l’uomo un’impurità che sarebbe bene togliere di torno. L’unica cosa che salva l’umanità dallo sterminio è il fatto che questi esseri, semplicemente, sono troppo immensi. Non riescono a concentrarsi sull’infinitamente piccolo che è l’umanità per comprenderla e annientarla.
Così accettano di negoziare con gli stregoni, attirati dal loro sangue e dalle loro invocazioni (in una lingua gutturale e aliena che è la loro) e dietro la promessa del pagamento di altro sangue umano. Sangue che usano per cercare di comprendere l’uomo.
Negoziazioni delicate, quindi, stando sempre bene attenti a non dargli mai modo di scoprire come procurarsi direttamente il sangue, visto che in quel caso l’umanità sarebbe condannata.
Ma negoziazioni importanti, visto che queste creature possono dare risposte, possono individuare chiunque, possono generare tempeste innaturali, possono alterare il clima, possono trasportare. Gli Eidolon diventano l’unica difesa britannica contro i supersoldati tedeschi (e tutta la loro macchina bellica), con Marsh in prima fila a combattere.

Marsh che pare oggetto dell’attenzione del personaggio più inquietante della serie, Gretel, la veggente.
Una ragazza che spesso neanche usa le batterie che gli altri ragazzi usano per attivare i loro poteri, batterie che sono collegate tramite cavi alle loro teste. Una ragazza strana, persa nei suoi mondi interiori composti da tutte le possibili linee temporali, che analizza per poi scegliere quella a lei più congeniale, operando per farla avverare.
Una ragazza che è un burattinaio, temuta da nemici, alleati e dai suoi stessi padroni. Una ragazza che non teme le punizioni e le torture, e che lascia sempre tutti col timore di aver fatto esattamente quello che lei si aspettava venisse fatto.
Come puoi sorprendere una persona che ha già deciso come deve svolgersi la storia del mondo?

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E questo aspetto terrificante di Gretel, ma anche straniante per il lettore, apparirà in tutta la sua potenza nel secondo libro della serie, The coldest war.
Come il titolo suggerisce, è passata una ventina di anni dalla fine del primo libro e ora però siamo in guerra fredda. Ma la guerra fredda più fredda che ci sia mai stata, molto peggio di quella tra URSS e America che abbiamo sperimentato.

Perché qui i sovietici, senza l’intervento degli americani da occidente, hanno conquistato l’intera Europa alla caduta dei tedeschi. Impadronendosi dei loro studi sui superuomini, oltre che di Gretel e di suo fratello.
E quindi, ovviamente, ora abbiamo supersoldati sovietici. Migliorati rispetto ai capostipiti tedeschi.
E di nuovo, l’unica cosa che li tenga in scacco è la magia a disposizione dei britannici.

Solo che stavolta Marsh è fuori dai giochi.

Venti anni sono tanti, Marsh si è ritirato e vive di lavoretti saltuari.
La sua storia con la moglie Liv è sopravvissuta a stento al lutto per la figlia uccisa in un bombardamento aereo mirato, causato proprio da Gretel, ma non è potuta sopravvivere anche ai problemi mentali del secondogenito.
Marsh vive in un inferno in terra, senza neanche sapere che i suoi problemi recenti sono colpa degli Eidolons e dei pagamenti che essi hanno preteso in passato.

Ma quando i sovietici cominciano a eliminare gli stregoni inglesi, aiutati da una misteriosa talpa in Milkweed, e Gretel fugge dall’Europa Russa per aiutare gli inglesi a fermare i loro nemici, Marsh viene richiamato in azione.
Il lavoro non è ancora finito, e la sua vendetta sulla donna che ha rovinato la sua vita è a portata di mano!

Ma le cose non andranno proprio come previsto… a parte da Gretel, ovviamente.
Come tutti sanno, all’interno del libro.
E’ surreale vedere ogni personaggio muoversi timoroso di fare il gioco di Gretel, consapevole di doversi guardare da lei e di doverla temere, cospirando anche contro di lei, ma alla fine inevitabilmente tutto rientra nei suoi piani.
Tutto previsto, tutto calcolato, tutto già visto da lei.
E questo è il punto debole del libro, insieme al Marsh deluso, imbruttito e invecchiato (male). Leggere la storia sapendo che è un copione scritto da Gretel. Come il primo libro, ma qui è palese la cosa, tutti la sanno, è esplicita.

E ciò ci porta al terzo libro.

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Necessary evil.
Il male necessario.

Per salvare l’Inghilterra, il mondo ma sopratutto la sua famiglia, Marsh torna indietro nel passato fuggendo dall’Apocalisse.
Viaggia nel tempo per cambiare la storia, riscrivere il passato e vincere un futuro.

E nel suo viaggiare, rientra nei primi capitoli del primo libro. Ci rientra da esterno, dando un senso a una figura che lì si era intravista un paio di volte e che ora acquista solidità, spessore. Una nuova identità per Marsh vecchio, che lavorerà sottotraccia dietro a Milkweed, al suo giovane sé, a Will e agli stregoni, per distruggere sia i supersoldati e le ricerche che li riguardano, sia gli stregoni e i poteri letali che controllano.
E nel farlo avrà un solo alleato.

Gretel, che nel trovarselo davanti saprà che il suo piano è andato a buon fine, e che può portare avanti la seconda parte, la distruzione di queste due potenze superumane.
Gretel che resta sempre una psicopatica malvagia che lui vorrebbe solo uccidere per vendicarsi, ma con la quale è costretto ad allearsi per salvare chi gli sta a cuore.
Un male necessario.
Allearsi col diavolo, sapendo di dover stare attento al suo tradimento, per un bene maggiore.

Per tutto il libro Marsh vecchio dovrà scontrarsi con dilemmi morali.
Partendo dai mali necessari che un viaggiatore temporale sfuggito a una recente apocalisse sa di dover causare, per assicurare la salvezza del mondo. Fino ai dilemmi ben più personali e distruttivi come il ritrovare una situazione familiare idilliaca a casa della sua versione passata, un’armonia che lui da decenni ha perso, e pensare a come sarebbe facile togliere di mezzo il proprio sè passato e prenderne il posto, trovare la felicità perduta tempo addietro e che ora si è conquistato a fatica, con sacrifici, sofferenza e duro lavoro.

Gestire i viaggi nel tempo è difficile, ma qui è stato fatto egregiamente.
Così come superpoteri e magia sono stati inseriti nei primi libri alla perfezione nell’ambito storico reale della guerra, ottenendo prima piccole deviazioni quasi impercettibili dal vero corso degli eventi, per poi generare una storia del tutto nuova quasi naturalmente, basandosi su cosa invece è successo qui.

Una serie davvero bella, che meriterebbe di venire acquistata e tradotta.

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29 maggio 2017 - Posted by | Tregillis Ian | , , , , , , , , , , , , ,

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