La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Dreamsnake


263021

Ogni tanto, qua e là nella rete, trovo consigli su vecchi libri fantasy o di fantascienza da recuperare. Solitamente, da quando incappo nel titolo a quando effettivamente lo prendo e lo leggo passa talmente tanto tempo che non ricordo più chi lo consigliava, dove, o anche solo di cosa parlasse, se meritasse.
Con questo Dreamsnake è successa la stessa cosa.
Non so chi ne avesse parlato, quando o dove. So soltanto che sono fortunato ad aver letto quel consiglio e ad averlo seguito, perché è una vera e propria gemma.


Si parla di Fantascienza.
Quella vera, quella spregiudicata, creativa, sovversiva.
La fantascienza degli anni settanta, un periodo magico per il genere.

Si parte da un’idea.
E se per curare, non ci fosse più tutta la tecnologia attuale, si fosse trovato il modo di usare i serpenti?
Serpenti diversi per cure diverse, serpenti ammaestrati e addestrati, che verranno drogati con apposite sostanze per “preparare” i giusti antidoti. Una scienza frutto di migliorie genetiche, studi medici e biologici… roba avanzata, insomma.

Ecco, se si parte da questa idea, il passo per arrivare a immaginare una curatrice che gira con tre serpenti è breve. Molto breve.
Diciamo, un pitone avvolto intorno alle spalle, un serpente a sonagli a mo’ di bracciale e un piccolo serpentello verde intorno al collo, come un collare?
Che bella immagine, vero?

E magari, per rendere il tutto più suggestivo, le facciamo attraversare deserti, o comunque luoghi devastati.
Ecco! Un bel paesaggio postapocalittico!
Distruzione ovunque, la civiltà che è regredita, la tecnologia quasi scomparsa.
Diciamo che ci sono più tipi di civiltà, per rendere più interessante il tutto?
Tribù nomadi nel deserto, città commerciali nelle montagne, e una grande città sotterranea e impermeabile alle contaminazioni esterne, ancora padrona della perduta tecnologia? Ognuno col proprio stile di vita, le proprie leggi, i propri costumi.

E se aggiungessimo al cocktail radiazioni post-nucleari e mutazioni?
Se aggiungessimo forme di vita aliene, del tipo inimmaginabile per la mente umana, un po’ alla Lovecraft per intenderci?
Se aggiungessimo anche una storia d’amore accennata, avviata ma che rimane intelligentemente sullo sfondo senza mai prendere troppo spazio?
E poi mettiamo che la protagonista, che gira da sola per le zone devastate del mondo con i propri serpenti, non solo gira disarmata e non fa del male a nessuno, ma è anzi una guaritrice che ha giurato di proteggere e curare… tranne quando un paziente voglia morire, nel qual caso è tenuta ad aiutarlo.
E ovviamente senza aiuti da parte degli uomini, tendenzialmente. Che una donna vale quanto un uomo, e negli anni 70 si poteva scrivere questo.

Magari poi veniva accettato un po’ meno, visto che spesso le scrittrici si fingevano uomini per vendere, ma questo è un altro discorso.

Il succo è che in poco più di trecento pagine l’autrice mette tutto questo.
Ci mette anche una sorta di quest come motore della storia, ci mostra tutte le sfaccettature che prima ho indicato, e trova pure il tempo di rivoltare il paradigma della famiglia per come la intendiamo noi.
In trecento pagine e spiccioli.
Senza buttarsi in spiegazioni.
Senza andare troppo veloce per farci star tutto.

Come filosofia mi ha ricordato un poco, e non a caso visto il periodo, la Le Guin.

Un libro che è davvero una gemma, peccato che ovviamente qui da noi non sia mai arrivato… fortuna esistono gli ebook che ormai sopperiscono eccelsamente a questo problema di traduzione (che non c’è).

Se a qualcuno interessasse la fantascienza di questo tipo, e gli andasse di leggersi un bel libro in inglese, io il consiglio ve l’ho dato.

Annunci

21 maggio 2017 - Posted by | McIntyre Vonda | , , , , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: