La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Il cerchio


dave-eggers-il-cerchio-200x300

 

Di questo libro avevo sentito parlare benissimo da Licia Troisi parecchio tempo fa e l’avevo messo in wishlist. Ma quando la wishlist supera i trecento titoli, la strada tra il dire “lo vorrei leggere” e il fare l’acquisto è molto, molto lunga.
Così ci ho messo le mani solo recentemente, spronato dall’arrivo del film tratto dal romanzo ormai prossimo.

 

Innanzi tutto, un’avvertenza: per molti lettori questa sarà una lettura inizialmente difficile, sembrerà quasi di stare in apnea.
Perché il libro è diviso in tre parti, ma le singole parti al loro interno non sono suddivise in capitoli. Semplici divisioni tra paragrafi, al massimo.
Che di per sè non sarebbe questo grande shock, ma se si ha l’abitudine di puntare, la notte, al classico “arrivo alla fine del capitolo e smetto”, le cose si fanno difficili.
Mica è banale decidere a quale paragrafo fermarsi… sarà quello giusto, con un degno stacco rispetto al precedente? O riprende subito in maniera immediata le vicende appena terminate, dovendo quindi essere letto subito dopo?
Son drammi, eh.

Premesso ciò, comunque, passiamo alla storia.

Una storia abbastanza banale, ormai. Un distopico incentrato sui possibili problemi derivati dall’influenza dei social network nelle nostre vite e nella nostra società.
Niente che, per esempio, non si sia visto recentemente in Black Mirror, la splendida serie-contenitore fantascientifica che tanti incubi procura agli appassionati di tecnologia (e a chi rischia di diventare paranoide in merito).
Scrittura scorrevole, personaggi abbastanza piatti e che non spiccano, colpi di scena prevedibili.

E allora perché ne sto scrivendo sul blog, visto che ho detto avrei scritto solo di prodotti che mi colpiscano particolarmente?

Perché malgrado la resa non sia il massimo, resta il fatto che questo risulti totalmente un episodio di Black Mirror da leggere invece che da guardare su Netflix.
Perché il mondo in cui vive Mae è il nostro, con un passetto in più in avanti a Silicon Valley.
Perché se non viviamo già nel mondo in cui il Cerchio esiste e raggruppa tutto, è principalmente perché non esiste Ty che pensa a True You, e invece i grandi brand che lui avrebbe inglobato sono separati e si fanno allegramente la guerra tra loro e con i governi (più o meno).

Perché anche noi si discute spesso di privacy e di controllo. Di quanta privacy vada sacrificata per la sicurezza comune, di quanto chi ci controlla possa e debba sapere. Di quanta privacy si ceda volontariamente e felicemente, proprio sui social network (pur sapendo che si tratta di prodotti creati solamente per vendere dati di marketing).

Perché i singoli passi illustrati nel libro appaiono spesso logici, sensati, utili, grandiosi.
Certo, c’è quella vaga sensazione di panico e di paura quando si pensa a qualche implicazione, ma suvvia, cosa mai può succedere con questa piccola aggiunta?

Chi mai potrebbe non voler rendere completamente online e trasparente la propria vita, monitorare tutto? Se non hai niente da nascondere, perché non ti vuoi mostrare? No? Non ricorda, per esempio, un recente dibattito sulle intercettazioni qui in Italia?

Temi attualissimi, che partono dalla tecnologia e invadono ogni campo.

Fino a far stare quasi male.

E poi c’è il rapporto con i social network, sempre più centrali, sempre più importanti per i singoli individui. Quasi preferiti ai rapporti reali con le altre persone.
Un like diventa la cosa più importante al mondo, la popolarità e la grandezza dei propri cerchi l’obbiettivo principale da perseguire.
E che importa se sotto non c’è nulla?

Un libro che, come gli episodi di Black Mirror, fa riflettere.
Anche se la storia non è innotiva in sé e non è un capolavoro di scrittura… ma neanche Brave New World o 1984 lo erano, l’importanza sta nel messaggio in questi casi.

Ora sicuramente mi andrò a vedere il film, curioso di vedere se riuscirà a dare più spessore ai personaggi mantenendo il messaggio e gli aspetti di paura per la tecnologia, o se verrà stravolto tutto per dare più storia alla storia.

Annunci

26 aprile 2017 - Posted by | Eggers Dave | , , , , , , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: