La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The bear and the nightingale


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Questo libro, uscito un paio di mesi fa, è il classico libro che ti assorbe completamente, che ti fa vivere nelle sue pagine, e che ti lascia triste alla fine perché le pagine sono ormai finite.

Al momento è uscito in lingua inglese, ma dubito passerà molto tempo prima che vengano comprati i diritti per un’edizione italiana.

Di cosa parla questa gemma?
Fiabe. Le fiabe che la governante dei figli di Pyotr Vladimirovich racconta ai suoi ragazzi, fiabe dure, cupe e fredde… come dura, cupa e fredda era la vita ai confini del regno di Russia nel quattordicesimo secolo. Anche per chi era benestante e governava la zona, cioè i boschi, le poche terre coltivabili e i villaggi i cui tributi andavano portati al Principe nel Cremlino.
Ma in quell’epoca lontana, in quei posti ai margini della vita, dove si viveva a stretto contatto con la natura e si lottava per la sopravvivenza anno dopo anno, le fiabe erano più che fiabe.

C’era quella nuova religione cristiana che era stata imposta ovunque, certo, ma in queste zone remote conviveva con le antiche tradizioni.
Si pregava nella cappella, ma si lasciavano offerte agli spiriti domestici che proteggevano la casa, la stalla, il focolare.
Si cercava il consiglio e l’aiuto del prete, ma si evitavano con prudenza gli spiriti delle acque, si cercava di non infastidire gli spiriti dei boschi.

E poi abbiamo Vasilia. L’ultima figlia di Pyotr e di sua moglie Marina, nipote della ragazza misteriosa che un giorno entrò al Cremlino stregando a tal punto il Principe che questi la prese in sposa.
Vasilia che si dice abbia nelle vene lo stesso potere della nonna.
Vasilia che è selvatica, vive bene nella foresta, non rispetta gli ordini e l’autorità, se la cava sempre all’aperto.
Vasilia che vede cose, ci parla.

Ovviamente, quando dal Cremlino mandano come nuova sposa a suo padre la sorella pazza del Principe attuale, e subito dopo un pio prete arrogante e ambizioso, le cose non possono che mettersi male.
Anche perché l’eterna lotta tra due fratelli che si fronteggiano dall’alba dei tempi sta per rinnovarsi. Le catene dell’orso si stanno indebolendo, e tempi duri stanno per abbattersi su quelle regioni.

Splendida ed evocativa la scrittura, pare di vivere anche a noi in quelle fredde regioni dove l’Inverno dura buona parte dell’anno.
Intrigante anche il periodo storico, con la Russia sotto il giogo del Khan che sceglie i principi ed esige tributi. Un periodo che onestamente nemmeno sapevo fosse esistito.
E poi le fiabe, i miti. Così simili e allo stesso tempo così diversi da quelli conosciuti qua.

Un gran bel libro, che si lascia leggere tutto d’un fiato o quasi.
Perfetto per le giornate invernali, immagino, ma me lo sono goduto molto anche ora che le temperature risalgono, ma il clima ci scarica addosso pioggia e raffiche di vento che paiono branchi di lupi intenti a ulularci contro.

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5 marzo 2017 - Posted by | Uncategorized

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