La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Sharpe


266944

Da un annetto ho cominciato a leggere la serie di libri dedicata a Dick Sharpe, scritta da Bernard Cornwell.

In passato avevo conosciuto questo autore per la serie Il romanzo di Excalibur uscito negli anni novanta, poi un paio di anni fa mi ero imbattuto nel suo Waterloo, il racconto di quella battaglia e dei personaggi che la interpretarono, da una parte e dall’altra.

Questo libro mi era piaciuto, e visto il mio gradimento mi era stato consigliato di leggere qualche altro libro storico di Cornwell.
Ho scelto di partire con questa serie (l’alternativa, a parte i libri singoli, era una serie da cui hanno cominciato a trarre in tempi recenti la serie tv The last king), visto che tutto era partito da Waterloo… e questa serie bene o male lì finisce.

Dick Sharpe è un soldato inglese agli inizi dell’800, con l’Europa sconvolta dalle guerre napoleoniche. E’ il classico soldato semplice inglese: povero, infanzia Dickensiana, almeno mezzo delinquente, finito a fare il soldato per salvarsi la pelle. Irregimentato, addestrato, frustato dai Sergenti e dagli ufficiali fino a diventare un ingranaggio nella macchina da guerra britannica.
Ma Sharpe ha qualcosa in più, e quel qualcosa lo rende uno dei pochi fortunati a venire promossi al grado di ufficiale provenendo dai ranghi, in un’epoca in cui i soldati semplici erano delinquenti illetterati e gli ufficiali erano nobiluomini in cerca di prestigio.

La serie può essere letta seguendo l’ordine di pubblicazione o quello cronologico (visto che l’autore ha cominciato con delle storie, poi in seguito si è deciso a raccontare le origini militari del suo protagonista e a colmare i buchi temporali tra le storie seguendo sempre le vicende storiche della campagna inglese contro Napoleone.
Per amore di continuity ho scelto il secondo tipo di lettura, cose che se da un lato soddisfa dal punto di vista della Storia e dello sviluppo del personaggio, dall’altro mostra un po’ il fianco quando si alternano libri scritti negli anni ottanta e libri scritti tra la fine degli anni novanta e il primo decennio del duemila… anche perché nei primi, ovviamente, mancano tutti gli accenni di continuity presenti negli ultimi, e spesso i personaggi sono meno sfaccettati di quanto non si ritrovino a essere col passare del tempo. Senza contare che la trama è spesso banale e lineare, frutto di un canovaccio riutilizzato più e più volte, e quindi andando avanti con la lettura i libri che mostravano per primi certe situazioni poi ripetute ne soffrono, come se fossero loro a essersi ispirati ai loro successori.

Ecco, questo cosa della trama è probabilmente il punto debole delle storie di Sharpe.
Solitamente, per quanto riguarda il nostro protagonista, abbiamo sempre screzi con qualche ufficiale superiore (che non vede di buon grado questo plebeo giunto lì a guastargil l’armonia da gentiluomini del circolo ufficiali), spesso c’è un qualche tipo di tradimento in atto più o meno grave, costantemente compare una bella ragazza da salvare\aiutare\servire e che subisce immancabilmente il fascino teppistico di Sharpe. E a Sharpe o viene affidata una missione impossibile, o ci si ritrova invischiato suo malgrado. Tanto riuscirà a farsi la ragazza, umiliare l’ufficiale, punire il traditore e ottenere gloria per il miracolo compiuto.

Niente di che, ma la serie è lunga ventun libri, io sono al decimo e così a occhio non riesco a pensare ad alcun libro che abbia avuto una trama realmente diversa.
Un paio hanno goduto di più freschezza (uno, Sharpe’s prey, visto che era una sorta di spy story, l’altro era Sharpe’s Trafalgar e pur avendo una trama ancor più stiracchiata del solito era solo uno stratagemma per mostrarci quella grande battaglia navale, in cui uno Sharpe fuori dal suo elemento ha fatto il minimo sindacabile per umiliare, fottere e uccidere senza muoversi troppo lungo la nave.

Lo so, messa così sembra una brutta serie e ci si dovrebbe chiedere “ma perché la leggi?”
Perché in realtà, difettucci di trama a parte, è scritta bene, scorre veloce, offre del buon intrattenimento (dove sappiamo cosa avremo, sappiamo cosa cercare e cosa aspettarci) e insegna storia.
Ecco, probabilmente il motivo principale per cui la leggo è che, divertendomi con la storie di Sharpe, mi insegna una parte di storia che a scuola avevamo fatto abbastanza rapidamente, focalizzati come eravamo sulla situazione italiana di quel periodo, o sulle conseguenze in Italia del periodo napoleonico.
Quindi ho scoperto con piacere che quando i britannici erano in India, la Francia vi si stava insediando finanziando e addestrando i nemici delle sue colonie per cacciarla da quella parte di mondo.
O la complessità e le ramificazioni della guerra in Spagna e Portogallo… dove ho trovato quello che si può definire come l’antenato del più famoso Generale Inverno, ovvero il rigore dell’inverno russo che fermò la campagna russa di Napoleone, con i russi che indietreggiavano davanti all’avanzata nemica portandosi dietro i contadini, gli animali e il cibo e non lasciando nulla se non il terreno ai conquistatori, prendendoli così per il freddo e per la fame.

In Portogallo pare che, a parte il freddo, Wellington abbia usato la stessa strategia contro le soverchianti truppe francesi riversatesi nella penisola dalla Spagna: costruì una formidabile linea difensiva composta da forti, terrapieni e cannoni, impossibile da oltrepassare, rinforzata da fiumi che in inverno erano in piena, e indietreggiò dietro di essa distruggendo tutto il cibo sul suo cammino, facendo evacuare più abitanti possibili, e fornendo armi ai partigiani perché tormentassero gli invasori.

Un peccato che non sia un fatto noto quanto l’altro.

Comunque è principalmente per questo che leggo di Sharpe.
Perchè Cornwell sa il fatto suo, ha una grande accuratezza storica e riesce a infilare i suoi personaggi fittizzi nei buchi d’ombra della storiografia ufficiale, prendendo da una parte e dall’altra, ricostruendo piccole cose senza alterare troppo la narrazione degli eventi realmente accaduti. Istruendoci divertendo.
E in fondo ai libri riporta una piccola lezione dove spiega cosa sia accaduto, dove la Storia differisca dalla sua storia, cosa abbia preso e a chi per inserire Sharpe e gli altri personaggi.

Non deve essere affatto facile muoversi con questa perizia (e immagino sia a causa di questi spazi ristretti di manovra che le trame sono abbastanza banali e piatte…)

Advertisements

27 febbraio 2017 - Posted by | Cornwell Bernard | , , , , , , , , , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: