La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Vietato leggere all’inferno


 

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Questo libro di Roberto Gerilli (autore dell’assurdamente piacevole Questo non è un romanzo fantasy, presentato all’ultima Lucca Comics & Games), edito da Speechless e distribuito gratuitamente (quindi leggetelo, mi raccomando!) parte da un assunto che inizialmente sembra quasi ridicolo e paradossale: dopo decenni di lotte, a fine anni ’90 la letteratura è stata equiparata in tutto il mondo alle sostanze stupefacenti, venendo così resa di fatto illegale.

Ma è davvero così assurdo questo assunto?

Andando avanti con la lettura ho trovato questo spunto molto più profondo di quanto non avessi ipotizzato inizialmente.
Una sostanza stupefacente causa benessere immediato a chi ne usufruisce, alienandolo dal mondo esterno, facendolo chiudere in sé stesso, e provoca dipendenza.
Tutti fattori che, bene o male, si ritrovano anche nella lettura, no?

Voglio dire, che faccia sentire immediatamente meglio il lettore è palese (o almeno, di solito è così, al netto del tipo di libro).
Leggere è un’attivita che richiede l’attenzione del lettore, che quindi si concentra sul libro invece che sul mondo esterno, rifuggendo magari occasioni mondane o di vita sociale per dedicarsi alle pagine di un libro. Cavolo, quando non è inverno, se devo fare un paio di kilometri dal parcheggio al posto di lavoro, se ho un libro in lettura sul Kindle porto avanti la lettura via smartphone mentre cammino!
E la dipendenza… se si passa il tempo libero a leggere, se la notte si fa tardi in compagnia di un libro, se si ha una coda di libri da leggere che non accenna a diminuire mai oltre una certa soglia, certo che può essere vista come dipendenza.

E’ tutto assurdo, certo, ma ha una sua logica.
Sopratutto visto che la società, mai come adesso, sembra remare contro.
I lettori sono una piccola percentuale della popolazione, l’analfabetismo funzionale avanza spietato, l’istruzione è il primo settore in cui operare i tagli quando servono soldi ai governi. I libri vengono presi solitamente se c’è il grande successo di cui tutti parlano, o per il periodo festivo come regali da poco per quelle persone cui non si sa che regalare, o per darsi un tono.

Mentre chi legge realmente è visto come qualcosa di diverso.

Ecco, in questo libro, partendo da una premesse che pagina dopo pagina diventava sempre meno ridicola (si, lo ammetto, mi sono identificato in un libromane all’ultimo stadio), l’autore tira fuori anche una bella critica alla società attuale.
Come?
In due passi.
Il primo è far ipotizzare ai protagonisti una società in cui, finalmente, i libri tornassero a essere legali. In un mondo dove leggere non è reato, pensano loro, tutti leggerebbero. Perché mai non dovrebbero farlo? E leggendo tutti, sarebbero più colti, più preparati.
In televisione i programmi spazzatura verrebbero soppressi per mancanza di ascolti e ci sarebbero addirittura trasmissioni letterarie. E perfino i politici sarebbero costretti a essere migliori, visto che una popolazione colta, lettrice e preparata sarebbe ovviamente in grado di capire ciò che fanno e dicono, di eliminare i politici incapaci e di far progredire solo quelli illuminati e capaci.
Confesso di aver provato vergogna per la nostra società, nel leggere il sogno dei protagonisti e nel confrontarlo con la spietata realtà.
E poi il secondo passo: il vecchio professore di letteratura che praticamente appoggia la legge contro i libri, perché a suo dire la letteratura era morta da tempo, si producevano libri inutili, gli scrittori volevano soldi, era sparita la figura del letterato elevato e irraggiungibile. Il tipico individuo “con la puzza sotto al naso” che guarda dall’alto in basso, disgustato, le forme di letteratura da lui ritenute volgarispazzatura. Intrattenimento? Sia mai! Fantastico? Vade retro, cose ridicole per bambini e minorati!
Si, lo so, i tempi grazie ai media visivi sono un poco cambiati, ma mica così tanto…
Qualche anno fa si parlava infatti dell’Accademia, no?

Collegato a questi temi, c’è anche il tema dell’editoria.
Nell’Italia del romanzo, ma anche nel resto del mondo, gli Editori devono ovviamente operare in clandestinità, come boss criminali. I libromani prendono ciò che il convento passa, pagandolo salatamente. Logico quindi che i libri nuovi possano essere opere sciatte, insulse, scritte senza cuore, prive di mordente o di vere qualità.
E i nostri cosa immaginano? Che in un mondo dove la letteratura è legale, anche gli Editori siano diversi. Non dovendo più essere boss criminali, potranno esserci più Editori, e questa pluralità porterà sicuramente a un innalzamento qualitativo delle opere, una competizione a superarsi innovando e producendo grandi opere. Niente operazioni commerciali per sfruttare la dipendenza dei libromani, ma ognuno intento a fare del suo meglio per attirare i lettori.
Simpatica utopia.

Queste sono le tematiche che mi hanno colpito con violenza, di questo libro.
Poi c’è la storia, con i protagonisti decisi a cambiare il mondo con un libro, malgrado gli attacchi di misteriosi nemici e le difficoltà di mettere su un’impresa criminale.
Protagonisti libromani e nerd, ovviamente (dico ovviamente perché già con il lbro precedente Roberto Gerilli aveva dimostrato di che pasta fosse fatto… un nerd al 100%, che infarcisce le pagine di citazioni. Tantissime citazioni. Quasi troppe, ci sarebbe quasi da fare un post apposito segnalandole tutte… per dirne un paio, in questo mondo senza libri Breaking Bad è diventata Reading Bad, e i Sons of Anarchy contrabbandano libri dal Canada!), con dialoghi leggeri e dinamici.
E devo dire che, dopo aver letto due suoi libri, posso affermare di adorare i suoi personaggi femminili. Nerd, intelligenti, acuti, brillanti, fortissimi. Molto più forti dei colleghi maschili, che spesso restano quasi in loro balia, pur essendo i veri protagonisti dei libri.

Concludo segnalando solamente che ho cominciato a leggere il libro, praticamente, a metà mattina dell’ultimo giorno di ferie. Mi ha preso al punto che me ne sono staccato solamente nel tardo pomeriggio, a lettura ultimata (tranne una breve pausa per il pranzo).
Lettura consigliatissima, sicuramente tra le mie migliori letture del 2017.

 

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18 gennaio 2017 - Posted by | Gerilli Roberto | , , , , , ,

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