La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The fifth heart


 

Formato: Digitale
Lingua: Inglese
Pagine versione cartacea: 624
Data di pubblicazione: 2015

Questo libro ci offre sicuramente una versione particolare della figura di Sherlock Holmes, ci mostra l’uomo dietro i racconti di Doyle… almeno secondo Dan Simmons.

In un’affascinante miscela di realtà e finzione, vediamo Holmes interagire con personaggi storici e scrittori illustri americani di fine ottocento, primo dei quali Henry James che gli fa da involontaria spalla in questa avventura. E scopriamo che gli stessi personaggi, consapevoli per via dei racconti scritti da Watson o forse da Doyle di chi lui sia, non erano certi fosse una persona realmente esistente. E lo stesso Holmes pare preda di una crisi personale, chiedendosi se sia un personaggio reale o solo una finzione letteraria, e spiegando questi dubbi con quelli che immagino essere errori e incongruenze delle storie di Conan Doyle, come nomi che cambiano, eventi che non hanno senso, particolari sbagliati.

Ad alcuni di questi errori la soluzione la offre, parlando delle storie con James, lo stesso Holmes: le sue avventure sono molto diverse, è Watson a edulcorarle dove necessario, a cambiare molti dettagli per salvaguardare la privacy dei clienti, a romanzare il romanzabile… riscrivendole, di fatto, da capo. E sbagliando molto.
Altri invece vengono portati come esempi di cose che la stessa memoria di Sherlock non riesce a conciliare con la realtà, e sono la causa del suo chiedersi se sia o meno reale.

Notare che il fratello di Henry James è un famoso psicologo, e ci saranno quindi alcuni momenti con noiose nozioni psichiatriche a sviscerare io, me e quant’altro.
Ecco, quelle parti sono tra le più noiose, per me, assieme anche alle tante interazioni con personaggi pubblici dell’epoca e scrittori, che spesso sembrano venire inseriti solo per strizzare l’occhio e per farci assaggiare la loro versione in salsa Simmons.

La storia, comunque, parte sotto il segno di questo dubbio di Holmes e di un caso che pare estremamente pretestuoso, per poi svelarsi poco a poco come un vero intrigo internazionale.
E solo verso il finale si intuirà sempre di più, prima che venga ufficializzata nel libro da Simmons, la natura estremamente personale di tutta la vicenda, per Holmes.
Mi è piaciuta questa interpretazione di Sherlock Holmes, delle sue origini, della sua vita.
Mi è piaciuta enormemente anche questa Irene Adler, e il personaggio di Moriarty è eccellente.
Buona la storia ad ampio respiro, un po’ meno quella pretestuosa che mette in moto gli eventi con James.
Vanagloriose le tante, troppe apparizioni di personaggi famosi, messi lì quasi a mostrare quanta gente girava all’epoca intorno a quella zona, quanto li conosca Simmons e come li veda in realtà.
E noiosa la psicologia.

In definitiva una bella storia di Sherlock Holmes, interessantissimo il personaggio delineato da Simmons, geniale l’intera parte metaSherlockiana, ma presta molto, troppo il fianco in certe fasi onestamente noiose.
Peccato, poteva essere molto migliore stringendo alcuni punti ed eliminando quasi del tutto certe cose.

Annunci

15 settembre 2015 - Posted by | Simmons Dan | , , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: