La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The dragon keeper


 

Formato: Digitale
Lingua: Inglese
Prezzo: € 3,74
Pagine versione cartacea: 500
Data di pubblicazione: 2009
Saga: The Rain Wild chronicles (Cronache delle Giungle delle Piogge)
The dragon keeper (2009)
Dragon haven (2010)
City of dragons (2011)
Blood of dragons (2011)

Ormai sono abituato alle partenze lente nelle saghe della Hobb, quindi sapevo cosa aspettarmi.
Mi ha comunque stupito la brevità di questo libro rispetto agli altri suoi tomi.

Una brevità relativa, certo, ma che unita alla scorrevolezza della sua scrittura e al piacere che procura leggere le sue pagine ha contribuito a far volare il tempo trascorso a leggere questo primo capitolo della saga relativa ai nuovi draghi nati grazie agli sforzi di Tintaglia e dei mercanti.

In quella che si preannuncia una classica ricerca (della fantastica città dei loro ricordi, per i draghi e per i loro guardiani, tra insidie, tradimenti e percorsi difficoltosi) questo primo capitolo offre poco più dello spunto che dà il via alla vicenda.
Prende piede l’idea della ricerca, viene deciso di agire, si crea il party e si va.

Quindi trama e azione ridotte al minimo.
In compenso abbiamo la nascita in queste pagine di nuovi personaggi, che come da consuetudine prendono vita davanti a noi mano a mano che Robin Hobb li delinea e li fa vivere.
Personaggi, come sempre, reali, tridimensionali, complessi, vivi. Personaggi che ci fanno dimenticare la lentezza del libro e dello sviluppo della trama.

Nuovamente, l’autrice pesta duro sui rapporti famigliari, e ci mostra due ragazze isolate, abbandonate, che dovranno ricrearsi strada facendo.
Alise, di famiglia non ricca e non bellissima, non aveva prospettive di matrimonio divenendo un peso per la famiglia, ben felice di darla via quando il ricco Hest la chiede in sposa. Un matrimonio d’interesse, per ottenere una moglie di facciata che non lo voglia presente nella sua vita, mentre lui indulge in piaceri prevedibili dalle prime scene che ci vengono mostrate della loro vita coniugale. Abbandonata e quasi scacciata dalla sua famiglia, affascinata dal poco che ha visto di Althea Vestrit, studiosa di draghi, desiderosa di vivere almeno una vera avventura prima di rinchiudersi di nuovo nella sua prigione casalinga.
E Thymara, la ragazzina che non doveva esistere, un neonato in fasce salvato dalla morte prevista dalle tradizioni grazie all’amore del padre. Un peso per la famiglia e la società, così viene vista dagli altri mercanti e da sua madre, fino alla decisione di partire con i draghi per trovare il suo posto nel mondo e rifarsi una vita, dimostrare a sé stessa e a tutti gli altri il proprio valore.

E tra loro, intorno a loro, i draghi.
I pochi draghi nati dai bozzoli formati dai serpenti superstiti, guidati alle rive acide da Tintaglia.
Draghi deboli e malformati, alcuni addirittura stupidi e poco più che animali.
Creature deboli e quasi patetiche maledette dai ricordi ancestrali di cosa sarebbero dovuti essere, di cosa erano, di cosa hanno perso.
Draghi a metà, disposti a tutto per tentare di raggiungere la vecchia città degli Elderlings dove sperano di poter trovare la pace. O disposti a morire nel tentativo, ottenendo così almeno una morte degna di un drago, una morte trovata tentando di vivere.

E poi gli altri.
Meschini individui pronti a tutto per ottenere reliquie di drago da vendere sui lontani mercati di Chalced, l’avarizia dei mercanti abbindolati da vaghe promesse di tesori degli Elderlings, i guardiani “malformati” scacciati dalle loro città in una missione praticamente senza speranza.

Un libro che fa da prologo ai prossimi tre, e che tuttavia è scritto talmente bene da non far pesare minimamente questa cosa, e da mettere solo tanta voglia di leggere il proseguio.

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1 settembre 2015 - Posted by | Hobb Robin | , , , ,

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