La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Riguardo Il buio oltre la siepe, e l’Italia


 

Dopo aver finito qualche giorno fa la lettura di Il buio oltre la siepe qualcosa continuava a girarmi in testa, un pensiero che per un po’ non sono riuscito ad afferrare nemmeno io.
La sua essenza, alla fine, era questa: America, America… ma Italia mai?

Mi spiego meglio.

La lettura del libro di Harper Lee mi ha fatto venire in mente molti altri libri con cui sono cresciuto.
Tom SawyerLa sfida di LizzieLa capanna dello zio Tom, e tanti, tanti altri che magari ora ricordo confusamente, in maniera sfocata, ma che mi hanno accompagnato negli anni delle elementari.
Ma anche Calpurnia in questi ultimi anni, per rimanere nello stesso filone.

Alla fine, riflettevo, sono cresciuto con bambini scapestrati e casinisti e con bambine mascoline e sagge, imperversando per enormi spazi rurali di cittadine americane spesso retrograde e distanti anni luce dalla realtà del presente, certo, ma anche da quella italiana.
Bambini che lottano contro i pregiudizi del loro tempo, oltre che contro le differenze del mondo adulto rispetto al loro e ai problemi della crescita.

E mi sono chiesto, possibile che la mia infanzia sia stata segnata solo da questi libri?
Belli e assolutamente da leggere, certo, ma perché sempre l’America di inizio novecento?
Siamo in Europa, siamo in Italia. Possibile non ci siano scrittori e filoni letterari come quelli?

E a forza di pensare mi sono dato dello stupido.
Certo che ci sono!

 

E così ho ricordato Cuore, di Edmondo De Amicis, con le sue storie patriottiche e le sue morali, con il suo spaccato della vita in Italia agli inizi del novecento, con i pregiudizi di classe e provenienza e, anche qui, con le poche persone “illuminate” che facevano del loro meglio per cambiare le cose tramite l’esempio e l’insegnamento.

Ho ricordato Il giornalino di Gianburrasca, equivalente nostrano di Tom Sawyer.

E pure il buon Pinocchio di Collodi, alla fine, è uno spaccato terrificante della società di quei tempi.

 

Allora perché non ho potuto pensare subito a questi titoli? Perché continuo a vedere la mia infanzia come segnata dalle lunghe e torride estati degli stati del sud degli USA, senza elettricità e con la gente di colore vista con sospetto e ghettizzata?

Forse perché Cuore viene visto come un pesante retaggio di un epoca patriottica, infarcito di buonismo?
Forse perché Gianburrasca viene visto come qualcosa con meno appeal di Tom Sawyer, con la sua ambientazione per noi esotica?
Forse perché Pinocchio è tuttora sottovalutato e visto come qualcosa per bambini?

Non riesco a decidermi se si tratti della solita sottovalutazione delle nostre opere a favore di quelle di importazione, del vecchio “mito americano” che malgrado tutto è rimasto permeato nelle nostre coscienze, o solo un problema mio in rapporto a queste opere…

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18 agosto 2015 - Posted by | Altro, De Amicis Edmondo, Lee Harper, Twain Mark, Vamba | , , , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. Tom Sawyer, Le avventure di Huckelberry Finn, La capanna dello Zio Tom, Zanna Bianca, I tre moschettieri, Ventimila leghe sotto i mari, L’isola misteriosa, Viaggio al centro della terra, Il libro della Giungla…quanti ricordi!
    Come letture italiane non posso dimenticare Il giornalino di Gian Burrasca (che già hai citato), le avventure di Sandokan, ma anche quelle scritte da Mino Milani su Tommy River, i romanzi su Don Camillo e Peppone di Guareschi.
    Non mi rapporto con la nazionalità, ma con quanto hanno saputo darmi le storie: Sandokan, Don Camillo, Zanna Bianca, D’artagnan, Athos, hanno saputo darmi tanto e di questo sono grato.

    Commento di M.T. | 18 agosto 2015

  2. Ci mancherebbe, neanche io ne faccio una questione di nazionalità… sono cresciuto a pane, Salgari e Verne, oltre a saccheggiare i classici per bambini e ragazzi americani dalle case dei nonni.
    Ma mi incuriosisce il modo diverso in cui generalmente è vista la letteratura di questo genere straniera e “vecchia” nei confronti della nostra.

    Commento di tanabrus | 18 agosto 2015

  3. Forse è una questione soggettiva.
    O forse dipende dal fatto che gli altri paesi hanno una letteratura più varia e famosa, più “classica” in certi ambiti: in Italia non c’è qualcosa che possa essere al livello di Zanna Bianca o I Tre Moschettieri. Magari siamo noi che non li conosciamo, ma se escludiamo Divina Commedia, Pinocchio e I Promessi Sposi, non so quante opere famose nel vero senso della parole ci sono (il che non significa che non ci siano libri di qualità).

    Commento di M.T. | 18 agosto 2015


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