La torre di Tanabrus

Did you miss me?

To kill a mokingbird


 

Formato: Paperback
Lingua: Inglese
Pagine versione cartacea: 320
Data di pubblicazione: 1960

Fino a oggi non avevo mai letto questo libro.
Ne avevo sentito parlare, a volte, come si sente parlare dei grandi classici. Ma non lo avevo mai letto, né mi ci ero mai avvicinato.

Me ne sono interessato per via del clamore mediatico relativo all’uscita del seguito, e il fato mi ha spinto in mano la versione paperback da aereoporto scozzese.

Che dire? Una lettura che non lascia indifferenti, che ci trasporta di peso nell’america rurale degli anni trenta e ci fa vivere due storie in una.

La prima parte del libro, infatti, sembra un classico libro per ragazzi dei tempi che furono, uno di quelli con cui sono cresciuto depredando la libreria della casa dei nonni, o che ho letto comunque da piccolo.
I libri che ora chiameremmo young adults, insomma.
Bambini americani, solitamente di zone rurali del sud, che vivono avventure prevalentemente estive, loro in bilico tra l’infanzia e l’adolescenza, il mondo in bilico tra passato e futuro, tra tradizioni e progresso, tra pace e guerra.

In questo caso abbiamo la protagonista, Scout, che seguiamo all’incirca per tre anni, dai sei ai nove. Insieme a lei il fratello Jem, più grande di quattro anni, che osserveremo quindi dall’esterno entrare nel difficile periodo dell’adolescenza, tramite il punto di vista perplesso della sorella “lasciata indietro”, e l’amico estivo Dill, presente solo per le vacanze e autoproclamatosi futuro marito di Scout.
Le loro avventure estive sono classiche e piacevoli, ci mostrano la tranquilla vita della cittadina e ci introducono ai suoi personaggi, compreso il mistero dell’enigmatico Boo, il vicino fantasma.
Ma già in questa prima parte si gettano i semi del dramma.
Atticus, il padre, è un avvocato e sta lavorando per difendere un uomo di colore accusato di un crimine gravissimo, per cui rischia la pena capitale. Atticus è un uomo retto e diligente, un ideale fatto carne, ma sa di lottare contro i pregiudizi dei suoi concittadini, contro la supremazia dell’uomo bianco nei confronti dei “negri” che devono vivere separati da lui e limitarsi a servirlo.
E questo suo caso si ripercuote sempre di più anche sui figli, che a scuola vengono attaccati per questa ragione.

E si arriva alla seconda parte, la storia vera e propria.
Quando la città getta la maschera, quando le persone che sono sempre state amichevoli parlano alle spalle e arrivano a minacciare apertamente. Quando una bambina scopre di non conoscere più i suoi vicini, e la sua innocenza sarà l’unica cosa in grado di fermare la sete di sangue di una piccola folla.
Quando l’ipocrisia è talmente palese da essere invisibile per i diretti interessati, come l’insegnante che attacca ferocemente i “negri” salvo poi in classe spiegare che l’America è una democrazia, contrapposta alla dittatura tedesca che discrimina gli ebrei.
Quando la giustizia è cieca, e l’ingiustizia dilaga malgrado gli sforzi di pochi uomini di buon cuore.

Atticus è un personaggio che colpisce e rimane dentro, con la sua morale e le sue massime, il suo tentativo di fare la cosa giusta pur sapendo di essere condannato al fallimento.
E così colpisce anche Scout, innocente, infantile e arguta. Lei che ha l’incoscienza di placare la folla davanti alla prigione senza realmente capire cosa stia facendo, ma ha paura a passare davanti alla casa dei vicini.

Un ottimo libro.

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17 agosto 2015 - Posted by | Lee Harper | , , , ,

1 commento »

  1. Un libro davvero stupendo. Speriamo che anche il secondo della Lee sia all’altezza.

    Commento di Fabrizio Valenza | 17 agosto 2015


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