La torre di Tanabrus

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La paura del saggio


 

Formato: Paperback
Lingua: Italiano
Prezzo: € 16,90
Pagine versione cartacea: 1141
Data di pubblicazione: 2011
Saga: The kingkiller’s chronicles
Il nome del vento (2007)
La paura del saggio  (2011)
The slow regard of silent things (2014)
Doors of stone (2017?)

 

Si vede che questo è il volume centrale di una trilogia.

Se ne “Il nome del vento” abbiamo conosciuto Kvothe e lo abbiamo seguito dal carro dei Ruh fino all’Accademia, osservandolo farsi qualche amico e dei potenti nemici, qui la narrazione copre un periodo nettamente più breve.

Diversi mesi di tempo, che però accompagnano Kvothe nel difficile passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta.

Cominciamo con l’Accademia, con i problemi di soldi per pagare le rette e i debiti, le schermaglie con Ambrose e le lezioni.
Poi però ha inizio un’avventura, che lo porterà alla corte di un potente re in cerca di patrocinio, di soldi e di informazioni sulle figure leggendarie cui da anni dà la caccia.

E i servigi che renderà al re ci daranno modo di conoscere alcune delle vicende mitiche che riguardano la figura di Kvothe, e di farci assistere alla nascita della sua leggenda.
L’incontro fatato con Felurian e il Cthaeh, gli Adem, ma anche lo scontro con i briganti… tutto confluisce nell’alimentare la leggenda di questo ragazzo prodigio.

Mentre negli interludi scopriamo che il Kvothe attuale ha qualche problema, non sembra davvero più quello delle sue storie. Cosa gli è successo?

Malgrado succeda poco in questo libro, e malgrado il libro stesso superi le 1100 pagine, la lettura è talmente piacevole da tenere incollati. Si legge con gioia delle piccole avventure di Kvothe, e ne vorremmo sempre di più.
Lezioni all’Accademia? Serate passate a suonare? Incontri galanti? Scontri? Furti?
Non importa, va bene tutto. Perché in quei momenti siamo lì accanto a lui, a sperare che trovi le Parole, che sfugga agli agguati di Ambrose, che conquisti Denna, che diventi un potente arcanista, che diventi un maestro guerriero, che incontri principesse e creature fatate, che scopra qualcosa sui suoi nemici innominabili.

Interessantissime le usanze dei nuovi regni introdotti, sia quelle piccole come gli anelli, sia quelle enormi come quelle dei civili Adem.

L’unica nota negativa è che la storia degli Amyr sembra presa di peso dai racconti complottisti sui cavalieri templari: l’ordine grande e potente, subordinato alla chiesa, che poi all’improvviso ha avuto un rovescio di fortuna ed è stato bandito, accusato di eresia… ma di cui sono sparite le prove, di cui si dubita siano stati processati realmente i membri, della cui distruzione chi studia abbastanza può dubitare.
L’equivalente fantasy delle teorie complottiste templari, insomma.
Cosa che ho trovato abbastanza fastidiosa, una brutta caduta di stile in una storia altrimenti buonissima, rinfrescante.

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11 agosto 2015 - Posted by | Rothfuss Patrick | , , , , ,

11 commenti »

  1. La parte inerente gli Amyr non mi è dispiaciuta, anzi, avrei preferito che vi fosse dato più spazio.
    Invece la caduta di Rothfuss l’ho trovata nel dilungare la storia, soprattutto concentrandosi in punti che avrebbero meritato meno spazio per non stancare.

    Commento di M.T. | 11 agosto 2015

  2. Sono diversi i punti della storia che mi sembrano un po’ logori… La storia interminabile di schermaglie con Denna che non arriva mai a un punto di svolta di qualsiasi tipo, la ricerca sui misteriosi cattivi che hanno sterminato la famiglia di Kvothe (un paio di migliaia di pagine e siamo al punto zero o quasi…). Ne avrà di questioni aperte da chiudere il buon Rothfuss.

    Commento di brunobac | 12 agosto 2015

  3. Io degli Amyr ho trovato fastidiosi i pesanti parallelismi con la storia templare, che mi hanno fatto pensare a quando da piccoli si scrivono storie o le si immaginano prendendo cose reali e modificandole pochissimo per renderle “diverse”… cavolo, una volta per un tema di italiano avevo preso Tarzan o Aladino (il libro) modificandolo un poco, convinto che tanto nessuno lo avesse mai realmente letto nemmeno per errore. Ecco, mi ricorda tutto questo, la parte Amyr.

    Per Denna la cosa non mi dà fastidio, è parte della vita di Kvothe in questo modo.
    Per le pagine, si, ci dovrà essere molta azione nel prossimo volume, con tutte le trame da chiudere (compreso poi il presente, non scordiamolo).

    Commento di tanabrus | 14 agosto 2015

  4. Non vorrei sbagliarmi, ma penso che Rothfuss non si limiterà a una trilogia.

    Commento di M.T. | 14 agosto 2015

  5. Per ora Patrick non ha detto niente al riguardo, a parte la pubblicazione del racconto spin-off qualche tempo fa…

    Commento di tanabrus | 14 agosto 2015

  6. Non vorrei trovarmi di fronte a una saga stile Robert Jordan. Confido che Rothfuss saprà darsi una regolata, ma a questo punto sarà una bella scommessa.

    Commento di bruno | 15 agosto 2015

  7. Hai espresso il mio pensiero Bruno. A cui aggiungo che Rothfuss, come tempi e allungare la storia, si è martinizzato.

    Commento di M.T. | 16 agosto 2015

  8. No, dai, ha spiegato lui stesso perchè il secondo libro ci ha messo così tanto a uscire.
    Cioè che è rimasto travolto dal successo, prima faceva l’insegnante e scriveva nel tempo libero, poi si è ritrovato con un signor contratto, nuovo lavoro, ma sopratutto tournée infinite di presentazioni, letture, convention. E si è perso, ha impiegato del tempo a trovare un equilibrio che gli consentisse di regolarsi nella sua nuova vita.

    Lo posso capire, nel mio piccolo ogni volta che ci sono stati grandi cambiamenti tipo un nuovo lavoro, ho avuto bisogno di tempi di aggiustamento più o meno grandi per ricalibrarmi sui nuovi ritmi, sulle nuove necessità.

    Ora dovrebbe essere ripartito, dopo aver scritto il secondo libro, vedremo quanto ci vorrà per il terzo e come verrà.
    Sono ottimista 🙂

    Commento di tanabrus | 16 agosto 2015

  9. Ogni scrittore ha i suoi tempi: non ho la pretesa, come fanno tanti scrittori di Martin, che Rothfuss faccia uscire il romanzo quando voglio. Su questo non mi faccio problemi, costato, come hai scritto tu, che si è fatto “travolgere” un po’ dalla cosa.
    Quello che temo invece, con tutta la carne che ha messo sul fuoco, che la storia gli scappi dalle mani e tre libri non bastino a concludere la serie.

    Commento di M.T. | 16 agosto 2015

  10. “martinizzato” mi piace 🙂 [chiedo scusa se commento con account diversi ma ho fatto dei tragici casini con vari mezzi di comunicazione]

    Commento di brunobac | 16 agosto 2015

  11. non era scrittori che volevo scrivere, ma fan, pardon.

    Commento di M.T. | 16 agosto 2015


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