La torre di Tanabrus

Did you miss me?

One trillion dollars


 

Formato: Digitale
Lingua: Inglese
Pagine versione cartacea: 691
Data di pubblicazione: 2001

Questo è un libro “strano”, per essere di Eschbach.
Lo definisco strano perché non è fantascienza, nelle varie declinazioni cui l’autore tedesco ci ha abituati.
Ed è strano perché bene o male riprende un tema trattato in un altro suo libro, lo ancora alla realtà e lo sviluppa da qui. Arrivando a un finale che sarebbe quasi fantascientifico, non fosse che si tratta di una mera evoluzione economica.
Ed ecco, è strano perché per buona parte del libro si sfocia quasi nel trattato sull’economia, sul capitalismo, sull’economia alternativa.

La trama è semplice: a ridosso del 1500 un ricco mercante di Firenze ha una visione, vede il mondo alle soglie del 2000 come un posto terribile dove l’umanità ha perso ogni speranza per il futuro. E Dio gli assegna una missione, ridare speranza a quelle genti future.
Come? Prima di entrarsene in monastero abbandonando la vita mondana, affida i suoi risparmi a dei banchieri fiorentini. Che li dovranno custodire e far crescere tramite gli interessi per cinquecento anni, fino al 23 aprile 1995 quando l’intera fortuna accumulata sarà data al suo più giovane erede in vita in quel momento.
E costui con questa immensa fortuna (cresciuta negli anni fino al bilione, 1000 miliardi, più grande di quanto sia mai stato concepito) dovrà salvare l’umanità.

Il prescielto dal fato è ovviamente un povero ragazzo squattrinato, poco intelligente, poco educato, cresciuto in America e che lavora come fattorino per una pizzeria.
Un bel salto di qualità, passare da questo stile di vita a quello di persona più ricca al mondo… ma come fare per adempiere alla profezia?

Le aspettative dei Vacchi, gli avvocati che per mezzo millennio hanno devoluto le loro esistenze al mantenimento e all’incremento di questa fortuna, sono enormi.
Il mondo non crede alla profezia, o comunque vuole vedere cosa farà questo nuovo riccone.
E lui non ha la minima idea su cosa fare, lasciandosi guidare da altri nei primi passi in questo nuovo mondo, tra galateo ed etichetta, sartorie e agenti immobiliari, ville e castelli, jet e yacht.

Fino all’incontro con Malcom, un uomo geniale che aveva scoperto venticinque anni prima la profezia e aveva passato quel tempo ad attenderlo, e a prepararsi.
A studiare il mondo e un modo per salvarlo.
E in breve tempo diventa più del suo braccio destro, prende in mano i suoi beni e li trasforma in una inarrestabile macchina da guerra che conquista tutto. Perché per poter cambiare il mondo avranno bisogno di un potere assoluto, e per averlo il loro bilione di dollari dovrà renderli i padroni della terra, tramite multinazionali, istituti di credito e industrie strategiche.

E mentre i piani di Malcom si fanno sempre più ombrosi, poco a poco John comincia a chiedersi se stia seguendo la giusta strada, se si possa fare qualcosa di diverso, se stia davvero realizzando la profezia.

Tutto bene, però ci sono dei difetti in questo libro.
E non mi riferisco al testamento, dimenticato da John fino alla fine mentre da metà libro in poi il lettore urla “il testamento! Cambialo o verrai fatto fuori, è ovvio!”.

Mi riferisco innanzi tutto alla lentezza della storia, che si dipana faticosamente attraverso i pochi eventi interessanti e “di azione”, per modo di dire.
E poi ci sono le lunghe, tediose spiegazioni economiche, sul denaro, sui poteri del mondo. Lunghe, lunghissime. Ripetute. Costanti. Noiose, alla fine.

Il libro è scritto bene, ovviamente, e la trama ha il suo interesse.
Ma la lentezza e le troppe “lezioni” appesantiscono oltremodo la lettura, rendendola a tratti difficoltosa.
Temo sia il peggiore libro di Eschbach letto finora.

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29 giugno 2015 - Posted by | Eschbach Andreas | , , ,

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