La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The shadow of what was lost


 

Formato: Digitale
Lingua: Inglese
Prezzo: € 2,68
Pagine versione cartacea: 688
Data di pubblicazione: 2014
Saga: The licanius trilogy
The shadow of what was lost (2014)
An echo of things to come (2015)

Si tratta del primo libro per questo autore, ed effettivamente la cosa si vede.
Lo stile a tratti è ancora… immaturo, sembra quasi che si stia semplificando troppo il tutto.
E a volte i personaggi agiscono in maniera un poco strana, niente di inconcepibile ma piccole cose che fanno scattare un campanello.

E con questo penso di aver esaurito gli argomenti contrari a questo libro.

E’ un fantasy, prima parte di una trilogia (ovvio) di ampio respiro, epica e complessa.
Per complessa intendo che comprende tradimenti, profezie, viaggi nel tempo, antichi poteri, creature immortali o quasi, creature leggendarie, manovre politiche.
Tutti elementi interessanti, che mescolati per bene rendono la storia intrigante e avvincente, facendo sì che si sia sempre tentati di leggere ancora un capitolo prima di chiudere il libro e dormire.

Partiamo da una situazione atipica che vede il regno ancora sotto gli effetti della dura guerra civile di venti anni prima, quando la classe dominante di maghi era stata rovesciata nel sangue.
E per salvarsi, i praticanti arti magiche avevano concordato dei precetti ai quali ogni “dotato” sarebbe stato obbligato a sottostare. Una magia così potente da marchiare ogni mago nel mondo, e da piegarlo a questo giuramento rendendogli impossibile usare la magia per attaccare altre persone.
Il che, visto che invece queste persone normali sono ora dotate di meccanismi che inibiscono i poteri magici, o che li sradicano dalle persone, oltre che da dispositivi capaci di individuare magie in corso… e ovviamente visto che sono i “normali” ora ad avere il potere… significa che i dotati sno ghettizzati, maltrattati e in costante pericolo di vita.

I nostri protagonisti sono tre ragazzini “dotati”, addestrati in una delle poche scuole di magia ancora esistenti.
Tre amici, ma ognuno con una storia diversa alle spalle, e un destino che lo porterà in una direzione ben precisa, mentre antiche minacce tornano reali e i pericoli di una guerra sanguinosa si scontrano con i giochi di potere interni al regno.

Mi è piaciuto l’ampio respiro della storia, mi è piaciuta l’ambiguità che si è cercata di dare ai personaggi con cui i nostri si trovano ad avere a che fare, senza sapere di chi potersi realmente fidare. Mi è piaciuta la parte sui viaggi nel tempo.
Purtroppo non sempre i colpi di scena sono stati tali, ma nel complesso si tratta di una bella storia, oltre che ovviamente piacevole da leggere e scritta abbastanza bene. Tanto più trattandosi di un esordio, il che fa sperare che il seguito mostrerà un’evoluzione stilistica positiva, limando i difetti di questo primo libro.

Ho letto di paragoni con Jordan e Sanderson, e posso capire il motivo cercandolo nella visione globale e nelle trovate.
Ma onestamente a me ha fatto pensare a Feist, alla saga di Riftwar, proprio per i protagonisti e per le loro evoluzioni.

Un autore e una saga da tenere d’occhio.

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28 giugno 2015 - Posted by | Islington James | , , , ,

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