La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Midnight tides


 

Formato: Digitale
Lingua: Inglese
Prezzo: € 7,46
Pagine versione cartacea: 628
Data di pubblicazione: 2004
Saga: The Malazan book of the fallen
Gardens of the moon (1999)
Deadhouse gates (2000)
Memories of ice (2001)
House of chains (2002)
Midnight tides (2004)
The bonehunters (2006)
Reaper’s gale (2007)
Toll the Hounds (2008)
Dust of dreams (2009)
The crippled God (2011)

E anche questa volta Erikson mi ha stupito.
Pensavo di essere ormai abituato ai suoi repentini cambi di ambientazione ad ogni nuovo libro di questa saga, ma non mi aspettavo… questo.

Un libro che è il racconto di Trull Sengar, il Tiste Edur conosciuto nel precedente volume della serie.
Il racconto della sua gente, la sua storia, il viaggio che lo ha condotto alla prigionia da cui viene liberato quando lo incontriamo in House of Chains.

E’ quindi un libro che racconta un antefatto, un prologo, ci fa fare un passo indietro.
Ma ci mostra scene del passato tra Tiste Andii e Tiste Edur, ci mostra le macchinazioni del Crippled God, ci fa conoscere nuovi personaggi.

E ci racconta la storia dei Letheri, un tempo parte del Primo Impero, colonizzatori di un continente lontano rimasti poi separati dal resto del mondo, in tutti i sensi, avendo anche una visione di magia e divinità tutta loro.
La storia di un regno che sognava di diventare Impero, un regno fondato sull’oro e sulla valuta, un regno che si scontrerà con le tribù Edur riunite dal misterioso Re Stregone.

La storia della nascita di un Impero, dello scontro di due civiltà.
La storia di due famiglie, di due gruppi di fratelli.

Da una parte i Sengar, per gli Edur. Trull, che già conosciamo, ma anche Fear, maestro d’armi; Binadas, uno stregone; Rhulad, giovane e ambizioso.
E dall’altra i Beddict. Hull, un tempo campione del regno da cui è stato tradito, e ora anima persa che vaga meditanto vendetta; Brys, Campione del Re; Tehol, genio delle finanze desideroso di rovesciare il sistema iniquo su cui si fonda la sua stessa civiltà.

In pratica, direi che con il precedente volume Erikson si è divertito a mostrare qualcosa di diverso da quanto visto finora (la storia di Karsa) e ha deciso di scrivere un libro intero su questa falsa riga, più o meno.
Il risultato è questo volume, una bella storia condita da momenti divertentissimi ogni volta che si assiste ai dialoghi tra Tehol e il suo servo Bugg, dialoghi degni di un Terry Pratchett o di uno Stefano Benni. Ecco, malgrado in passato ci fossero stati momenti divertenti nelle sue storie non pensavo Erikson fosse in grado di essere così tanto comico, alla bisogna.

Probabilmente uno dei volumi migliori fino a ora, guastato solo leggermente dal finale un po’ affrettato e in cui tante trame preparate a lungo si sono risolte quasi in un nulla di fatto, lasciando un po’ di amaro in bocca.

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26 giugno 2015 - Posted by | Erikson Steven | , , ,

5 commenti »

  1. Io devo ancora trovare la forza di leggere House of Chains…

    Commento di Bruno | 27 giugno 2015

  2. Trovala, trovala!
    Questi due libri staccano un po’ dagli schemi degli altri e ci mosttano un’altra zona del mondo e altri personaggi.

    HoC mostra totalmente un nuovo personaggio, un’epopea con un protagonista degno quasi di Conan.
    MT ci porta indietro invece mostrandocinla nascita di un impero e ricollegandosi a HoC e ai libri futuri, che incontreranno questo nuovo impero

    Commento di tanabrus | 27 giugno 2015

  3. Io sinceramente preferirei che fosse fatta più chiarezza e si procedesse nell’approfondire la storia delle parti del mondo che abbiamo già esplorato con fatica. Proprio il fatto che Erikson oltre a proporre una narrativa così complessa costringa a un passo per nulla lineare è il più grosso disincentivo (ovviamente tutto IMHO) a continuare.

    Commento di Bruno | 27 giugno 2015

  4. Questo volume presenta una nuova parte di mondo e non ha i personaggi che preferisco (Karsa, Ben lo Svelto, Anomander Rake), ma lo ritengo forse il migliore della serie finora letto: fa una disamina lucida sulla società e sul suo basarsi sul denaro e sui debiti che è specchio perfetto di quella attuale. Magnifico.

    Commento di M.T. | 27 giugno 2015

  5. […] Gardens of the moon (1999) Deadhouse gates (2000) Memories of ice (2001) House of chains (2002) Midnight tides (2004) The bonehunters(2006) Reaper’s gale (2007) Toll the Hounds (2008) Dust of dreams (2009) […]

    Pingback di Toll the hounds « La torre di Tanabrus | 6 ottobre 2015


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