La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Il labirinto


 

Formato: Digitale
Lingua: Italiano
Prezzo: € 2,99
Pagine versione cartacea: 428
Data di pubblicazione: 2009
Saga: The maze runner
Il labirinto (2009)
La fuga (2010)
La rivelazione (2011)

 

Ho cominciato a leggere questo libro con un bel po’ di timore.
Lo avevo puntato a lungo, e avevo letto buone recensioni, ma visto il genere dispotico-YA che ultimamente andava per la maggiore temevo fosse una mezza cavolata scritta per sfruttare l’onda lunga di Hunger Games.

E le premesse per la delusione (o la conferma delle aspettative bassissime) c’erano tutte, visto che l’inizio non è stato dei migliori.

Il protagonista si risveglia senza memoria (anzi, senza parte della memoria… ricorda il suo nome, e ricorda tutte le nozioni imparate a scuola, in pratica, ma non sa niente del suo passato, della sua storia, di come sia finito lì, di cosa stia succedendo nel mondo) in un ascensore che sale, e si ritrova nella Radura, dove viene accolto da altri ragazzi come lui, tutti maschi, con un loro strano slang e tantissimi segreti.
Troppi da condividere subito con il novellino appena giunto, quindi ne verranno saggiate la pazienza e l’impulsività rimandando di continuo ogni spiegazione… sia per lui che per noi.
Frustrante, ma ci sta, visto che (come scopriremo) questa scena per loro si ripete ogni mese, e alla lunga deve diventare stancante spiegare tutto all’ultimo arrivato.

Comunque alla fine la nostra pazienza viene ricompensata, e scopriamo che la Radura è un misterioso, enorme appezzamento di terra dove i ragazzi vivono, fornito misteriosamente di acqua e corrente dai Creatori (gli stessi che gli mandano con l’ascensore i nuovi arrivati, o le provviste). Circondato da un impenetrabile labirinto le cui mura si muovono di notte cambiando quindi ogni giorno. E quando si muovono le mura esterne, si muovono anche le mura che circondano la Radura, chiudendo al proprio interno i ragazzi e tenendoli al sicuro dai Dolenti, orride creature metà macchina e metà msotro che vagano per il labirinto infettando e uccidendo chi gli capiti tra le mani.

Dove sono? Perché sono lì? Perché non hanno memoria del loro passato? Chi sono i creatori, e cosa vogliono da loro?
A tutte queste domande, da due anni cercano invano una risposta.

Fino a ora.
Fino all’arrivo di Thomas, il protagonista, che viene subito attaccato dai Mutati (ragazzi sopravvissuti all’infezione dei Dolenti grazie a un misterioso Siero, che oltre a salvarli gli ha anche concesso qualche ricordo del passato) che lo ricordano da “prima”.
Poi, fatto unico nella storia della Radura, arriva un altro novellino. Un mese prima del dovuto.
Ed è una ragazza, in coma. Tutte circostanze eccesionali, tutte prime volte.
E la ragazza porta con sè un messaggio: tutto sta per cambiare.

Di ciò verranno ovviamente accusati Thomas e la ragazza misteriosa, mentre il mondo crollerà sulla Radura e i ragazzi saranno costretti a scavare dentro di sé e nel Labirinto per trovare il modo di uscire di là prima di venire fatti tutti a pezzi dai Dolenti.

Ecco, diciamo che non c’è un momento preciso in cui la storia smette di richiamare il predecessore illustre (e di annoiare con uno stile non eccelso, diciamocela tutta) per diventare invece interessante, con uno stile funzionale al racconto e improntato sull’essenzialità, sull’azione.

Però accade.
Ho cominciato la lettura aspettandomi poco e vedendo soddisfatte le mie aspettative, per poi scoprirmi sempre più interessato al libro, con le pagine e i brevi capitoli che volavano sotto i miei occhi.

Rimanendo avvinghiato in questa storia di ragazzi usati come topi di laboratorio, messi alla prova, studiati, esaminati, controllati, testati. Accenni di disgrazie globali e di vite misere si sprecano, ma contano il giusto visto che questo libro è dedicato solo alla Radura e al Labirinto, al mondo artificiale in cui vivono, combattono e muoiono questi ragazzi. Uniti e legati tra loro, a differenza di Hunger Games in cui avevamo un tutti contro tutti.

Non c’è molta introspezione, e malgrado alcuni personaggi vengano caratterizzati abbastanza non arriviamo a conoscerne realmente nessuno, non si arriva mai a provare empatia o vicinanza con loro. Questo è probabilmente il difetto principale del libro, dovuto immagino alla scelta stilistica di rimanere leggeri e scorrevoli, non volendo appesantire la lettura con troppa psicologia, troppi viaggi interiori, troppe analisi dei rapporti.
Comunque il libro sorprende, cattura senza che ci se ne accorga e senza averlo preventivato.

Promosso a pieni voti.

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23 giugno 2015 - Posted by | Dashner James | , , , , ,

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