La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Saltatempo


 

Autore: Stefano Benni
Formato: Digitale
Lingua: Italiana
Prezzo: € 1,49
Pagine versione cartacea: 272
Data di pubblicazione: 2001

 

Ho trovato il mio nuovo libro preferito di Benni.

In questo libro è sempre presente l’umorismo satirico e travolgente dell’autore, ma abbiamo anche una storia più seria, più reale, più ancorata al territorio.

E la parte surreale diventa un pretesto, più che in altri libri, per raccontare una storia.
La storia di Saltatempo, un bambino di un paesino di montagna, innocente e ingenuo, che un giorno incontra una divinità bonaria (sarebbe Dio, ma passerà il tempo a vedere gnomi, divinità del denaro, oscure Ombre, dei greci, fantasmi di scrittori…) che gli dona l’orobilogio, la capacità di avere un secondo orologio interno (oltre a quello che tutti noi abbiamo e che ci fa andare avanti nel mondo), capace ogni tanto di fargli fare “salti nel tempo”, di fargli vedere scene del futuro, visioni di ciò che sarà.
Saltatempo vive così due vite, una è quella del ragazzo che cresce poco a poco, va a studiare in città, entra nei collettivi e partecipa al ’68; l’altra è quella del paesano, del montanaro, che non è come gli altri cittadini, che vive di sogni e fantasie, che inventa storie assurde e pensa sempre a molteplici alternative per tutto ciò che fa.

E tramite la storia di Saltatempo, col suo passare da bambino fantasioso a ragazzino alle prime cotte, da liceale comunista a liceale innamorato a liceale infedele e tradito, assistiamo alla storia dell’Italia. Alla storia dell’Italia dei piccoli centri rurali inghiottiti dal progresso, assediati dal Dio Denaro che corrompe gli uomini e li cambia, trasformando gente un tempo unita in nemici che si guardano quasi con sospetto, incapaci di difendersi dall’avidità e dalla corruzione protette da polizia e legge. Un declino che Saltatempo vede due volte, prima tramite le sue visioni e poi vivendolo di persona.

Ma non c’è solo la storia italiana, c’è anche e sopratutto Saltatempo.
Saltatempo e suo padre falegname, comunista e nemico giurato del corrotto sindaco progressista.
Saltatempo e i suoi amici d’infanzia, divisi dal destino e dalle strade che intraprenderanno crescendo.
Saltatempo e il suo primo bacio, Saltatempo e l’impatto con la città, Saltatempo e l’impatto con la politica studentesca.
Saltatempo e Selene, il suo primo amore, il suo grande amore, la sua gioia e la sua disperazione.
La storia di un amore combattuto e per il quale i due ragazzi hanno dovuto combattere, divisi dalla distanza, dai pregiudizi dei genitori di lei, da ideologie, dai mondi in cui vivevano, dai tempi coi quali vivevano, dagli errori commessi da entrambi.

La storia tra Saltatempo e Selene resta dentro, così come resta dentro la storia del guerriero Gancio, della mitica squadra di calcio della Dinamo, dei nostalgici filosovietici del paesino, e più in genere di tutti i personaggi particolari e un po’ matti che la penna di Benni ci disegna davanti agli occhi, mentre sullo sfondo l’Italia passa dale macerie del ventennio al ’68 e agli anni di piombo.

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16 giugno 2015 - Posted by | Benni Stefano | , ,

1 commento »

  1. Uno dei miei preferiti di Benni, se non il migliore. Concordo in tutto. Qui riesce davvero a fondere storia, Storia e surreale come solo lui sa fare.

    Commento di Ema | 22 giugno 2015


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