La torre di Tanabrus

Did you miss me?

L’uomo di Marte


 

Autore: Andy Weir
Formato: Digitale
Lingua: Italiana
Prezzo: € 0,99
Pagine versione cartacea: 371
Data di pubblicazione: 2012

 

Questo libro ha fatto molto clamore, e devo dire che il successo ricevuto (culminato recentemente nel film in produzione adesso) è meritato.

E’ la storia di Mark, uno dei sei astronauti della terza missione umana su Marte.
Una missione che doveva durare un mese, con ricerche ed esperimenti ben precisi da svolgere prima di ritornare a casa.
Una missione abortita di corsa dopo una settimana a causa di una fortissima tempesta, con l’equipaggio che torna a casa. Senza Mark.
Scopriremo andando avanti con la lettura che Mark era rimasto trafitto da un’antenna ed era finito distante dai compagni, invisibile a loro per la tempesta di sabbia, con i sensori della sua tuta che lo davano per morto.
E malgrado ciò avevano tentato fino all’ultimo di recuperarlo, i poveracci, prima di dover abbandonare ogni speranza e fuggire.

Invece è sopravvissuto.
Risvegliandosi da solo su Marte, consapevole che la colpa non fosse certo dei suoi compagni ma della sfortuna. Sfortuna che gli ha anche distrutto ogni possibile mezzo di comunicazione con loro o con la NASA, lasciandolo da solo ad affrontare un grande problema: come sopravvivere.
Le provviste e le apparecchiature sono rimaste, e Mark sfrutterà fino in fondo le sue competenze di botanico e di ingegnere per tirare avanti giorno per giorno, con l’obbiettivo iniziale di rimanere in vita fino all’arrivo della successiva missione spaziale e farsi portare a casa.

La narrazione principale è affidata a Mark e alle sue annotazioni vocali sul diario di bordo, ma a questa andando avanti si alterneranno le vicende terrestri -con la NASA che dai satelliti scoprirà che Mark è sopravvissuto e cercherà di trovare il modo di portarlo in salvo- e le vicende dell’equipaggio -dalla desolazione e dallo sconforto della loro fuga alla scoperta della sopravvivenza di Mark e della possibilità di salvarlo-.

La storia prende, cattura totalmente, e fino all’ultimo si rimane incerti su quale sarà il finale.
Mark si salverà? O l’ultima annotazione sul diario sarà un addio dell’astronauta, prima di morire o di uccidersi?
E’ però una storia molto tecnica. Mark è un ingegnere, i suoi interlocutori sono ingegneri di vario tipo, e ogni passo che compie verso la salvezza è costellato di operazioni tecniche, tentativi, ricalibrazioni, modifiche ai sistemi.
Tutte cose che, se fossero state dette in maniera sbrigativa e approssimativa, avrebbero probabilmente reso il libro un terzo di quanto non sia in realtà.
Non ho le competenze per stabilire quanto sia realistico tutto quanto scritto da Weir, ma immagino lo sia abbastanza. Quantomeno lo suona.
Forse però in certi punti diventa fin troppo tecnico, rischiando di annoiare e spingendo il lettore ad andare avanti alla fine dell’esperimento per tornare a emozionarsi con le vicissitudini di Mark e della NASA.

Un bel libro, fosse stato un po’ meno tecnico (e con questo intendo anche che poteva magari tagliare qualche giorno -qualche Sol- di esperimenti e prove e lavori) sarebbe stato un grandissimo libro.

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12 giugno 2015 - Posted by | Weir Andy | , , , , , ,

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