La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Tutte le avventure di Arsenio Lupin


Autore: Maurice Leblanc
Formato: Kindle
Lingua: Italiano
Prezzo: € 1,99
Pagine versione cartacea: 2280
Data di pubblicazione: 2012

Un mammuth è sempre un libro da prendere con cautela.
Non è tanto la mole, quanto l’enormità del tutto, la varietà delle storie, da leggere poco a poco, da digerire con calma.

In questo caso si trattava delle storie di Arséne Lupin, il famigerato ladro gentiluomo.
Ho così scoperto che ci sono state diverse fasi nella sua vita.

 

La prima fase è senza dubbio quella del ladro.
La sua struttura si crea poco a poco con i racconti brevi, per poi sublimarsi nei primi libri.
Ladro trasformista, formidabile lottatore, dotato di un ingegno senza pari, di un’indomita forza di volontà e di un carisma irresistibile.
Rifugge gli omicidi ed è un grande amatore.
Ama il furto sopratutto per il rischio, ama il pericolo, gli imprevisti, l’improvvisazione.
I racconti sono ancora acerbi, i libri andando avanti diventano notevoli

 

Poi abbiamo la fase del patriottismo, successiva alle pene d’amore che lo avevano visto cercare il suicidio invano.
Si arruola così nella legione straniera, ottenendo successi strepitosi in sequenza e arrivando a conquistare un regno da devolvere alla Francia, già pacificato e disposto al governo.
Un regno che poi donerà al primo ministro una volta tornato in patria, anche se in anticipo rispetto ai suoi piani visto che in questa fase spesso compare saltuariamente in Francia per aiutare conoscenti o persone che in qualche modo riescono ad attirarne la curiosità.
Quando ha un ruolo di secondo piano le storie sono deboli, migliorano solo quando lui compare maggiormente.

 

Dopo questa fase, Lupin torna in Francia stabilmente.
E con varie identità finisce a fare un po’ il poliziotto. Certo, lo aveva già interpretato in passato arrivando a dirigere la Surete, ma in questo caso riusciamo a vederlo in azione, sia come investigatore di supporto alla polizia che come brigadiere, che come collaboratore esterno.
In queste circostanze spesso viene riconosciuto, ma ormai gode quasi sempre di notevoli appoggi ai vertici del governo, frutto della seconda fase della sua carriera, che gli consentono di essere al di sopra e al di fuori della legge. Ormai non è più una minaccia, rubacchia poco e offre grandi servigi allo stato, quindi si tende a chiudere un occhio e a sfruttarne la mente prodigiosa.
E poi, la fase della decadenza.
Si ritira, o ci prova.
Vuole godersi i soldi, ma i nemici provenienti dal passato lo braccano.
Nemici personali, come la contessa di Cagliostro, o nemici della storia, sulle tracce di un manoscritto di un suo avo.
Comunque è un Lupin che accusa la stanchezza, che vuole solo ritirarsi in pace e starsene tranquillo, magari facendo qualcosa di buono per il mondo.
Non rinuncia al furto  e non disconosce niente di quanto fatto, ma ora il furto è funzionale al finanziamento dei suoi progetti filantropici.Non è un gran periodo anche per le storie.

 

Di media non sono grandissime storie, ma ci sono alcune perle e sopratutto  si tratta di un personaggio ormai entrato nell’immaginario collettivo, grazie anche e sopratutto all’anime di Lupin III, quindi direi che si è trattato di una lettura meritevole.

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28 gennaio 2015 - Posted by | Leblanc Maurice | , , ,

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