La torre di Tanabrus

Did you miss me?

I migliori libri del 2014


Dopo i libri italiani, dopo i peggiori libri letti, dopo le statistiche… eccoci al piatto forte, i libri consigliatissimi da me medesimo!
Cominciamo con un libro letto all’inizio dell’anno, regalo di un amico. Un libro commovente e doloroso, Oscar e la dama in rosa di Eric-Emmanuel Schmitt. Un libro delicatissimo su un bambino, Oscar, malato terminale… scritto divinamente, affronta l’argomento in un modo in cui posso dire di aver visto giusto Benigni affrontare il tema dell’Olocauso nel suo capolavoro La vita è bella.

Il Cryptonomicon di Neal Stephenson è un libro che mi era stato consigliato vivamente da quella vecchia volpe di Valberici.
E come sempre, ci aveva colto in pieno.
Una storia a cavallo di più generazioni, che salta dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri (più o meno).
Adesso, abbiamo una startup informatica che si espande in oriente, ma che mira anche ad altro mascherando le proprie attività con quelle ufficiali.
Nel passato incontriamo Waterhouse, un matematico che in breve diviene esperto di crittaggio e decrittaggio, impiegato nella guerra contro i nazisti al fianco di nomi illustri nel campo. E Shaftoe, un soldato che finirà alle sue dipendenze senza mai realmente incontrarlo… così come i loro discendenti, destinati a incontrarsi, ignoreranno il legame che unisce le famiglie dal tempo della grande guerra.
Una storia magistrale su due piani temporali, che unisce l’azione alla matematica e la storia alla fantasia, scritta alla perfezione.

 

Il primo libro letto di China Miéville mi era piaciuto, ma era anche stata una lettura faticosa al punto che avevo deciso inconsciamente di mettere per un po’ questo autore in pausa.
Sono tornato a leggerlo con quello che bene o male è il seguito di Perdido Street Station, The Scar, e mi sono reinnamorato di China.
Un’ambientazione sorprendente, una storia di pirati ambientata nel mondo fantastico creato dalla sua fervida e assurda immaginazione, con l’indimenticabile città galleggiante di Armada.
Affascinante e avvincente.

Ho amato la saga di Mistborn di Sanderson, anche se il secondo volume (dopo che il primo era stato una vera e piacevolissima sorpresa) mi aveva lasciato un po’ di dubbi. Ma proprio per via del secondo volume non all’altezza del primo avevo provato un po’ di timore ad affrontare il terzo e ultimo libro della serie, The hero of ages.
Sarebbe stato come il secondo, o Sanderson mi avrebbe stupito come in precedenza?
La risposta fortunatamente è stata la seconda, e questo ottimo libro chiude la trilogia alla perfezione, rispondendo a ogni dubbio e spiegando tutti i lati più oscuri delle vicende viste nei volumi precedenti.
E mostra il lavoro certosino fatto dall’autore in materia di worldbuilding, ma anche quanto sia difficile salvare il mondo anche se si hanno poteri illimitati e tutte le migliori intenzioni del mondo.
Ottimo finale di un’ottima saga.

 

 

Il Monaco, di Matthew Gregory Lewis, mi era stato consigliato dalla mia khaalesi.
Un capolavoro della letteratura gotica.

Elianto, di Stefano Benni, è un altro libro arrivato in regalo.
Una stupenda storia fantastica che non lesina critiche sociali nascoste dietro un sorriso o una risata fragorosa.
Il libro che mi ha fatto innamorare di questo autore.

 

The screaming staircase, dell’eccellente Jonathan Stroud, è il primo libro della sua nuova serie, Lockwood & co., una serie che si pone a metà tra lo young adult e gli anime o i manga giapponesi.
Ambientato ovviamente in Inghilterra, ci mostra però un’Inghilterra alternativa. In questa realtà, per via di un evento misterioso, i morti hanno preso a palesarsi. I fantasmi sono ovunque, e possono essere letali. Certi materiali li respingono, così come l’acqua corrente, e le città sono state rimodellate in base a queste scoperte. Ma sopratutto, alcuni bambini molto dotati li possono vedere e combattere, un dono che perdono crescendo. Quindi abbiamo una società adulta che addestra e schiera in prima linea contro il soprannaturale dei bambini.
Una serie da acchiappafantasmi, un horror YA scritto magistralmente da uno dei migliori autori spuntati fuori negli ultimi anni.
Come sempre, Stroud ha colpito al centro il bersaglio.

 

Cos’è Ubik, come si chiederebbe all’interno del libro?
Ubik è un libro stupendo di Philip Dick, risponderei io. Un libro che è Matrix scritto nel 1969, un libro che al confronto Inception è facile da seguire.
Un libro che è fantascienza allo stato puro, la fantascienza che precorre i tempi e genera sogni.

 

Anche questo Il signore degli orfani, del premio pulitzer Adam Johnson, è stato consigliato fortemente da Valberici, e anche questo libro si è rivelato un capolavoro.
Una storia incredibile e avvincente nella Corea del Nord, uno sguardo sulla dittatura e sulle vite delle persone che vivono sotto tale dittatura.
Indimenticabile.

Ultimo libro di Neil Gaiman, L’oceano in fondo al sentiero è un vero capolavoro.
Delicato, elegante, pieno di fantasia ma anche di rimpianti per l’infanzia.
Un libro che entra dentro e vi mette radici.

 

I libri di Andreas Eschbach hanno un solo difetto: sono introvabili, o peggio non sono tradotti in italiano. Come in questo caso.
Per leggerlo ho dovuto buttarmi sulla versione inglese, non essendo io in grado di leggere il tedesco.
Ma ne sarebbe valsa la pena… perchè Lord of all things è un libro di fantascienza stupendo, muta mentre lo leggiamo, è camaleontico e al tempo stesso sempre fedele a sé stesso.
Ed è coerente dall’inizio alla fine, non ha buchi narrativi, alla fine tutto torna e niente risulta omesso o mancante.
Inconcepibile che non sia tradotto in Italia, e che gli altri libri tradotti siano praticamente introvabili.

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31 dicembre 2014 - Posted by | Benni Stefano, classifiche di fine anno, Dick Philip, Eschbach Andreas, Gaiman Neil, Johnson Adam, Lewis Matthew Gregory, Mieville China, Sanderson Brandon, Schmitt Eric-Emmanuel, Stephenson Neil, Stroud Jonathan | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

4 commenti »

  1. Sì, Il Campione delle Ere risolleva la trilogia Mistborn dopo che c’era stato un calo nel secondo volume.
    E parlando di Sanderson, Parole di Luce e Steelheart sono state le mie due letture migliori di quest’anno.

    Commento di M.T. | 31 dicembre 2014

  2. Toh, quest’anno abbiamo qualche libro in comune. Assolutamente d’accordo per quanto riguarda il terzo volume di Mistborn (che pensavo avessi già letto: ho conosciuto Sanderson grazie a te, anche se forse non lo sai) e sulla nuova saga di Strout, un po’ meno (decisamente meno, ahimè) sull’oceano in fondo al sentiero di Gaiman: ahimè, ho come l’impressione che dopo i ragazzi di Anansi abbia un pò perso la bussola (o da quando sta con la Palmer? Boh). Un altro autore che ho scoperto grazie a te (e a Rorschach) è stato Andreas Eschbach, di cui quest’anno ho letto Lo specchio di Dio e mi ha positivamente impressionato. Altro libro che abbiamo letto in comune (ma stavolta io qualche anno fa) è Ubik, e come te pure io non ho tantissime parole per descriverlo. Semplicemente un capolavoro (personalmente lo ritengo il suo miglior lavoro da me letto finora)
    Che dirti? Ti ringrazio per gli autori che mi hai fatto conoscere, quest’anno, continuerò a spulciare la tua libreria per avere idee per l’anno prossimo e rilancio provando a suggerirti pure io qualche libro che ho apprezzato parecchio, e sorpresa delle sorprese (per quelli che son i miei gusti almeno) non son libri di genere: Amabili resti, di Alice Sebold, di cui Peter Jackson ha tratto un bel film (almeno uno nella sua carriera, ok, ora sarò linciato), è la storia di una ragazzina che viene ammazzata e racconta la ricerca del suo cadavere dall’aldilà, ma come lo potrebbe raccontare una ragazzina di 14 anni. Davvero molto dolce e commovente; Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop (pure da questo ci han tratto un film bellissimo), che credo sai già di cosa parli: se non lo sai, Alabama, prima metà del secolo scorso, un rapporto omosessuale tra due donne così leggero, delicato e sopratutto non indottrinante che spesso ti poni pure il dubbio che l’omosessualità sia trattata in questo libro. Anche perchè fondamentalmente è lo spaccato della vita in Alabama nella prima metà del secolo scorso. Un libro che buonisti e politically correct non potranno mai scrivere, per il semplice fatto che… non lo è! Chiudo suggerendoti Qualcuno volò sul nido del cuculo (eh, si pure questo film famoso) di Ken Kasey. Anche qua, piuttosto che spaccarci la coglia con il maltrattamento ai malati di mente (che di fatto nel libro non c’è) sembra quasi un tentativo di insegnare ai pazzi di esserlo davvero, ma senza farsi comandare da nessuno. Un libro sulla libertà, anche sulla libertà di essere pazzi.

    Buon Anno nuovo e buone nuove letture, Tan!! 🙂

    Commento di JackVenom | 31 dicembre 2014

  3. Parole di Luce devo ancora leggerlo, Steelheart molto molto bello!

    Commento di tanabrus | 31 dicembre 2014

  4. Grazie Jack 🙂
    Amabili resti è da tempo in wishlist, gli altri li inserisco!

    Commento di tanabrus | 31 dicembre 2014


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